L'ECO DI LOURDES COMPIE I SUOI PRIMI OTTANTANNI

la storia di una vita:
prima parte
seconda parte
terza parte

continua...

 




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prima parte

Con questo numero di settembre la rivista “L’Eco di Lourdes” vuole ricordare l’ottantesimo anniversario della sua prima pubblicazione avvenuta nella nostra regione. Già il titolo la dice lunga, “L’Eco di Lourdes“, che racchiude in sè la volontà di raccontarci tutto quello che avviene nella piccola città ai piedi dei Pirenei, ispirandosi  ai ben noti  quotidiani l’Eco d’Italia della Città del Vaticano, o l’Eco di Bergamo, quest’ultimo ancora  oggi in piena attività e portavoce del mondo cattolico della città lombarda. Il suo primo numero stampato nel formato  ottavo piccolo, infatti, uscì nel lontano marzo del 1930 con la benedizione dell’allora Arcivescovo di Bologna, Cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca di Corneliano (Piacenza 1872 - Bologna 1952), come appare nella copertina di questo numero   dell’Eco di Lourdes. 

Il primo bollettino unitalsiano regionale, molto semplice che esce in soli quattro fogli, va ad affiancare, il periodico del Comitato nazionale “Pro Palestina  e Lourdes”, che  rimane sempre l’appoggio morale e materiale nello svolgimento del servizio rivolto ai malati e nell’organizzazione dei pellegrinaggi.

Divenne ben presto un vincolo di unione tra i soci e di propaganda della Sezione Emiliano-Romagnola, il mezzo per la raccolta di offerte e di formazione del personale.

Il direttore  responsabile della testata è il Presidente della Sezione Emiliano-Romagnola, Padre Dott. Raffaele Grassi, che dopo il saluto alle Gerarchie superiori, al personale della Sezione, ai Malati, prosegue con la cronaca della Sezione, evidenziando la data del  pellegrinaggio nazionale a Lourdes che vedrà anche la partecipazione del nostro  Cardinale. Prosegue con l’invito alla capillare collocazione dei 40.000 biglietti della lotteria che permetterà di affrontare le notevoli spese dell’organizzazione del suddetto pellegrinaggio.

Ancora s’impartiscono le disposizioni e i servizi per la prossima “Giornata Lourdiana“ che si terrà nella chiesa di san Paolo Maggiore con il valido concorso dello zelantissimo Parroco don Anselmo Schiassi. Ne affida la stampa alla Tipografia Sordomuti di via Nosadella 49 di Bologna . Il Vicario Generale F. Gallinetti ne concede l’Imprimatur.

Il secondo numero esce ampliato con otto pagine ed iniziano le prime collaborazioni. Il Direttore della testata scrive l’introduzione del mensile, (oggi il termine corrente è scrivere l’editoriale); i primi guariti nei pellegrinaggi mandano le loro esperienze, così questo nostro secondo numero accoglie le esperienze, la testimonianza della sig.ra Pia Artioli di Carpi.

La redazione mette le mani avanti assicurando che le pagine non saranno sempre otto, ma un’alternanza fra le quattro e le otto a seconda delle necessità della materia da pubblicare. Appare la prima rubrica: Cronaca della Sezione, i primi elenchi dei responsabili delle Sottosezioni, le comunicazioni degli incontri, i resoconti delle manifestazioni, le beneficenze distribuite, gli elenchi del personale che ha rinnovato l’iscrizione annuale, la prima poesia “La grotta di Borgotossignano” (sic) di Luigi Orsini, gli orari dei treni, i termini ultimi per iscriversi ai pellegrinaggi.

Appaiono i primi numeri speciali con servizi puntuali e documentati corredati da immagini fotografiche che ci mostrano i volti e ci  ricordano le guarigioni istantanee della sig.ra Marabini Maria di Bologna, avvenuta a Lourdes  nel settembre del 1908 o quella di suor Angelica Morisi delle Minime dell’Addolorata, oggi dell’ordine Santa Clelia Barbieri, avvenuta presso le piscine il 30 aprile del 1911.

Seguono ancora ulteriori servizi sulle guarigioni di Zuccarelli  Artenice di Campagnola Emilia dell’agosto del 1924, di Cattivelli Ines di Croce Santo Spirito (Pc) nell’agosto 1925. Le grazie benedette della Vergine dei Pirenei accarezzano ancora la nostra regione con le guarigioni di Cangini Isolina di San Colombano (Fo) , e di Galli Corinna di Pieve Ottoville (Pr) avvenute durante il pellegrinaggio nazionale del settembre 1926, così pure quella di Maltoni Luisa di Galeata (Fo) nel 1928. Commovente la poesia in morte del fanciullo malato, Leonildo Grandi di Bazzano (Bo) deceduto a Lourdes il 29 agosto del 1924 e composta per lui dal Card. Pietro La Fontaine, Patriarca di Venezia.

Curiose ma molto interessanti le disposizioni per la partenza del Treno violetto B: in partenza da Bologna per Lourdes dal  13 al 21 agosto dell’anno 1930 che mi piace qui riportare, che oggi per i ritmi della vita moderna e i mille impegni ci assillano non sapremmo di certo accettare. “Il personale a san Paolo“ Medici, Brancardiers, Infermieri siano pronti ai loro domicili per le ore 5,15 del mercoledì 13 agosto per essere, secondi i turni comunicati in precedenza, trasportati con le auto a S.Paolo. “Funzione di inaugurazione“
avrà luogo a S.Paolo di Città mercoledì 13 agosto alle ore 6 precise e sarà compiuta da S.E. Rev.ma il Sig. Cardinale Arcivescovo. Vi interverranno i Signori Medici, e i Brancardier, le Infermiere e quei malati di città che possono camminare.

Tutti faranno la S. Comunione. “Trasporto dei Malati di città e del personale alla Stazione” Dopo la funzione, le stesse auto trasporteranno alla stazione il personale e i malati, mentre i pompieri e la Croce Verde si recheranno ai domicili dei malati impotenti a camminare per condurli alla stazione. Detti malati siano pronti col loro bagaglio alla porta di casa per le ore 7. “Malati della Romagna e Provincia”. All’arrivo a Bologna dei loro treni troveranno sul marciapiede il personale, che li trasporterà al treno speciale. Questo sarà pronto fin dalle ore 7 sul 4° binario del piazzale Ovest. Gli allettati saranno aiutati dal personale nella discesa dal vagone e condotti a quello della Croce Rossa. “Pratiche di pietà”. Tutti si dispongano al pellegrinaggio con la preghiera e la frequenza ai SS. Sacramenti, che potranno ricevere in treno, secondo l’orario che sarà dato, e soprattutto a Lourdes. Si mantenga il raccoglimento e il silenzio nelle ore del mattino e serali. Si ricorra liberamente agli Assistenti spirituali, muniti del proprio distintivo, per consiglio, confessioni, ecc. Si eserciti la carità con tutti, specialmente con quelli del proprio gruppo in treno e la pazienza negli inevitabili sacrifici che importa anche l’organizzazione la più perfetta (sic). Solo con la preghiera e col sacrificio potremo renderci meno indegni di ricevere le misericordie del Signore. “Viaggio in Italia” Lo si compie col ribasso del 30% secondo la richiesta acclusa. E’ a carico di ciascuno. Per gli orari, si consulti lo specchietto apposito e si lasci l’ora precisa di ritorno alla famiglia. E’ assolutamente necessario il trovarsi in stazione prima dell’arrivo del treno col bagaglio pronto, col biglietto fatto, col cartellino violetto, recante il nome e il gruppo, attaccato al petto e ben visibile. Un altro cartellino, per l’ospedale di Lourdes, come pure la medaglia con coccarda tricolore, il libretto di pietà e quello dei gruppi, saranno consegnati in treno. Si faccia attenzione ai Brancardiers (portatori) che sono muniti di bracciale viola sormontato da una croce bianca e alle Infermiere in abito grigio e velo azzurro. “Bagaglio”. Si riduca al minimo e comprenda: una posata completa, bicchiere, tazza, piatto, il tutto possibilmente in alluminio, tovagliolo, asciugamano, sapone e un piccolo cuscino. I colli abbiano tutti già attaccato il cartellino violetto col cognome e il nome e il numero del Gruppo. “Abiti”. Ricordino tanto le Infermiere che le malate che vanno a Lourdes in pellegrinaggio. Sia perciò assoluta e severa la modestia dell’abbigliamento e non solo di quello esteriore, ma anche e soprattutto dei sott’abiti, per il rispetto dovuto a se stesse e agli altri, specialmente nelle corsie. Le camicie siano accollate e con maniche, le sottane coprano interamente il ginocchio. “Vitto”. La Sezione ha predisposto la distribuzione tanto ai malati che al personale di tutti i pasti necessari sia nell’andata fino a Lourdes che nel ritorno fino a Bologna. Non ci si carichi perciò di altro cibo.”Acquisti a Lourdes”. I malati che desiderano acquistare a Lourdes oggetti di pietà, cartoline, ecc. si rivolgeranno alla Sig.na Marabini Maria, provveditrice, che li farà loro avere senza che per questo abbiano a perdere un tempo prezioso e tanto meno ad abbandonare le funzioni religiose. Poi gli orari del treno violetto (locomotiva a carbone) che da Bologna a Lourdes impiegava la bellezza di trentadue ore circa. L’estrazione dei numerosissimi  premi della Lotteria sezionale, fra i quali il dono del Santo Padre. Le cronache del viaggio snervante in treno, gli immancabili contrattempi, i disagi vissuti, ma soprattutto la ricca spiritualità vissuta nel pellegrinaggio spesso coronata da notevoli miglioramenti e guarigioni  concessi dalla materna bontà dell’Immacolata.

Biografia di Padre Raffaele Grassi

Grassi Padre Raffaele, (18/9/1879 Medicina (Bo) – Bologna 3/2/1961). Giovanissimo entra nello studentato della Congregazione della Piccola Missione per i Sordomuti di Roma, qui vive alcuni anni, a fianco del Venerato Fondatore, il Servo di Dio Don Giuseppe Gualandi, di cui è stato poi uno dei più autorevoli testimoni per il processo Diocesano di Beatificazione. Compiuti brillantemente gli studi ecclesiastici nelle Università romane, fu chiamato dalla fiducia del Fondatore alla Casa di Bologna; qui prodigò tutte le sue energie fino agli ultimi anni, operando alla realizzazione di propositi da lungo tempo espressi sia da don Giuseppe Gualandi  sia dall’immediato successore.

Così nel 1905 dava inizio al periodico “Effeta” che oggi è al suo 105° anno d’attività, umile, ma fedele voce dell’Istituto Gualandi e della Piccola Missione. Potenziò, con intelligenza precorritrice dei tempi, i laboratori per gli alunni, in modo particolare, la scuola tipografica e realizzò il complesso del cinema educativo Sordomuti. Nominato nel 1923 Consigliere, dell’Opera Pia “Istituto Gualandi”, portò nell’Amministrazione civile dell’Opera tutta la sua competenza e le sue nobili doti, di mente e di cuore. Nella pedagogia speciale fu senz’altro primo.

Dal Ministero della Pubblica Istruzione ebbe il riconoscimento dei suoi meriti, con conferimento della Medaglia d’oro di prima classe dei benemeriti dell’istruzione elementare. Già dal 1908 (1) aveva inserito nello spirito della sua vocazione speciale l’Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes ed ai Santuari Italiani, quando in occasione dell’incontro di Bergamo del  Comitato Pro-Palestina e Lourdes,  fece parte della commissione organizzatrice del primo cinquantesimo delle apparizioni, unitamente al vescovo Radini Tedeschi, al sacerdote Angelo Roncalli segretario del vescovo, al Conte Giovanni Acquaderni bolognese a Mons.Giovanni Prosdocimi. L’Unitalsi lo ebbe così propulsore delicato, diligente, entusiasta: ognora presente nei molti pellegrinaggi a Lourdes e a Loreto, ove tutte le manifestazioni di pietà mariana lo videro sempre in prima fila, mentre durante i lunghi viaggi, la sua parola, ispirata e attenta, fu sempre animatrice, tempestiva e ben accetta. Fu ininterrottamente dal 1909 al 1961 Presidente e Assistente spirituale della Sezione Emiliano-Romagnola.

 

          Seconda parte

Il 15 di febbraio del 1931 coglie una magnifica affermazione il primo convegno regionale dei soci della Sezione Emiliana. L’inclemenza della stagione e la novità dell’iniziativa non hanno favorito un largo intervento dei soci, specialmente dalla Regione. L’incontro inizia al mattino secondo lo stile lourdiano con la celebrazione della Santa Messa ai piedi della venerata statua della Vergine Immacolata, fatta pervenire da Parigi dal conte Giovanni Acquaderni  nel lontano 1879, in San  Paolo Maggiore. Presiede la celebrazione il cardinale arcivescovo di Bologna, mons. Giovan Battista Nasalli Rocca, durante la quale i soci in gruppo compatto si accostano alla santa Comunione. La preghiera fervorosa e raccolta è la principale e fondamentale caratteristica dei devoti di Lourdes, i quali l’hanno sperimentata, ai piedi della Grotta delle Apparizioni, dove dolcezza e la sovrannaturale efficacia della preghiera è fatta con fede semplice e fervoroso abbandono. Così tutte le iniziative, che si riferiscono a Lourdes, vengono poste sotto l’auspicio e la protezione della Vergine e fecondate con la preghiera.

Alle dieci in punto, nel teatrino delle opere parrocchiali di San Paolo, gentilmente concesso dallo zelante e benemerito Parroco, don Anselmo Schiassi, inizia il Convegno.

Padre Grassi, Presidente della Sezione emiliana, che fin dal suo inizio avvenuto nel lontano 1909 è stato l’anima ed il principale, per non dire l’unico, sostegno attivo ed instancabile, rivolge il saluto agli intervenuti. Saluto di soddisfazione, per lo sviluppo da essa raggiunto, specie in questi ultimi anni. Ringrazia il Signore di aver tanto benedetto le sue fatiche ed anche il personale, che con tanto slancio ha cooperato allo sviluppo dell’Opera, collaborando generosamente ed affettuosamente.

Saluto di ringraziamento ai presenti ed anche agli assenti, specie a quelli che aiutarono ed aiutano con il lavoro e con le preghiere la nostra sezione.

Saluto d’incitamento, perché l’opera nostra è  di vera carità e, conforme all’insegnamento di San Paolo come ricorda l’Epistola odierna.

Il Presidente comunica, che proprio in questi giorni, per effetto del fattivo sviluppo assunto dalla nostra sezione, ha sentito il bisogno di nominare un Consiglio Direttivo, perché lo coadiuvi nella mole del lavoro sempre crescente ed assuma con lui le responsabilità non lievi della ponderosa preparazione.

Un lungo applauso di consenso, corona le sue parole, vuol essere l’espressione della viva gratitudine degli intervenuti per l’opera costante e preziosa del presidente amatissimo.

Segue poi la relazione di Suor Angelica Morisi sul reclutamento del personale femminile e dei malati.

Suor Angelica è un nome noto a tutti coloro che s’interessano delle manifestazioni lourdiane ed anche largamente fuori di quest’ambiente. Chi non ha sentito parlare della gran miracolata, che andò a Lourdes, precisamente venti anni fa, stesa su di una tavola, rosa dalla spondilite tubercolare e ne ritornò perfettamente sana e da allora non ha cessato mai, tranne negli anni di guerra (1914-1918), quando furono interrotti i pellegrinaggi, di accompagnare i malati a Lourdes e di servirli come infermiera, esempio e incitamento continuo,

perché segnata col sigillo della Vergine di Lourdes? Con una competenza che le deriva da una pratica di vent’anni e un fervore da apostola, la relatrice ha esposto il suo intervento

che qui citiamo integralmente:

“La SS.Vergine apparendo a Lourdes ha detto: voglio che qui venga molta gente – Io credo che la SS.Vergine abbia dato allora uno sguardo ai più bisognosi, a coloro che soffrono perché da quel trono di favori che è Lourdes li vuole consolare.Credo che lo sguardo pietoso della Vergine si sia posato in particolare modo sui poveri malati che si recano colà pieni di speranza, imploranti una grazia che spesso non hanno, per concederne loro delle ben più preziose!

Oh! Io li vedo in lunga teoria chi in barella, chi in carrozzella, chi a piedi, i nostri cari ammalati, che abbisognano di tanta forza per portare con merito le proprie sofferenze. E vanno a Lourdes, celeste dispensario di Maria, e pregano e chiedono e piangono, chè pur le lagrime, sparse colà, sono tributo di fede, ed ottengono sempre, sempre.

Non sempre la guarigione del corpo, quella invece dell’anima, ottengono la rassegnazione che oserei chiamare soprannaturale, e questo è il miracolo permanente – Chi è stato a Lourdes sa che dico semplicemente il vero.

Chi non li ha visti ritornare con lo stesso carico di malanni e pur sorridenti, desiderosi solo di ritornare là, respirare almeno una volta ancora in quella mistica atmosfera che tutto assorbe e che fa innalzare verso la patria celeste, direi, che la fa quasi vedere? Poi vi sono i fortunati, secondo le viste umane; quelli che ritornano con un’impronta tangibile della benedizione di Maria: i miracolati.

Non è compito mio il parlarne, ma rivolgere ai presenti il mio povero ma sentito appello: mandate Malati a Lourdes! Ecco ciò che voglio dire, ciò che vorrei imprimere. Così coopererete non solo a lenire momentaneamente un dolore, a sollevare per un poco un fardello spesso troppo pesante, ma coopererete a santificare delle anime, a renderle più belle, più degne di Dio, più capaci di riparare, più atte ad attirare grazie sulla povera umanità.

E come si fa ciò? Lo dico subito. Anzitutto prendendo cognizione dell’Opera, poi con la propaganda esplicita. Mi spiego. Individuate un malato adatto da condurre a Lourdes. Non tutti i malati sono adatti. Quello che è ben disposto quest’anno non lo era forse l’anno scorso. Dunque ognuno di voi conosce degli infelici, tisici, paralizzati, ciechi. Ad uno, ad uno solo rivolgete le vostre cure. Parlo a persone che hanno fede, ed intendo parlare di malati che hanno fede viva, o per lo meno che chiedono la grazia d’averla tale.

Dicevo, invogliatelo questo malato, parlategli dei grandi, immensi vantaggi del caro pellegrinaggio, prospettategli che forse potrebbe anche guarire, ma che certamente otterrà delle grandi grazie, purchè vada preparato. In tal modo attirate anzitutto la sua attenzione, poi suscitate un desiderio.

Indi la preparazione passa ad una seconda fase. Avete mai preparato un bimbo od un adulto alla prima Comunione? Fate altrettanto. Cercate di infondere una gran fede ed una gran fiducia in Gesù buono, accompagnata ad una tenera devozione alla SS. Vergine, poi fate che il cuore sia ben sgombro da ogni ostacolo….e la grazia di Dio farà il resto. Poi visitate il malato, informatelo di ciò che avviene a Lourdes, ed il vostro compito spirituale sarà presto assolto. In tal modo questi pellegrinaggi si potranno con verità dire santi, ed offriranno al mondo distratto uno spettacolo che, per un momento almeno, farà pensare a Dio.

Se ogni Socio presentasse un malato alla Sezione, non basterebbe un treno! Vi pare?

Non si danno ammalati che non abbisognano di infermiere. Dove le reclutiamo noi queste pie Samaritane? Ovunque, fra le classi signorili e fra l’umile gente. Iddio ha messo in special modo nel cuore della donna il bisogno di dedizione. Andando a Lourdes vediamo Signore avvezze a farsi servire, che nascondono sotto il velo dell’infermiera nomi invidiabili, e donne del popolo che con sacrificio, direi quasi, eroico, anziché passare i giorni di loro vacanza in un meritato riposo, vengono a Lourdes, con sacrificio anche pecuniario per servire i malati.

Le une e le altre sono degne del più alto encomio, al quale esse non tengono, ma che Iddio segnerà nel libro della vita.

Oggi siamo qui appunto per reclutare fra le socie, ed anche le non socie, queste caritatevoli Signore, queste sante donne, anzi ne vogliamo proprio di quelle adunate qui. La Sezione Emiliana, che ha ottimi elementi, ha bisogno d’ingrossare le fila e, ripeto, mi rivolgo alle presenti. Ognuna si faccia propagandista per individuare le persone adatte da proporre. Chi non si sentirà onorata di tale missione?

Ora diciamo una parola del come deve essere l’infermiera Lourdiana. Soprattutto anima di preghiera. Ha bisogno di essere unita alla Signora, per poter trasfondere quella fede che strappa le grazie. Non dico che deve essere una persona seria, perché solo il dirlo potrebbe offendere. Deve essere disciplinata, amante del sacrificio, deve vedere Gesù nel malato che serve, ed eseguire gli ordini che riceve con spirito di fede.   

Chi pensasse poi al pellegrinaggio di Lourdes, specie con i malati, come ad un viaggio d’onesto divertimento, sbaglierebbe. E’ un viaggio di penitenza, - ce n’è tanto bisogno, poi la SS. Vergine l’ha intimata – ma anche un viaggio di grande, incredibile soddisfazione morale; è un viaggio che non offre dei comodi, ma molti meriti, che, se non ci riposa, ci ristora lo spirito, preparando riserve morali, oserei dire, per tutto l’anno. Chi lo ha provato lo sa, e lo pospone a gite di per sé ben più liete. E’ un viaggio che, facendoci diventare desiderosi di maggior bene, ci avvicina più a Dio.

Volete persuadervene? Provate e mi darete ragione!"

Biografia di Angelica Morisi

Morisi Angelica, (Lorenzatico di S.Giovanni in Persiceto (Bo) 28 aprile 1881 – Bologna 11 Dicembre 1951) al secolo Emilia Morisi. A diciotto anni, il 25 marzo 1899, entra alle Budrie

di Persiceto nella casa Madre dell’Ordine delle Minime dell’ Addolorata, accolta da Madre Orsola Donati una delle prime compagne di madre Clelia Barbieri ( dal 1989 Santa Clelia Barbieri, patrona dei Catechisti). Il suo primo campo d’apostolato fu l’Ospedale di Castelfranco Emilia all’epoca (Bo). Il 23 settembre 1901 è ammessa alla professione dei voti e assume il nome di Angelica.

La troviamo in seguito impegnata all’ospedale di San Pietro in Casale, poi a Villa Verde a Bologna. Nel 1903 diventa superiora all’Ospedale di Bazzano, nello stesso anno raggiunge l’Ospedale di Spilamberto (Mo) dove diventa superiora generale. Nel 1905 a soli ventiquattro anni cominciò ad avvertire i primi sintomi della malattia, che fra recidive e miglioramenti giunge al 1908, quando si aggrava e comparvero i sintomi di una spondilite tubercolare. I dolori alla colonna vertebrale e alla regione costale si acuirono, mentre le gambe non ressero più per i continui spasmi.

                 

 

Posta su un piano rigido, in assoluta immobilità rimase per oltre due anni, fino alla sua partenza per Lourdes, da lei espressamente richiesta. Dopo incredibili sofferenze causate dal viaggio e dal movimento del treno. Raggiunse la cittadina francese con il XX Pellegrinaggio Italiano che si svolse dal 26 aprile al 3 maggio. Il primo maggio dopo tre giorni nella piscina, si compì la sua straordinaria guarigione: suor Angelica mentre la immergevano nella vasca ricolma dell’acqua della fonte della Grotta, si sollevò da sola e si inginocchiò dentro la vasca, poi ne uscì con le proprie forze. La suora riprende a camminare, destando una profonda impressione.

Da allora, dopo il fatto eccezionale e soprannaturale, la vita di suor Angelica divenne un esempio edificante di amore e di dedizione ai sofferenti, agli afflitti, ai bisognosi di cure. Grandi festeggiamenti l’accolgono al suo rientro a Spilamberto, dove risiede. Dopo pochi mesi, riprese il suo lavoro di superiora nel piccolo Ospedale militare di Mestre, reparto infettivi. Qui rimase fino al 1918 quando a seguito del bombardamento dell’ospedale, fu abbandonata la struttura non più agibile. Suor Morisi raggiunge quindi l’Ospedale militare Bertalia di Bologna, adibito a sanatorio, rimanendovi fino alla sua chiusura. Transita poi al nuovo Ospedale civile Arnaldo Mussolini per traumatizzati sempre nella città Petroniana, dove lavora fino al 1941.

Dopo altri vari incarichi, suor Angelica giunge a Roma, dove ricopre il ruolo di Superiora nel nuovo Reparto Ospedaliero. Nella primavera del 1951 cadde ammalata. Riportata a Bologna al traumatologico, fu accolta dalle consorelle e amorevolmente assistita fino alla fine avvenuta nello stesso anno, lasciando un gran vuoto nell’organizzazione della Sezione Emiliana.

 

Biografia di Giovani Acquaderni

Acquaderni Giovanni, (Castel San Pietro 1839 — Bologna 1922).

Uomo politico, grande organizzatore, giornalista e editore. Studiò presso i Gesuiti di Fano, quindi alla facoltà di legge a Bologna. Per un ventennio fece l'editore-direttore, con sede in Strada Maggiore, di una quindicina di periodici cattolici con larga tiratura e gestì uno stabilimento oleografico. Raggiunta una solida posizione finanziaria, si dedicò completamente alla promozione d'opere cattoliche. Nel 1866 fondò l'"Associazione cattolica italiana per la libertà della Chiesa in Italia” subito sciolta dal governo; l'anno dopo, con Mario Fani, creò la "Società della Gioventù cattolica italiana", di cui fu presidente. Fu tra i primi accompagnatori di pellegrini al Santuario di Lourdes, già dal 1875.

A Bologna nella Basilica di San Paolo Maggiore dei Padri Barnabiti, per iniziativa del parroco Don Adolfo Marsigli nel 1879 è stato eretto il primo Santuario cittadino e della diocesi, dedicando una Cappella alla Madonna di Lourdes. In questa Chiesa, si celebra tutti gli anni solennemente l'Ottavario della Madonna dei Pirenei. La statua della Vergine, proveniente da Parigi, fu donata dal Conte Giovanni Acquaderni. Lo stesso fu il promotore per la costruzione della Cappella Italiana nella Basilica del Rosario a Lourdes (1883-­1904). Il 24 marzo 1881 istituisce la Congregazione di N.S. di Lourdes, approvata con decreto di Mons. Gaetano Ratta, Vescovo ausiliare di Bologna. Il decreto prescrive tra l'altro, la celebrazione del solenne Ottavario.

Tra le numerose iniziative da lui promosse, la fondazione del quotidiano cattolico a Bologna "l'Avvenire" e del "Piccolo Credito Romagnolo" per sostenere le opere cattoliche (1896).

Decisivo fu il suo contributo alla fondazione del complesso Bolognese del Sacro Cuore (1896-1916), da lui affidato all'architetto Collamarini. Si può affermare che le maggiori iniziative cattoliche del cinquantennio postunitario portino la sua firma; in particolare si prodigò dal 1903 per l'organizzazione dei pellegrinaggi nazionali ai santuari francesi collaborando con il vescovo di Bergamo Mons. Giacomo Maria Radini Tedeschi, che ebbe tanta eco e conseguenze nella vita dei cattolici bolognesi e italiani. A questo pellegrinaggio partecipò anche il nostro fondatore G.B.Tomassi. Particolarmente apprezzato da papa Leone XIII°, fu da questo nominato conte.

Cfr. Giancarlo Bernahei a cura " Dizionario dei Bolognesi", Santarini s. a.s 1989-1990, Bologna, p.21-22; Vol Cfr.Don Renato Mori, Unitalsi Cinquant 'anni a Parma 1935 --1985,  a cura della Sottosezione di Parma. p.15 Cfr. Grande Enciclopedia GE 20, Istituto geografico De Agostani-Novara, 1976, vai°, p.97. Cfr. Giampaolo Venturi" Storia del Credito Romagnolo ", Laterza, Bari 1996, p, 17-26. Cfr. Angelo Iloncalli, " In memoria di Monsignore Giacomo Maria Radiai Tedeschi Vescovo di Bergamo", Società Editrice S. Alessandro, Bergamo, 1916. Cfr. AA. VV. " La Basilica di S. Paolo Maggiore in Bologna, in occasione della XVII decennale eucaristica, 1979.

Terza parte
L’11 febbraio 1931, festa della prima apparizione di N.S. di Lourdes, la Sezione, esprime le più filiali e sincere congratulazioni a S.E. il Cardinale Arcivescovo Giovanni Battista Nasalli Rocca in occasione dei festeggiamenti del 25° anniversario della sua consacrazione episcopale, e prega la Santa Vergine Immacolata di effondere su di lui la Sua materna benedizione e appaghi i suoi voti, in particolare quello che si possa realizzare con le offerte di tutti i figli dell’Archidiocesi, il nuovo Seminario Diocesano. La solenne cerimonia è stata celebrata nella Chiesa Metropolitana di San Pietro gremita di fedeli. Il secondo Convegno regionale, si tiene a Bologna nel febbraio del 1932, presso il Teatro delle opere parrocchiali di San Paolo Maggiore; sono presenti le Diocesi di Bologna, Parma, Reggio Emilia, Piacenza, Fidenza, Imola, assenti giustificate le Diocesi di Ferrara, Rimini, Forlì e Bertinoro.
I temi trattati hanno riguardato la necessità di giungere alla costituzione delle sottosezioni ancora mancanti nella regione e l’eventuale sostituzione dei Delegati diocesani, di intensificare la preparazione spirituale dei malati e del personale.
Presso la Sezione si è costituito un Consiglio Direttivo accanto al Presidente Padre Grassi per coadiuvarlo, così pure si è formato regolarmente il gruppo del personale di servizio ai malati. Ora si sta preparando l’acquisto del materiale per l’allestimento del furgone cucina per il pellegrinaggio d’agosto, materiale che prima era noleggiato da altre Sezioni. Si sottolinea poi che i soci sono passati dai trecento agli oltre ottocento.
Attraverso le pagine dell’Eco del periodo, apprendiamo fra le guarigioni e i miglioramenti quelli di Natalina Brugnoli d’anni 22 nativa di Borgotaro, di Bucci Adelaide di Casale di Mezzani (Parma), la nomina a Cavaliere della Corona d’Italia del Canonico Don Augusto Bonafè Arciprete di Campeggio di Monghidoro, membro della Sezione e apostolo della devozione alla Madonna di Lourdes, riconoscimento attribuitogli per la Grotta da lui fatta costruire a Campeggio e per il movimento di pellegrinaggi che ha saputo fomentare verso la Grotta stessa.
L’Arcivescovo di Bologna incarica il Presidente Padre Grassi, di organizzare e dirigere il pellegrinaggio diocesano per il Giubileo a Roma.

L’11 febbraio del 1933 si celebra, con feste straordinarie, il 75° anniversario della prima apparizione nella Grotta di Massabielle dove la Vergine Maria apparve alla quattordicenne Bernadetta Soubirous, ignorante e povera, ma umile e pura. Per diciotto volte la Madre di Dio si mostrò alla sua piccola confidente, nella sua bellezza splendida. La vergine parlò: dalle sue labbra vennero degli insegnamenti che evocano tutta la dottrina cattolica. La sua parola ultima confermava l’opportunità della definizione dogmatica, avvenuta tre anni prima, del privilegio unico che Le fu concesso:

Io sono l’Immacolata Concezione.


Una sorgente miracolosa segnò il suo passaggio e sotto il suo comando si eresse una Cappella, ove le folle avrebbero dovuto recarsi in processioni di penitenza. Si conosce il seguito di quest’avvenimento meraviglioso, che scolpì una data memorabile nella storia non solamente di Lourdes, ma ancora del mondo intero.
Nel 1883 per le nozze d’argento delle apparizioni, il Santo Padre Leone XIII, al secolo Vincenzo Luigi Pecci concesse al santuario uno speciale giubileo, che intensificò nel mondo intero la devozione all’Immacolata. Il 16 luglio di quell’anno, alla presenza di 17 Arcivescovi e Vescovi, avvenne la posa della prima pietra della Basilica del Rosario, per mezzo del legato pontificio, il Cardinale Deprez, Arcivescovo di Tolosa.
Venticinque anni più tardi nel 1908, Mons. Schoepfer, Vescovo di Tarbes e Lourdes otteneva dal Santo Padre Pio X,Giuseppe Melchiorre Sarto lo stesso favore di un giubileo per le nozze d’oro di N.S. di Lourdes.
Il Pontefice nominava suo cardinale Legato il Cardinale Lecot, Arcivescovo di Bordeaux. Si ricordano, ancora storicamente, le grandi giornate del cinquantenario, le folle numerose di pellegrini che durante l’intero anno 1908, si trovarono a Lourdes. Con piacere ricordiamo che parteciparono all’organizzazione di quell’evento anche il Vescovo di Bergamo Mons. Radini Tedeschi, piacentino di nascita, il Conte Giovanni Acquaderni, e Padre Raffaele Grassi, entrambi nativi della provincia di Bologna.

In occasione delle nozze di diamante della prima apparizione, anche il Vescovo di Tarbes e Lourdes Mons.Gerlier organizzò grandiosi avvenimenti e un altro giubileo fu concesso dal Santo Padre Pio XI, pellegrino ancora nostalgico e insieme apostolo dell’Immacolata.
Il Presidente regionale partecipa al pellegrinaggio nazionale per i festeggiamenti e alle manifestazioni a Lourdes quale membro del Comitato Nazionale pro Palestina e Lourdes e quale rappresentante dell’Arcivescovo di Bologna. Successivamente organizzerà e guiderà anche il pellegrinaggio diocesano di Bologna a Roma per lucrare il giubileo straordinario indetto dal Papa Pio XI, Achille Ratti, nel pieno svolgimento dell’Anno Santo straordinario.
Premesso che il 2 giugno 1925 nella sala del Concistoro il Papa Pio XI aveva dichiarato che si poteva proclamare Bernadetta, beata. La domenica mattina del 14 giugno nella festa del Santissimo Sacramento, la basilica di San Pietro di Roma vibrava di gioia, brillante di luce. Sotto le sue volte e la sua cupola dorata, una folla immensa si trovava riunita ai lati di Madre Maria Teresa Bordenave, Superiora Generale della Congregazione delle Suore della carità di Nevers, e di un gran numero delle sue religiose. Appena letto il testo della beatificazione, da ogni parte scoppiarono gli applausi.Poi ci fu il canto del Te Deum, mentre le campane di San Pietro si misero a suonare a festa.

Al tempo stesso un’immagine di Bernadetta fu scoperta mostrando la veggente di Lourdes portata dagli Angeli verso la Vergine Immacolata che le tendeva le braccia.
Di conseguenza Bernardetta, onorata come beata, avrà la sua festa liturgica, il suo ufficio proprio, ovunque Roma lo permetterà. Si potranno esporre e venerare pubblicamente le sue reliquie. Mentre Pio XI si raccoglieva in preghiera in mezzo al coro, qualcuno si dirige verso di lui, è il più giovane dei fratelli di Bernardetta, Pietro Soubirous che andò ad offrire al capo della Chiesa una reliquia della sua madrina ora beata.Il 3 agosto seguente, le spoglie di Bernardetta furono deposte nel coro della grande Cappella del Convento Saint Giiard a Nervers.

L'8 dicembre a Roma, nella ricorrenza dei festeggiamenti dell’Immacolata Concezione il Santo Padre Pio XI pronuncia solennemente la formula della canonizzazione della beata Bernadetta Soubirous: " Per onore della Santissima Trinità indivisibile, per l’esaltazione della fede cattolica e per l’aumento della religione cristiana, con l’autorità di nostro signore Gesù Cristo, dei beati Apostoli Pietro e Paolo e la Nostra, dopo una matura riflessione e aver spesso implorato l’aiuto divino, con il parere dei nostri venerabili fratelli i Cardinali di Santa romana Chiesa, i patriarchi, gli Arcivescovi e vescovi, dichiariamo e proclamiamo Santa la beata Maria Bernarda Soubirous e la iscriviamo nel catalogo dei Santi, deliberando che la sua memoria sarà, con devozione, celebrata nella Chiesa universale il 16 aprile di ogni anno, giorno della sua nascita al cielo.Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo ".

Al termine della Messa solenne celebrata dal Papa Pio XI, viene intonato spontaneamente il canto dell’Ave Maria dalla folla come avviene nel Santuario di Lourdes. Giungono nella capitale tutte le Sezioni dell’Unione e anche la nostra Emiliana da Piacenza a Rimini, con i suoi soci, con le Dame di carità, coi suoi Barellieri, coi Medici, con gli Assistenti e anche, perché no, con qualcuno dei suoi Malati in condizioni di sopportare le fatiche del viaggio. Il programma del viaggio era così articolato: Partenza da Bologna giovedì 7 dicembre al mattino in vetture e scomparti riservati e arrivo a Roma nel primo pomeriggio, trasporto agli alberghi, cena e pernottamento. Venerdì 8 dicembre ore otto partecipazione in S.Pietro, in posti riservati alla solenne Canonizzazione – pomeriggio : visite giubilari a S.Pietro. Sabato 9 e Domenica 10 – Visite giubilari alle quattro Basiliche S.Pietro, S.Paolo, S.Maria Maggiore e S.Giovanni in Laterano.
Seguiranno le visite alle Catacombe, alle principali reliquie della Passione e alla Scala Santa. Infine partecipazione all’Udienza Pontificia. Partecipazione alle cerimonie speciali fissate per il personale della Sezione in unione alle altre dell’Unitalsi e ai pellegrini Lourdiani – Giro turistico della città. Lunedì 11 dicembre - partenza da Roma al mattino e arrivo a Bologna nel pomeriggio. (N.B. per quel che riguarda le camere, queste sono a due o più letti. Chi desidera la camera a un letto verserà un supplemento .I prezzi erano così stabiliti: Per il solo viaggio in 3° classe in partenza da Bologna L.74; per il solo viaggio in 2° classe L. 105.)
Per la permanenza a Roma di quattro giorni completi, e cioè vitto e alloggio dalla sera del 7 al mezzogiorno dell’11 dicembre, (cestino in treno) compresi i trasporti dalla Stazione agli alberghi e viceversa, alle Basiliche, alle Catacombe, con ritorno agli alberghi, libretto delle visite giubilari, distintivo, servizi, mance, ecc. Classe unica L.150, più L.5 per tassa d’iscrizione e a copertura delle spese di organizzazione.
Particolarmente importante è riuscita l’udienza concessa ai componenti U.N.I.T.A.L.S.I – Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Italiani – che fu presieduta da S.E. Rev.ma Mons. Cremonesi e il cui Assistente Ecclesiastico Generale era S.E. Rev.ma Mons. Caccia Dominioni.
L’adunanza si svolse nella Sala Clementina, con grande partecipazione in foltissimi gruppi, delle delegazioni di tutte le regioni d’Italia, con numerosi Assistenti ecclesiastici, Medici, Brancardiers (Sic), Dame di Carità di Nostra Signora di Lourdes.Alla cerimonia erano presenti il vice-Presidente dell’Unione Mons.Mancini, Il Segretario Generale principe Enzo di Napoli Rampolla, il vice segretario dott. Serafini, il vice-Presidente onorario comm.Costantini, i Presidenti della 14 Sezioni d’Italia (oggi le Sezioni sono venti, più due Delegazioni Malta e S.Marino). Il Santo Padre, accolto al suo giungere da vivissime acclamazioni, si compiacque rivolgere all’imponente gruppo cordialissime parole. Quei cari figli con la loro visita formavano un degno seguito alle bellissime e splendide celebrazioni per il conferimento dei supremi onori alla cara e venerata confidente dell’Immacolata, Santa Bernardetta di Lourdes.
Per iniziativa della Presidenza nazionale Unitalsi e dell’Hospitalité de N.D.de Lourdes,domenica 10 dicembre, il pellegrinaggio francese ha potuto assistere alla santa Messa celebrata da S.E. Mons. Gerlier nell’altare della Grotta di Lourdes, costruita, come è noto, dai pontefici, nei Giardini Vaticani, per meglio esprimere il loro augusto tributo d’omaggio alla Vergine dei Pirenei. Malgrado le avverse condizioni atmosferiche, nessun pellegrino ha voluto privarsi della gioia di rivivere la dolce illusione di trovarsi sulle rive del Gave, dinnanzi alla Grotta miracolosa alla quale la santità della piccola Bernardetta ha aggiunto rinnovata luce di incanti e dolci richiami. Al termine della Messa Mons. Gerlier è salito sulla terrazza sovrastante la Grotta e ha rivolto ai devoti un breve discorso in cui ha elogiato lo spettacolo di fede e di pietà Mariana offerta dai presenti.
La partecipazione della Sezione Emiliana alle feste della Canonizzazione di Bernardetta è stata veramente consolante, la comitiva raggiunse il numero di 110 pellegrini. Da ricordare che nell’udienza del 10 dicembre fu presentato al Papa il dono di un’aureola d’oro per la statua della Vergine a Lourdes, e un giglio pure d’oro per Nevers offerti dagli Italiani devoti di Santa Bernardetta. L’aureola fu consegnata in Roma dal Papa medesimo al Vescovo di Lourdes, mentre il giglio venne deposto, prima di un meraviglioso Pontificale, su l’urna della Santa a Nevers durante il Pellegrinaggio svoltosi dall’8 al 13 febbraio. Naturalmente il gruppo fu condotto dal nostro Presidente Padre Raffaele Grassi che rientrando in Italia fece sosta anche a Lourdes. Gli anni a seguire furono di miglioramento e di incremento: i pellegrinaggi si susseguirono sempre meglio organizzati, le manifestazioni in onore della beata Vergine con il concorso dei malati furono sempre più numerose in molte città, il bollettino mensile aumentò considerevolmente la tiratura.
Venti di guerra turbano l’orizzonte dell’anno 1935. In febbraio, troviamo nel notiziario il programma del pellegrinaggio a Lourdes che annuncia un appello accorato del Santo Padre ,Pio XI: " In mezzo alle inquietudini e alle sofferenze dell’ora presente, invita a Lourdes tutto il mondo cattolico, per un triduo eucaristico propiziatorio per la Pace, da eseguire nei giorni 26-27-28 aprile. L’Italia sarà presente col Pellegrinaggio nazionale del 24-30 Aprile 1935 " .
Il Cardinale Arcivescovo di Bologna, volle personalmente inviare a padre Grassi una lettera riconoscente, nella quale si rallegra del buon esito del pellegrinaggio della Sezione Emiliana e invoca la protezione della Celeste Regina su coloro che l’avevano umilmente servita nei figli infermi. Anche l’Avvenire d’Italia e il Resto del Carlino pubblicarono servizi e riconoscimenti per questo nostro pellegrinaggio. L’Avvenire pubblicò pure una lunga intervista fatta a padre Raffaele Grassi, intervista che fu benevolmente accolta da tutto il popolo e che permise di far conoscere l’organizzazione dell’Unione a tutti. Il 10 maggio 1935 nella intera regione vengono sostituiti i Sacerdoti Delegati Diocesani, e decollano i Consigli Direttivi delle Sottosezioni di Bologna, Carpi, Cesena,Comacchio, Faenza, Ferrara, Fidenza, Forlì, Guastalla, Imola, Modena, Modigliana, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Sarsina.
Un’altra guarigione istantanea, straordinaria, della ventiduenne Nerina Mazzoli di Cesenatico, ospedalizzata da oltre un anno.

Il 3 ottobre l’Italia invade l’Etiopia. Il fatto storico che doveva avere ripercussioni politiche ed economiche non indifferenti nei confronti della nostra nazione, ebbe pure conseguenze negative nei confronti dei pellegrinaggi che ogni anno essa organizzava in terra di Francia.
Il 18 novembre dello stesso anno la Società delle Nazioni applicava verso l’Italia sanzioni economiche che portarono all’autarchia: le frontiere furuno chiuse, l’economia nazionale subì gravi restrizioni.
I treni diretti a Lourdes furono contingentati. L'Associazione continuò comunque ad effettuare pellegrinaggi alla Grotta di Massabielle ancora nel 1936, 1937, 1938, 1939 con le consorelle della Lombardia e delle Marche, e i treni Violetti. Per continuare ad operare e non interrompere l’attività, come era avvenuto durante la prima guerra mondiale, si pensò di valorizzare i santuari regionali indirizzando i nostri pellegrinaggi al Santuario di Loreto. L’iniziativa fu del Segretario Generale, il principe Don Enzo di Napoli Rampolla e così l’8 maggio 1936 arriva a Loreto da Roma il primo " Treno Bianco " con 230 Malati.
A quel pellegrinaggio fu ammessa nell’Ospizio del Palazzo Apostolico la signorina Giorgina Ricciardi da Parma, che si trovava ricoverata nel Convalescenziario dell’Istituto Nazionale Fascista di Previdenza Sociale di Loreto. La Riccialdi il 9 maggio non si teneva più in piedi neanche sostenuta. Il 10 maggio domenica, alle ore 15,15, fu portata per la quarta volta in barella, nella Santa Casa, con altri tre infermi. Vestiva la divisa dell’Istituto, aveva le calze, ma non portava le scarpe, perché mai avrebbe immaginato di doversi alzare. Mentre il Padre Cappuccino faceva le invocazioni, la Riccialdi, come essa stessa poi raccontò, intese un gran caldo, un gran fuoco salire alle gambe ed ebbe l’impressione di una scossa e come se uno la tirasse per i piedi. Gettò le coperte, si alzò dalla barella, salì i tre gradini dell’altare, con le mani alzate, piangendo ed esclamando: " Cammino, cammino, Madonna mia, grazie !

La Riccialdi, rientrata al suo domicilio perfettamente guarita dalla tubercolosi, potè avviarsi alla professione di infermiera che espletò presso la Clinica Dermatologica della R. Università di Parma e che mantenne con successo fino all’età della pensione. La Riccialdi morì il 10 agosto del 1975 per malattia assai diversa e senza alcuna connessione con l’antica forma specifica, la cui guarigione avvenne improvvisa e stabile nel tempo, in Santa Casa, come è ben documentato e descritto nel volume del Dott.Paleani.
Nel febbraio del 1937 viene nominato nuovo Presidente Generale dell’Unione S.E.Rev.ma Mons. Luigi Traglia, Arcivescovo di Cesarea e Vice Gerente di Roma a norma di Statuto e su designazione dei presidenti di Sezione. A Fidenza Mons. Giovanni Allegri, Arciprete di Croce Santo Spirito festeggia il 25° del suo ministero parrocchiale. Ricordo che Fidenza fu la prima Sottosezione regionale, fondata nel 1926, riconosciuta da padre Grassi. Ai festeggiamenti partecipò anche la Sig.na Ines Cattivelli, guarita a Lourdes nel 1925 elogiando le benemerenze lourdiane del suo amatissimo Arciprete.
I pellegrinaggi a Loreto continueranno anche durante il periodo del secondo conflitto mondiale e fino al settembre 1943.
La sospensione avverrà soltanto nel periodo in cui la seconda guerra mondiale sconvolgerà tutto il territorio nazionale con le sue atrocità.

(continua……………)

Italo Frizzoni, Presidente Regionale