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| LA MADONNA DI LUCE |
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DELL'INAUGURAZIONE>>>
Il Salus Infirmorum da sempre è amato dagli unitalsiani al punto tale che molti fra loro fanno a gara per lasciare un ricordo, un segno del loro passaggio. Non sto parlando naturalmente di graffiti fatti sui muri; anche quelli ogni tanto, purtroppo, segnano il passaggio dei soci; ma di mille segni d'amore che vengono portati come piccoli trofei dai vari pellegrinaggi.
Potrà trattarsi di una semplice copertina in lana sferruzzata con amore durante le ore invernali, di una tovaglia d'altare artisticamente ricamata, di un quadro all'uncinetto, di un manufatto legato alla Vergine di Lourdes. Tanti piccoli gesti d'amore che lasciano un segno. Questa voglia di donare, di esserci nasce dalla consapevolezza di tornare a casa propria, una casa speciale dove il pellegrino malato, il pellegrino volontario vivono insieme un momento forte del loro cammino, s'incontrano, si conoscono, si amano, e scoprono quanto l'altro sia speciale, unico, irripetibile. Ne scaturisce la voglia di ricordare, di esserci come presenza tangibile e visibile.
Durante l'ultimo pellegrinaggio nazionale dell'8 dicembre 2008, quello che chiudeva ufficialmente le celebrazioni del 150esimo anniversario delle apparizioni; è arrivata un'inquilina speciale.
La sottosezione di Sassuolo ha voluto lasciare al Salus una scultura in maiolica della Padrona di casa. E' arrivata fra le nostre mura, offerta dal Gruppo Marazzi, la "Madonna di Luce"
Si tratta di una pregevole opera in ceramica di un'artista innamorata di Maria: Daniela Pirastru. Solo l'amore a questo livello può ispirare l'idea dell'artista. La Madonna di Luce è una riproduzione del manto di Maria aperto sul mondo. Il manto, sovrastato dal delicatissimo volto della Madre, è vuoto, pieno di nulla. Questo vuoto è però capace di riempirsi dei nostri sguardi e di accoglierli per formare il suo corpo di Madre. Ecco che il nostro sguardo, perso nel manto di Maria diventa Luce. Il rivestimento in oro zecchino del manto riflette la luce dell'incontro, rischiara le nostre tenebre. Se ci avviciniamo a Lei la nostra penombra si trasforma in luce. L'opera è ispirata dalla terza apparizione della Vergine a Bernadette. Maria chiede alla piccola pastorella la "gentilezza di voler venire qui per quindici giorni". Bernadette non sa con chi ha a che fare, ma sente il bisogno di dire sì. Ancora una volta un sì entra a far parte del cammino di tutta l'umanità e trasforma milioni di persone, che da quel giorno si sentono attratti da quell'antro di pace e d'amore. Bernadette racconterà a più riprese che ogni apparizione era preceduta dalla presenza di una luce forte, piena, che solo lei vedeva e che segnava l'inizio di un nuovo incontro con la Madre di Dio.
Mons. Arrigo Miglio, Vescovo di Ivrea alla presenza del Presiedente Nazionale Antonio Diella e del Vice Assistente Nazionale Mons. Luigi Marrucci ha benedetto l'opera. Abbiamo voluto scegliere per lei un posto speciale: l'abbiamo collocata al sesto piano, davanti all'ingresso delle sale da pranzo, dove ogni giorno centinaia di amici unitalsiani si recano per consumare il pasto. Abbiamo voluto così coronare il sogno dell'artista: riempire quel manto di sguardi innamorati di Dio affinché Dio stesso continui ad innamorarsi dell'uomo attraverso lo sguardo puro e semplice dei più poveri.
Grazie Daniela, grazie Marazzi, grazie Sassuolo, grazie Sezione Emiliano Romagnola!
Salus Infirmorum - Salute degli Infermi; Prega per noi!
(emanuele boero)
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