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Con questo numero di
settembre la rivista “L’Eco di Lourdes” vuole ricordare
l’ottantesimo anniversario della sua prima pubblicazione
avvenuta nella nostra regione. Già il titolo la dice lunga,
“L’Eco di Lourdes“, che racchiude in sè la volontà di
raccontarci tutto quello che avviene nella piccola città ai
piedi dei Pirenei, ispirandosi
ai ben noti
quotidiani l’Eco d’Italia della Città del Vaticano, o
l’Eco di Bergamo, quest’ultimo ancora
oggi in piena attività e portavoce del mondo
cattolico della città lombarda. Il suo primo numero stampato
nel formato
ottavo piccolo, infatti, uscì nel lontano marzo del 1930 con
la benedizione dell’allora Arcivescovo di Bologna, Cardinale
Giovanni Battista Nasalli Rocca di Corneliano (Piacenza 1872
- Bologna 1952), come appare nella copertina di questo
numero
dell’Eco di Lourdes.
Il primo bollettino
unitalsiano regionale, molto semplice che esce in soli
quattro fogli, va ad affiancare, il periodico del Comitato
nazionale “Pro Palestina
e Lourdes”, che
rimane sempre l’appoggio morale e materiale nello
svolgimento del servizio rivolto ai malati e
nell’organizzazione dei pellegrinaggi.
Divenne ben presto un
vincolo di unione tra i soci e di propaganda della Sezione
Emiliano-Romagnola, il mezzo per la raccolta di offerte e di
formazione del personale.
Il direttore
responsabile della testata è il Presidente della
Sezione Emiliano-Romagnola, Padre Dott. Raffaele Grassi, che
dopo il saluto alle Gerarchie superiori, al personale della
Sezione, ai Malati, prosegue con la cronaca della Sezione,
evidenziando la data del
pellegrinaggio nazionale a Lourdes che vedrà anche la
partecipazione del nostro
Cardinale. Prosegue con l’invito alla capillare
collocazione dei 40.000 biglietti della lotteria che
permetterà di affrontare le notevoli spese
dell’organizzazione del suddetto pellegrinaggio.
Ancora s’impartiscono le
disposizioni e i servizi per la prossima “Giornata
Lourdiana“ che si terrà nella chiesa di san Paolo Maggiore
con il valido concorso dello zelantissimo Parroco don
Anselmo Schiassi. Ne affida la stampa alla Tipografia
Sordomuti di via Nosadella 49 di Bologna . Il Vicario
Generale F. Gallinetti ne concede l’Imprimatur.
Il secondo numero esce
ampliato con otto pagine ed iniziano le prime
collaborazioni. Il Direttore della testata scrive
l’introduzione del mensile, (oggi il termine corrente è
scrivere l’editoriale); i primi guariti nei pellegrinaggi
mandano le loro esperienze, così questo nostro secondo
numero accoglie le esperienze, la testimonianza della sig.ra
Pia Artioli di Carpi.
La redazione mette le
mani avanti assicurando che le pagine non saranno sempre
otto, ma un’alternanza fra le quattro e le otto a seconda
delle necessità della materia da pubblicare. Appare la prima
rubrica: Cronaca della Sezione, i primi elenchi dei
responsabili delle Sottosezioni, le comunicazioni degli
incontri, i resoconti delle manifestazioni, le beneficenze
distribuite, gli elenchi del personale che ha rinnovato
l’iscrizione annuale, la prima poesia “La grotta di
Borgotossignano” (sic) di Luigi Orsini, gli orari dei treni,
i termini ultimi per iscriversi ai pellegrinaggi.
Appaiono i primi numeri
speciali con servizi puntuali e documentati corredati da
immagini fotografiche che ci mostrano i volti e ci
ricordano le guarigioni istantanee della sig.ra
Marabini Maria di Bologna, avvenuta a Lourdes
nel settembre del 1908 o quella di suor Angelica
Morisi delle Minime dell’Addolorata, oggi dell’ordine Santa
Clelia Barbieri, avvenuta presso le piscine il 30 aprile del
1911.
Seguono ancora ulteriori
servizi sulle guarigioni di Zuccarelli
Artenice di Campagnola Emilia dell’agosto del 1924,
di Cattivelli Ines di Croce Santo Spirito (Pc) nell’agosto
1925. Le grazie benedette della Vergine dei Pirenei
accarezzano ancora la nostra regione con le guarigioni di
Cangini Isolina di San Colombano (Fo) , e di Galli Corinna
di Pieve Ottoville (Pr) avvenute durante il pellegrinaggio
nazionale del settembre 1926, così pure quella di Maltoni
Luisa di Galeata (Fo) nel 1928. Commovente la poesia in
morte del fanciullo malato, Leonildo Grandi di Bazzano (Bo)
deceduto a Lourdes il 29 agosto del 1924 e composta per lui
dal Card. Pietro La Fontaine, Patriarca di Venezia.
Curiose ma molto
interessanti le disposizioni per la partenza del Treno
violetto B: in partenza da Bologna per Lourdes dal
13 al 21 agosto dell’anno 1930 che mi piace qui
riportare, che oggi per i ritmi della vita moderna e i mille
impegni ci assillano non sapremmo di certo accettare. “Il
personale a san Paolo“ Medici, Brancardiers, Infermieri
siano pronti ai loro domicili per le ore 5,15 del mercoledì
13 agosto per essere, secondi i turni comunicati in
precedenza, trasportati con le auto a S.Paolo. “Funzione di
inaugurazione“
avrà luogo a S.Paolo di Città mercoledì 13 agosto alle ore 6
precise e sarà compiuta da S.E. Rev.ma il Sig. Cardinale
Arcivescovo. Vi interverranno i Signori Medici, e i
Brancardier, le Infermiere e quei malati di città che
possono camminare.
Tutti faranno la S.
Comunione. “Trasporto dei Malati di città e del personale
alla Stazione” Dopo la funzione, le stesse auto
trasporteranno alla stazione il personale e i malati, mentre
i pompieri e la Croce Verde si recheranno ai domicili dei
malati impotenti a camminare per condurli alla stazione.
Detti malati siano pronti col loro bagaglio alla porta di
casa per le ore 7. “Malati della Romagna e Provincia”.
All’arrivo a Bologna dei loro treni troveranno sul
marciapiede il personale, che li trasporterà al treno
speciale. Questo sarà pronto fin dalle ore 7 sul 4° binario
del piazzale Ovest. Gli allettati saranno aiutati dal
personale nella discesa dal vagone e condotti a quello della
Croce Rossa. “Pratiche di pietà”. Tutti si dispongano al
pellegrinaggio con la preghiera e la frequenza ai SS.
Sacramenti, che potranno ricevere in treno, secondo l’orario
che sarà dato, e soprattutto a Lourdes. Si mantenga il
raccoglimento e il silenzio nelle ore del mattino e serali.
Si ricorra liberamente agli Assistenti spirituali, muniti
del proprio distintivo, per consiglio, confessioni, ecc. Si
eserciti la carità con tutti, specialmente con quelli del
proprio gruppo in treno e la pazienza negli inevitabili
sacrifici che importa anche l’organizzazione la più perfetta
(sic). Solo con la preghiera e col sacrificio potremo
renderci meno indegni di ricevere le misericordie del
Signore. “Viaggio in Italia” Lo si compie col ribasso del
30% secondo la richiesta acclusa. E’ a carico di ciascuno.
Per gli orari, si consulti lo specchietto apposito e si
lasci l’ora precisa di ritorno alla famiglia. E’
assolutamente necessario il trovarsi in stazione prima
dell’arrivo del treno col bagaglio pronto, col biglietto
fatto, col cartellino violetto, recante il nome e il gruppo,
attaccato al petto e ben visibile. Un altro cartellino, per
l’ospedale di Lourdes, come pure la medaglia con coccarda
tricolore, il libretto di pietà e quello dei gruppi, saranno
consegnati in treno. Si faccia attenzione ai Brancardiers
(portatori) che sono muniti di bracciale viola sormontato da
una croce bianca e alle Infermiere in abito grigio e velo
azzurro. “Bagaglio”. Si riduca al minimo e comprenda: una
posata completa, bicchiere, tazza, piatto, il tutto
possibilmente in alluminio, tovagliolo, asciugamano, sapone
e un piccolo cuscino. I colli abbiano tutti già attaccato il
cartellino violetto col cognome e il nome e il numero del
Gruppo. “Abiti”. Ricordino tanto le Infermiere che le malate
che vanno a Lourdes in pellegrinaggio. Sia perciò assoluta e
severa la modestia dell’abbigliamento e non solo di quello
esteriore, ma anche e soprattutto dei sott’abiti, per il
rispetto dovuto a se stesse e agli altri, specialmente nelle
corsie. Le camicie siano accollate e con maniche, le sottane
coprano interamente il ginocchio. “Vitto”. La Sezione ha
predisposto la distribuzione tanto ai malati che al
personale di tutti i pasti necessari sia nell’andata fino a
Lourdes che nel ritorno fino a Bologna. Non ci si carichi
perciò di altro cibo.”Acquisti a Lourdes”. I malati che
desiderano acquistare a Lourdes oggetti di pietà, cartoline,
ecc. si rivolgeranno alla Sig.na Marabini Maria,
provveditrice, che li farà loro avere senza che per questo
abbiano a perdere un tempo prezioso e tanto meno ad
abbandonare le funzioni religiose. Poi gli orari del treno
violetto (locomotiva a carbone) che da Bologna a Lourdes
impiegava la bellezza di trentadue ore circa. L’estrazione
dei numerosissimi
premi della Lotteria sezionale, fra i quali il dono
del Santo Padre. Le cronache del viaggio snervante in treno,
gli immancabili contrattempi, i disagi vissuti, ma
soprattutto la ricca spiritualità vissuta nel pellegrinaggio
spesso coronata da notevoli miglioramenti e guarigioni
concessi dalla materna bontà dell’Immacolata.
Biografia di Padre Raffaele
Grassi
Grassi Padre
Raffaele, (18/9/1879 Medicina (Bo) –
Bologna 3/2/1961). Giovanissimo entra nello studentato della
Congregazione della Piccola Missione per i Sordomuti di
Roma, qui vive alcuni anni, a fianco del Venerato Fondatore,
il Servo di Dio Don Giuseppe Gualandi, di cui è stato poi
uno dei più autorevoli testimoni per il processo Diocesano
di Beatificazione. Compiuti brillantemente gli studi
ecclesiastici nelle Università romane, fu chiamato dalla
fiducia del Fondatore alla Casa di Bologna; qui prodigò
tutte le sue energie fino agli ultimi anni, operando alla
realizzazione di propositi da lungo tempo espressi sia da
don Giuseppe Gualandi
sia dall’immediato successore.
Così nel
1905 dava inizio al periodico “Effeta” che oggi è al suo 105° anno
d’attività, umile, ma fedele voce dell’Istituto Gualandi e
della Piccola Missione. Potenziò, con intelligenza
precorritrice dei tempi, i laboratori per gli alunni, in
modo particolare, la scuola tipografica e realizzò il
complesso del cinema educativo Sordomuti. Nominato nel 1923
Consigliere, dell’Opera Pia “Istituto Gualandi”, portò nell’Amministrazione
civile dell’Opera tutta la sua competenza e le sue nobili
doti, di mente e di cuore. Nella pedagogia speciale fu
senz’altro primo.
Dal
Ministero della Pubblica Istruzione ebbe il riconoscimento
dei suoi meriti, con conferimento della Medaglia d’oro di
prima classe dei benemeriti dell’istruzione elementare. Già
dal 1908 (1) aveva inserito nello spirito della sua
vocazione speciale l’Unione Nazionale Italiana Trasporto
Ammalati a Lourdes ed ai Santuari Italiani, quando in
occasione dell’incontro di Bergamo del
Comitato Pro-Palestina e Lourdes,
fece parte della commissione organizzatrice del primo
cinquantesimo delle apparizioni, unitamente al vescovo
Radini Tedeschi, al sacerdote Angelo Roncalli segretario del
vescovo, al Conte Giovanni Acquaderni bolognese a
Mons.Giovanni Prosdocimi. L’Unitalsi lo ebbe così propulsore
delicato, diligente, entusiasta: ognora presente nei molti
pellegrinaggi a Lourdes e a Loreto, ove tutte le
manifestazioni di pietà mariana lo videro sempre in prima
fila, mentre durante i lunghi viaggi, la sua parola,
ispirata e attenta, fu sempre animatrice, tempestiva e ben
accetta. Fu ininterrottamente dal 1909 al 1961 Presidente e
Assistente spirituale della Sezione Emiliano-Romagnola.

Il 15 di febbraio del
1931 coglie una magnifica affermazione il primo convegno
regionale dei soci della Sezione Emiliana. L’inclemenza
della stagione e la novità dell’iniziativa non hanno
favorito un largo intervento dei soci, specialmente dalla
Regione. L’incontro inizia al mattino secondo lo stile
lourdiano con la celebrazione della Santa Messa ai piedi
della venerata statua della Vergine Immacolata, fatta
pervenire da Parigi dal conte Giovanni Acquaderni
nel lontano 1879, in San
Paolo Maggiore. Presiede la celebrazione il cardinale
arcivescovo di Bologna, mons. Giovan Battista Nasalli Rocca,
durante la quale i soci in gruppo compatto si accostano alla
santa Comunione. La preghiera fervorosa e raccolta è la
principale e fondamentale caratteristica dei devoti di
Lourdes, i quali l’hanno sperimentata, ai piedi della Grotta
delle Apparizioni, dove dolcezza e la sovrannaturale
efficacia della preghiera è fatta con fede semplice e
fervoroso abbandono. Così tutte le iniziative, che si
riferiscono a Lourdes, vengono poste sotto l’auspicio e la
protezione della Vergine e fecondate con la preghiera.
Alle dieci in punto, nel
teatrino delle opere parrocchiali di San Paolo, gentilmente
concesso dallo zelante e benemerito Parroco, don Anselmo
Schiassi, inizia il Convegno.
Padre Grassi, Presidente
della Sezione emiliana, che fin dal suo inizio avvenuto nel
lontano 1909 è stato l’anima ed il principale, per non dire
l’unico, sostegno attivo ed instancabile, rivolge il saluto
agli intervenuti. Saluto di soddisfazione, per lo sviluppo
da essa raggiunto, specie in questi ultimi anni. Ringrazia
il Signore di aver tanto benedetto le sue fatiche ed anche
il personale, che con tanto slancio ha cooperato allo
sviluppo dell’Opera, collaborando generosamente ed
affettuosamente.
Saluto di ringraziamento
ai presenti ed anche agli assenti, specie a quelli che
aiutarono ed aiutano con il lavoro e con le preghiere la
nostra sezione.
Saluto d’incitamento,
perché l’opera nostra è
di vera carità e, conforme all’insegnamento di San
Paolo come ricorda l’Epistola odierna.
Il Presidente comunica,
che proprio in questi giorni, per effetto del fattivo
sviluppo assunto dalla nostra sezione, ha sentito il bisogno
di nominare un Consiglio Direttivo, perché lo coadiuvi nella
mole del lavoro sempre crescente ed assuma con lui le
responsabilità non lievi della ponderosa preparazione.
Un lungo applauso di
consenso, corona le sue parole, vuol essere l’espressione
della viva gratitudine degli intervenuti per l’opera
costante e preziosa del presidente amatissimo.
Segue poi la relazione di
Suor Angelica Morisi sul reclutamento del personale
femminile e dei malati.
Suor Angelica è un nome
noto a tutti coloro che s’interessano delle manifestazioni
lourdiane ed anche largamente fuori di quest’ambiente. Chi
non ha sentito parlare della gran miracolata, che andò a
Lourdes, precisamente venti anni fa, stesa su di una tavola,
rosa dalla spondilite tubercolare e ne ritornò perfettamente
sana e da allora non ha cessato mai, tranne negli anni di
guerra (1914-1918), quando furono interrotti i
pellegrinaggi, di accompagnare i malati a Lourdes e di
servirli come infermiera, esempio e incitamento continuo,
perché segnata col
sigillo della Vergine di Lourdes? Con una competenza che le
deriva da una pratica di vent’anni e un fervore da apostola,
la relatrice ha esposto il suo intervento
che qui citiamo
integralmente:
“La SS.Vergine apparendo
a Lourdes ha detto: voglio che qui venga molta gente – Io
credo che la SS.Vergine abbia dato allora uno sguardo ai più
bisognosi, a coloro che soffrono perché da quel trono di
favori che è Lourdes li vuole consolare.Credo che lo sguardo
pietoso della Vergine si sia posato in particolare modo sui
poveri malati che si recano colà pieni di speranza,
imploranti una grazia che spesso non hanno, per concederne
loro delle ben più preziose!
Oh! Io li vedo in lunga
teoria chi in barella, chi in carrozzella, chi a piedi, i
nostri cari ammalati, che abbisognano di tanta forza per
portare con merito le proprie sofferenze. E vanno a Lourdes,
celeste dispensario di Maria, e pregano e chiedono e
piangono, chè pur le lagrime, sparse colà, sono tributo di
fede, ed ottengono sempre, sempre.
Non sempre la guarigione
del corpo, quella invece dell’anima, ottengono la
rassegnazione che oserei chiamare soprannaturale, e questo è
il miracolo permanente – Chi è stato a Lourdes sa che dico
semplicemente il vero.
Chi non li ha visti
ritornare con lo stesso carico di malanni e pur sorridenti,
desiderosi solo di ritornare là, respirare almeno una volta
ancora in quella mistica atmosfera che tutto assorbe e che
fa innalzare verso la patria celeste, direi, che la fa quasi
vedere? Poi vi sono i fortunati, secondo le viste umane;
quelli che ritornano con un’impronta tangibile della
benedizione di Maria: i miracolati.
Non è compito mio il
parlarne, ma rivolgere ai presenti il mio povero ma sentito
appello: mandate Malati a Lourdes! Ecco ciò che voglio dire,
ciò che vorrei imprimere. Così coopererete non solo a lenire
momentaneamente un dolore, a sollevare per un poco un
fardello spesso troppo pesante, ma coopererete a santificare
delle anime, a renderle più belle, più degne di Dio, più
capaci di riparare, più atte ad attirare grazie sulla povera
umanità.
E come si fa ciò? Lo dico
subito. Anzitutto prendendo cognizione dell’Opera, poi con
la propaganda esplicita. Mi spiego. Individuate un malato
adatto da condurre a Lourdes. Non tutti i malati sono
adatti. Quello che è ben disposto quest’anno non lo era
forse l’anno scorso. Dunque ognuno di voi conosce degli
infelici, tisici, paralizzati, ciechi. Ad uno, ad uno solo
rivolgete le vostre cure. Parlo a persone che hanno fede, ed
intendo parlare di malati che hanno fede viva, o per lo meno
che chiedono la grazia d’averla tale.
Dicevo, invogliatelo
questo malato, parlategli dei grandi, immensi vantaggi del
caro pellegrinaggio, prospettategli che forse potrebbe anche
guarire, ma che certamente otterrà delle grandi grazie,
purchè vada preparato. In tal modo attirate anzitutto la sua
attenzione, poi suscitate un desiderio.
Indi la preparazione
passa ad una seconda fase. Avete mai preparato un bimbo od
un adulto alla prima Comunione? Fate altrettanto. Cercate di
infondere una gran fede ed una gran fiducia in Gesù buono,
accompagnata ad una tenera devozione alla SS. Vergine, poi
fate che il cuore sia ben sgombro da ogni ostacolo….e la
grazia di Dio farà il resto. Poi visitate il malato,
informatelo di ciò che avviene a Lourdes, ed il vostro
compito spirituale sarà presto assolto. In tal modo questi
pellegrinaggi si potranno con verità dire santi, ed
offriranno al mondo distratto uno spettacolo che, per un
momento almeno, farà pensare a Dio.
Se ogni Socio presentasse
un malato alla Sezione, non basterebbe un treno! Vi pare?
Non si danno ammalati che
non abbisognano di infermiere. Dove le reclutiamo noi queste
pie Samaritane? Ovunque, fra le classi signorili e fra
l’umile gente. Iddio ha messo in special modo nel cuore
della donna il bisogno di dedizione. Andando a Lourdes
vediamo Signore avvezze a farsi servire, che nascondono
sotto il velo dell’infermiera nomi invidiabili, e donne del
popolo che con sacrificio, direi quasi, eroico, anziché
passare i giorni di loro vacanza in un meritato riposo,
vengono a Lourdes, con sacrificio anche pecuniario per
servire i malati.
Le une e le altre sono
degne del più alto encomio, al quale esse non tengono, ma
che Iddio segnerà nel libro della vita.
Oggi siamo qui appunto
per reclutare fra le socie, ed anche le non socie, queste
caritatevoli Signore, queste sante donne, anzi ne vogliamo
proprio di quelle adunate qui. La Sezione Emiliana, che ha
ottimi elementi, ha bisogno d’ingrossare le fila e, ripeto,
mi rivolgo alle presenti. Ognuna si faccia propagandista per
individuare le persone adatte da proporre. Chi non si
sentirà onorata di tale missione?
Ora diciamo una parola
del come deve essere l’infermiera Lourdiana. Soprattutto
anima di preghiera. Ha bisogno di essere unita alla Signora,
per poter trasfondere quella fede che strappa le grazie. Non
dico che deve essere una persona seria, perché solo il dirlo
potrebbe offendere. Deve essere disciplinata, amante del
sacrificio, deve vedere Gesù nel malato che serve, ed
eseguire gli ordini che riceve con spirito di fede.
Chi pensasse poi al
pellegrinaggio di Lourdes, specie con i malati, come ad un
viaggio d’onesto divertimento, sbaglierebbe. E’ un viaggio
di penitenza, - ce n’è tanto bisogno, poi la SS. Vergine
l’ha intimata – ma anche un viaggio di grande, incredibile
soddisfazione morale; è un viaggio che non offre dei comodi,
ma molti meriti, che, se non ci riposa, ci ristora lo
spirito, preparando riserve morali, oserei dire, per tutto
l’anno. Chi lo ha provato lo sa, e lo pospone a gite di per
sé ben più liete. E’ un viaggio che, facendoci diventare
desiderosi di maggior bene, ci avvicina più a Dio.
Volete persuadervene?
Provate e mi darete ragione!"
Biografia di Angelica Morisi
Morisi
Angelica, (Lorenzatico di S.Giovanni in Persiceto (Bo) 28
aprile 1881 – Bologna 11 Dicembre 1951) al secolo Emilia
Morisi. A diciotto anni, il 25 marzo 1899, entra alle Budrie
di
Persiceto nella casa Madre dell’Ordine delle Minime dell’
Addolorata, accolta da Madre Orsola Donati una delle prime
compagne di madre Clelia Barbieri ( dal 1989 Santa Clelia
Barbieri, patrona dei Catechisti). Il suo primo campo
d’apostolato fu l’Ospedale di Castelfranco Emilia all’epoca
(Bo). Il 23 settembre 1901 è ammessa alla professione dei
voti e assume il nome di Angelica.
La troviamo in seguito impegnata all’ospedale di San Pietro in Casale, poi a Villa Verde a Bologna. Nel 1903 diventa superiora all’Ospedale di Bazzano, nello stesso anno raggiunge l’Ospedale di Spilamberto (Mo) dove diventa superiora generale. Nel 1905 a soli ventiquattro anni cominciò ad avvertire i primi sintomi della malattia, che fra recidive e miglioramenti giunge al 1908, quando si aggrava e comparvero i sintomi di una spondilite tubercolare. I dolori alla colonna vertebrale e alla regione costale si acuirono, mentre le gambe non ressero più per i continui spasmi.

Posta su un
piano rigido, in assoluta immobilità rimase per oltre due
anni, fino alla sua partenza per Lourdes, da lei
espressamente richiesta. Dopo incredibili sofferenze causate
dal viaggio e dal movimento del treno. Raggiunse la
cittadina francese con il XX Pellegrinaggio Italiano che si
svolse dal 26 aprile al 3 maggio. Il primo maggio dopo tre
giorni nella piscina, si compì la sua straordinaria
guarigione: suor Angelica mentre la immergevano nella vasca
ricolma dell’acqua della fonte della Grotta, si sollevò da
sola e si inginocchiò dentro la vasca, poi ne uscì con le
proprie forze. La suora riprende a camminare, destando una
profonda impressione.
Da allora,
dopo il fatto eccezionale e soprannaturale, la vita di suor
Angelica divenne un esempio edificante di amore e di
dedizione ai sofferenti, agli afflitti, ai bisognosi di
cure. Grandi festeggiamenti l’accolgono al suo rientro a
Spilamberto, dove risiede. Dopo pochi mesi, riprese il suo
lavoro di superiora nel piccolo Ospedale militare di Mestre,
reparto infettivi. Qui rimase fino al 1918 quando a seguito
del bombardamento dell’ospedale, fu abbandonata la struttura
non più agibile. Suor Morisi raggiunge quindi l’Ospedale
militare Bertalia di Bologna, adibito a sanatorio,
rimanendovi fino alla sua chiusura. Transita poi al nuovo
Ospedale civile Arnaldo Mussolini per traumatizzati sempre
nella città Petroniana, dove lavora fino al 1941.
Dopo altri
vari incarichi, suor Angelica giunge a Roma, dove ricopre il
ruolo di Superiora nel nuovo Reparto Ospedaliero. Nella
primavera del 1951 cadde ammalata. Riportata a Bologna al
traumatologico, fu accolta dalle consorelle e amorevolmente
assistita fino alla fine avvenuta nello stesso anno,
lasciando un gran vuoto nell’organizzazione della Sezione
Emiliana.
Biografia di Giovani Acquaderni
Acquaderni Giovanni, (Castel San Pietro 1839 — Bologna
1922).
Uomo politico,
grande organizzatore, giornalista e editore. Studiò presso i
Gesuiti di Fano,
quindi alla facoltà di legge a
Bologna. Per un ventennio fece l'editore-direttore,
con sede in Strada
Maggiore, di una quindicina di periodici cattolici con larga
tiratura e gestì
uno stabilimento oleografico. Raggiunta una solida posizione
finanziaria, si
dedicò completamente alla promozione d'opere cattoliche. Nel
1866 fondò
l'"Associazione cattolica italiana per la libertà della
Chiesa in Italia”
subito sciolta dal governo; l'anno dopo, con Mario Fani,
creò la "Società
della Gioventù cattolica italiana", di cui fu presidente. Fu
tra i primi
accompagnatori di pellegrini al Santuario di Lourdes, già
dal 1875.
A Bologna nella Basilica di San Paolo Maggiore dei Padri
Barnabiti, per
iniziativa
del parroco Don Adolfo Marsigli nel 1879 è stato eretto il
primo
Santuario cittadino e della
diocesi, dedicando una Cappella alla Madonna di
Lourdes. In questa Chiesa,
si celebra tutti gli anni solennemente l'Ottavario
della Madonna dei Pirenei. La statua della Vergine,
proveniente da Parigi, fu
donata dal Conte Giovanni Acquaderni. Lo stesso fu il
promotore per la
costruzione della Cappella Italiana nella Basilica del
Rosario a Lourdes (1883-1904).
Il 24 marzo 1881 istituisce la Congregazione di N.S. di
Lourdes, approvata con decreto di Mons. Gaetano Ratta,
Vescovo ausiliare di Bologna. Il decreto prescrive
tra l'altro, la celebrazione del solenne Ottavario.
Tra le numerose iniziative da lui promosse, la fondazione
del quotidiano
cattolico a
Bologna "l'Avvenire" e del "Piccolo Credito Romagnolo" per
sostenere
le opere cattoliche (1896).

Decisivo fu il suo contributo alla fondazione del complesso
Bolognese del Sacro
Cuore
(1896-1916), da lui affidato all'architetto Collamarini. Si
può affermare
che le
maggiori iniziative cattoliche del cinquantennio
postunitario portino la
sua firma;
in particolare si prodigò dal 1903 per l'organizzazione dei
pellegrinaggi nazionali ai santuari francesi
collaborando con il vescovo di
Bergamo Mons. Giacomo Maria Radini Tedeschi,
che ebbe tanta eco e
conseguenze nella vita dei cattolici bolognesi e italiani. A
questo pellegrinaggio
partecipò
anche il nostro fondatore G.B.Tomassi. Particolarmente
apprezzato
da papa
Leone XIII°, fu da questo nominato conte.
Cfr. Giancarlo Bernahei a cura " Dizionario dei Bolognesi",
Santarini s. a.s 1989-1990, Bologna,
p.21-22; Vol Cfr.Don Renato Mori, Unitalsi Cinquant 'anni a
Parma 1935 --1985,
a
cura della Sottosezione di Parma. p.15 Cfr.
Grande Enciclopedia GE 20, Istituto geografico De
Agostani-Novara, 1976, vai°, p.97.
Cfr.
Giampaolo Venturi" Storia del Credito Romagnolo ", Laterza,
Bari 1996, p, 17-26. Cfr.
Angelo Iloncalli, " In memoria di Monsignore Giacomo Maria
Radiai Tedeschi Vescovo di
Bergamo", Società
Editrice S. Alessandro, Bergamo, 1916.
Cfr. AA. VV. " La
Basilica di S. Paolo Maggiore in Bologna, in occasione della
XVII decennale eucaristica, 1979.

L’11 febbraio del 1933 si celebra, con feste straordinarie, il 75° anniversario della prima apparizione nella Grotta di Massabielle dove la Vergine Maria apparve alla quattordicenne Bernadetta Soubirous, ignorante e povera, ma umile e pura. Per diciotto volte la Madre di Dio si mostrò alla sua piccola confidente, nella sua bellezza splendida. La vergine parlò: dalle sue labbra vennero degli insegnamenti che evocano tutta la dottrina cattolica. La sua parola ultima confermava l’opportunità della definizione dogmatica, avvenuta tre anni prima, del privilegio unico che Le fu concesso:
Io sono l’Immacolata Concezione.
Una
sorgente miracolosa segnò il suo passaggio e sotto il suo
comando si eresse una Cappella, ove le folle avrebbero
dovuto recarsi in processioni di penitenza. Si conosce il
seguito di quest’avvenimento meraviglioso, che scolpì una
data memorabile nella storia non solamente di Lourdes, ma
ancora del mondo intero.
Nel 1883 per le nozze d’argento
delle apparizioni, il Santo Padre Leone XIII, al secolo
Vincenzo Luigi Pecci concesse al santuario uno speciale
giubileo, che intensificò nel mondo intero la devozione
all’Immacolata. Il 16 luglio di quell’anno, alla presenza di
17 Arcivescovi e Vescovi, avvenne la posa della prima pietra
della Basilica del Rosario, per mezzo del legato pontificio,
il Cardinale Deprez, Arcivescovo di Tolosa.
Venticinque anni più tardi nel
1908, Mons. Schoepfer, Vescovo di Tarbes e Lourdes otteneva
dal Santo Padre Pio X,Giuseppe Melchiorre Sarto lo stesso
favore di un giubileo per le nozze d’oro di N.S. di Lourdes.
Il Pontefice nominava suo
cardinale Legato il Cardinale Lecot, Arcivescovo di
Bordeaux. Si ricordano, ancora storicamente, le grandi
giornate del cinquantenario, le folle numerose di pellegrini
che durante l’intero anno 1908, si trovarono a Lourdes. Con
piacere ricordiamo che parteciparono all’organizzazione di
quell’evento anche il Vescovo di Bergamo Mons. Radini
Tedeschi, piacentino di nascita, il Conte Giovanni
Acquaderni, e Padre Raffaele Grassi, entrambi nativi della
provincia di Bologna.

In occasione delle nozze di
diamante della prima apparizione, anche il Vescovo di Tarbes
e Lourdes Mons.Gerlier organizzò grandiosi avvenimenti e un
altro giubileo fu concesso dal Santo Padre Pio XI,
pellegrino ancora nostalgico e insieme apostolo
dell’Immacolata.
Il Presidente regionale
partecipa al pellegrinaggio nazionale per i festeggiamenti e
alle manifestazioni a Lourdes quale membro del Comitato
Nazionale pro Palestina e Lourdes e quale rappresentante
dell’Arcivescovo di Bologna. Successivamente organizzerà e
guiderà anche il pellegrinaggio diocesano di Bologna a Roma
per lucrare il giubileo straordinario indetto dal Papa Pio
XI, Achille Ratti, nel pieno svolgimento dell’Anno Santo
straordinario.
Premesso che il 2 giugno 1925
nella sala del Concistoro il Papa Pio XI aveva dichiarato
che si poteva proclamare Bernadetta, beata. La domenica
mattina del 14 giugno nella festa del Santissimo Sacramento,
la basilica di San Pietro di Roma vibrava di gioia,
brillante di luce. Sotto le sue volte e la sua cupola
dorata, una folla immensa si trovava riunita ai lati di
Madre Maria Teresa Bordenave, Superiora Generale della
Congregazione delle Suore della carità di Nevers, e di un
gran numero delle sue religiose. Appena letto il testo della
beatificazione, da ogni parte scoppiarono gli applausi.Poi
ci fu il canto del Te Deum, mentre le campane di San Pietro
si misero a suonare a festa.
Al tempo stesso un’immagine di
Bernadetta fu scoperta mostrando la veggente di Lourdes
portata dagli Angeli verso la Vergine Immacolata che le
tendeva le braccia.
Di conseguenza Bernardetta,
onorata come beata, avrà la sua festa liturgica, il suo
ufficio proprio, ovunque Roma lo permetterà. Si potranno
esporre e venerare pubblicamente le sue reliquie. Mentre Pio
XI si raccoglieva in preghiera in mezzo al coro, qualcuno si
dirige verso di lui, è il più giovane dei fratelli di
Bernardetta, Pietro Soubirous che andò ad offrire al capo
della Chiesa una reliquia della sua madrina ora beata.Il 3
agosto seguente, le spoglie di Bernardetta furono deposte
nel coro della grande Cappella del Convento Saint Giiard a
Nervers.

L'8 dicembre a Roma, nella
ricorrenza dei festeggiamenti dell’Immacolata Concezione il
Santo Padre Pio XI pronuncia solennemente la formula della
canonizzazione della beata Bernadetta Soubirous: " Per onore
della Santissima Trinità indivisibile, per l’esaltazione
della fede cattolica e per l’aumento della religione
cristiana, con l’autorità di nostro signore Gesù Cristo, dei
beati Apostoli Pietro e Paolo e la Nostra, dopo una matura
riflessione e aver spesso implorato l’aiuto divino, con il
parere dei nostri venerabili fratelli i Cardinali di Santa
romana Chiesa, i patriarchi, gli Arcivescovi e vescovi,
dichiariamo e proclamiamo Santa la beata Maria Bernarda
Soubirous e la iscriviamo nel catalogo dei Santi,
deliberando che la sua memoria sarà, con devozione,
celebrata nella Chiesa universale il 16 aprile di ogni anno,
giorno della sua nascita al cielo.Nel nome del Padre, del
Figlio e dello Spirito Santo ".

Al termine della Messa solenne
celebrata dal Papa Pio XI, viene intonato spontaneamente il
canto dell’Ave Maria dalla folla come avviene nel Santuario
di Lourdes. Giungono nella capitale tutte le Sezioni
dell’Unione e anche la nostra Emiliana da Piacenza a Rimini,
con i suoi soci, con le Dame di carità, coi suoi Barellieri,
coi Medici, con gli Assistenti e anche, perché no, con
qualcuno dei suoi Malati in condizioni di sopportare le
fatiche del viaggio. Il programma del viaggio era così
articolato: Partenza da Bologna giovedì 7 dicembre al
mattino in vetture e scomparti riservati e arrivo a Roma nel
primo pomeriggio, trasporto agli alberghi, cena e
pernottamento. Venerdì 8 dicembre ore otto partecipazione in
S.Pietro, in posti riservati alla solenne Canonizzazione –
pomeriggio : visite giubilari a S.Pietro. Sabato 9 e
Domenica 10 – Visite giubilari alle quattro Basiliche
S.Pietro, S.Paolo, S.Maria Maggiore e S.Giovanni in
Laterano.
Seguiranno le visite alle
Catacombe, alle principali reliquie della Passione e alla
Scala Santa. Infine partecipazione all’Udienza Pontificia.
Partecipazione alle cerimonie speciali fissate per il
personale della Sezione in unione alle altre dell’Unitalsi e
ai pellegrini Lourdiani – Giro turistico della città. Lunedì
11 dicembre - partenza da Roma al mattino e arrivo a Bologna
nel pomeriggio. (N.B. per quel che riguarda le camere,
queste sono a due o più letti. Chi desidera la camera a un
letto verserà un supplemento .I prezzi erano così stabiliti:
Per il solo viaggio in 3° classe in partenza da Bologna
L.74; per il solo viaggio in 2° classe L. 105.)
Per la permanenza a Roma di
quattro giorni completi, e cioè vitto e alloggio dalla sera
del 7 al mezzogiorno dell’11 dicembre, (cestino in treno)
compresi i trasporti dalla Stazione agli alberghi e
viceversa, alle Basiliche, alle Catacombe, con ritorno agli
alberghi, libretto delle visite giubilari, distintivo,
servizi, mance, ecc. Classe unica L.150, più L.5 per tassa
d’iscrizione e a copertura delle spese di organizzazione.
Particolarmente importante è
riuscita l’udienza concessa ai componenti U.N.I.T.A.L.S.I –
Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e
Santuari Italiani – che fu presieduta da S.E. Rev.ma Mons.
Cremonesi e il cui Assistente Ecclesiastico Generale era
S.E. Rev.ma Mons. Caccia Dominioni.
L’adunanza si svolse nella Sala
Clementina, con grande partecipazione in foltissimi gruppi,
delle delegazioni di tutte le regioni d’Italia, con numerosi
Assistenti ecclesiastici, Medici, Brancardiers (Sic), Dame
di Carità di Nostra Signora di Lourdes.Alla cerimonia erano
presenti il vice-Presidente dell’Unione Mons.Mancini, Il
Segretario Generale principe Enzo di Napoli Rampolla, il
vice segretario dott. Serafini, il vice-Presidente onorario
comm.Costantini, i Presidenti della 14 Sezioni d’Italia
(oggi le Sezioni sono venti, più due Delegazioni Malta e
S.Marino). Il Santo Padre, accolto al suo giungere da
vivissime acclamazioni, si compiacque rivolgere
all’imponente gruppo cordialissime parole. Quei cari figli
con la loro visita formavano un degno seguito alle
bellissime e splendide celebrazioni per il conferimento dei
supremi onori alla cara e venerata confidente
dell’Immacolata, Santa Bernardetta di Lourdes.
Per iniziativa della Presidenza
nazionale Unitalsi e dell’Hospitalité de N.D.de
Lourdes,domenica 10 dicembre, il pellegrinaggio francese ha
potuto assistere alla santa Messa celebrata da S.E. Mons.
Gerlier nell’altare della Grotta di Lourdes, costruita, come
è noto, dai pontefici, nei Giardini Vaticani, per meglio
esprimere il loro augusto tributo d’omaggio alla Vergine dei
Pirenei. Malgrado le avverse condizioni atmosferiche, nessun
pellegrino ha voluto privarsi della gioia di rivivere la
dolce illusione di trovarsi sulle rive del Gave, dinnanzi
alla Grotta miracolosa alla quale la santità della piccola
Bernardetta ha aggiunto rinnovata luce di incanti e dolci
richiami. Al termine della Messa Mons. Gerlier è salito
sulla terrazza sovrastante la Grotta e ha rivolto ai devoti
un breve discorso in cui ha elogiato lo spettacolo di fede e
di pietà Mariana offerta dai presenti.
La partecipazione della Sezione
Emiliana alle feste della Canonizzazione di Bernardetta è
stata veramente consolante, la comitiva raggiunse il numero
di 110 pellegrini. Da ricordare che nell’udienza del 10
dicembre fu presentato al Papa il dono di un’aureola d’oro
per la statua della Vergine a Lourdes, e un giglio pure
d’oro per Nevers offerti dagli Italiani devoti di Santa
Bernardetta. L’aureola fu consegnata in Roma dal Papa
medesimo al Vescovo di Lourdes, mentre il giglio venne
deposto, prima di un meraviglioso Pontificale, su l’urna
della Santa a Nevers durante il Pellegrinaggio svoltosi
dall’8 al 13 febbraio. Naturalmente il gruppo fu condotto
dal nostro Presidente Padre Raffaele Grassi che rientrando
in Italia fece sosta anche a Lourdes. Gli anni a seguire
furono di miglioramento e di incremento: i pellegrinaggi si
susseguirono sempre meglio organizzati, le manifestazioni in
onore della beata Vergine con il concorso dei malati furono
sempre più numerose in molte città, il bollettino mensile
aumentò considerevolmente la tiratura.
Venti di guerra turbano
l’orizzonte dell’anno 1935. In febbraio, troviamo nel
notiziario il programma del pellegrinaggio a Lourdes che
annuncia un appello accorato del Santo Padre ,Pio XI: " In
mezzo alle inquietudini e alle sofferenze dell’ora presente,
invita a Lourdes tutto il mondo cattolico, per un triduo
eucaristico propiziatorio per la Pace, da eseguire nei
giorni 26-27-28 aprile. L’Italia sarà presente col
Pellegrinaggio nazionale del 24-30 Aprile 1935 " .
Il Cardinale Arcivescovo di
Bologna, volle personalmente inviare a padre Grassi una
lettera riconoscente, nella quale si rallegra del buon esito
del pellegrinaggio della Sezione Emiliana e invoca la
protezione della Celeste Regina su coloro che l’avevano
umilmente servita nei figli infermi. Anche l’Avvenire
d’Italia e il Resto del Carlino pubblicarono servizi e
riconoscimenti per questo nostro pellegrinaggio. L’Avvenire
pubblicò pure una lunga intervista fatta a padre Raffaele
Grassi, intervista che fu benevolmente accolta da tutto il
popolo e che permise di far conoscere l’organizzazione
dell’Unione a tutti. Il 10 maggio 1935 nella intera regione
vengono sostituiti i Sacerdoti Delegati Diocesani, e
decollano i Consigli Direttivi delle Sottosezioni di
Bologna, Carpi, Cesena,Comacchio, Faenza, Ferrara, Fidenza,
Forlì, Guastalla, Imola, Modena, Modigliana, Parma,
Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Sarsina.
Un’altra guarigione istantanea,
straordinaria, della ventiduenne Nerina Mazzoli di
Cesenatico, ospedalizzata da oltre un anno.

Il 3 ottobre l’Italia invade
l’Etiopia. Il fatto storico che doveva avere ripercussioni
politiche ed economiche non indifferenti nei confronti della
nostra nazione, ebbe pure conseguenze negative nei confronti
dei pellegrinaggi che ogni anno essa organizzava in terra di
Francia.
Il 18 novembre dello stesso
anno la Società delle Nazioni applicava verso l’Italia
sanzioni economiche che portarono all’autarchia: le
frontiere furuno chiuse, l’economia nazionale subì gravi
restrizioni.
I treni diretti a Lourdes
furono contingentati. L'Associazione continuò comunque ad
effettuare pellegrinaggi alla Grotta di Massabielle ancora
nel 1936, 1937, 1938, 1939 con le consorelle della Lombardia
e delle Marche, e i treni Violetti. Per continuare ad
operare e non interrompere l’attività, come era avvenuto
durante la prima guerra mondiale, si pensò di valorizzare i
santuari regionali indirizzando i nostri pellegrinaggi al
Santuario di Loreto. L’iniziativa fu del Segretario
Generale, il principe Don Enzo di Napoli Rampolla e così l’8
maggio 1936 arriva a Loreto da Roma il primo " Treno Bianco
" con 230 Malati.
A quel pellegrinaggio fu
ammessa nell’Ospizio del Palazzo Apostolico la signorina
Giorgina Ricciardi da Parma, che si trovava ricoverata nel
Convalescenziario dell’Istituto Nazionale Fascista di
Previdenza Sociale di Loreto. La Riccialdi il 9 maggio non
si teneva più in piedi neanche sostenuta. Il 10 maggio
domenica, alle ore 15,15, fu portata per la quarta volta in
barella, nella Santa Casa, con altri tre infermi. Vestiva la
divisa dell’Istituto, aveva le calze, ma non portava le
scarpe, perché mai avrebbe immaginato di doversi alzare.
Mentre il Padre Cappuccino faceva le invocazioni, la
Riccialdi, come essa stessa poi raccontò, intese un gran
caldo, un gran fuoco salire alle gambe ed ebbe l’impressione
di una scossa e come se uno la tirasse per i piedi. Gettò le
coperte, si alzò dalla barella, salì i tre gradini
dell’altare, con le mani alzate, piangendo ed esclamando: "
Cammino, cammino, Madonna mia, grazie !
La Riccialdi, rientrata al suo
domicilio perfettamente guarita dalla tubercolosi, potè
avviarsi alla professione di infermiera che espletò presso
la Clinica Dermatologica della R. Università di Parma e che
mantenne con successo fino all’età della pensione. La
Riccialdi morì il 10 agosto del 1975 per malattia assai
diversa e senza alcuna connessione con l’antica forma
specifica, la cui guarigione avvenne improvvisa e stabile
nel tempo, in Santa Casa, come è ben documentato e descritto
nel volume del Dott.Paleani.
Nel febbraio del 1937 viene
nominato nuovo Presidente Generale dell’Unione S.E.Rev.ma
Mons. Luigi Traglia, Arcivescovo di Cesarea e Vice Gerente
di Roma a norma di Statuto e su designazione dei presidenti
di Sezione. A Fidenza Mons. Giovanni Allegri, Arciprete di
Croce Santo Spirito festeggia il 25° del suo ministero
parrocchiale. Ricordo che Fidenza fu la prima Sottosezione
regionale, fondata nel 1926, riconosciuta da padre Grassi.
Ai festeggiamenti partecipò anche la Sig.na Ines Cattivelli,
guarita a Lourdes nel 1925 elogiando le benemerenze
lourdiane del suo amatissimo Arciprete.
I pellegrinaggi a Loreto
continueranno anche durante il periodo del secondo conflitto
mondiale e fino al settembre 1943.
La sospensione avverrà soltanto
nel periodo in cui la seconda guerra mondiale sconvolgerà
tutto il territorio nazionale con le sue atrocità.
(continua……………)
Italo Frizzoni,
Presidente Regionale