SEZIONE | SOTTOSEZIONI | L'ECO DI LOURDES | PASTORALE | NOVITA' | E ANCORA... | FILMATI | FOTOBOOK | homepage
|
|
via Irma Bandiera 22 40134 Bologna T. 051436260 F. 051436371 ![]() |
![]() |
| UNA GRADITA VISITA
S.E. Mons. MORETTI Assistente Ecclesiastico Nazionale
|
Mons.
Mercati saluta la venuta di S.E. Mons. Luigi Moretti, nostro
Assistente Ecclesiastico nazionale, per aver chiesto questo incontro
che vuole rappresentare la visita del Pastore per trattare ed
accogliere proposte fattive. Tra di esse non può mancare la
formazione spirituale per avere nel cuore la persona di Cristo,
figura che dobbiamo vedere nei nostri fratelli.
Mons.
Moretti porge il suo carissimo saluto e si dichiara contento di
essere qui, a Bologna, per incontrare gli amici della Sezione
Emiliano — Romagnola e, prosegue: "per
confrontare e condividere con voi la vita della nostra associazione,
che vive nell'esperienza di tante persone che dedicano vita ed
entusiasmo. Farò considerazioni di esperienza parlando con chi
condivide le responsabilità nell'Unitalsi. Vorrei riflettere insieme
ed interloquire su cosa significhi oggi vivere un'esperienza
associativa come la nostra. Diverso è portare una divisa dal
portarla con delle responsabilità. Abbiamo riconsiderato il nostro
modo di essere, le nostre esperienze e abbiamo riletto il patrimonio
passato per renderlo attuale. Siamo diventati una Associazione
pubblica di fedeli, cioè ecclesiale. La nostra realtà si radica
dentro l'esperienza della Chiesa. Chi entra nell'Unitalsi, sceglie
due volte: l'essere cristiano e cercare aiuto per vivere meglio
l'esperienza della crescita nella vita cristiana con una carità che
si manifesta nell'attenzione ai più deboli. Si è istituita la
Giornata dell'Adesione per far sì che chi partecipa oggi deve dare
un'adesione esplicita e rinnovata ogni anno ed abbia il senso
dell'appartenenza alla vita associativa sapendo cosa si sceglie e
ritrovandosi assieme agli altri per vivere una attenzione
particolare alla vita di carità. Tutto ciò deve far aiutare le
persone a vivere questa esperienza vera. La responsabilità di
garantire tutto ciò è di tutti coloro che hanno delle
responsabilità, non solo di noi sacerdoti, l'Unitalsi non è
clericale ma laicale. L'autenticità dell'identità dell'Associazione
siete voi, non noi Assistenti di ogni livello. Il corso di
formazione non è per complicarvi la vita, ma per darvi un minimo di
strumenti e di possibilità per farvi vivere bene questa opportunità.
Il compito di noi sacerdoti è molto più importante, dobbiamo
aiutarvi a diventare quello che dovete essere. È questa la grande
sfida che farà sì di rendere l'Unitalsi credibile e utile. Non è
semplice e non è facile, aiutiamoci ad essere tutto questo! Non
dobbiamo essere perfetti, ma dobbiamo sapere dove andare,
all'interno del progetto che stiamo realizzando. La nostra
esperienza associativa, ecclesiale, come tale ha il suo elemento
decisivo nella comunione. (Gesù nel Cenacolo chiede agli Apostoli
che siano una cosa sola). Dobbiamo pertanto essere unitari, seppur
con le varie specificità regionali! Siamo quindi parte di un corpo
unico; non esistono 20 Unitalsi, ma una sola! Non essere solo
semplici esecutori passivi, ma far sì che diventi patrimonio di
tutti. Dobbiamo aiutarci a far crescere la prospettiva sempre più
adeguata alle aspettative della Chiesa, ma sempre dentro l'Unitalsi.
Non dobbiamo rappresentare un circolo chiuso; questo vale per tutti:
Sottosezioni, Sezioni e Presidenza Nazionale!
Una esperienza uguale per tutti, anche se con sensibilità
diverse e senza sacrificare la creatività arrivando ad una
esperienza di fraternità e condivisione del servizio. Il mio
incontro con voi Unitalsiani è stato un dono di Dio e lo ringrazio
per questa chiamata; dal di fuori, non conoscendovi prima, ho potuto
cogliere tutte le esperienze ricche e straordinarie. All'Unitalsi si
può arrivare in tanti modi, ma chi è responsabile deve favorire il
vivere dentro questa esperienza. Abbiamo un ruolo decisivo ed
importante: dobbiamo riuscire a creare le condizioni per una forte
spiritualità e curarne molto il senso (senza di me non potete fare
nulla, dice Gesù). Dobbiamo attingere a questa sorgente vera e
crescere il livello di questa attenzione spirituale."
Mons.
Moretti, ha poi proseguito affermando che, pur essendo
giuridicamente divenuti una Onlus, non dobbiamo però fermarci ad
essere solo scuola di solidarietà. "Non
solidali, ma caritatevoli. Devo cercare e servire l'altro perchè
così servo Cristo, non perchè è cosa bella e buona. Se non amiamo
più il Signore, faremo sicuramente cose belle, ma diverse!
Aiutiamoci a scaldare il cuore dell'Associazione, facendo in modo
che tutti i responsabili si abituino a parlare di Gesù Cristo per
condividere quello di bello che Gesù fa in noi. Gli altri strumenti
della vita e della società sono necessari, ma noi dobbiamo avere
un'anima pastorale; guai a noi se la perdiamo e se non riusciamo ad
andare oltre la solidarietà per vivere la carità: dobbiamo sempre
vedere Cristo nel nostro prossimo! Ricordo un'affermazione del Santo
Padre:
passare dalla collaborazione alla corresponsabilità; è questo il volto nuovo della Chiesa e dell'Unitalsi:
muoversi in una logica completamente diversa. Ecco allora che la
formazione ci aiuta a conoscere per condividere questo cammino; non
scaricate la Croce, ma prendetela!
La Chiesa ci chiede di essere un'esperienza che diventi
testimonianza della Chiesa stessa, per renderne visibile e credibile
il volto. Siamo chiamati a vivere una dimensione di missionarietà,
cioè aiutare a far vivere agli altri l'incontro con il Signore.
Il pellegrinaggio è esperienza di Fede.
Non dobbiamo mai snaturarci; dobbiamo mantenere il nostro
senso di identità e specificità, ma all'interno dell'esperienza
della Chiesa. Per far questo l’unitalsiano deve incarnarsi nella
realtà delle parrocchie, attuare un legame vero con il Vescovo e i
parroci, far parte dei consigli pastorali e delle consulte per poter
vivere un cammino di Chiesa comune. Il proporsi deve essere senza
pretese, ma per mettersi a servizio; cerchiamo di essere anzitutto
credibili, cioè servi che credono nel servizio: verità che si impone
e non deve essere dimostrata. La gente si accorgerà così
dell'Unitalsi: se esprimiamo le nostre grandi possibilità!"
A
questo punto, Mons. Moretti ha affrontato il problema dei giovani,
dal momento che nel pomeriggio si sarebbe poi recato a Forlì per il
loro incontro regionale, affermando che sta crescendo un movimento
straordinario di giovani, che va aiutato a crescere! "Dobbiamo
essere, per loro, una scuola di vita ed aiutarli a capire che fanno
parte di un'unità più grande. Siracusa, con il convegno nazionale, è
stata un'esperienza magnifica. Il nostro compito è quello di creare
e favorire la crescita di persone che dovranno poi assicurarsi le
responsabilità all'interno dell'Associazione.
Il limite dei due mandati per le cariche Sezionali e
Sottosezionali è stato introdotto proprio per dare spazio a tutti;
non arrocchiamoci su noi stessi! È importante guardare avanti con
fiducia:
siamo Unitalsi oggi, nel nostro
tempo! Non dobbiamo
pensare sempre al passato, ma nemmeno fare fughe in avanti.
Amiamo l'oggi che viviamo.
Parlate sì delle questioni tecniche, ma anche di quello che siamo
per essere credibili a tutti i livelli, con un'organizzazione
trasparente".
Mons.
Moretti ha concluso il suo intervento ricordando le parole di Gesù:
"A chi è stato dato di più, sarà
chiesto di più".
Abbiamo una grande opportunità, ma anche una grande responsabilità!
Il tempo è tiranno ed essendo in programma la celebrazione della
Santa Messa in Santuario, rimane poco spazio per eventuali domande o
repliche.
Il
Consigliere regionale aggiunto Belosi si lamenta degli Assistenti
che dovrebbero fare formazione ai responsabili delle proprie
Sottosezioni per renderli in grado di rispondere anche ai quesiti
posti dai malati e dai disabili, ai quali non si riesce sempre a
dare una risposta pronta ed esauriente.
Mons.
Moretti risponde che gli Assistenti non devono far mancare quello di
cui si ha diritto e che devono aiutare anche loro in questa
crescita. È pertanto necessario sollecitare e stimolare gli
Assistenti di Sottosezione ad occuparsene meglio.
Don
Baldazzi, Assistente della Sottosezione di Cesena, ringrazia per il
richiamo fatto agli Assistenti ed afferma quanto sia faticoso,
all'interno dell'Unitalsi e della Chiesa, rendere evidente il
discorso di Cristo nella morale familiare e sacramentale.
Gli
risponde Mons. Moretti che si appartiene alla Chiesa per il
battesimo; ci si deve sforzare ad aiutare le persone che vivono
queste difficoltà a farle sentire Chiesa e non abbandonarle. Non è
giusto ridurre il problema semplicemente al discorso di consentire o
meno la comunione con l'ostia consacrata. È una banalizzazione del
problema e ricorda che chi si accosta all'ostia in maniera indegna,
è condannato. Il compito, anche dell'unitalsiano, è quello di non
sbattere la porta in faccia a nessuno e di aiutare a trovare il
senso della verità con cui ci si rapporta a Dio che è il Dio della
misericordia. Il Signore dice: "non giudicate!"
l'Unitalsi non deve essere una strada chiusa per nessuno.
Riprende la parola Mons. Mercati ringraziando Mons. Moretti per il
suo discorso e nel ringraziare i convenuti, ricorda loro di far
tesoro delle parole ascoltate.