SEZIONE | SOTTOSEZIONI | L'ECO DI LOURDES | PASTORALE | NOVITA' | E ANCORA... | FILMATI | FOTOBOOK | homepage
|
|
via Irma Bandiera 22 40134 Bologna T. 051436260 F. 051436371 ![]() |
![]() |
| MIRACOLI DI LOURDES |
La struttura sanitaria di Lourdes
I criteri decretati dal cardinale Lambertini,
miracoli e guarigioni
Testo del Professor François-Bernard
Michel
I MIRACOLATI RICONOSCIUTI
Cosa sono oggi i miracoli
Nel contesto di un santuario religioso come quello di Lourdes,
tradizionalmente “terra di miracoli”,
alcuni pellegrini possono pensare di
aver beneficiato di una guarigione eccezionale e vogliono
testimoniarlo.
Il Bureau Médical di Lourdes ha la missione, conferita dal vescovo di
Tarbes e Lourdes, di ricevere
le testimonianze delle persone che si ritengono guarite per
intercessione di Nostra Signora di
Lourdes, con l’intento di autentificarle per un eventuale riconoscimento
ufficiale di guarigione miracolosa.
La struttura sanitaria di Lourdes
Nel 1859 il professor Vergez, professore aggiunto alla facoltà di
medicina di Montpellier, viene
incaricato del controllo delle guarigioni. Sette guarigioni
vengono così convalidate prima del 1862 e
diventano prove per il riconoscimento
delle Apparizioni da parte di Monsignor Laurence. Nel 1905 Papa Pio X
chiede di “sottoporre ad un
regolare processo” le guarigioni più spettacolari. A questo scopo si
costituisce l’Ufficio delle constatazioni mediche.
L’espressione “ufficio
medico” ha due significati. Indica innanzitutto un “locale” nei Santuari
e due permanenti, tra cui un medico.
Questo medico riceve le dichiarazioni e comincia un lavoro critico
secondo i criteri
tradizionali, quelli stabiliti nel 18° secolo dal cardinal Lambertini,
futuro Papa Benedetto XIV, per
i processi di beatificazione.
Se il caso appare serio, il medico organizza un “bureau médical” vero e
proprio, cioè una
consultazione a cui possono partecipare
tutti i medici presenti a Lourdes in quel giorno, di
qualunque professione religiosa siano.
Se il medico di Lourdes e l’ufficio medico da lui riunito riportano un
giudizio favorevole, il dossier
viene trasmesso al Comité Médical
International di Lourdes (C.M.I.L.). Questo è costituito da circa
20 elementi, tutti autorevoli nelle loro rispettive
competenze. Questo Comitato esiste dal 1947. Nel 1954, Monsignor Théas
ha voluto conferirgli una dimensione internazionale.
Il Comitato è presieduto congiuntamente dal vescovo di Tarbes e Lourdes
e da uno dei suoi
membri, nominato dal vescovo con mandato
a tempo determinato ma rinnovabile. Il medico di
Lourdes si occupa della segreteria del comitato. Il
comitato giudica il caso su dossier. Uno o più membri hanno l’incarico
di studiarlo approfonditamente, in particolare si devono informare su
tutto
ciò che la letteratura medica mondiale ha pubblicato su
casi simili a quello in esame. Le persone
incaricate del dossier
possono consultare dei colleghi esterni al comitato. In genere la
persona guarita non viene convocata.
Il comitato si riunisce una volta l’anno, in autunno. Esamina i dossier
in corso. Quanto tutti gli
elementi sono stati raccolti (cosa che
può anche protrarsi molto a lungo), per votazione il comitato
dichiara o rifiuta di affermare che la guarigione in
oggetto è inspiegabile, allo stato attuale della
scienza. Una maggioranza di due terzi è richiesta perché il voto sia
considerato affermativo.
Il giudizio dei medici viene trasmesso al vescovo della diocesi in cui
risiede la persona guarita. Il
vescovo, ovviamente, è già stato messo
al corrente della procedura in corso. Se il riscontro positivo
appare verosimile, sin dall’inizio gli viene
consigliato di costituire un piccolo comitato medico
locale che possa, all’occorrenza, prendere conoscenza
delle conclusioni del comitato.
In funzione di altri elementi di giudizio, il vescovo decide o si
astiene dal riconoscere il carattere
“miracoloso” della guarigione.
L’atteggiamento attuale dei medici è molto rispettoso del Magistero
della Chiesa. In quanto
cristiani, sanno bene che il miracolo è un segno di
ordine spirituale. Non vogliono farsi giudici.
Inoltre, per lo spirito moderno, è difficile definire “inspiegabile” una
qualunque realtà. Si può solo
dire, a questo punto, che è
“inspiegata”.
I criteri decretati dal cardinale
Lambertini, miracoli e guarigioni
Il cardinale
Lambertini, futuro Benedetto XIV, redasse tra il 1734 e il 1738 un
compendio a proposito de “la
beatificazione dei servitori di Dio e la canonizzazione dei beati”.
Questo testo fornisce dei criteri medici molto rigorosi, destinati a
fare in modo che le guarigioni
possano essere effettivamente, e con
certezza, attribuite ad un intervento divino, grazie
all’intercessione del “futuro santo”.
Sono sette:
Primo: Occorre che la malattia sia grave, incurabile o
trattabile in modo aleatorio;
Secondo: occorre che il fenomeno che è scomparso non sia
arrivato al suo stadio di
ultima evoluzione perché a quel punto, o
poco dopo, avrebbe dovuto finire da solo;
Terzo: occorre che nessuna cura medica sia stata
somministrata o, nel caso in cui dei
medicinali siano stati prescritti, che non abbiano avuto nessun
risultato;
Quarto: è necessario che la guarigione sia improvvisa e
avvenuta in un istante;
Quinto: occorre che la guarigione sia perfetta e non
incompleta o parziale;
Sesto: occorre che nessuna evacuazione o crisi degna di nota
abbia preceduto, in tempo
utile e sotto
l’effetto di una determinata causa, la guarigione; perché, in quel caso,
la
guarigione non potrebbe essere realmente considerata
come prodigiosa ma, al contrario,
naturale, totalmente o in parte;
Settimo: occorre che la malattia debellata non ricompaia.
Testo del Professor François-Bernard
Michel
1. Premessa: sulle guarigioni, a Lourdes, oggi
150 anni dopo le apparizioni di Maria a Bernadette, la scienza medica si
è evoluta più negli ultimi
50 anni che durante i primi 100, sia per
gli strumenti diagnostici che terapeutici.
Praticamente inesistente ai tempi delle apparizioni di Lourdes, la
terapeutica è diventata efficace ed estesa a tutti. Non c’è praticamente
nessun malato venuto a Lourdes che non abbia ricevuto alcun
trattamento, e
per fortuna. La scienza medica ha raggiunto un tale livello da rendere
sempre più
difficile l’analisi di ciò che in una
guarigione è imputabile ad un trattamento e di ciò che può essere
attribuito a un fenomeno medico inspiegabile. Se
tuttavia un pellegrinaggio di malati è stato iniziato
è perché la guarigione non è stata ottenuta dal punto
di vista medico.
Il
pellegrinaggio a Lourdes è stato per molto tempo visto dall’esterno come
una ricerca di
guarigione miracolosa. Perché no? Ma
Lourdes non può essere ridotta all’alternativa miracolo/non
miracolo. Per la Chiesa e per il credente un pellegrinaggio verso Maria
è molto di più di una “marcia al
miracolo”. È un cammino d’amore, di preghiera e di comunità di chi
soffre. A Lourdes, infatti, il
malato portato fuori dall’isolamento del suo letto, della sua camera o
del suo ospedale, viene
accolto, rispettato, circondato e, in un mondo basato sulla
competizione, viene messo al primo posto.
Per proporre una
visione attuale delle guarigioni di Lourdes, auto-dichiarate o
scientifiche, la Chiesa e i medici
hanno intrapreso una riflessione che attualizza la realtà di Lourdes e
informa annualmente sulla sua
attualità. Molti sembrano credere, infatti, che a parte gli “scoop”
della stampa scritta o
televisiva, a Lourdes “non succede proprio niente”.
2. Nuovi approcci alle guarigioni di Lourdes: tappe di riconoscimento
Partendo dalle dichiarazioni volontarie fatte al Bureau Médical da
persone che ritengono di aver
beneficiato di una grazia di guarigione
per intercessione di Nostra Signora di Lourdes, gli esperti
del Comité Médical International di Lourdes (CMIL),
riuniti a Parigi il 27 e 28 novembre 2005,
hanno definito tre tappe di esamina dei dossier qui di seguito elencate.
1a
tappa: dalla guarigione “dichiarata” alla
guarigione “inattesa”
La dichiarazione di guarigione, vissuta come una grazia da chi ritiene
di esserne il beneficiario,
viene raccolta in quanto tale dal medico
permanente che procede ad una prima valutazione
necessaria per:
−
Ricostruire la storia della malattia con un bilancio dello stato attuale
−
Esaminare la personalità del paziente per evitare casi di frode,
simulazione, illusione o
addirittura una eventuale patologia isterica o delirante
−
Giudicare se questa guarigione sfugge chiaramente alle previsioni
mediche abituali
rispetto alla malattia in oggetto
− Notare
le circostanze della guarigione stessa, se si è verificata secondo delle
modalità straordinarie,
imprevedibili, stupefacenti, singolari.
Alcune di queste dichiarazioni vengono classificate come “senza seguito”
o “in attesa” oppure
registrate come “guarigioni inattese”.
Il vescovo della
diocesi del guarito verrà allora informato del fatto che questa
guarigione sarà oggetto di
un’istruttoria; il vescovo potrà indicare anche un medico che dovrà
essere messo al corrente.
2a
tappa: dalla guarigione “inattesa” alla
guarigione “confermata”
I dossier di “guarigioni inattese” vengono istruiti per un complemento
d’indagine di autenticazione
che consiste innanzitutto in uno studio
comparativo dei documenti medici prima e dopo la
guarigione, assicurando che ci sia stato un passaggio indiscutibile da
una malattia conosciuta, diagnosticata con precisione, a uno stato di
salute ritrovata. Si cerca anche di sapere se questa
guarigione
presenta un carattere assolutamente inconsueto nella sua evoluzione.
L’opinione del
maggior numero di esperti professionisti viene sollecitata
da un membro del CMIL prima di
sottoporre il dossier al parere collegiale del CMIL.
Al termine, il CMIL classifica come “senza seguito” oppure convalida
questa guarigione che
considera “argomentata e confermata”.
3a
tappa: parere di riconoscimento del carattere
eccezionale di una guarigione
L’ultima tappa è quella in cui il CMIL afferma il “carattere
eccezionale” di una guarigione allo stato
attuale delle conoscenze scientifiche.
Il dossier viene quindi trasmesso dal Vescovo di Tarbes e Lourdes al
Vescovo della diocesi della persona guarita.
L’uso dei criteri di Lambertini darà la certezza che ci si trova dinanzi
alla guarigione completa e
durevole da una malattia grave, incurabile o con prognosi
molto sfavorevole, sopraggiunta in
maniera rapida.
3. Comunicato stampa
Alla fine della riunione di novembre, il Comitato Medico Internazionale
di Lourdes ha redatto il seguente Comunicato Informativo:
>
Dichiarazioni spontanee di guarigioni esaminate durante l’anno 2005: 40,
di natura e gravità
estremamente variabile.
>
Dossier in corso di istruttoria: dichiarazioni di persone che affermano
in coscienza una
guarigione
sopraggiunta nel contesto di Lourdes, ma per le quali i criteri
scientifici non permettono di
affermarne ancora il carattere definitivo, 5 in esame: mielopatia
post-traumatica, malattia di
Crohn gravissima, sclerosi a placche grave, miopatia, cancro del rene.
A
questo punto si potrebbe obiettare che due di queste malattie sono
spesso considerate
“psicosomatiche”. Il Comitato Medico ne è al corrente ma
rifiuta l’obiezione per due ragioni:
−
Psicosomatico è una definizione obsoleta e desueta perché fondata sul
pensiero che esisterebbero
delle malattie del “corpo”, delle malattie dello
“spirito” (nozione tanto usata quando indefinibile!) e
delle malattie “miste”. Questa concezione è
contraddetta dalle conoscenze scientifiche attuali:
qualunque malattia ha – evidentemente – delle
implicazioni psicologiche ma ogni malattia implica la
globalità dell’essere umano, “corpo e anima”.
−
Si trattava di forme gravi di queste malattie, evolute ed evolutive,
poiché hanno resistito fino a quel
momento a terapie pesanti e prolungate.
> Parere
di riconoscimento del carattere eccezionale di una guarigione alla stato
attuale delle conoscenze scientifiche: 1 in esame, quella di una malata
colpita nel 1992 da un linfoma
maligno diffuso della pleura non hodgkiniano di tipo B, complicato, un
anno più tardi, da una leucemia mieloblastica con lesione
meningea e nevrite ottica trattata con chemioterapia, ma con
evoluzione sfavorevole e guarita
senza postumi né ricadute da 13 anni, in coincidenza di un processo di
Fede a Nostra Signora di Lourdes.
I
MIRACOLATI RICONOSCIUTI
CATHERINE
LATAPIE
Nata nel 1820; abitante a Loubajac, nei pressi di Lourdes. Guarita il 1°
marzo 1858, all’età di 39 anni. Miracolo riconosciuto il 18 gennaio 1862
da parte di S. E. Mons. Laurence, Vescovo di Tarbes.
Si tratta della prima guarigione con data sicura. Al momento delle
Apparizioni, Catherine LATAPIE viveva a Loubajac, a pochi chilometri da
Lourdes. Essa era invalida per una paralisi della mano destra provocata
da una caduta da un albero, avvenuta nell’ottobre 1856, e per di più era
al termine della sua terza gravidanza. L’incidente aveva provocato una
lussazione dell’omero, facilmente ridotta, ma aveva anche lasciato una
paralisi di tipo cubitale, per lo stiramento traumatico del plesso
brachiale. Essa non poteva usare le due ultime dita della mano destra,
che erano nella tipica posizione di flessione palmare. La notte tra il
28 febbraio ed il 1° marzo, mossa da un improvvisa ispirazione, la donna
si alzò alle 3 di notte, svegliò i suoi bambini e si mise in strada per
Lourdes, dove arrivò all’alba, incontrò Bernardetta, si recò alla
Grotta, ed inginocchiatasi, pregò. Poi, semplicemente, essa immerse la
sua mano nel piccolo bacino, che già raccoglieva l’acqua della Sorgente.
Immediatamente le sue dita si raddrizzarono, poterono riprendere i loro
movimenti, la loro elasticità. Essa potè di nuovo allungarle, fletterle
e servirsene con la stessa facilità di prima dell’incidente.
Rapidamente, la ex malata rientrò a casa, e la sera stessa — ed è questo
il particolare che permette di accertare il giorno della sua guarigione
— partorì il suo terzo figlio, che, nel 1882, diventerà sacerdote. Il
prof. Vergez, nel suo rapporto al Vescovo Mons. Laurence, classifica
questo caso tra le guarigioni "che presentano un carattere soprannaturale".
LOUIS
BOURIETTE
Nato nel 1804; abitante a Lourdes.
Guarito nel marzo 1858, a 55 anni di età. Miracolo riconosciuto il 18
gennaio 1862 da parte di S. E. Mons. Laurence, Vescovo di Tarbes.
Questa è la guarigione che ha dato il via
alla storia di Lourdes. Era stata considerata come la prima, ma invece
venne dimostrato che essa non potè avvenire prima dell’inizio di marzo.
Louis BQURIETTE era un operaio cavapietre, che lavorava e viveva a
Lourdes. Nel 1858 era affetto da cecità completa dell’occhio destro che
durava da più di due anni. Questa grave minorazione era la conseguenza
dello scoppio di una mina, che 19 anni prima aveva ucciso suo fratello
Joseph, che era al suo fianco, ed aveva provocato la grave irreversibile
lesione del suo occhio. Il dott. Dozous, primo perito medico,
commentando questa guarigione, ha scritto, nel 1874: "Sempre,
e su questo la scienza è precisa, quando un occhio è colpito da un corpo
lanciato da uno scoppio, si verifica una perturbazione tale da produrre
sempre una cecità incurabile. Succede spesso che l’occhio controlaterale
che non ha potuto sfuggire agli effetti della perturbazione, a causa dei
rapporti che esistono tra i due occhi, finisce per indebolirsi a sua
volta e sembra colpito da amaurosi". Le circostanze della guarigione
sono state descritte dallo stesso dott. Dozous, che le aveva sapute
dall’interessato stesso. "Appena, mi disse, Bernardetta
fece scaturire dal pavimento della Grotta, la sorgente che guarisce
tanti ammalati, io volli usare di quest’acqua per far guarire il mio
occhio destro. Quando quest’acqua fu in mio possesso, io mi misi a
pregare e rivolgendomi alla Madonna della Grotta, la supplicai umilmente
di essere con me mentre mi lavavo l’occhio destro con l’acqua della
fonte. Lavai e rilavai più volte in poco tempo il mio occhio destro e la
mia vista, dopo queste abluzioni, è diventata, come è anche ora,
eccellente". Il dott Dozous è stato ascoltato su questa guarigione
dalla Commissione di inchiesta istituita da S. E. Mons. Laurence il 28
luglio 1858. Nell’aprile 1860, la relazione preliminare del dott. Henri
Vergez, professore ordinario della Facoltà di Montpellier, medico
termale a Barèges, il cui giudizio fu richiesto da Mons. Laurence, così
si esprime: "Questo fatto (la
guarigione) è di carattere straordinario". Questa opinione fu
solennemente accettata dalla lettera pastorale di Mons. Laurence, nel
gennaio 1862.
BLAISETTE
CAZENAVE
Nata nel 1808; abitante a Lourdes, guarita nel marzo 1858, a 51 anni
d'età. Miracolo riconosciuto il 18 gennaio 1862 da S. E. Mons. Laurence,
Vescovo di Tarbes.
Anche questa da molti anni aveva dei seri disturbi agli occhi. Questa
Lourdese soffriva di una infezione cronica della congiuntiva e delle
palpebre, con ectropion bilaterale, senza che la medicina di quel tempo
potesse portarle aiuto. Dichiarata incurabile, essa decise di usare,
come lozione, l’acqua della Grotta e già dalla seconda applicazione fu
totalmente guarita... le palpebre si erano raddrizzate, l’ipertrofia
papillare scomparsa, i dolori e l’infiammazione cessati. Il Prof. Vergez
a questo proposito, ha potuto scrivere che: "l’effetto
soprannaturale era tanto più manifesto in questa meravigliosa guarigione
in quanto la lesione materiale (noi ora diremmo, la lesione organica
delle palpebre) era evidentissima e che al ristabilimento rapido dei tessuti nelle loro
condizioni organiche e vitali normali, si è aggiunto il raddrizzamento
delle palpebre"
Henry
BUSQUET
Nato nel 1842; abitante a Nay (pirenei
atlantici); guarito verso la fine aprile 1858, all'età di 16 anni.
Miracolo riconosciuto il 18 gennaio 1862 da S. E. Mons. Laurence,
Vescovo di Tarbes.
Questo giovane era ammalato da circa 15
mesi. Aveva cominciato con una febbre, qualificata come tifoide, ma che
rapidamente si dimostrò come l’inizio della tubercolosi. Poi era
apparso, come complicazione, un ascesso del collo, probabilmente una
adenite suppurata, che in difetto di trattamento, si era aperto a destra
nel torace. Dopo qualche mese, il medico curante, per evitarne la
fistolizzazione, incise questo ascesso. Ma l’evoluzione fu delle più
complicate, e dopo una permanenza a Cauterets dove la lesione peggiorò,
ci si trovò, all’inizio del 1858, di fronte ad una enorme ulcera
suppurata della base del collo, che non dimostrava alcuna tendenza al
miglioramento. In più, nella regione della lesione che si era formata,
comparvero altri gangli infiammati. Il ragazzo chiese di andare a
Lourdes, i genitori rifiutarono, ma chiesero ad una vicina di procurare
dell’acqua della Grotta. Il 28 aprile 1858, alla sera, tutta la famiglia
del malato si riunì in preghiera, ed il ragazzo fu medicato con un
impacco di acqua della Grotta. Dopo una notte calma, l’ulcera apparve
cicatrizzata, l’infezione scomparsa, gli altri gangli infiammati,
guariti. Non vi furono recidive a questa guarigione improvvisa che nulla
faceva presagire. Ciò che per il Prof. Vergez significava chiaramente
che questo fatto sfugge all’ordine naturale.
Justin
BOUHORT
Nato a Lourdes il 28 luglio 1856 ed lì abitante. Guarito all’inizio di
luglio 1858, a 2 anni. Miracolo riconosciuto il 18 gennaio 1862 da parte
di S. E. Mons. Laurence, Vescovo di Tarbes.
Come è bella questa storia di una guarigione! Questo giovanissimo bimbo
era stato senza dubbio alcuno, assai frequentemente malato fino dalla
sua primissima infanzia. Ed infatti, a 2 anni, egli presentava un
evidentissimo ritardo della crescita, non aveva mai camminato, ed era
considerato come un malato, mal costituito. In quel tempo, si diceva,
moriva di consunzione. Tutti ne erano persuasi. Sua madre, Croisine
BOUHORT, disperata di vederlo morire, senza che alcuna cura fosse utile
per lui, decide, un giorno, verso sera, di andare con lui per pregare la
Madonna alla Grotta, malgrado la proibizione dell’autorità pubblica.
Arrivata alla Grotta, essa prega un momento davanti alla roccia, con il
bimbo tra le braccia, contornata da una folla di curiosi. Poi decide di
immergere il suo bambino moribondo nella vasca che i minatori avevano
fatto da poco tempo. Attorno a lei si grida, si protesta, si cerca di
impedirle di «uccidere il suo bambino». Dopo un tempo che sembrò assai
lungo, essa toglie il bimbo dalla vasca, e ritorna a casa ancora con il
bambino tra le braccia. Quando arriva a casa, Justin respira ancora
debolmente e mentre gli astanti si aspettano il peggio, meno la madre
che crede più che mai che la Madonna lo guarirà, si addormenta
tranquillo. Il giorno seguente, più niente lascia pensare che la sua
vita sia minacciata. Rapidamente il bimbo si riprende e... cammina.
Tutto rientra nella normalità. La crescita è assicurata, l’età adulta
arriva e prima della sua morte, avvenuta nel 1935, egli assiste alla
canonizzazione di Bernardetta, a Roma, l’8 dicembre 1933. Anche in
questo caso il medico curante M. Peyrus ed i dottori Dozous e Vergez non
poterono vedere altra cosa che l’azione onnipotente di Dio.

Abitante a Nay (Pirenei Atlantici). Guarita il 17 ottobre 1858, all’età
di 58 anni. Miracolo riconosciuto il 18 gennaio 1862 da parte di S. E.
Mons. Laurence, Vescovo di Tarbes.
Madeleine RIZAN, da più di 20 anni non poteva muoversi. Era costretta al
letto da una paralisi del lato sinistro, consecutivo ad un «attacco di
colera» avvenuto 26 anni prima, nel 1832. Da principio potendo muoversi
con gravi difficoltà, essa era, a poco a poco, stata costretta al letto,
con piaghe dolorose, e con l’insieme delle turbe trofiche che possiamo
facilmente immaginare, ma anche con dei dolori che contrastavano con la
perdita della sensibilità. I suoi medici avevano, da molto tempo,
abbandonata ogni speranza di guarigione e rinunciato a qualunque
trattamento. Nel settembre del 1858 essa aveva ricevuto anche l’Estrema
Unzione, e da quel momento pregava per ottenere una buona morte. Un mese
dopo, il sabato 16ottobre, la morte sembrava imminente. L’indomani, sua
figlia le portò dell’acqua di Lourdes essa ne bevve qualche sorso e si
fece lavare, con essa, il viso ed il corpo. Immediatamente la malattia
svanì, le forze ritornarono, la pelle riprese il suo aspetto normale ed
i muscoli le loro funzioni! La moribonda della vigilia si sentì rivivere
Da quel giorno, quando essa poté di nuovo alzarsi, vestirsi e mangiare,
condusse una vita normale per 11 anni, poiché morì, senza alcuna
ricaduta, nel 1869.
MARIE MOREAU
Nata neI 1641 domiciliata a Tartas (Landes).
Guarita il 9 novembre 1858, a quasi 17 anni. Miracolo riconosciuto il 18
gennaio 1862 da parte di S. E. Mons. Laurence, Vescovo di Tarbes.
Prima guarigione «lontano» da Lourdes.
Marie MOREAU contrasse all’inizio dell’anno 1858, a 16 anni, una
malattia infiammatoria degli occhi. Malgrado i trattamenti effettuati,
l’evoluzione di questa malattia aveva portato ad una assai grave
diminuzione del visus, fino ad arrivare ad una quasi cecità. Il padre
avuto sentore della guarigione della signora RIZAN, decise di recarsi a
Lourdes per procurarsi dell’acqua della Grotta. Alla sera la ragazza
imbibì d’acqua una benda che annodò poi sugli occhi. L’indomani, 9
novembre, quando tolse la benda, si accorse che la sua vista era
completamente recuperata. La giovane riprese gli studi che aveva dovuto
abbandonare, a Bordeaux, per 2 anni, ed in seguito, sposata, visse ad
Aire-sur-Adour.
PIERRE
DE RUDDER
Nato il 2 luglio 1822 a Jabbeke, in Belgio. Guarito il 7 luglio 1875,
all'età di 53 anni. Miracolo riconosciuto il 25 luglio 1908 da parte di
S. E. Mons. Gustave Waffelaert, Vescovo di Bruges.
Questa guarigione, assai conosciuta, è stata l’oggetto di moltissime
relazioni. Non è la prima guarigione avvenuta fuori di Lourdes, come
abbiamo già detto: ma senza dubbio, è il primo miracolo avvenuto
lontano, senza alcuna relazione con l’acqua della Grotta. Nel 1867, P.
de RUDDER ebbe una gamba fracassata per la caduta di un albero.
Conseguenza: frattura esposta delle due ossa della gamba sinistra, al
terzo prossimale. Malgrado le cure prescritte, si dovette convenire,
dopo un po' di tempo, che la lesione ossea non si sarebbe mai
consolidata. Per l’infezione sopraggiunta, si era formata una
pseudo-artrosi a livello del punto di frattura, con eliminazione di
sequestri, per cui non era possibile sperare in un consolidamento. P. de
RUDDER rifiutò a più riprese l’amputazione che i medici gli
consigliavano, e dopo qualche anno essi l’abbandonarono, poiché si
sentivano impotenti di fronte a questo infermo. Era in questo stato,
quando 8 anni dopo l’incidente, il 7aprile 1875, P. de RUDDER decise di
fare un pellegrinaggio ad Oostacker, dove una riproduzione della Grotta
di Lourdes era stata consacrata dalla pietà dei nostri vicini Belgi.
Partito il mattino da Jabbeke come un invalido, non potendo appoggiarsi
sulla gamba sinistra, egli vi ritornò la sera, senza stampelle, senza
piaghe. Il consolidamento osseo si era operato in qualche minuto, senza
accorciamento dell’arto, senza deviazione dell’asse verticale: queste
constatazioni furono fatte i giorni seguenti dai medici che avevano
avuto occasioni di curarlo. P. de RUDDER, in seguito, riprese la sua
vita abituale ed attiva. Secondo quanto è a nostra conoscenza egli venne
una sola volta a Lourdes, nel maggio 1881. Morì 23 anni dopo la sua
guarigione, il 22 marzo 1898. Più tardi, e per poter meglio esprimere un
giudizio, vennero esumate le ossa delle sue gambe. Esse permisero
l’osservazione della realtà obiettiva sia della lesione che della
guarigione, come si può vedere, dalle copie di cui dispone l’Ufficio
Medico oggi. Infine, 33 anni dopo (una specie di record!) nel luglio
1908, il Vescovo di Bruges dichiara che bisogna vedere nella guarigione
di Pierre de RUDDER, un miracolo attribuito a «un
intervento di Dio, ottenuto per l’intercessione della Santissima Vergine
Maria».
Joachime
DEHANT
Nata neI 1849 a Velaine-sur-Sambre.
Guarita il 13 settembre 1878, all’età di 29 anni. Miracolo riconosciuto
il 25 aprile 1908 da parte di S. E. Mons. Thomas Louis Heylen, Vescovo
di Namur.
La più antica guarigione avvenuta a
Lourdes — dopo le 7 prime —riconosciuta miracolosa! Joachime aveva 29
anni. quando arrivò a Lourdes, il 12 settembre 1878, di sera, con una
piaga secernente e cancrenosa alla gamba destra. Questa ulcera in
superficie copriva i 2/3 della faccia esterna della gamba, e cosa ancora
più grave, aveva, in profondità, creata una retrazione permanente dei
muscoli, con piede torto conseguente. Questa lesione datava da almeno 10
anni e lo stato generale era gravemente compromesso da questa lesione
che nessun trattamento poteva far guarire. L’indomani, 13, essa fece 2
bagni, nella mattinata, con la gamba ricoperta da un telo. Dopo il
secondo bagno non restava alcuna traccia di ulcera. I muscoli ed i
tendini erano praticamente ricostruiti, la pelle nuova e di color rosa,
normale. In seguito, dopo il terzo bagno, il piede riprese la sua
posizione normale. 30 anni dopo, poiché la sua salute restava
eccellente, a seguito di una nuova perizia medica, il Vescovo di Namur
seguiva le conclusioni della Commissione che aveva nominato allo scopo,
e proclamava il 25 aprile 1908 che questa guarigione miracolosa doveva «essere
attribuita alla potente ed efficace intercessione della Madonna di
Lourdes».
ELISA
SEISSON
Nata nel 1855. Guarita il 29 agosto 1882, all’età di 28 anni. Miracolo
riconosciuto il 12 luglio 1912 da parte di S. E. Mons. Francois Bonnefoy,
Arcivescovo d’Aix, Arles ed Embrun.
La signorina Elisa SEISSON, di Rognonas, si ammalò all’età di 21 anni,
nel 1876. Per 6 anni il dott. Pigeon, prestò le sue cure per «una
bronchite cronica e soprattutto, per una malattia organica di cuore»
ribelle ad ogni trattamento e riconosciuta come incurabile, senza alcuna
speranza di miglioramenti. Venuta a Lourdes alla fine di agosto 1882, la
signorina si recò alle Piscine fin dal primo giorno del suo
pellegrinaggio. Ne uscì molto migliorata, essendo scomparso ogni edema
agli arti inferiori. Dopo una buona nottata, essa si risvegliò al
mattino con l’impressione di essere completamente guarita. Questa
impressione fu controllata e certificata fino dal 18 settembre
successivo, dal suo medico curante ed è persistita per i 30 anni
seguenti, prima che questa guarigione fosse considerata come miracolosa,
nel 1912, con decreto del suo Vescovo. L’Ufficio delle Constatazioni
Mediche conserva una testimonianza di questa guarigione sotto la data
del 30 agosto 1882, con una relazione fatta dal Padre Burosse, m.i.c.
L’ex-malata fu esaminata di nuovo presso quest’Ufficio il 18 settembre
1896.
Suor
EUGÈNIA
Nata Marie MABILLE, nel 1855. Guarita il
21 agosto 1883, all’età di 28 anni. Miracolo riconosciuto il 30 agosto
1908 da parte di S. E. Mons. Philippe Meunier, Vescovo di Evreux.
Si tratta di una guarigione assai
particolare, perché il quadro clinico della malattia è stato per la
lunghezza della sua evoluzione, per il numero e la competenza dei medici
che hanno avuto occasione di prestare la loro opera, perfettamente noto.
Nel 1877, a 22 anni, la paziente ebbe a soffrire per un ascesso, assai
verosimilmente appendicolare, che data l’epoca ed i mezzi a disposizione
non poté essere utilmente curato. Due anni dopo, si manifestarono una
peritonite e una flebite bilaterale. Nel 1880, fu visitata per un
consulto a Parigi, dal celebre Prof. Péan, e venne ritenuta non in grado
di subire un intervento per questo «pregresso flemmone della fossa
iliaca destra, con fistole vescicali e coliche». Tra il 1880 ed il 1883
i molti tentativi terapeutici messi in atto furono senza effetto, e lo
stato generale della paziente non fece che peggiorare. Essa arrivò a
Lourdes in gravissimo stato, nell’agosto del 1883. Partita il 17, ella
arrivò il 21 ed al momento del suo arrivo, si fece condurre alla Grotta
dove si comunicò e dove trovò un po' dì sollievo. Ma fu alla Piscina,
nel pomeriggio, che essa si sentì guarita; usci da sola dalla piscina, e
a cominciare da questo momento,ogni segno della sua malattia disparve. I
medici che ebbero l’occasione di visitarla, sopratutto il fondatore del
Ufficio delle Constatazioni Mediche, il Dott. Dunot de St Maclou sul
momento e di seguirla dopo la guarigione, hanno scritto pagine che sono,
un secolo dopo, perfettamente coerenti non lasciando nulla nel vago o
nell’equivoco, e che potrebbero essere state scritte oggi. Nessuna
modificazione di uno stato di salute fiorente si verificò durante i 25
anni che sono intercorsi tra la guarigione e la dichiarazione di evento
miracoloso proclamato dal Vescovo di Evreux, luogo di residenza di Suor
EUGÈNIA.
Suor
JULIENNE
Nata Aline Bruyère, neI 1864 nel villaggio della Roque, vicino a Sarlat.
Guarita il 1° settembre 1889, a 25 anni di età. Miracolo riconosciuto il
7 marzo 1912 da parte di S. E. Mons. Albert Nègre, Vescovo di Tulle.
Si tratta di un caso di guarigione di tubercolosi polmonare cavitaria
riconosciuto miracoloso con una abbondanza di precisazioni difficilmente
immaginabile per quei lontani tempi. I medici da parte loro, avevano
stabilito che Suor JULIENNE: — era stata colpita da una lesione
polmonare grave ed incurabile — era guarita in modo del tutto improvviso
nelle piscine di Lourdes; — aveva conservato, da più di un anno, uno
stato di salute perfetto. Queste erano le conclusioni di un esame
rigoroso condotto insieme dal Dott. Dunot de St-Maclou e dal suo
collaboratore il Dott. Boissarie, tra il 1889 ed il 1890. Quando
l’inchiesta canonica fu iniziata nel 1911-1912 (cioè più di venti anni
dopo) la perizia medica fu completata con la verifica da parte di un
altro collegio medico che interrogò, esaminò l’interessata e, a mezzo di
radiografie, potè mettere in evidenza la cicatrice di una antica lesione
polmonare. Vista la concordanza di queste due perizie mediche eseguite a
20 anni di distanza l’una dall’altra e dei loro risultati, chimici da
una parte, radiologici dall’altra; visto che questa guarigione
confrontata con la serie dei criteri proposti da Benedetto XIV, non
poteva non essere riconosciuta come sicura e completa, istantanea ed
avvenuta senza l’intervento di alcuna terapia, S. E. Mons. Nègre non
ebbe alcuna difficoltà a considerarla «avvenuta
al di fuori dell’ordine generale della natura... e miracolosa» il 7
marzo 1912.

Suor
JOSEPHINE MARIE
Nata il 5 agosto 1854; guarita il 21 agosto 1890 a 36 anni d'età.
Miracolo riconosciuto il 10 ottobre 1908 da parte di S. E. Mons. Marie
Jean Douais, Vescovo di Beauvais.
Anche qua si tratta di una «tubercolosi con gravi lesioni all’apice
polmonare sinistro», che ha colpito una giovane ragazza appartenente ad
una famiglia dove la tubercolosi aveva causata la morte di 2 sorelle e
di un fratello. Malata da molto tempo, nel mese di luglio 1890, la
giovane donna era moribonda. Il pellegrinaggio a Lourdes, accettato per
obbedienza, era sconsigliato dai medici. Il viaggio di andata con il
Pellegrinaggio Nazionale fu aggravato per la comparsa di emottisi. Essa
arrivò il 20 agosto e subito fu immersa nella Piscina. Soltanto
l’indomani, 21 agosto, dopo una seconda ed una terza immersione essa si
sentì infinitamente meglio e potè annunciare la sua guarigione. Il
medico che si era opposto alla sua partenza per Lourdes, la rivide il 28
agosto, al suo ritorno nella comunità e rilasciò un certificato
attestante la scomparsa di ogni segno di malattia. Da allora ella
riprese una vita attiva nella sua comunità e non ebbe più bisogno dei
medici. Il giudizio canonico espresso dal Vescovo di Beauvais,
riconoscendo il carattere miracoloso di questa guarigione, si appoggia
sull’accertamento medico del 1890 all’Ufficio delle Constatazioni
Mediche, corroborato da un esame radiologico eseguito 18 anni dopo la
guarigione. Con il parere del Vescovo questa guarigione completa,
durevole, istantanea, ottenuta senza alcun concorso di mezzi umani deve
essere considerata miracolosa.
AMÈLIE
CHAGNON
Nata il 17 settembre 1874 abitante nella
Diocesi di Tournai (Belgio). Guarita il 21 agosto 1891, a quasi 17 anni.
Miracolo riconosciuto l’8 settembre 1910 da parte di S. E. Mons. Charles
G. Walravens, Vescovo di Tournai.
La prima malattia ossea di una lunga
serie, tra le malattie guarite a Lourdes e riconosciute miracolose.
Amélie CHAGNON aveva circa 13 anni quando ammalò di una artrite del
ginocchio sinistro di natura tubercolare, seguita poco dopo da un
attacco della stessa natura (carie) al piede sinistro che in seguito
presentò una fistola. Per circa un anno due medici la seguirono e la
curarono, senza alcun risultato apprezzabile. Uno di questi accettò di
rimandare un intervento chirurgico, già predisposto, quando essa gli
comunicò di voler andare a Lourdes, alla fine di agosto. Gli stessi
medici il 30 agosto ed il 5 settembre 1891, certificarono che quella
malattia era guarita senza alcun reliquato, permettendo ad ogni
movimento di svolgersi senza dolori e senza alcuna limitazione. Altre
osservazioni dello stesso ordine furono fatte nel dicembre 1893 e nel
maggio 1910. Sulla base di una perizia medica, l’8 settembre 1910, il
Vescovo di Tournai riconobbe il carattere miracoloso di questa
guarigione.
CLÉMENTINE
TROUVE'
Nata ad Azay le Boulé, nel 1878. Guarita il 21 Agosto 1891, a 14 anni di
età. Miracolo riconosciuto il 6 giugno 1908 da parte di S. E. Mons.
Amette, Arcivescovo di Parigi.
Lo stesso giorno della precedente (Amélie Chagnon) un’altra guarigione
si verificò in un’altra ragazza, un po' più giovane. La lesione era
pressoché la stessa: osteoperiostite tubercolare del calcagno destro. Il
medico che aveva rilasciato il certificato per la partenza, aveva
dichiarato che questa malattia necessitava di un intervento operatorio
radicale o dì un trattamento medico a lunghissima scadenza. Lo stesso
medico che la rivide dopo la sua guarigione avvenuta alla Piscina il 21
agosto, ed un esame eseguito presso l’Ufficio delle Constatazioni
Mediche, dichiarano: «che essa non
presenta che degli esiti cicatriziali della sua malattia precedente, per
cui si può ritenere attualmente guarita». Questa malata è quella che
nel libro di Zola compare con il nome di Sophie Couteau. In seguito essa
è diventata Piccola suora dell’Assunta, con il nome di Suor Agnès Marie.
S. Ecc. Mons. Amette, Arcivescovo di Parigi, l’ha compreso in un gruppo
di 5 casi di guarigioni (avvenute nell’ultimo decennio del XIX secolo)
ritenute miracolose. La nostra paziente è la più giovane del gruppo.
MARIE
LEBRANCHU
Nata neI 1857, guarita il 20 agosto 1892
a 35 anni. Fu nuovamente lo scrittore francese a rendere famosa la
guarigione di un'altra malata di nome Marie Lebranchu. La descrisse nel
suo libro LOURDES, con il nome di "La Grivotte".
Marie soffriva sin da piccola di una
forma di tubercolosi polmonare molto grave, con profonde caverne. Aveva
accessi di tosse sempre più violenti. Candidata alla morte sicura, tentò
infine un viaggio a Lourdes, dove, appena giunta ricevette il dono
dell'immediata guarigione.
Da quel momento non soffrì più di
tubercolosi, si sposò e ritornò più volte in pellegrinaggio di
ringraziamento a Lourdes.
MARIE
LEMARCHAND
Nata nel 1874 a Caen, guarita il 21 agosto 1892, a 18 anni.
I casi riguardanti Marie LEBRANCHU e Marie LEMARCHAND sono strettamente
legati tra di loro: — Queste 2 malate facevano parte del contingente
parigino del Pellegrinaggio Nazionale; — sono state guarite a un giorno
di intervallo, il 20 ed il 21 agosto 1892. Sono collegate anche con il
caso precedente poiché anche per queste due guarite, è intervenuto il
parere dell’Arcivescovo di Parigi che ha riconosciuto il carattere
miracoloso delle loro guarigioni nello stesso giudizio canonico, il 6
giugno 1908. Tutte e due erano affette da tubercolosi polmonare grave
(BK +) da anni, ed erano arrivate all’ultimo stadio di evoluzione. La
prima di esse aveva perduto 48 libbre del suo peso normale quando venne
a Lourdes e dunque quando usci dalla Piscina guarita! La seconda aveva
in più, delle piaghe, assai estese e della stessa natura tubercolare,
sul viso... particolarmente ribelli ad ogni trattamento e ributtanti.
Tutte e due, infine, ebbero l’occasione di incontrare Emile ZOLA
all’Ufficio delle Constatazioni Mediche, dove egli era stato ammesso, e
forse invitato! In uno dei suoi libri, il nostro «romanziere» alterò la
verità, perché dopo aver descritta la sorte poco invidiabile di Marie
LEBRANCHU, sotto il nome di La Grivotte, in quanto malata, la fece
morire nel viaggio di ritorno. Invece essa visse in perfetto stato di
salute fino al 1920! Quanto alla seconda, che Zola chiamò Elise Rouquet,
ebbe 8 figli, non ebbe mai alcuna ricaduta e morì molto tempo dopo che
la sua guarigione fu riconosciuta miracolosa.
ELISA
LESAGE
Nata a Bucquoy (Pas de Calais) nel 1874;
guarita il 21 agosto 1892, a 18 anni. Miracolo riconosciuto il 4
febbraio 1908 da parte di S. E. Mons. Alfred Williez, Vescovo di Arras.
Ancora una malattia tubercolare del
ginocchio destro, un tumore bianco assai frequente tra gli adolescenti
allora, che datava da più di un anno. L’evoluzione normale di questa
lesione era ben conosciuta, ed era stata diagnosticata dai medici di
questa ragazza prima della sua venuta a Lourdes: si trattava di «una
anchilosi dell’articolazione, di cui non si prevedeva che una evoluzione
lenta, se non intervenivano nuove riprese della malattia». La
guarigione, inattesa, si manifesta dopo un bagno alla Piscina, il 21
agosto 1892, e lo stesso giorno viene confermata dal Ufficio delle
Constatazioni Mediche, «senza alcun reliquato nè anchilosi». Durante i
Pellegrinaggi Nazionali del 1893 e del 1894 essa fu riesaminata. Non
essendosi manifestate ricadute di sorta, 16 anni dopo, il suo Vescovo
giudicò la guarigione come miracolosa.
Suor
MARIE DE LA PRÉSENTATION
Nata Sylvanie DELPORTE, l’8 febbraio 1848. Guarita il 29 agosto 1892,
nel suo 45esimo anno di età. Miracolo riconosciuto il 15 agosto 1908 da
parte di S. E. Mons. Francois Delamaire.
Suora francescana della Propagazione della Fede, residente a Lille, Suor
MARIE DE LA PRESENTATION presentava ciò che i medici chiamavano una «gastro-eflterite
cronica» che durava aggravandosi, da più di 12 anni, senza che le cure
prestate potessero impedire «uno
stato di inanizione assoluto, che fa pensare ad una rapida morte»
(Prof. LAVRAND). Lei stessa volle venire a Lourdes, mentre le persone
che le erano vicine ed i medici curanti non seppero impedirglielo. Ma
allora il viaggio dalla regione del nord a Lourdes, durava più di due
giorni Invece, fu proprio durante il viaggio di andata che, in treno, la
paziente ebbe un primo miglioramento, che permise una certa piccola
alimentazione, e questo fu il segnale della guarigione insospettata. A
Lourdes, nella Basilica del Rosario, mentre essa pregava, si
manifestarono, ancora una volta dei dolori di stomaco, come essa non
improvvisa e completa. Nel 1908, per il cinquantesimo anniversario delle
Apparizioni, S. E. Mons. Delamaire, Vescovo coadiutore della sua
Diocesi, ha dichiarato questa guarigione miracolosa, poiché dopo 16 anni
era ancora completa.
Don
CIRETTE
Nato a Poses (Eure) il 15 marzo 1847;
guarito il 31 agosto 1893, a 47 anni d'età. Miracolo riconosciuto l'11
febbraio 1907 da parte di S. E. Mons. Meunier, Vescovo di Evreux.
Parroco di una parrocchia della Diocesi
di Evreux, questo prete nel gennaio 1892, dopo un attacco di influenza,
fu colpita da manifestazioni nervose di origine midollare, ma anche
cerebrale sul tipo: perdita dell’autonomia e della deambulazione,
confusione mentale, turbe della parola e della memoria. Il suo morale
era assai depresso, per la mancanza di effetto da parte dei trattamenti
prescrittigli, durante la prima parte dell’anno 1893. In agosto, essendo
il suo stato di salute pressochè stazionario, decise di recarsi a
Lourdes con il pellegrinaggio della Diocesi di Flouen, poiché dalla sua
Diocesi in quell’anno non era previsto alcun pellegrinaggio. Arrivato il
29 agosto, egli si presentò alle Piscine solo il giorno 31 (per non «prendere
il posto di un altro malato che potrebbe ottenervi la guarigione»).
Subito non ebbe nessuna particolare sensazione. Ma più tardi, dopo il
pasto di mezzogiorno, egli ebbe un forte desiderio di andare alla
Grotta. Vi andò e subito si rese conto di non dover più utilizzare i
bastoni. Era guarito, in modo completo, inatteso, improvviso. In più
questa guarigione fu duratura. Potè riprendere tutte le sue attività, e
le sue funzioni di parroco di Beaumontel. 14 anni dopo, questa
guarigione fu attribuita ad un «intervento di una causa sopranaturale, cioè all’Onnipotenza di Dio»
da parte di S. E. Mons. Meunier, Vescovo di Evreux.
AURÉLIE
HUPRELLE
Nata nel 1869; Guarita il 21 agosto 1895, all’età di 26 anni. Miracolo
riconosciuto il 1° maggio 1908 da parte di S. E. Mons. Marie Jean Douais,
Vescovo di Beauvais.
Questa giovane signorina di 26 anni, da parecchi mesi era affetta da una
tubercolosi polmonare cavitaria; poco o niente poteva aspettarsi, in
quell’epoca dalla medicina. Per cui, contro il parere dei medici, ella
decise di partire per Lourdes con il Pellegrinaggio Nazionale. Il
viaggio fu estremamente difficile, ed essa arrivò a Lourdes il 21 agosto
1895, completamente spossata. Subito dopo aver abbandonato il treno essa
fu accompagnata alle Piscine per esservi bagnata. Ne risentì un tal
benessere, da ritenersi completamente guarita. Durante il giorno riprese
gusto alla vita è condotta 2 volte all’Ufficio delle Constatazioni
Mediche dove la guarigione viene confermata dopo una rigorosissima
visita. Al suo ritorno a casa, il suo medico curante, colpito dallo
stato della sua ex paziente, constata “la realtà” di questa guarigione
completa ed improvvisa 13 anni dopo, in occasione del Cinquantenario
delle Apparizioni della Madonna di Lourdes, il Vescovo di Beauvais,
sollecitato, fece aprire un’altra inchiesta a proposito della Sign.na
HUPRELLE. A sua domanda, quindi, essa fu di nuovo visitata, interrogata,
sottoposta ad esami. Fu trovata in questa occasione, benché gracile, in
perfetta forma. Per mezzo di una radiografia fu possibile, anche in
questo caso, mettere in evidenza delle antiche lesioni certamente
tubercolari, in sede polmonare. S. E. Mons. Douais non ebbe alcuna
difficoltà a riconoscere, il 1° maggio 1908, che la guarigione di
Aurélie HUPRELLE aveva «il
carattere di un miracolo vero e sicuro». Bisogna notare che questa
guarigione fu oggetto di un’altra inchiesta medica, condotta da altri
medici, più qualificati ancora, in occasione di una campagna
denigratoria, cominciata da un movimento d’opinione (e da un medico
tedesco, il Dott. Aigner) che sosteneva che la malattia di Aurélie
HUPRELLE era puramente nervosa. Le conclusioni di questa inchiesta hanno
servito nel 1909 a confortare i risultati delle altre inchieste
precedenti che si trattava, cioè, di una tubercolosi polmonare, guarita
improvvisamente, sicuramente e durevolmente.
ESTHER
BRACHMANN
Nata a Parigi nel 1881; Guarita a Lourdes
il 21 agosto 1896, all’età di circa 16 anni. Miracolo riconosciuto il 6
giugno 1908 da parte di S. E. Mons. Léon Amette, Arcivescovo di Parigi.
E’ una adolescente di 15 anni, anch’essa
tubercolotica da due anni, che faceva parte nel 1896 del Pellegrinaggio
Nazionale, con un gruppo di 12 o 15 compagne ricoverate a Villepinte,
certamente un luogo di morte per esse. Il 21 agosto, al mattino, appena
discesa del treno, essa fu trasportata alla Grotta e di là alle Piscine.
Ne uscì, anch’essa con la certezza di essere guarita, I dolori cessati,
il gonfiore del suo ventre scomparso, poté camminare e avverti gli
stimoli della fame... Nel pomeriggio seguì le funzioni del
pellegrinaggio ed il mattino successivo partecipò alla Via Crucis, sul
Calvario. Due giorni dopo, è accompagnata all’Ufficio delle
Constatazioni Mediche dove i medici, a seguito di un meticoloso esame,
confermano la sua guarigione. Di ritorno a Villepinte, i medici,
sconcertati, la tengono in osservazione per un anno, ed, al ritorno del
suo Pellegrinaggio di ringraziamento, nel 1897, le consegnano un
certificato nel quale essa è riconosciuta guarita dopo il suo ritorno da
Lourdes, nel 1896. Nel 1908 essa è di nuovo sottoposta a controllo e
trovata in perfetto stato di salute, in occasione dell’inchiesta aperta
dall’Arcivescovo di Parigi, S. E. Mons. Amette per poter riconoscere
questa guarigione insieme a quelle di Clémentine TROUVÉ e delle Marie
LEBRANCHU e LEMARCHAND, involontarie eroine di un «romanzo» di Zola.
JEANNE
TULASNE
Nata l’8 settembre 1877, in lndre et Loire. Guarita l’8 settembre 1897,
a 20 anni di età. Miracolo riconosciuto il 27 ottobre 1907 da parte di
S. E. Mons. René Francois Renou, Arcivescovo di Tours.
Ancora una giovane donna, pressoché ancora adolescente, colpita da
tubercolosi peritoneale, prima dei suoi 18 anni. 6 mesi dopo la malattia
colpì anche la colonna vertebrale. In qualche semestre le lesioni sono
importanti ed evidenti: — distruzione di 2 o 3 vertebre con gibbo netto
del rachide dorso-lombare; — ascesso ossifluente che arriva alla coscia
sinistra; — atrofia muscolare e piede torto. Tutto questo è certificato
dal suo medico curante in data 7 agosto 1897. Essa arriva a Lourdes con
il suo Pellegrinaggio Diocesano all’inizio di settembre, in assai
cattive condizioni. L’8, giorno del suo compleanno, partecipa alla
Processione del Santissimo Sacramento. E’ proprio il suo Vescovo,
l’Arcivescovo di Tours, che porta l’ostensorio. Ed improvvisamente, essa
sente di essere guarita. Il giorno dopo fu esaminata presso l’Ufficio
delle Constatazioni Mediche, ed anche l’anno successivo, nel 1898,
quando venne confermata la persistenza della guarigione, completa,
improvvisa e durevole di una malattia di Pott, che durava da tempo. 9
anni dopo, l’Arcivescovo di Tours, S. E. Mons. René Francois Renou, su
richiesta, nominò una Commissione Canonica, che nel 1906 concluse in
favore di una guarigione miracolosa. Su questa base, l’Arcivescovo, il
27 ottobre 1907, emana il giudizio che "la
guarigione di Jeanne TULASNE, avvenuta 10 anni prima, al passaggio del
Santissimo Sacramento, è una guarigione miracolosa".
CLÈMENTINE
MALOT
Nata a Granvilliers, il 22 novembre 1872, a 26 anni d'età. Miracolo
riconosciuto il 1° novembre 1908 da parte di S. Ecc. Mons. Marie Jean
Douais, Vescovo di Beauvais.
Si tratta ancora di una giovane donna che, a 20 anni nel 1892, ammalò di
tubercolosi con emottisi. Per 5 anni essa è soggetta ad un inesorabile
peggioramento. Non avendo più alcuna speranza nelle cure, essa decise di
partecipare al Pellegrinaggio Nazionale a Lourdes del 1898. Appena
arrivata a Lourdes, dopo un pesantissimo viaggio, ella fu condotta alle
Piscine. Ma fu solo al bagno del giorno dopo che notò un netto
miglioramento nel suo stato. Fu sottoposta a visita di controllo presso
l’Ufficio delle Constatazioni Mediche il 21 ed il 23 agosto del 1898 e
l’anno seguente il 21 agosto. La sua guarigione fu accertata e ritenuta
totale. Come ho già detto per la Sign.na A. HUPRELLE, in occasione del
Cinquantenario delle Apparizioni di Lourdes, il suo Vescovo, S. E. Mons.
M. J. Douais sottopose questa ex malata ed i suoi documenti ad una nuova
inchiesta da parte di un consulente medico, con controllo radiografico.
Questa inchièsta arrivò alle stesse conclusioni, 10 anni dopo la
guarigione del 1898, e confermò la presenza di segni delle lesioni
pregresse, corroborando così la diagnosi fatta in precedenza. Per questo
motivo, in tutta tranquillità, il Vescovo di Beauvais credette giusto
dichiarare (6 mesi dopo A. Huprelle) che la guarigione di Clémentine
MALOT era da ritenersi miracolosa, il 1° novembre 1908.
ROSE
FRANCOIS
Nata LABREUVOIES, nel 1863 Guarita il 20 agosto 1899, a 36 anni di età.
Miracolo riconosciuto il 6 giugno 1908 da parte di S. E. Mons. Jean
Amefle, Arcivescovo di Parigi.
Questa è l’ultima delle 5 guarigioni riconosciute come miracolose
dall’Arcivescovo di Parigi, all’inizio del secolo XX. La signora Rose
FRANCOIS era arrivata a Lourdes nel 1899, fornita di un certificato
medico in data 16 agosto, attestante che essa soffriva da circa un anno,
delle conseguenze di «un flemmone cronico del braccio destro, con
numerose fistole e un enorme edema infiammatorio del braccio e
dell’avambraccio». Essa aveva subito 5 interventi tra il dicembre 1898
ed il luglio 1899, allo scopo di curarle una infezione della parte
distale del suo arto superiore. Non avendo ottenuto lo scopo, come
ultima ratio, era stato proposto, alla paziente di procedere
all’amputazione del braccio destro. Tra il 20 ed il 22 agosto 1899 si
verificò una trasformazione completa. L’edema scomparve, le fistole si
chiusero, finirono i dolori e cessò la rigidità. L’ammalata rientrata a
Parigi, poté farsi visitare e far constatare che l’arto superiore destro
e la mano avevano ripreso una attività normale. Questa guarigione totale
ed imprevedibile, persisteva immutata, quando l’ex malata fu visitata di
nuovo, nel 1908, prima che S. E. Mons. Amette emanasse il giudizio di
avvenuto miracolo, il 6 giugno 1908.
Reverendo
Padre SALVATOR Cappuccino
Nato nel 1862; guarito il 25 giugno 1900, a 38 anni d'età. Miracolo
riconosciuto il 1° luglio 1908 da parte di S. E. Mons. A. Dubourg,
Arcivescovo di Rennes.
All’inizio dell’anno 1898 venne riconosciuto affetto da tubercolosi
polmonare. Due anni dopo, nel gennaio 1900, comparve la peritonite
tubercolare, confermata, alla vigilia della partenza per Lourdes, dai
suoi medici curanti, che avevano rinunciato a curarlo, ritenendolo ormai
condannato, e sconsigliato ad intraprendere il pellegrinaggio. Arrivato
il 25 giugno a Lourdes, anche lui si fece condurre subito alle Piscine.
Qualche istante dopo ne esce talmente trasformato, talmente raggiante
che nè lui nè coloro che gli stanno vicini possono dubitare della sua
guarigione. La sera stessa egli può alimentarsi, mangiare con un
evidente appetito ed anche dormire! L’indomani, per obbedienza, si
presenta all’Ufficio delle Constatazioni Mediche dove non viene rilevato
alcun segno della sua precedente malattia. Infine, 8 anni dopo, nel
1908, egli fu riesaminato da due medici facenti parte della Commissione
Canonica nominata dall’Arcivescovo di Rennes: venne considerato in
condizioni fisiche assai confortanti. Ed il 1° luglio 1908, S. E. Mons.
Dubourg volle dichiarare che «questa
guarigione di una grave malattia organica, istantanea, radicale e
definitiva suppone un intervento sopranaturale e presenta le
caratteristiche di un fatto miracoloso».
Suor
MAXIMILIEN
Nata nel 1658 abitante a Marsiglia
(Convento delle Suore della Speranza). Guarita il 20 maggio 1901, a 43
anni di età. Miracolo riconosciuto il 5 febbraio 1908 da parte di S. Em.
Card. Paulin Andrieu.
Una suora di 43 anni di età, malata da
più di 15 anni, costretta al letto da 5 anni, perché affetta da cisti
idatidea del fegato, complicata da una flebite della gamba sinistra,
decide di venire a Lourdes, perché sa di essere incurabile. Vi arriva il
20 maggio 1901 ed anche lei si fa condurre immediatamente alle Piscine.
Ne esce qualche momento dopo, a piedi, camminando ed è guarita, essendo
scomparsa l’enfiagione del suo ventre e la gamba essendo completamente
normalizzata. L’indomani, 21 maggio, recatasi all’Ufficio delle
Constatazioni Mediche racconta la sua lunga storia, I medici, dopo
averla ascoltata e visitata, chiesero telegraficamente al suo medico
curante, un certificato che per la stessa via ricevettero qualche ora
dopo. Il Dott. Rampal, nella risposta, riportava la diagnosi ed il
carattere incurabile delle malattie che avevano colpito la sua ammalata.
Otto giorni dopo credette opportuno rilasciare un secondo certificato,
in questi termini «Ho il dovere,
in coscienza, di proclamare che Suor MAXIMILIEN è tornata da Lourdes
completamente guarita... 29 maggio 1901». Questa guarigione,
assolutamente imprevedibile di una malattia reputata incurabile,
improvvisa e definitiva, è stata giudicata dal Vescovo di Marsiglia
miracolosa e attribuita alla potente ed efficace intercessione della
Beata Vergine di Lourdes, il 5 febbraio 1908.
MARIE SAVOYE
Nata nel 1877 abitante a Cateau-Cambresis (Nord). Guarita il 20
settembre 1901, a 24 anni. Miracolo riconosciuto il 15 agosto 1908 da
parte di S. E. Mons. Francois Delamaire, Coadiutore di Cambrai.
Si tratta della guarigione di una malattia non tubercolare, e quindi
relativamente originale. L’Ufficio Medico possiede una dettagliatissima
relazione clinica che non è possibile riassumere in questa sede, anche
se interessantissima. Mi sembra più adatto a questa pubblicazione di
riportare le conclusioni riassunte nel giudizio Canonico di S. E. Mons.
Delamaire, il Vescovo coadiutore della Diocesi della paziente.
Considerando: 1) che da 4 anni
essa soffriva per le complicanze di un reumatismo infettivo che, da 13
mesi, essa aveva sopratutto disturbi di cuore, con una sintomatologia
che faceva pensare ad un interessamento della valvola mitrale; che la
malattia, la privazione quasi totale di alimentazione e l’emoftoe
avevano provocato un tale stato di debolezza che nessuno osò immergerla
nella Piscina;
2) che a Lourdes, al tempo della Benedizione del
Santissimo, tutti quei sintomi scomparvero improvvisamente, così come la
piaga da decubito del dorso, e ciò senza alcuna causa che potesse
giustificare questi avvenimenti;
3) che questa guarigione improvvisa è stata
anche completa, permettendo alla miracolata di dedicarsi alle cure di
altri malati che avevano bisogno di quelle cure che essa stessa aveva
avuto durante la sua lunga malattia, e che dura da 7 anni senza ricaduta
alcuna, per questi motivi, Noi Francois Delamaire, Arcivescovo di
Metymne, coadiutore di Cambrai, giudichiamo e dichiariamo miracolosa la
guarigione di Marie SAVOYE. Dato a Cambrai il 15 agosto 1908.
JOHANNA
BEZENAC
Nata Dubos, nel 1876 Guarita l’8 agosto
1904, a 28 anni di età. Miracolo riconosciuto il 2 luglio 1908 da parte
di S. E. Mons. Kenri J. Bougoin, Vescovo di Périgueux.
Dopo un lungo periodo di allattamento, la
Sign. J. BEZENAC, ammalò nel marzo 1901, di una malattia polmonare grave
che fu seguita un periodo di cachessia progressiva, verosimilmente
tubercolare, per la quale le cure furono del tutto inefficaci. In
seguito la situazione si aggravò ancora per la comparsa di una infezione
cutanea del viso che si estesse fino alla radice dei capelli. Venuta a
Lourdes con il suo Pellegrinaggio Diocesano, sembra che essa sia guarita
«a rate» tra l’8 ed il 9 agosto e che questa guarigione sia legata
all’acqua della Grotta, utilizzata in bagni ed in applicazioni locali.
L’Ufficio delle Constatazioni Mediche di questa guarigione ha soltanto
una breve notizia. Invece, il 4 ottobre 1904, ossia due mesi dopo il
pellegrinaggio, il medico curante della Sign. J. BEZENAC constata la
guarigione totale sia dello stato generale che di quello locale. Da qua
la decisione del suo Vescovo di dichiarare, nel luglio 1908, che questa
guarigione «aveva il carattere di
un vero miracolo».
Suor
SAINT HILAIRE
Nata nel 1865 Superiora del Convento di Peyreleau (Congr. di S. Joseph
de Clervaux). Guarita il 20 agosto 1904, all’età di 39 anni. Miracolo
riconosciuto il 10 maggio 1908 da parte di S. E. Mons. Charles de
Ligonnes, Vescovo di Rodez.
Suor SAINT HILAIRE nel mese di agosto 1903, all’età di 38 anni, ammalò
di una forma di gastroenterite cronica, ribelle a tutti i trattamenti
prescritti. Nel febbraio 1904, cioè sei mesi dopo l’inizio, comparve un
tumore del fianco destro, e contemporaneamente un grave deperimento, una
astenia marcata. Lo stato generale andò aggravandosi nei mesi
successivi, ed il deperimento arrivò al punto che il peso della suora
era arrivato a 42 chili, mentre compariva sempre più spesso una
eliminazione di sangue con le feci ed i medici si dimostravano sempre
più impotenti. In agosto essa venne a Lourdes, in questo grave stato,
con il Pellegrinaggio Nazionale. Subito, al primo bagno sentì tornare le
forze, ritrovò l’appetito, e si accorse di essere guarita. Si presentò
all’Ufficio Medico per esservi esaminata il 22 agosto 1904. Al rientro
nella sua comunità, essa riprese una vita di lavoro e di fatiche, e tre
mesi dopo la sua guarigione pesava 62 chili! Fu sottoposta a visite di
controllo presso l’Ufficio delle Constatazioni Mediche durante i
pellegrinaggi di riconoscenza che essa fece negli anni successivi e
cioè: nell’agosto del 1905, nel luglio del 1906 e del 1907. Nel 1908, S.
E. Mons. Charles de Ligonnes, Vescovo di Rodez, riconobbe che questa
guarigione improvvisa di una malattia incurabile «avvenuta
al di fuori di ogni trattamento medico, durante la prima immersione
nella Piscina» doveva essere riconosciuta come miracolosa.
Suor SAINTE
BEATRIX
Nata nel 1862. Guarita il 31 agosto 1904,
all'età di 42 anni. Miracolo riconosciuto il 25 marzo 1908 da parte di
S. E. Mons. Philippe Meunier, Vescovo di Evreux.
Fino dal 1894, una laringo bronchite,
accompagnata da un rapido dimagramento, alterò la salute di Suor SAINTE
BEATRIX, che allora aveva 32 anni. Dal 1896 e fino al suo Pellegrinaggio
a Lourdes alla fine di agosto del 1904, i segni della malattia si
precisarono e si aggravarono. Indebolimento generale, perdita della
voce, tosse con espettorazione purulenta e sanguigna e cachessia fatti
che dimostravano ai medici curanti, la presenza della tubercolosi. La
mattina dell’arrivo del Pellegrinaggio Diocesano a Lourdes, essa si
sentì trasformata dopo un bagno alle Piscine. Visitata due giorni dopo
presso l’Ufficio delle Constatazioni Mediche, essa fu riconosciuta come
soggetto sano, senza più niente di anormale nè alla laringe, nè al
torace. La ex malata ritornò a Lourdes l’anno seguente per ringraziare
la Madonna, e ben gliene incolse, perchè questa volta, guarì, sempre
alle Piscine, di disturbi del visus, che la tormentavano da più di 15
anni! Per tutte queste ragioni e considerando che questa «guarigione rapida, completa e radicale... non può essere spiegata per
alcuna causa naturale» il 25 marzo 1908, il Vescovo di Evreux
giudicò che tale guarigione aveva il carattere di un vero miracolo.
MARIE-THÉRÈSE
NOBLET
Nata nel 1889. Guarita il 31 agosto 1905, a 15 anni compiuti. Miracolo
riconosciuto l’11 febbraio 1908 da parte di S.Em. Card. L.J.Lucon,
Arcivescovo di Reims.
Questa giovane ragazza all’inizio del secolo ebbe un destino veramente
straordinario, come si può giudicare dalla sua storia. A più riprese
nell’infanzia, essa ebbe a soffrire alcuni attacchi di gravi malattie.
Nell’agosto 1904, appena compiuti i 14 anni, essa venne riconosciuta
affetta da morbo di Pott (Tubercolosi ossea del rachide), «di natura
particolare per l’esistenza di fenomeni nervosi concomitanti». Venuta a
Lourdes un anno più tardi essa guarì nel momento in cui entrava
nell’Ospedale Notre-Dame des Douleurs (ora ricovero St-Frai), al ritorno
dalla Processione del Santissimo. Si fece esaminare il giorno successivo
all’Ufficio delle Constatazioni Mediche ed in seguito si fece seguire
per un anno dal suo medico di famiglia. Più nessuna traccia nè di
dolori, nè di deformazione e nemmeno di limitazione dei movimenti. Tre
anni più tardi, dopo essere stata visitata di nuovo, da parte di una
Commissione nominata allo scopo dal Card. Arcivescovo di Reims, S. Em.
L. J. Lugon venne riconosciuta come miracolata. In seguito la Sign.na
NOBLET subì una esperienza mistica, paragonabile a quella del Curato
d’Ars, e dopo molti dispiacere fisici, finì, nel 1921 per entrare in
religione, sotto l’egida di S. E. Mons. de Boismenu, Arcivescovo di
Papuasia, fondatore del primo ordine di religiose autoctone, le Ancelle
del Signore. E’ questa l’ultima guarigione richiesta, per celebrare il
Cinquantenario delle apparizioni, cioè la guarigione della Marie Thérèse
NOBLET, è la più tardiva delle 22 guarigioni riconosciute miracolose nel
1907 e 1908 da parte degli Ordinari di 13 Vescovadi (11 francesi e 2
belgi) che vennero richieste dal Vescovo di Tarbes e dall’Ufficio delle
Constatazioni Mediche.
CÈCILE
DOUVILLE DE FRANSSU
Nata il 25 dicembre 1885. Guarita il 21
settembre 1905, all'età di 20 anni. Miracolo riconosciuto l'8 dicembre
1909 da parte di S. E. Mons. Charles Gibier, Vescovo di Versailles.
Ancora un destino straordinario, poiché
questa ex-malata, guarita quando non aveva ancora compiuto 20 anni, è
stata festeggiata il 26 dicembre 1985 al compimento dei 100 anni, da
tutto l’ambiente familiare! La sua infanzia non era certo stata di tutto
riposo. A 14 anni si era ammalata per un «tumore bianco» del ginocchio
vale a dire «artrite tubercolare». Dopo 4 o 5 anni di cure assai
precise, senza ottenere un successo visibile, venne deciso di procedere
ad un intervento. La decisione fu presa nel giugno 1904. Ma quasi nello
stesso tempo comparve una nuova manifestazione: la peritonite
tubercolare, che si aggravò nei 18 mesi successivi. Dolori continui
malgrado il ghiaccio, alimentazione pressoché nulla, febbre, un
deperimento progressivo. Nel maggio 1905 la ragazza manifestò il
desiderio di andare a Lourdes di fronte alla scarsezza dei risultati, e
malgrado la precarietà dello stato generale, il viaggio viene effettuato
in settembre, non senza molte difficoltà. A Lourdes, il 21 settembre
1905, con infinite precauzioni venne condotta alle Piscine, dalle quali
essa esce guarita, per sempre! La sera stessa viene sottoposta al
controllo da parte dell’Ufficio delle Constatazioni Mediche dove non
viene rilevato alcun segno di malattia nè attuale nè pregressa. Per 4
anni la sua salute tanto inopinatamente recuperata restò eccellente al
punto che il suo Vescovo, l’8 dicembre 1909, nella festa dell’Immacolata
Concezione, riconobbe che questa guarigione era miracolosa: ciò avvenne
80 anni fa!
ANTONIA
MOULIN
Nata il 13 aprile 1877 a Vienne (lsère). Guarita il 10 agosto 1907,
all’età di 30 anni. Miracolo riconosciuto il 6 novembre 1911 da parte di
S. E. Mons. Paul E. Henry, Vescovo di Grenoble.
Si tratta di una storia particolare per diversi aspetti. Nel febbraio
1905, in seguito ad una malattia che dovette essere stata abbastanza
grave perché la paziente fu ospedalizzata, cosa non frequente in quei
tempi, comparve un ascesso della gamba destra, con flebite e linfangite,
che l'obbligarono al letto, in ospedale, per circa 6 mesi. Nel settembre
1905 elle venne a Lourdes con il pellegrinaggio di Grenoble, e dopo 5
giorni rientrò nel reparto ospedaliero, senza alcun miglioramento.
Riospedalizzata a Vienne, il suo stato si aggravò gli ascessi si
moltiplicarono, creando delle fistole, che si aprivano e si chiudevano.
Questo stato durò circa 5 mesi, finché nel marzo 1906 essa fu trasferita
all’Ospedale di Lione. Vi rimase circa 10 mesi senza alcun miglioramento
nonostante le cure attente ed assidue. Alla fine del 1906, temendo di
morire, la paziente volle avvicinarsi a casa. Malgrado altre cure, lo
stato generale declinò ulteriormente, e localmente, la piaga che aveva
alla coscia destra continuò a suppurare, ad allargarsi e divenne più
profonda. Il suo ginocchio è enorme ed anchilosato. In agosto ella parte
di nuovo per Lourdes, 2 anni dopo la sua prima esperienza; vi arriva
come una malata incurabile, avendo però infastiditi tutti i compagni di
viaggio per il fetore che emanavano le sue piaghe. Il secondo giorno
dopo l’arrivo, il 10 agosto, essa viene di nuovo trasportata alla
Piscina. Al momento di cambiare le medicazione, ci si rende conto che la
piaga è cicatrizzata, e che la sua gamba poteva di nuovo essere
utilizzata. Immediatamente viene condotta alla Grotta di cui essa fa il
giro agevolmente e di là all’ufficio delle Constatazioni Mediche dove,
dopo una visita, viene accertata la sua guarigione. Al suo ritorno a
casa tutti si meravigliarono ed il suo medico curante, il 25 settembre,
rilasciò un certificato medico, nel quale è scritto: «Si
tratta di una guarigione scientificamente inspiegabile». Ritornata a
Lourdes nel 1908, 1909 e 1910 come aiutante essa non ha mai mancato di
sottoporsi a controllo all’Ufficio delle Constatazioni Mediche ed in
particolare al Dott. Boissarie, suo presidente in quel tempo. Il 6
novembre i 910 il suo Vescovo, dopo aver sentita una Commissione
Canonica ed aver prese le informazioni necessarie per essere certo che
tutte le esigenze della Chiesa erano state rispettate, dichiara che la
guarigione della signorina Antonia MOULIN era miracolosa.
MARIE
BOREL
Nata il 14 novembre 1879, a Mende (Lozère).
Guarita il 21-22 agosto 1907, all’età di 28 anni. Miracolo riconosciuto
il 4 giugno 1911 da parte di S. E. Mons. Jacgues Gely, Vescovo di
Mende.
A cominciare dai 22 anni, Marie BOREL
presenta diversi attacchi di appendicite acuta. Finalmente dopo due anni
di vane cure mediche, viene operata nel 1903. Dopo qualche mese, nel
1904, si manifesta un ascesso in sède di cicatrice, che viene aperto e
che ben presto si trasforma in una fistola, che i medici tentano
inutilmente di far chiudere. Dal 1905, altri ascessi appaiono e cosa
ancora più grave si trasformano in fistole piostercoracee, che si aprono
sulla faccia anteriore e su quella posteriore dell’addome, tanto che
dopo qualche mese il corso normale delle feci è completamente deviato.
Mi sembra inutile precisare che questa situazione non poteva che
peggiorare e che a quell’epoca tali lesioni non avevano un trattamento
utile. Con il Pellegrinaggio Nazionale la paziente arriva a Lourdes il
17 agosto 1907, e partecipa alle funzioni pur con le limitazioni dovute
al suo stato pietoso. Il 21 agosto al mattino, la medicazione è rifatta
con le fistole aperte, ma alla sera, le 4 della parete anteriore erano
chiuse e la medicazione asciutta e pulita. L’indomani stessa guarigione
per le altre due fistole posteriori, al momento di uscire dal bagno in
Piscina. All’Ufficio delle Constatazioni Mediche, i medici constatano
che le fistole sono chiuse, che le feci hanno ripreso la via normale.
Questa guarigione improvvisa, perfetta e definitiva controllata ogni
anno da medici diversi, è sempre stata ritenuta come scientificamente
inspiegabile, a tutti i controlli eseguiti tra il 1907 ed il 1911. Il
Vescovo di Mende, S. E. Mons. J. Gely, a conoscenza di tutti questi
controlli medici, il 4 giugno 1911, ha giudicata questa guarigione
miracolosa da attribuirsi ad un intervento speciale della Beata Vergine
Maria
VIRGINIE
HAUDEBOURG
Nata nel 1886. Guarita il 17 maggio 1908, a 22 anni d'età. Miracolo
riconosciuto il 25 novembre 1912 da parte di S. E. Mons. Francois
A.Mallet, Vescovo di Saint-Claude.
Orfana, essa ha vissuto fino all’età di 18 anni senza malattie
importanti, ma nel luglio 1904, cominciò ad accusare una infezione
urinaria con nefrite e cistite, che il laboratorio dichiarò di origine
tubercolare. A quel tempo si trattava di una malattia incurabile e
dall’esito sicuramente infausto, ma con evoluzione che poteva anche
essere assai lunga. Nel maggio 1906 fece un primo pellegrinaggio a
Lourdes, senza alcun beneficio. Il resto dell’anno e quello seguente
trascorsero senza che intervenisse alcun miglioramento nel suo stato.
Viceversa nei primi mesi del 1908 avvenne un manifesto peggioramento. I
dolori aumentavano, non si riusciva a calmarli, Virginie non poteva più
alzarsi, dal letto. Decise di partecipare ancora al Pellegrinaggio
Diocesano del 1908, ed il terzo giorno, alla Benedizione del Santissimo
Sacramento essa accusò un violento dolore che fu il preludio della sua
guarigione. La notte fu eccellente ed il mattino dopo si presentò all’
Ufficio delle Constatazioni Mediche, dove la sua guarigione fu
confermata dopo un esame delle urine che risultò normale. Da quel giorno
e per 50 anni, non accusò più ricadute, ed il 24 aprile 1958 si presentò
di nuovo all’Ufficio delle Constatazioni Mediche, sana e vegeta. Il 25
novembre 1912, dopo il parere di una Commissione Canonica, il suo
Vescovo, S. E. Mons. Mallet concluse che questa guarigione ottenuta «al di fuori dell’ordine generale della natura», deve essere
considerata miracolosa.
MARIE
BIRÉ
Nata l’8 ottobre 1866, in Vandea
(Francia) Guarita il 5 agosto 1908, all’età di 42 anni. Miracolo
riconosciuto il 30 luglio 1910 da parte di S. Ecc. Mons. Clovis Joseph
Catteau, Vescovo di Lucon.
Il 14 febbraio 1908 improvvisamente, la
Sign. BIRÉ presenta dei segni allarmanti: vomito ematico, stato
precancrenoso del suo avambraccio e della mano sinistra, con dolori
assai intensi. 3 o 4 giorni dopo, mentre la circolazione del braccio
sinistro tornava normale, si manifestano ancora dei segni di
ipertensione endocranica e la malata poco dopo entra in coma. Il 25
febbraio il coma è vinto, ma si evidenzia una cecità. Il suo medico
parla di «cecità da atrofia
papillare bilaterale» determinata da evidente interessamento della
circolazione cerebrale. Il 5 agosto 1908, dopo la Messa alla Grotta,
ella riacquista improvvisamente la vista. Esaminata, lo stesso giorno,
da un oculista all’Ufficio delle Constatazioni Mediche, si è obbligati
ad ammettere che essa ha ancora, che essa presenta tuttora dei segni
evidenti di «atrofia bianca, di
origine cerebrale», più evidenti a destra che a sinistra, "anche
se può leggere i più piccoli caratteri del giornale" (Dr. Lainey, di
Rouen). Insomma persistono dei segni anatomici che determinano la
perdita totale della vista, ma la funzione è perfetta! Nel settembre
1908, qualche settimana dopo, nuovo esame particolareggiato da parte di
tre oculisti che notano, in quell’occasione: «le
tracce di atrofia ottica non esistono più, e la guarigione è completa».
Negli anni seguenti il soggetto è più volte controllato da dei medici,
ma non furono mai trovate lesioni di sorta e la sua guarigione fu
riconosciuta totale e persistente. Il 30 luglio 1910, S. E. Mons. Clovis
Catteau riconobbe a sua volta questa guarigione improvvisa e totale e
propose che essa fosse ritenuta miracolosa. (Questa guarigione è stata
oggetto di molte discussioni e controlli da parte decine di specialisti,
dopo il 1908. Sempre è stata riconosciuta come un fatto assolutamente
inspiegabile).
AIMÈE ALLOPE
Nata nel 1872, guarita il 28 maggio 1909, a 37 anni d'età. Miracolo
riconosciuto il 5 agosto 1910 da parte di S. E. Mons. Joseph Rumeau,
Vescovo di Angers.
La signorina Aimée ALLOPE era malata da molto tempo quando venne a
Lourdes, nel 1909. Nel 1898, all’età di 26 anni, aveva subito
l’asportazione di un rene, seguita qualche anno dopo da due altri
interventi per dei «tumori tubercolari» del fianco destro, seguiti da
fistole. Qualche giorno prima del suo arrivo, erano stati osservati 4
enormi ascessi infiammati, che lasciavano scolare del pus e che non
avevano alcuna tendenza alla cicatrizzazione, uno stato generale
pietoso, un peso di 44 Kg. I primi giorni del suo pellegrinaggio
scorsero senza alcun miglioramento. Si era obbligati a medicarla 2 volte
al giorno, tanto le piaghe suppuravano. Ma il 28 maggio, dopo la
Comunione alla Grotta, essa cessò di soffrire, le piaghe si chiusero, e
la ex malata poté riprendere una alimentazione ed una vita normale. Era
guarita! Il giorno dopo, all’Ufficio delle Constatazioni Mediche si
constata la scomparsa degli indurimenti (gomme) e la cicatrizzazione
perfetta di tutte le fistole. Per tutto l’anno seguente, questa
guarigione perfetta, improvvisa e totale è rimasta invariata, e l’ex
malata ha riacquistato 10 chilogrammi di peso. Per questi motivi, S. E.
Mons. Joseph Rumeau, Vescovo di Angers ha dichiarato il 5 agosto 1910,
che questa guarigione doveva essere «attribuita
ad uno speciale intervento di Dio, e che bisognava vedere in questo un
miracolo».
JULIETTE
ORION
Nata nel 1886 abitante a St Hilaire de
Voust, in Vandea. Guarita il 22 luglio 1910, all’età di 25 anni circa.
Miracolo riconosciuto il 18 ottobre 1913 da parte di S. E. Mons. Clovis
Joseph Catteau, Vescovo di Lucon.
Prima dei 20 anni, Juliette ORION aveva
già avuta una vita movimentata. Orfana del padre, essa fu collocata
come domestica in città. Rapidamente ammalò e cominciò a presentare dei
segni attribuibili alla tubercolosi: bronchite, dolori pleurici con
dimagramento, febbricola. Ritornò a casa sua all’inizio del 1910, nella
sua 24 annata. Nel febbraio comparve una laringite con ulteriore
deperimento. Nel maggio successivo, nuova complicazione: mastoidite
sinistra, con fatti meningei ed un certo numero di episodi comatosi. Fu
allora formalmente condannata dai suoi medici curanti. In luglio chiese
di partecipare al Pellegrinaggio Diocesano, ma non fu accettata. Nella
notte tra il 22 luglio ed il 23, mentre stava pregando la Madonna di
Lourdes, Juliette si senti improvvisamente molto meglio. Al mattino ha
ricuperata la voce e chiede da mangiare. Il medico curante, chiamato,
dopo averle effettuata una coscienzosa visita, constatata la guarigione
che, dice non è imputabile a lui. Nel 1912 la ex malata si presenta
all’Ufficio delle Constatazioni Mediche, per renderlo edotto di una
guarigione ottenuta lontano da Lourdes. Nel 1913, una Commissione
Canonica sottoscrive, dopo accurate indagini, delle conclusioni assai
favorevoli per il riconoscimento miracoloso di questa «guarigione,
istantanea, perfetta e definitiva». E S. E. Mons. Clovis Joseph
Catteau, che 3 anni prima ha gia riconosciuta miracolosa la guarigione
della Sign. BIRE, riconosce che anche questa guarigione è miracolosa e
che essa deve essere attribuita ad un intervento speciale di Dio. Il
decreto porta la data del 18 ottobre 1913.
MARIE
FABRE
Nata nel 1879. Guarita il 26 settembre 1911, all'età di 32 anni.
Miracolo riconosciuto l'8 settembre 1912 da parte di S. E. Mons. Pierre
Cézerac, Vescovo di Cahors.
Questa moglie di contadino, come tante altre giovani donne a
quell’epoca, aveva avuto la sua salute scossa per 3 gravidanze
ravvicinate con parti difficili. Dall’età di 30 anni, oltre ad un
prolasso uterino — che pudicamente non viene nominato — essa soffriva di
dispepsia e di enterite muco-membranosa. Questa malattia digestiva le
impediva una alimentazione normale e non faceva che aggiungere alla sua
anemia uno stato di debolezza. I trattamenti fatti per più di un anno
non avevano ottenuto alcun risultato: in questo stato pietoso la malata
fece voto di andare durante l’estate 1911, a Lourdes. Partita il 24
settembre, con suo marito, essa arrivò a Lourdes in un tale stato di
debolezza da far temere per la sua vita. Per un giorno e mezzo, non fu
ritenuto prudente accompagnarla nè alla Grotta nè alle Piscine. Nel
pomeriggio del 26 settembre fu deciso di farla partecipare alla
Processione del Santissimo Sacramento. Appena ricevuta la Benedizione
essa si sentì meglio, parlò e si alzò dalla barella. Ricondotta
all’Ospedale dei 7 Dolori, essa chiese da mangiare e si alimentò in modo
normale, mentre da 2 anni non aveva assunto alcun alimento solido. Di
ritorno a casa, potè riprendere assai rapidamente una vita normale e 9
mesi dopo la sua salute fu giudicata eccellente ed il prolasso
scomparso. Senza troppo attendere, e meno di un anno dopo il suo
pellegrinaggio! S. E. Mons. Cézerac ritenne che questa improvvisa
guarigione non è nelle cose abituali della scienza e non ha potuto
prodursi senza un intervento miracoloso di Dio. Il giudizio è datato 8
settembre 1912.
HENRIETTE
BRESSOLLES
Nata nel 1896. Guarita il 3 luglio 1924,
all'età di 28 anni. Miracolo riconosciuto il 4 giugno 1957 da parte di
S. E. Mons. Paul Rémond, Arcivescovo-Vescovo di Nizza.
Infermiera militare dal 1914, dopo una
guerra senza difficoltà, fu accolta come malata in un Ospedale militare,
nell’ottobre del 1918, per malattia di Pott dorso-lombare, riportata in
servizio. Tra la fine della guerra e l’inizio del 1922 essa rimase in
ospedale militare, dove subì, oltre all’immobilizzazione in corsetto
gessato e minerva, diverse cure per dei disturbi aggiunti: paralisi
dell’arto inferiore destro, dell’intestino, della vescica e attacchi
meningitici. Per questi motivi le venne assegnata una pensione militare
del 125 franchi, per Morbo di Pott, con paraplegia completa, ed
incontinenza urinaria e fecale. Durante 2 anni e mezzo, a domicilio, è
soggetta a crisi, che si presentano ogni 3 o 4 mesi, di ritenzione
urinaria e di uremia; inoltre porta vari apparecchi di protesi per
l’immobilizzazione. In questo grave stato arriva a Lourdes il 3 luglio
1924. Nel pomeriggio è condotta alla Benedizione dei malati e quindi
alla Grotta. Dopo una impressione di scroscio generale dolorosissimo
essa si sente guarita, e per la prima volta, dopo 6 anni, può alzarsi
dal suo letto! Il giorno dopo è visitata presso l’Ufficio delle
Constatazioni Mediche. Il suo rachide è libero in tutti i movimenti, che
si compiono senza dolori ma gli arti inferiori sono ancora anchilosati.
Ritorna l’indomani all’ufficio medico e l’insieme dei medici decide di
attendere 3 mesi, ed i pareri dei suoi medici curanti, prima di decidere
che si è avuta una guarigione durevole. Alla fine di settembre 1924, tre
certificati di diversi medici e chirurghi che la tengono sotto
controllo, danno la conferma: la guarigione e completa, durevole ed
ottenuta certamente in collegamento con Lourdes. In quel momento a
Nizza, il Vescovo ausiliare autorizza una cerimonia religiosa di
ringraziamento alla quale egli partecipa e che si effettua prima della
fine dell’anno. 30 anni più tardi, su domanda espressa dalle Autorità di
Lourdes, una Commissione Canonica «ritiene
che la guarigione di Henriette BRESSOLLES può essere dichiarata
miracolosa», il 24 ottobre 1954. Ma poiché le forme canoniche
esigono che solo il Vescovo possa dare un tale giudizio, soltanto 3 anni
dopo, il 4 giugno 1957, S. E. Mons. Remond riconobbe come miracolosa
tale guarigione, 4 anni dopo, nel 1961, la signorina BRESSOLLES moriva
per un attacco cardiaco a Lione.
LYDIA
BROSSE
Nata il 14 ottobre 1889. Guarita l’11 ottobre 1930, a 41 anni di età.
Miracolo riconosciuto il 5 agosto 1958 da parte di S. E. Mons. Jean
Guyot, Vescovo di Coutances.
Una delle guarigioni del periodo tra le due guerre destino particolare.
Lydia BROSSE all’età matura aveva avuto molte malattie ossee qualificate
come tubercolari. Nei 18 mesi che precedettero il suo arrivo a Lourdes
con il Pellegrinaggio del Rosario nell’ottobre del 1930, aveva subito
diversi interventi per ascessi multipli, manifestatisi più volte, di
origine ossea e sottocutanea, di natura bacillare, nella regione
perineale e della coscia. Si trovava in stato di debolezza, dimagrita
(pesava meno di 40 kg), dolorante ed anemizzata per emorragie
intestinali e nasali. Durante il pellegrinaggio non avvertì nessun
miglioramento, mentre si doveva medicarla almeno due volte al giorno.
L’ultimo giorno non si potè nemmeno condurla per l’ultima volta alla
Piscina. Fu durante il viaggio di ritorno, da Lourdes a Saint-Raphael,
che essa sentì il desiderio e la forza di alzarsi, poiché le piaghe e le
fistole erano guarite, quasi sotto gli occhi meravigliati del medico del
treno. Il giorno dopo il suo rientro a casa, il medico curante constata
«uno stato di salute fiorente, una
cicatrizzazione completa e la scomparsa di ogni secrezione». 3 mesi
dopo, al controllo, era nello stesso stato, non emorragie, ed il peso
era di 52 kg (cioè 12 kg guadagnati in 3 mesi!). Nell’ottobre del 1931,
l’Ufficio delle Constatazioni Mediche conclude che «questa
guarigione sfida le conoscenze attuali delle leggi della biologia per la
sua rapidità». A più riprese, questa osservazione è riportata in
molte pubblicazioni, ma non viene iniziato nessun riconoscimento
ufficiale. Nel 1955, per il 25° anniversario della sua guarigione, la
Signorina Lydia BROSSE si presenta di nuovo all’Ufficio Medico, che
rinnova la sua conclusione in favore di una guarigione inspiegabile dal
punto di vista medico, e decide di sottoporre questo caso, anche se
ormai antico, al Comitato Medico Internazionale. Nel marzo 1956 il
relatore Prof. Oberlin, è approvato unanimemente quando conclude che la
guarigione di Lydia BROSSE non può essere giustificata dal punto di
vista medico. il 5 agosto 1958, S. E. Mons. Jean Guyot, dopo aver
sentito il parere di una Commissione Canonica, emana il giudizio e
dichiara che questa guarigione è miracolosa. Per più di venti anni la
Signorina Lydia BROSSE dedicatasi a Lourdes. vi torna ogni anno con il
Pellegrinaggio del Rosario, anche prima di morire, nel settembre 1984 a
quasi 95 anni di età.
Suor
MARIE MARGUERITE (Francoise Capitaine)
Nata il 13 aprile 1812 Clarissa nel
monastero di Rennes, dal 1896. Guarita il 22 gennaio 1937, all’età di 65
anni. Miracolo riconosciuto il 20 maggio 1946 da parte di S. Em. Card.
Clément Roques, Arcivescovo di Rennes.
Uno dei pochi casi di guarigione
collegato a Lourdes, ma avvenuto fuori dal Santuario. Infatti la
malattia di Suor MARIE MARGUERITE era iniziata nel 1924 con una
affezione renale di tipo pielonefritico. Negli anni seguenti si erano
aggiunte delle «crisi cardiache» di forma anginosa, relative ad un
aggravamento delle sue condizioni renali. Nel 1936 erano comparse anche
altre complicazioni: — edema generalizzato flittenulare agli arti
inferiori, — crisi cardiache sempre più frequenti, con dispnea, —
nevralgie facciali. Questo stato non permetteva assolutamente una vita
normale, non poteva migliorare e all’inizio del 1937, faceva temere la
morte. La comunità del suo Convento iniziò una novena alla Madonna di
Lourdes e la suora vi si associò sostituendo l’acqua di Lourdes a tutte
le sue medicine. L’ultimo giorno, all’Elevazione della Messa del 22
gennaio, alla quale assisteva, improvvisamente provò un immenso
benessere. Gli edemi scomparvero in un istante e le fasciature delle
gambe, troppo larghe, caddero e l’ex malata potè mettersi le scarpe e
camminare. Dal giorno dopo, essa riprese le sue funzioni di addetta al
parlatorio, che aveva smesso 8 anni prima, e le tenne fino alla fine
della guerra 39-45. Questa guarigione fu constatata non senza
grandissima sorpresa dal suo medico curante che continuò a seguirla fino
al 1945. Per desiderio dell’Arcivescovo, Card. Roques: — una commissione
di 3 medici si riunì nel novembre 1945 e confermò che questa guarigione
non si poteva spiegare con cause naturali; — una Commissione Canonica
studiò, ancora, questa guarigione all’inizio del 1946 e consegnò al
Cardinale delle conclusioni assai favorevoli, per il qual motivo il 20
maggio 1946, il Cardinal Roques dichiarò questa guarigione miracolosa e
che doveva essere attribuita ad un intervento particolare di Dio, per
l’intercessione della Madonna di Lourdes.
LOUISE
JAMAIN
Nata il 1 novembre 1914 a Parigi Guarita il 1° aprile 1937, a 23 anni di
età Miracolo riconosciuto il 14 dicembre 1951 da parte di S. E. Mons.
Feltin, Arcivescovo di Parigi.
Il certificato dell’ospedale Laennec era preciso: «Tubercolosi
polmonare, intestinale e peritoneale» clinicamente e batteriologicamente
confermate. Era questo il certificato relativo ad una giovane ragazza,
orfana di madre, che aveva avuto 4 fratelli tutti morti di tubercolosi.
Essa stessa, per la medesima malattia, era stata ricoverata per 7 anni,
quasi senza interruzioni. Senza più speranza di guarigione, aveva
espresso il desiderio di venire a Lourdes. Malgrado i pareri contrari di
tutti coloro che le erano vicini, che pensavano non tornasse viva, la
paziente partecipa al pellegrinaggio delle Bernardette, che si svolge
dal 28 marzo al 4 aprile 1937. Il viaggio ed i primi giorni di
permanenza sono orribili con emissione di catarro ematico: il 30 marzo
le viene amministrata l'Estrema Unzione. Ma il primo aprile, al mattino
essa si dichiara perfettamente riposata e chiede da mangiare: è sicura
di essere guarita. Il 3 si presenta all’Ufficio delle Constatazioni
Mediche dove è visitata ed invitata a presentarsi ancora l’anno
successivo. Ed il 4 aprile a Parigi, nel reparto Ospedaliero al quale si
ripresenta, c’è l’immensa sorpresa! Non si rileva alcuna lesione, non si
mettono in evidenza batteri: la guarigione è sicura! Sei settimane dopo
essa intraprende un lavoro che compie senza fatica e senza ricadute.
Qualche anno dopo diventa la Signora Mattre, ha due figli. In questo
momento spera di poter festeggiare, l’anno prossimo 1987, il 50°
anniversario della sua guarigione! Dopo aver preso conoscenza delle
conclusioni di una Commissione Canonica nominata per studiare questa
guarigione S. E. Mons. Feltin, Arcivescovo di Parigi, il 14 dicembre
1951 dichiara che essa deve essere riconosciuta come miracolosa. Si
tratta della prima guarigione, riconosciuta miracolosa, di una persona
nata nel ventesimo secolo.
FRANCIS
PASCAL
Nato il 2 ottobre 1934 abitante a
Beaucaire (Gard). Guarito il 31 agosto 1938, a quasi 4 anni di età.
Miracolo riconosciuto il 31 maggio 1949 da parte di S. E. Mons. Ch. de
Provenchères Arcivescovo d’Aix-en-Provence.
Questa è la seconda guarigione,
nell’elenco dei miracolati, di un infante. La sua storia è assai breve:
nel dicembre 1937, a 3 anni e 3 mesi ammalò di meningite. Non ne morì:
ma residuarono gravi postumi: paralisi flaccida degli arti inferiori, ed
in minor grado di quelli superiori e perdita della vista: prognosi: del
tutto sfavorevole. Questo è certificato da una decina di medici, che
sono stati consultati prima che il bimbo fosse portato a Lourdes in
questo stato, alla fine di agosto 1938. Dopo il secondo bagno il bambino
ha riacquistato la vista e la paralisi è scomparsa. Al suo ritorno a
casa, il bimbo è sottoposto a controllo da parte di due o tre dei medici
che lo seguivano in precedenza. Concordi essi affermano che la
guarigione è sicura e che dal punto di vista medico, non è possibile una
spiegazione Per cause inerenti alla guerra, è solo nell’ottobre del 1946
che egli ha il modo di entrare in contatto con l’Ufficio delle
Constatazioni Mediche. Le conclusioni di questo primo esame, sotto la
data del 2 ottobre 1946, sono: “Guarigione
sicura, che si mantiene da più di dieci anni, per la quale non è
possibile dare alcuna spiegazione medica” Confermato nel luglio 1947
da parte dell’Ufficio Medico ed anche il 1° Settembre 1948, a seguito
delle riserve fatte dai medici della diocesi, facenti parte della
Commissione Canonica. «In seguito a questa sovrabbondanza di testimonianze e di prove
attestanti l’esistenza di una malattia grave e della sua guarigione
sicura, umanamente inspiegabile, mantenuta da oltre 10 anni, S. E. Mons.
Charles de Provenchères, emette il giudizio e dichiara, il 31 agosto
1949, che la guarigione di Francis PASCAL è miracolosa, e che essa deve
essere attribuita ad un intervento speciale della Beata Vergine Maria
Immacolata, Madre di Dio». Il sign.Francis PASCAL, oggi nella sua
52^ annata di vita, non ha abbandonate le rive del Rodano e vive
tranquillo.
GABRIELLE
CLAUZEL
Nata il 15 agosto 1894 abitante ad Orano. Guarita il 15 agosto 1943, al
suo domicilio a 49 anni di età. Miracolo riconosciuto il 18 marzo 1948
da parte di S. E.Mons. Bertrard Lacaste, Vescovo di Orano.
Ancora una guarigione avvenuta lontano da Lourdes, ma perfettamente
documentata. Da circa 7 anni, la Sign.na CLAUZEL soffriva di reumatismo
vertebrale, associato a manifestazioni dolorose viscerali e funzionali,
a delle mioclonie collegate, secondo i medici curanti, alla spondilite
ed alle compressioni radicolari che potevano provocarsi. Dopo tanti anni
di immobilizzazione pressoché assoluta in letto e di disturbi diversi
interessanti tutte le funzioni del sua organismo indebolito, il suo
stato generale era diventato precario e la sua vita era in pericolo. Il
15 agosto 1943, essa si fece trasportare alla Chiesa, distante dal suo
domicilio un centinaio di metri. Dopo la funzione, si alza e rientra a
casa a piedi, tra la stupefazione dei presenti. Da quel momento non ha
mai cessato di star bene e non ha avuta nessuna ricaduta. Fu esaminata
all’Ufficio delle Constatazioni Mediche alla fine della guerra, il 19
agosto ed il 12 settembre 1945, con un controllo radiologico, il 29
agosto a Pau. Queste visite di controllo stabilirono che la guarigione
era completa e funzionale, che la sua comparsa improvvisa e senza
convalescenza, al di fuori di ogni sistema terapeutico, e malgrado la
persistenza delle cause organiche, era inspiegabile. Due anni e mezzo
dopo, S. E. il Vescovo di Orano, Mons. Lacaste, dichiarò questa
guarigione miracolosa. Questa ex malata ha voluto finire la sua vita a
Lourdes, vicina alla Grotta. Venuta intorno al 1970, vi è morta nel
marzo 1982, a circa 88 anni, più giovane di cuore che mai!
YVONNE
FOURNIER
Nata nel gennaio 1923. Guarita il 19
agosto 1945, all’età di 22 anni compiuti. Miracolo riconosciuto il 14
novembre 1959 da parte di S. Em. Card. Feltin, Arcivescovo di Parigi.
Questa giovane ragazza aveva subito, a 17
anni, nel gennaio 1940 un infortunio sul lavoro. Tutto l’arto superiore,
preso in una cinghia, era stato stirato violentemente verso il basso.
Negli anni seguenti (5 anni e 6 mesi), la sindrome da stiramento
traumatico si aggravò continuamente, con dolori più o meno intensi,
edema e turbe trofiche di tutto l’arto interessato, ed impotenza
funzionale completa. Nuovi interventi furono fatti, per la più parte sul
ganglio stellare e sulla catena simpatica (specialmente da parte del
Prof. Leriche e del Dott. Clovis Vincent). Scarsissimi furono i
risultati, ad eccezione di un qualche breve e non duraturo momento di
tregua dei dolori. Circa 3 anni dopo l’incidente le fu assegnata da un
tribunale una pensione del 70%. E la quota relativa all’amputazione
dell’arto. La signorina Yvonne FOURNIER prese parte al Pellegrinaggio
Nazionale del 1945, il primo dopo la guerra del 1939. Il 19 agosto, dopo
un bagno, essa si accorse che il suo braccio sinistro era ritornato
normale: non sentiva più dolori e la mobilità e la forza erano di nuovo
presenti. Fu visitata dall’equipe medica del Pellegrinaggio Nazionale,
con il Prof. Salmon, nel 1945 e con il Prof. Thiébaut nel 1946. A
seguito di questi esami, l’Ufficio Medico riconobbe come inspiegabile,
dal punto di vista medico, la guarigione di Yvonne FOURNIER, ma la cosa
in quel momento fini li. 10 anni dopo, nel 1956, questa guarigione fu
oggetto di una pubblicazione da parte del Prof. Salmon, e così usci
dall’oblio in cui era rimasta. Fu allora sottoposta al giudizio del
Comitato Medico Internazionale. Relatore il Prof. Thiébaut, il Comitato
approvò le conclusioni sulla falsariga delle precedenti, con il
vantaggio di un intervallo di 10 anni «La
guarigione della Signorina Yvonne FOURNIER è stata istantanea e
definitiva, e per di più assolutamente inspiegabile dal punto di vista
medico». Lo stesso anno, dopo aver sentito il parere di una
Commissione Canonica, il Card. Feltin riconosce, il 14 novembre 1959,
che questa guarigione è miracolosa. La signorina Yvonne FOURNIER è
ancora in vita; spesso viene a Lourdes. Questa guarigione, può essere
ritenuta «la guarigione tipica di
Lourdes».
ROSE
MARTIN
Nata il 28 marzo 1901. Guarita il 3 luglio 1947, a 46 anni compiuti.
Miracolo riconosciuto il 5 maggio 1949, confermato il 17 mano 1958, da
parte di S. E. Mons. Rémond, Arcivescovo-Vescovo di Nizza.
Nel febbraio 1946, la signora Rose MARTIN subì una isterectomia
allargata per epitelioma ghiandolare del collo dell’utero, a Nizza. 14
mesi dopo, fine aprile 1947, cominciarono evidenti complicazioni da
metastasi in situ del tumore precedente con notevole cachessia. Il 30
giugno 1947 essa è condotta a Lourdes, in uno stato semi-comatoso. Al
terzo bagno, si alza non ha più dolori e si comporta come una persona
normale. Resta solo la necessità di una disintossicazione morfinica. Al
suo ritorno a casa, oltre alla scomparsa dei segni funzionali e delle
perdite vaginali, si nota anche la scomparsa del tumore. Riprende 17 kg
in 10 mesi. Nel luglio 1948, con una radiografia ed una rettoscopia con
esito di normalità, la guarigione è accertata, accettata e trasmessa al
Comitato Medico Nazionale. Su rapporto del Prof. Oberlin, vengono
confermate le conclusioni in favore di una guarigione «senza
spiegazioni mediche o naturali» (febbraio 1949). Poco dopo, una
Commissione Canonica Diocesana viene nominata dal Vescovo Mons. Rémond.
Il 5 maggio 1949, la Commissione esprime parere favorevole e afferma che
la guarigione di Rose MARTIN è«miracolosa».
Ma Mons. Rémond, non ritiene di emanare un giudizio canonico formale. Il
17 marzo 1958, su domanda espressa da S. E. Mons. Théas, Vescovo di
Tarbes e Lourdes, Mons. Rémond dichiara di «approvare
ed adottare le conclusioni della Commissione Canonica» in data del 5
maggio 1949 e certifica che «in
questa guarigione esiste veramente un fatto miracoloso». La signora
MARTIN, secondo le ultime notizie, è vivente ed ha raggiunto l’età di 86
anni.
JEANNE
GESTAS
Nata l'8 gennaio 1897, abitante a Bègles
en Gironde. Guarita il 22 agosto 1947, all’età di 50 anni. Miracolo
riconosciuto il 13 luglio 1952 da parte di S. E. Mons. Paul Richaud,
Arcivescovo di Bordeaux.
Nel marzo del 1946 la vita di Jeanne
Gestas non era veramente nè facile nè fortunata. Dal dicembre 1943 aveva
subito 3 interventi di urgenza, sull’addome: ne erano residuate dolorose
crisi digestive, con frequenti vomiti, e dolori pseudo-ulcerosi e
tendenza a crisi subocclusive. Pesava ormai solo 44 kg quando le fu
proposto un quarto intervento, che essa rifiutò mentre accettò di andare
a Lourdes in quello stesso anno 1946. Rientra dal pellegrinaggio senza
alcun miglioramento, ma come essa confiderà più tardi, comincia a
pregare. Il suo medico ritiene sempre più probabile una peritonite
adesiva, che lascia poco respiro e proibisce ogni attività, e che
sarebbe stata opportuna una terapia più efficace. Per un anno intiero
viene proposto un intervento operatorio che viene sempre rifiutato. Il
21 agosto 1947 la paziente parte una seconda volta per Lourdes, con il
Pellegrinaggio Nazionale. Durante il suo primo bagno, il 22 agosto, essa
prova una sensazione di strappamento che la preoccupa, però il
pomeriggio passa meglio. Il giorno dopo, di nuovo si bagna nella Piscina
ed esce con la certezza di essere guarita. Lo stesso giorno abbandona
tutte le precauzioni alimentari e da allora non ha mai più sofferto di
alcun malessere. Rientrata a casa, riprende la sua attività normale, è
contenta di vivere ed aumenta di peso. Visitata, in seguito, per 2 volte
all’Ufficio Medico, nell’agosto del 1948 e del 1950, la sua guarigione è
considerata come «provata e consolidata» e la sua pratica trasmessa al Comitato Medico
Nazionale. In quella sede, fu nominato relatore il Prof. Mauriac, che
confermò la realtà di una guarigione inspiegabile, il 4 marzo 1951. S.
Ec. Mons. PauI Richaud, Arcivescovo di Bordeaux, il 13 luglio 1952, dopo
aver avuta la relazione della sua Commissione Canonica, dichiara che «la guarigione di Jeanne GESTAS, deve essere considerata come un
intervento miracoloso, che bisogna attribuire all’intervento della Beata
Vergine Maria Immacolata, Madre di Dio». La Sign. GESTAS è deceduta
nell’aprile 1981, a 84 anni compiuti.
MARIE-THÉRESE
CAMIM
Nata nel 1910. Guarita il 9 ottobre 1947, all’età di 37 anni compiuti.
Miracolo riconosciuto il 6 giugno 1952 da parte di S. E. Mons. Jean
Delay, Arcivescovo di Marsiglia.
La storia della Signorina Marie-Thérèse CANIN è tipica delle storie
mediche del periodo precedente la 2a guerra mondiale. Nel
1936, all’età di 26 anni, la tubercolosi, che ha già ucciso i suoi
genitori, la colpisce nella colonna vertebrale (Morbo di Pott) e
nell’addome. Tra alti e bassi la sua vita fu un seguito, durante dieci
anni, di ricoveri in Ospedale, di interventi (trapianti ossei al
rachide, ed all’articolazione sacro iliaca) e di una certa attività.
Cominciando dall’inizio del 1947, si aggiunsero ad uno stato generale
sempre più compromesso, degli edemi agli arti inferiori, una fistola
vaginale, e frequentissimi collassi. In questo stato assai prossimo alla
cachessia (pesa ormai solo 38 Kg.) essa arriva a Lourdes il 7 ottobre
1947, con il Pellegrinaggio del Rosario. Il 9 ottobre, dopo la
processione del Santissimo Sacramento, si sente guarita, può alzarsi,
muoversi, mangiare la cena. Il giorno dopo è visitata presso l’Ufficio
Medico e considerata come assai migliorata. Questo miglioramento
continua dopo un anno di attività senza soste, con la ripresa del suo
peso iniziale (55 Kg. nel giugno 1948) e tutti i medici componenti in
quel momento l’Ufficio Medico, constatano che la donna è guarita senza
che alcuna spiegazione possa essere ammessa. Il Comitato Medico
Nazionale nella riunione del 27 febbraio 1949, su relazione del Prof.
Oberlin, a sua volta, non trova alcuna spiegazione naturale o
scientifica a questa guarigione. S. E. Mons. Jean Delay, Arcivescovo di
Marsiglia, il 6 giugno 1952, emette il giudizio con il quale dichiara
che la guarigione della Signorina Marie-Thérèse CANIN è miracolosa.
Marie-Thérèse CANIN è attualmente vivente ed ha compiuto 75 anni.
MADDALENA
CARINI
Nata nel marzo 1917, in provincia di
Pavia Guarita il 15 agosto 1948, a 31 anni compiuti. Miracolo
riconosciuto il 2 giugno 1960 da parte di S. Em. Card. GB. Montini,
Arcivescovo di Milano.
E’ una delle ultime guarigioni avvenute
in una giovane donna affetta, da molto tempo, da tubercolosi, malattia
che aveva colpito tutta la famiglia. Dall’età di 10 anni presentò
diverse localizzazioni pleura, rachide dorsale, peritoneo che
l’obbligarono a lunghi ricoveri in sanatori, fino all’età di 20 anni.
Dopo questo periodo fu curata a domicilio, tra i 20 ed i 28 anni senza
alcun sensibile miglioramento. Nel 1945, ricominciò a girare per luoghi
di cura diversi: Ospedale di Pavia, Sanatorio a San Remo, per altre
localizzazioni tubercolari: pericardio ed anche al femore destro. L'11
luglio 1948 un certificato descrive questa triste condizione, in
apparenza, incurabile; riporta anche una insufficienza coronarica ed
inoltre fa conoscere anche il suo peso: 32 kg a 31 anni. Un mese e mezzo
dopo, il 15 agosto, davanti alla Grotta una improvvisa sensazione di un
notevole benessere che essa segnalerà il giorno dopo durante il viaggio
di ritorno, in treno, mentre rientra in Italia con il Pellegrinaggio
Unitalsi della Lombardia. I suoi diversi medici, a più riprese nell’anno
che seguì il rientro, controllarono la persistenza della guarigione e
nell’agosto 1949 conclusero che: «ci
si trovava in presenza di una guarigione contraria ad ogni logica, dato
il passato della malata». La ex malata si presentò all’Ufficio
Medico nell’agosto 1949 e nel settembre 1950. In seguito a queste
visite, l’Ufficio Medico riconobbe il carattere inspiegabile di questa
guarigione che sottomise al giudizio del Comitato Medico Nazionale.
Quest’ultimo decise nello stesso modo dell’Ufficio Medico, di fronte
alla relazione del Dott. Lanos. Il parere fu emesso il 4 marzo 1951. La
pratica trasmessa all’Arcivescovado di Milano fu dimenticata, ma quando
venne nominato a capo dell’Arcidiocesi di Milano, S. E. Mons. G.B.
Montini, futuro Papa Paolo VI, la pratica fu riaperta e sottoposta ad
una Commissione Canonica, nel marzo 1960. Maddalena CARINI, in questa
occasione fu rivisitata da altri medici e la Commissione comunicò al
Sign. Card. Montini un parere assai favorevole, il 2 giugno 1960. Lo
stesso giorno l’Arcivescovo di Milano dichiarò che la guarigione di
Maddalena CARINI era «formalmente
miracolosa». Per terminare occorre notare che Maddalena Carini ha
fondato dopo la sua guarigione un’opera a profitto dei bambini minorati
la «Famiglia dell’Ave Maria» che ogni anno effettua un suo
pellegrinaggio, in partenza dall’italia, specialmente da San Remo.
Questo caso è il primo che riguarda una persona di nazionalità italiana.
JEANNE
FRÉTEL
Nata il 25 maggio 1914. Guarita l’8 ottobre 1948, a 34 anni compiuti.
Miracolo riconosciuto il 20 ottobre 1950 da parte di S. Em. Card.
Roques, Arcivescovo di Rennes.
Tra il 1938 ed il 1946 questa giovane donna venne operata 7 volte per
una peritonite tubercolare, e perciò fu ricoverata a più riprese in vari
Ospedali e centri di cura. Cominciando dal dicembre 1946 e più ancora
dal gennaio 1947 il suo stato generale, già scadente, diventa sempre più
grave. Fortemente deperita, non poteva abbandonare il letto, e
sottoposta a cure morfiniche a forti dosi, febbricitante con larghe
oscillazioni, continua il suo Calvario, finché nel 1948 viene sottoposta
a cura con streptomicina, ma nell’ottobre dello stesso anno la
situazione sembra disperata. Era annientata dalla febbre, dalla
cachessia, per cui non si rese conto nemmeno che la conducevano a
Lourdes, con il Pellegrinaggio del Rosario, dell'anno 1948. Passarono
due giorni assai pesanti, senza alcun miglioramento, ma il terzo giorno,
l’8 ottobre, dopo la Comunione in una messa dei malati all’altare di
Santa Bernardetta, ed una visita successiva alla Grotta, essa sente i
primi segni della sua guarigione. L’addome è diventato normale, la
febbre ed i dolori scomparsi, un violento appetito è comparso. Subito
può alzarsi, camminare e mangiare. Il 9 ottobre l’Ufficio Medico
constata l’assenza di segni di malattia, nota il suo peso: 44 Kg. e
l’invita a ritornare per controllo. Il 5 ottobre 1949, a seguito della
scomparsa improvvisa della febbre, della cessazione altrettanto
improvvisa dell’uso della morfina, dell’aumento di peso (14 Kg. in più),
della persistenza di uno stato di salute florido, che ha permesso la
ripresa del pesante lavoro di infermiera, l’Ufficio Medico conclude il
suo rapporto: «Non è possibile dare alcuna spiegazione di questa guarigione, che sfugge
ad ogni legge naturale». Il Comitato Medico Nazionale, nel marzo
1950, conferma il carattere inspiegabile di questa guarigione, Il Card.
Roques, dopo aver sentito il parere favorevole della Commissione
Canonica, convocata allo scopo, riconosce il 20 novembre 1950, che
Jeanne FRETEL è stata guarita in modo miracoloso. L’ex-malata è tuttora
in vita ed ogni anno viene a Lourdes.
THÉA
ANGELE
Nata il 24 settembre 1921, in Germania
Guarita il 20 maggio 1950, a circa 29 anni. Miracolo riconosciuto il 28
giugno 1961 da parte di S. E. Mons. P.M. Théas, Vescovo di Tarbes e
Lourdes (Al momento del riconoscimento, in religione come Suor Maria
Mercedes)
Dopo 3 interventi chirurgici gravi, tra i
17 ed i 21 anni, nel 1944 a 23 anni comparvero in lei segni che
dimostravano la malattia del sistema nervoso centrale, progressivamente
ingravescenti. I deficit motorio, sensitivo e sensoriale e della
coordinazione impediscono una vita normale. In seguito ad un episodio di
guerra rimase sepolta, per cui dovette stare per 5 mesi in un centro
specializzato di Tubingen, dove si confermò — ciò che si era già
intravisto — che la sua malattia di base era una sclerosi in placche.
Seguono altri due anni nei quali la malata è quasi sempre ricoverata,
senza avere nessun vantaggio. Perciò essa ritorna a casa e la sua
malattia continua ad aggravarsi, malgrado diversi trattamenti
palliativi, istituiti tra la fine del 1948 ed il maggio 1950. In questo
momento si tratta veramente di un soggetto morente, semi-incosciente,
che non riesce più a comunicare. Molto tempo prima essa aveva chiesto di
andare a Lourdes, ed ora fu deciso, malgrado il parere contrario dei
medici, di accompagnarvela. Arriva a Lourdes il 17 maggio 1950. Dopo
qualche bagno essa recupera in qualche ora tutte le possibilità che
aveva perso: parola, forza muscolare, possibilità di camminare,
appetito. Tutto ciò è riportato in dettaglio nella pratica che esiste
presso l’Ufficio Medico. Negli anni seguenti essa ritorna a più riprese,
ma solo nel 1960, l’Ufficio Medico, completate le indagini, decise di
riconoscere la guarigione straordinaria. Il 23 aprile 1961, il Prof.
Thiébaut, relatore, fece adottare dal Comitato Medico Internazionale il
suo punto di vista: «Questa
guarigione si doveva ritenere inspiegabile dal punto di vista medico».
Nell’intervallo, la Signorina T. ANGELE era divenuta religiosa in una
comunità di Lourdes, ed è questo il motivo per cui è toccato al Vescovo
di Tarbes e Lourdes del tempo, S. E. Mons. P.M. Théas, dopo aver sentito
il parere di una Commissione Canonica, di «riconoscere
il carattere miracoloso di questa guarigione». Da allora non si è
verificata, in Suor Maria Mercedes, alcuna ricaduta della sua vecchia
malattia.
EVASIO
GANORA
Nato il 2 marzo 1913, abitante a Casale Monferrato Guarito il 2 giugno
1950, a 37 anni compiuti. Miracolo riconosciuto il 31 maggio 1955 da
parte di S. E. Mons. G. Angrisani, Vescovo di Casale Monferrato.
La storia medica di questo agricoltore italiano è relativamente breve.
Inizia nel dicembre 1949, con attacchi asmatici e febbre. Ricoverato il
23 gennaio 1950, si rilevano segni clinici che fanno pensare ad una ben
più grave malattia: infatti la soluzione viene offerta ai medici da una
biopsia gangliare, eseguita il 21 febbraio: Morbo di Hodgkin, cioè un
processo maligno che ha colpito i gangli. A quel tempo non esistevano
mezzi terapeutici validi. Si pensa di iniziare un trattamento
antimitotico, e si tenta anche di fare un trattamento con raggi X. Il
paziente, rientrato poi, alla fine di marzo al suo domicilio, non riceve
che delle trasfusioni. Alla fine di maggio 1950 lo si trova alla
partenza del Pellegrinaggio dell’OFTAL della sua Diocesi, in
cattivissime condizioni generali, pertermico, che necessita di viaggiare
coricato. Al suo primo bagno, egli si sente guarito ed il giorno dopo si
da da fare a spingere le carrozzine degli altri malati. Per ragioni non
chiarite ritorna a casa senza passare dall’Ufficio Medico, e solo il
medico del suo pellegrinaggio sa che egli si ritiene guarito. In un
certificato datato 30 giugno 1953, il medico curante certifica che da
tre anni la guarigione permane. Il 16 agosto 1954, cioè dopo oltre 4
anni, l’Ufficio Medico è messo al corrente di questi fatti e dopo una
lunga discussione, decide che siano necessarie ulteriori informazioni.
Il 18 settembre 1954, l’Ufficio Medico sancisce che in questo caso
esiste una guarigione inspiegabile e che essa sorpassa anche le leggi
naturali. Il 13 febbraio 1955, il Comitato Medico Internazionale
conferma questa decisione su relazione del Prof. Sendrail e dopo una
discussione con il Prof. Fabre. tutti e due Professori titolari di
cattedre presso la facoltà di Medicina di Tolosa. Il 15 marzo, ultimo
episodio: i medici della Commissione Canonica Diocesana desiderano che
l’ex malato sia rivisitato una ultima volta dall'Ufficio Medico di
Lourdes. Cosa fatta 18 maggio dello stesso anno 1955, senza difficoltà!
Il 24 maggio la Commissione Canonica raccomanda al suo Vescovo, di dare
a questa guarigione il carattere miracoloso. Una settimana più tardi, il
31 maggio 1955, S. E. Mons. Angrisani, emanò il suo giudizio: «La guarigione di Evasio GANORA è miracolosa e deve essere attribuita
all’intervento speciale della Beata Vergine Maria Immacolata, Madre di
Dio». Evasio GANORA, qualche tempo dopo, nel dicembre 1957, morì
accidentalmente, schiacciato dal suo trattore.
EDELTRAUD
FULDA
Nata il 20 luglio 1916. Guarita il 12
agosto 1950, a 34 anni. Miracolo riconosciuto il 18 maggio 1955 da parte
di S. Em. Card. lnnitzer, Arcivescovo di Vienna.
Un’altra lunga storia medica! Danzatrice
caratterista, con una sorella, abituata a viaggiare, essa fu operata una
prima volta a Torino per un’ulcera perforata, il 29 giugno 1937. Meno di
2 mesi dopo altro intervento per calcolosi renale e 1 mese dopo per
infezione urinaria, sempre a destra. Nel maggio 1938 fu sottoposta ad
asportazione del rene dello stesso lato per pionefrosi. E fino al 1945
la situazione resta stazionaria. In modo subdolo si mettono in evidenza
numerosi segni poco comuni, come una pigmentazione particolare della
pelle, una anemia, una ipotensione: tutto ciò fa pensare ad una
insufficienza surrenale, conosciuta come Morbo di Addison. Per circa tre
anni, l’ormone cortico-surrenale le permette di condurre una vita
pressoché normale. Ma durante gli anni di guerra era difficile il
reperimento di tale medicinale, che era necessario come l’insulina per
il diabetico. Nell’agosto del 1950 può venire a Lourdes e fin dal suo
primo bagno si sente guarita. Non parlando assolutamente francese, e non
sapendo la condotta da seguire, essa entra provvidenzialmente in
contatto con un barelliere che la indirizza all’Ufficio Medico il 16
agosto 1950. Iniziando la pratica l’Ufficio Medico chiede notizie e la
invita a ripresentarsi l’anno successivo. Rientrata a casa i medici
curanti confermano la guarigione. L’Ufficio Medico, il 13 agosto 1952 ed
22 agosto 1954 non può che confermare il carattere straordinario ed
unico di questa guarigione e trasmette la pratica al Comitato Medico
Internazionale. li Prof. Langeron, relatore, propose delle conclusioni
parallele «guarigione improvvisa e
duratura di una grave e persistente insufficienza surrenale». Queste
conclusioni sono approvate a maggioranza. Poco dopo S. Em. Card. Théodor
Innitzer, forte di di questo consenso medico, il 18 maggio 1955 dichiara
che: «la guarigione avvenuta
improvvisamente di Edeltraud FULDA, malata di Morbo di Addison, che
aveva subito per 13 anni dei trattamenti medici praticamente inefficaci,
è una guarigione miracolosa, inspiegabile con mezzi naturali». La
signorina FULDA è diventata la signora Haidinger, essendosi sposata
nell’aprile del 1968. Attualmente vive tranquillamente in Austria.
PAUL
PELLEGRIN
Nato il 12 aprile 1898, abitante a Tolone. Guarito il 3 ottobre 1950,
all'età di 52 anni. Miracolo riconosciuto l'8 dicembre 1953 da parte di
S. E. Mons. Auguste Gaudel, Vescovo di Fréjus.
All’inizio del 1949, il Colonnello P. PELLEGRIN ha sofferto per un
ascesso amebico del fegato. Operato nel marzo dello stesso anno, fu
sottoposto per 18 mesi a moltissime cure che tendevano a far cessare la
secrezione purulenta che necessitava di 2 medicazioni al giorno. Tutte
le cure furono inefficaci, e nell’ottobre 1950, egli partecipa al
Pellegrinaggio del Rosario. Il 3 ottobre, il 2° bagno è seguito dalla
chiusura della fistola: nè lui nè sua moglie pensano ad una guarigione,
ma aspettano la riapertura della fistola, cosa che invece non avverrà
mai più. Subito, il 10 ottobre1951 e poi l’8 ottobre 1952, l’Ufficio
Medico ebbe l’occasione di sottoporlo a visita e di discutere questa
guarigione. La risposta fu unanime: non poteva essere data una
spiegazione medica poiché la guarigione sfuggiva a tutte le leggi
naturali. Poco tempo dopo il Comitato Medico Nazionale, il 22 febbraio
1953, confermava questa opinione, sulla base della relazione che fece il
Prof. Oberlin. Nell’ottobre 1953 venne istituita una Commissione
Canonica presso la Diocesi di Frejus. Anch’essa, viste le relazioni
precedenti, conclude che nel 1950 «una tale guarigione in quelle circostanze straordinarie, tanto
accuratamente studiata, non può che avere un carattere miracoloso».
Dopo aver preso conoscenza di queste conclusioni, prima della fine
dell’anno 1953, l’8 dicembre, S. E. Mons. Auguste Gaudel, emette un
giudizio nella forma dovuta per dichiarare miracolosa la guarigione del
colonnello PELLEGRIN. Il colonnello PELLEGRIN è morto nel 1976, nel mese
di novembre. Egli era l’ultimo miracolato nato nel XIX secolo.
Fratel
LÉO SCHWAGER
Nato il 19 maggio 1924 in Svizzera
Tedesca. Guarito il 30 aprile 1952, a 28 anni. Miracolo riconosciuto il
18 dicembre 1960 da parte di S. E. Mons. Francois Charrière, Vescovo di
Losanna, Ginevra e Friburgo.
Il Fratel LÉO ha avuto numerosi incidenti
traumatici nell’infanzia e nell’adolescenza. Malgrado ciò egli entra
prima in un noviziato, poi in un convento di Benedettini, e pronuncia i
suoi voti perpetui nel 1950, all’età di 26 anni. Cominciando dal 1947,
ebbe a soffrire di molti disturbi difficoltà di parola, della vista e
dell’equilibrio avevano impensierito coloro che gli stavano vicini ma in
generale questi disturbi erano transitori e regredivano quasi del tutto.
Nel mese di settembre 1951, egli venne ricoverato per stabilire con
esattezza: si trattava di sclerosi in placche. Nell’aprile 1952 arriva a
Lourdes con il Pellegrinaggio di Friburgo ed il 30 aprile, alla
Processione del Santissimo Sacramento egli si accorge che tutti i suoi
disturbi sono scomparsi. Stazionamento in piedi, cammino, parola, vista
e appetito... tutto era stato ricuperato in un istante, durante la
benedizione dei malati, che tradizionalmente viene eseguita dopo la
processione. Il giorno dopo fu visitato all’Ufficio Medico. A casa si
sottopone a controllo dei suoi medici che non trovano più nessuno dei
disturbi precedenti. Allora riprende la sua attività all’interno della
comunità di cui fa parte. Ogni anno torna a Lourdes, prima come
barelliere, poi attualmente come responsabile amministrativo. L’Ufficio
Medico lo ha più volte sottoposto a visite, ma solo nel 1958 viene
riconosciuto che questa guarigione è sicura, duratura e straordinaria.
La pratica viene sottoposta al Comitato Medico Internazionale, dove,
dopo una relazione del Prof. Thiébaut, il 15aprile 1959 fu stabilito che
«le condizioni di questa
guarigione sono medicalmente inspiegabili». Dopo aver costituita una
Commissione Canonica, S. E. Mons. Charrière, Ordinario Diocesano, alla
fine di novembre 1960, ne riceve il risultato. Così il 18 dicembre 1960,
il Vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo dichiara che la guarigione di
Fratel Léo SCHWAGER deve essere ritenuta miracolosa. Come già dello
Fratel Léo SCHWAGER è ancora vivente e non manca mai di accompagnare a
Lourdes il Pellegrinaggio all’interno del quale è guarito 25 anni or
sono.
ALICE
COUTEAULT
Nata GOURDON, il 1 dicembre 1917 abitante a Bouillé-Loretz (Deux-Sèvres).
Guarita il 15 maggio 1952, all’età di 35 anni. Miracolo riconosciuto il
16 luglio 1956 da parte di S. E. Mons. Henri Vion, Vescovo ausiliario di
Poitiers.
Tra il luglio e la fine del 1949, la rapida comparsa in questa giovane
donna di un complesso di sintomi di ordine neurologico, permette ai suoi
medici curanti di porre la diagnosi di sclerosi in placche. La diagnosi
fu confermata da un consulente neurologo, per cui, per due anni la
paziente sarà curata, sia pure senza successo, per questa malattia, che
diviene sempre più grave, e necessita dell’aiuto del marito. Approfitta
del pellegrinaggio dell’Anjou per venire a Lourdes nel maggio 1952, non
senza prima aver avuta l’autorizazzione del marito che non ne voleva
sapere, nulla sperando da questo viaggio. Il 15 maggio alla Piscina essa
prova una grande sensazione e nel pomeriggio riprende a camminare ed a
parlare. Il giorno dopo, 16 maggio, viene condotta all’Ufficio Medico,
dove è visitata ed essendo considerata solo come assai migliorata, viene
convocata, per controllo, all’anno successivo. Rientrata a casa, il
medico curante constata una guarigione totale, mentre il marito,
vedendola ritornare in così buono stato di salute, si è quasi ammalato!
Il 27 luglio 1952 (dunque due mesi e mezzo dopo), il 5 maggio 1953 ed il
20 maggio 1954, l’Ufficio Medico ha modo di rivisitarla e di constatarne
la guarigione totale e persistente. La pratica viene trasmessa al
Comitato Medico Internazionale, Il Prof. Thiébaut di Strasburgo,
relatore di questo Comitato, la convoca e la visita il 19 agosto 1955.
Redige un rapporto che è discusso dal Comitato, nella riunione del 18
marzo 1956. «La guarigione è
medicalmente inspiegabile» questa è la conclusione a cui si arriva.
Il 1° giugno, una Commissione Canonica è nominata in Diocesi di
Poitiers. Poco tempo dopo questa Commissione emana un verdetto assai
favorevole per questa guarigione che viene ritenuta miracolosa. Il 16
luglio 1956, infine, S. E. Mons. Vion, Vescovo ausiliare di Poitiers,
emana il giudizio con il quale dichiara che la guarigione di Alice
COUTEAULT è miracolosa. La sign. Alice COUTEAULT, dopo la sua
guarigione, non ha mai mancato dì partecipare a 2 pellegrinaggi all’anno
quello dell’Anjou e quello della sua Diocesi, come «Dama di carità», con
suo marito, che è diventato un barelliere.
MARIE
BIGOT
Nata il 7 dicembre 1922. Guarita l'8
ottobre 1853 e l'8-10 ottobre 1954 a 31 e 32 anni d'età. Miracolo
riconosciuto il 15 agosto 1956 da parte di S. Em. Card. Clément Roques,
Arcivescovo di Rennes.
La storia medica di Marie BIGOT è molto
complessa e molto lunga. Nella sua infanzia è stata malaticcia. Più
volte è stata ricoverata d’urgenza. Nell’aprile 1951, la sua vista già
cattiva, è improvvisamente ridotta a 3/10 non migliorabili. Qualche
settimana dopo, viene colta da una sinusite frontale destra che
rapidamente, e malgrado le cure, peggiora poichè intervengono dei segni
di meningo-encefalite. Il 14 aprile 1951 viene trasferita presso il
reparto di neuro-chirurgia dove una serie di esami portano il Prof.
Ferey a praticare un intervento intracranico, il 29 aprile 1951 solo
così si arriva ad una diagnosi aracnoidite della fossa posteriore con
aderenze. Viene dimessa il 23 maggio 1951, emiplegica, sorda a destra,
con un visus di 1/200 a destra e 2/100 a sinistra. Essa è costretta
alletto, e pensa di studiare la lettura Braille; sopravvive in qualche
modo. Nell’agosto 1952 viene accertata la cecità dall’occhio destro e il
visus è ridotto ad 1/100 a sinistra. Marie BIGOT arriva a Lourdes
nell’ottobre deI 1952, per la prima volta con il Pellegrinaggio del
Rosario. Nessun miglioramento, nonostante le sue speranze l’anno
seguente trascorre ancora nel buio, nel silenzio, e nella miseria
fisica! Nell’ottobre 1953, nuovo pellegrinaggio ed essa riacquista la
possibilità di camminare. Nel 1954, l‘8 ottobre, alla fine della
Processione del Santissimo Sacramento essa riacquista un udito normale,
e nel viaggio di ritorno, in treno, anche la vista (confermato da
specialisti nel novembre 1954 e nel febbraio 1955). L’8 ottobre 1955
all’Ufficio Medico la sua guarigione è riconosciuta come inspiegabile e
la sua pratica viene trasmessa al Comitato Medico Internazionale. Il
relatore, Prof. Thiébaut, propone, il 18 marzo 1956, come conclusioni «Le
guarigioni improvvise della sordità, poi della cecità che rimontavano a
più di due anni non si possono spiegare come avvenute naturalmente».
Dopo aver nominata, il 5 giugno 1956, una Commissione Canonica e dopo
aver preso conoscenza delle sue conclusioni, S. Em. Card. Clément
Roques, il 15 agosto 1956, emana il suo giudizio e dichiara che «la
guarigione è miracolosa e deve essere attribuita ad un intervento
speciale di Dio per l’intercessione della Beata Vergine Maria». Dopo
di allora sono veramente rare le annate nelle quali Marie BIGOT non è
venuta a Lourdes. Ora è una sessantenne sempre pronta a rendere un
servizio.
GINETTE
NOUVEL
Nata FABRE 1/18 gennaio 1928 abitante a Carmaux (Tarn). Guarita il 21
settembre 1954, a 26 anni. Miracolo riconosciuto il 31 maggio 1963 da
parte di S. E. Mons. Claude Dupuy, Arcivescovo di Albi.
Nel novembre 1953, stava per compiere 26 anni, quando la Sign. Ginette
NOUVEL, presentò in modo drammatico i primi segni preoccupanti di una
malattia rara: la trombosi delle vene sottoepatiche (Malattia di
Budd-Chiari). Ricoverata in ospedale ed operata in seguito a Carmaux e
Tolosa, tra il novembre 1953 ed il luglio 1954, essa rimane, nonostante
un trattamento con il fosforo radioattivo, in un pessimo stato generale,
con un ascite che doveva essere svuotato ogni 10 giorni, uno spossamento
ed un dimagramento assai notevoli, per la sua malattia reputata
incurabile. Uscita dall’ospedale a metà agosto e tornata a casa, essa
pensa di fare un pellegrinaggio a Lourdes. Vi arriva il 20 settembre, e
con maggior o minor difficoltà, riesce a seguire tutte le cerimonie. Non
sembra averne tratto vantaggio, ma da questa data non ha più bisogno di
paracentesi, perché il suo ascite è scomparso, e la sua vita si è man
mano regolarizzata, può riprendere una certa attività e 3 mesi dopo il
suo passaggio per Lourdes sembra guarita. Nel 1955, 1956, e 1960 essa fu
sottoposta a controlli medici, ma solo nel 1960 la sua guarigione fu
ritenuta avere una carattere straordinario ed il caso fu sottoposto al
Comitato Medico Internazionale. Il Prof. Mauriac, relatore, studiò il
caso in modo assai minuzioso ed il Comitato quasi all’unanimità,
considerò che si trattasse di una guarigione inspiegabile. Ciò avveniva
il 23 aprile 1961. Più di due anni dopo, S. E. Mons. Claude Dupuy,
Arcivescovo d’Albi, dopo aver sentito il parere della Commissione
Canonica nominata alla scopo, riconobbe, il 31 maggio 1963, che la
guarigione di Ginette NOUVEL era miracolosa. A più riprese, fino al
1969, la signora NOUVEL è stata vista a Lourdes. All’inizio del 1970, un
episodio patologico, che deve essere interpretato come una recidiva
della sua malattia, ha provocata la sua scomparsa, in giugno, per
perforazione intestinale, dovuta ad una cattiva, manovra strumentale. Il
Comitato Medico Internazionale, nel 1977, ha preso atto della causa
immediata della sua morte ed anche «della probabile ripresa evolutiva della sua malattia iniziale»
tenendo conto, però dell’eccezionale lunghezza del periodo di perfetta
ripresa di cui essa aveva beneficiato... 16 anni in tutto.
ELISA
ALOI
Nata il 26 novembre 1931 a Patti
(Sicilia) Guarita il 5 giugno 1958 a 27 anni. Miracolo riconosciuto il
26 maggio 1965 da parte di S. E. Mons. Francesco Fasola, Arcivescovo di
Messina.
E’ questa l’ultima guarigione, almeno per
ora, di una tubercolosi con molteplici localizzazioni. Elisa ALOI aveva
quasi 17 anni quando cominciò a soffrire per una gonoartrite del
ginocchio destro. In seguito, e per 10 anni (fino al 1958) essa presentò
numerose localizzazioni di tubercolosi osteoarticolari quasi tutte
evolventesi verso la fistolizzazione, e per le quali dovette essere
ricoverata assai spesso in ospedale o in sanatorio, Il trattamento era
più o meno efficace come effetto immediato, ma le ricadute e le recidive
erano pressoché costanti. Nel giugno 1957, quando ormai non c’erano più
speranze di guarigione, arrivò a Lourdes con il Pellegrinaggio
U.N.I.T.A.L.S.I. della Sicilia. Non apparve alcun miglioramento. Nel
giugno 1958, in una situazione più compromessa ancora, essa ritornò a
Lourdes, mentre era portatrice di un apparecchio gessato comprendente
il bacino e l’arto inferiore destro, fenestrato per permettere la
medicazione di 4 fistole. Le medicazioni locali furono effettuate solo
con l’acqua della Grotta durante il pellegrinaggio, e 10 giorni dopo la
partenza, il chirurgo che la curava notò che «secondo
lui Elisa ALOI è ritornata da Lourdes completamente guarita».
L’ufficio Medico riconobbe la guarigione e trasmise la pratica al
Comitato Medico Internazionale nel 1960. Il Prof. Salmon, rielatore,
emise le conclusioni, che il Comitato fece sue, di una guarigione
inspiegabile dal punto di vista medico. Infine, il 26 maggio 1965, dopo
che la Commissione Canonica emise il suo verdetto, S. E. Mons. Fasola,
Arcivescovo di Messina dichiarò «formalmente miracolosa la guarigione dalla tubercolosi multipla
fistolizzata, avvenuta nella persona della Signorina Elisa ALOI».
Qualche mese dopo essa si sposò. Tra il 1966 ed il 1974 ebbe 4 figli
che, non c’è da dubitarne, sono i migliori testimoni della sua
guarigione.
JULIETTE
TAMBURINI
Nata il 4 dicembre 1936 a Marsiglia. Guarita il 17 luglio 1959, a 22
anni di età. Miracolo riconosciuto l’i i maggio 1965 da parte di S. E.
Mons. Marc Lallier, Arcivescovo di Marsiglia.
All’età di 12 anni, come prima infezione tubercolare, nel 1948, la
Sign.na TAMBURINI ammalò di una infezione ossea (femore sinistro)
segnando così l’inizio di una lunga malattia. Per 11 anni, Juliette
TAMBURINI fece dei lunghi soggiorni in Ospedale e luoghi di ricovero.
Subì 11 interventi, tra i quali 4 raschiamenti dell’osso, da cui residuò
una fistola. D’altra parte ogni cura non ebbe effetti durevoli.
Parallelamente, una serie di epistassi (emorragie nasali) obbligavano 1
o 2 volte per trimestre a interventi urgenti per emostasi. Nulla più
sperando, quando la fistola necessitava di almeno 2 medicazioni al
giorno, tanto forte era la produzione di pus, ella partì per Lourdes con
il suo Pellegrinaggio Diocesano, nel luglio 1959. A Lourdes, dopo che fu
iniettata nella fistola l’acqua della Grotta, si determinò la fine
dell’emissione di pus, la chiusura della fistola ed anche la cessazione
dell’epistassi. Poiché già altre volte dei fatti simili si erano
verificati, ma non erano mai stati persistenti, questa «guarigione»
(secondo l’opinione della malata stessa e di coloro che le erano vicini)
non fu comunicata. Soltanto un anno dopo l’Ufficio Medico ne venne a
conoscenza, e visitò l’ammalata. Dopo altre due visite (nel 1961 e nel
1963) questa guarigione fu riconosciuta e la pratica trasmessa al
Comitato Medico Internazionale. Il Prof. Michel Salmon, il 3 maggio
1964, fece riconoscere al Comitato che «questa
guarigione istantanea, senza convalescenza, doveva essere ritenuta come
inspiegabile dal punto di vista medico». S. E. Mons. Marc LALLIER,
l’11 maggio 1965 dopo aver raccolte le conclusioni della sua Commissione
Canonica emise un’ordinanza, dichiarando miracolosa la guarigione di
Juliette TAMBURINI. Inutile dire che da circa 30 anni Juliette TAMBURINI
è fedele a Lourdes, e sopratutto non ha mai presentato nè ricadute nè
recidive.
VITTORIO
MICHELI
Nato il 6 febbraio 1940, in provincia di
Trento. Guarito il 1° giugno 1963 a 23 anni. Miracolo riconosciuto il 26
maggio 1976 da parte di S. E. Mons. Alessandro Gottardi, Arcivescovo di
Trento.
Il 16 aprile 1962, mentre era sotto le
armi, negli Alpini, Vittorio MICHELI fu ricoverato all’Ospedale militare
di Verona per diagnosi e cura di una malattia ancora indeterminata
dell’anca sinistra. Dopo molti esami, cure senza successo e una biopsia,
il 4 giugno fu diagnosticato un sarcoma dell’anca. Per circa un anno
egli gira da un ospedale all’altro, senza che sia mai instaurata una
terapia antitumorale, a chirurgica o medica e nemmeno fisioterapica. Per
questo l’evoluzione è del tutto cattiva, sia locale che generale, e la
distruzione della articolazione coxo-femorale allargata al bacino,
diventa totale, quando intraprende un pellegrinaggio a Lourdes, con la
sua Diocesi nel giugno 1963. Durante il pellegrinaggio nulla di
notevole, se non che viene immerso in Piscina anche se munito di un
apparecchio gessato che comprendeva il bacino e l’arto inferiore. Al suo
ritorno, si sente meglio, ma deve rientrare in Ospedale militare, poichè
era ancora tra gli alpini. Gli sono praticati esami radiologici. Ma in
modo difficilmente comprensibile, essi sono male interpretati e ritenuti
del tutto identici ai precedenti. Solo dopo 6 mesi ci si rende conto che
lo stato generale è eccellente, che i dolori sono cessati, che è
possibile che egli cammini e che una ricostruzione ossea, stranamente,
si è rifatta (ed i cui primi segni rimontavano a 6 mesi prima). Ritorna
a Lourdes ogni anno a cominciare dal 1963 e nel 1967 l’Ufficio Medico
ammette che non c’è motivo di attendere ancora a riconoscere che «nessuna
spiegazione medica è possibile in questa guarigione». Nel 1968 il
Comitato Internazionale, dopo una relazione del Prof. Saimon rinvia la
sua decisione ed è soltanto nel 1971 che il Comitato Medico
Internazionale conferma l’opinione dell’Ufficio Medico di Lourdes,
ritornando indietro di 8 anni. Il 26 maggio 1976, 13 anni dopo la
guarigione, S. E. Mons. Alessandro Gottardi, dopo aver ricevuto un
parere favorevole dalla Sua Commissione Canonica, ha dichiarato che in
questa guarigione esistono «degli
elementi sufficienti al riconoscimento di un intervento speciale della
potenza di Dio, Creatore e Padre». Vittorio MICHELI da allora è
venuto assai spesso a Lourdes, come barelliere con l’Ospitalità della
sua Diocesi.
SERGE
PERRIN
Nato il 13 febbraio 1929. Guarito il 1° maggio 1970, a 41 anni compiuti.
Miracolo riconosciuto il 17 giugno 1978 da parte di S. E. Mons. Jean
Orchampt, Vescovo di Angers.
Nel febbraio 1964, all’età di 35 anni, Serge PERRIN aveva già avuto un
segnale... un primo episodio neurologico: una emiplegia destra comparsa
improvvisamente, ma altrettanto rapidamente regredita. Nel dicembre
1968, stesso attacco altrettanto violento, con perdita di coscienza,
curata subito allo stesso modo della volta precedente, ma la regressione
non si verificò. 3 mesi dopo questo attacco egli fu avviato alla Clinica
neurochirurgica dell’Università di Rennes (Prof. Pecker). Dopo una serie
di esami, la diagnosi di trombosi carotidea sinistra potò essere posta,
ed ogni trattamento chirurgico fu escluso. Allora il malato rientrò al
suo domicilio. Nell’aprile 1969 lo stesso specialista notò una tendenza
alla bilateralizzazione del processo di insufficienza circolatoria
cerebrale. Non avendo più alcuna speranza, il malato partì per Lourdes,
ma ne ritornò nelle stesse gravi condizioni. In seguito si manifestò
ancora un aggravamento di questo stato, con la comparsa di eclissi
cerebrali che da principio rare, si fecero man mano più frequenti.
Nell’ottobre 1969 ottiene una invalidità di terza categoria, con
accompagnamento. 3 mesi dopo, nel 1970, il suo stato peggiora ancora,
malgrado un trattamento medico molto deciso turbe visive lo rendono
pressochè cieco, le eclissi cerebrali sono sempre più frequenti, una
astenia fisica crescente rende ancora più insopportabile la coscienza di
essere un malato incurabile e condannato. Per la seconda volta, senza
speranza, ma soltanto per fare un piacere a sua moglie, accetta di
partecipare al Pellegrinaggio a Lourdes della Diocesi di Angers, nel
1970. Dopo un inizio più che triste, l’ultimo giorno arriva, Il mattino:
Unzione degli infermi. In questo momento egli sente delle sensazioni
nuove, Il pomeriggio scopre che può camminare senza bastoni, e che vede
bene senza occhiali! e parte da Lourdes con la certezza di essere
guarito. Di ritorno a casa vengono effettuati diversi approfonditi
controlli, ed è riconosciuto non avere più alcuna anomalia: è guarito in
modo obiettivabile. L’Ufficio Medico è informato nell’ottobre del 1970.
Il 1° maggio 1972 ammette che questa guarigione «è
sicura, istantanea e duratura». La pratica deve essere sottoposta al
Comitato Medico Internazionale. Ma prima che esso sia in grado di
esprimersi, una Commissione Medica Diocesana afferma trattarsi di una
guarigione sicura e durevole, nel 1974. Infine nel 1976, su relazione
congiunta del Professor Mouren, Neurologo e del Dott. Bartoli, oculista,
il Comitato Medico Internazionale arriva alle medesime conclusioni: «La
guarigione di questo stato può essere considerata come acquisita in modo
del tutto inabituale, dal punto di vista medico». Dopo aver avuto il
parere favorevole della sua Commissione Canonica, nominata secondo le
regole, S. E. Mons. Jean Orchampt, Vescovo di Angers, il 17 giugno 1978,
riconosceva in questa guarigione «il
carattere miracoloso» ed invitava i cristiani «a
vedere in questo segno un atto dell’amore misericordioso del Signore».
DELIZIA
CIROLLI
Nata il 17 novembre 1964 a Paternò
(Sicilia). Guarigione intorno al Natale 1976, a 12 anni compiuti.
Miracolo riconosciuto il 28 giugno 1989, da parte di S. E. Mons. Luigi
Bommarito, Arcivescovo di Catania.
Nel marzo 1976, una piccola siciliana di
anni e mezzo, accusa delle difficoltà nella deambulazione a causa di una
tumefazione dolorosa del ginocchio destro. Dopo alcune settimane, avendo
applicate soltanto delle cure banali, la bimba è ricoverata in ospedale
per procedere ad una biopsia, all’altezza del 1/3 superiore della tibia
destra. In virtù di questo esame, la diagnosi temuta è accertata. Si
tratta di un tumore maligno dell’estremità prossimale della tibia. Il
chirurgo consultato propone un trattamento demolitivo, e cioè una
amputazione che tuttavia, sarebbe soltanto palliativa. Questo
trattamento è rifiutato dai genitori sconvolti, che ritengono più
opportuno riportare a casa la figlioletta condannata. Qualche mese più
tardi, durante l’estate 1976, ella partecipò, grazie alla generosità dei
suoi amici ed a quella dei parenti della madre, ad un pellegrinaggio a
Lourdes. Ne ritornò stanchissima, senza un vero cambiamento e certamente
non guarita. Verso il Natale 1976, quando il suo stato era diventato
assai grave e la sua vita si andava spegnendo, mentre i suoi vicini non
avevano mai smesso di pregare Nostra Signora di Lourdes, la guarigione
arrivò improvvisamente. Assai rapidamente essa riprese una vita normale:
si mise a mangiare, a camminare e potè riprendere la scuola chiedendo
soltanto di vivere e crescere! Nel luglio 1977, ritornata a Lourdes con
la madre, essa fu sottoposta a visita da parte dei medici dell’Ufficio
Medico. Venne in quel momento riscontrata: — una deformazione residua
dell’asse della gamba destra, per ginocchio valgo; — una trasformazione
radiologica della zona ammalata, prova obiettiva della scomparsa del
tumore, fatto del tutto imprevedibile. Dal 1977 al 1980 ella fu seguita
ogni anno e sempre trovata in perfetto stato di salute e dimostrava uno
sviluppo armonioso. Il 28 luglio 1980, l’Ufficio Medico di Lourdes,
quasi all’unanimità, decise di ritenere questa guarigione — avvenuta
dopo una malattia sicuramente diagnosticata, di prognosi certamente
infausta, e per la quale non era stata praticata alcuna terapia — come «una fenomeno contrario alle previsioni dell’esperienza medica, e
scientificamente inspiegabile». Due anni più tardi, una commissione
medica Diocesana emise un giudizio con conclusioni pressochè uguali. Nel
settembre 1982, il Comitato Medico Internazionale di Lourdes,
confermava, con ulteriore forza, le opinioni già date, relative a questa
ripresa della salute «eccezionale,
nel senso più stretto della parola, e per di più, inspiegabile».
Dopo qualche anno, il 28 giugno 1989, S. E. Mons. Luigi Bommarito,
Arcivescovo di Catania, ha riconosciuto solennemente il carattere
prodigioso di questa guarigione ed il suo valore di «segno».
Egli ha esortato i fedeli della sua Diocesi «a
rendere grazie per questo dono di Dio alla sua Chiesa» precisando
che esso era stato ottenuto per l’intercessione della Vergine Maria «in
risposta alla richiesta del cuore dagli uomini».
JEAN-PIERRE
BÉLY
Nato il 24 agosto 1936. Guarito il 9 ottobre 1987, nel suo 51° anno.
Miracolo riconosciuto il 9 febbraio 1999, da parte di S. E. Mons. Claude
Dagens, Vescovo di Angoulème.
Infermiere presso l’ospedale di Angouléme, Jean-Pierre Bèly, iniziò nel
1972 ad accusare disturbi neurologici saltuari e senza localizzazione
precisa, 2 o 3 volte all’anno. Dopo un cambiamento di attività, tali
disturbi divennero meno frequenti fino al 1982 quando comparve una
diplopia che in principio si manifestò con piccole crisi ripetute più
volte al giorno e per brevi periodi. Tra il 1984 ed il 1987 si
manifestarono degli episodi di deficit motorio, localizzati all’emicorpo
destro, che si aggravarono molto rapidamente nonostante avesse
abbandonato definitivamente il lavoro. Il camminare e la stare seduto
diventarono difficili e poi impossibili. In questo periodo fu posta la
diagnosi di sclerosi in placche ad evoluzione rapida. Nell’ottobre 1987,
quando ormai era costretto al letto, soffrendo di parestesie e di
incontinenza urinaria, il malato fu trasportato a Lourdes con il
Pellegrinaggio del Rosario. Dopo l’Unzione dei Malati, il terzo giorno,
egli immediatamente provò un sentimento di pace interiore assai deciso.
Dopo qualche ora, si accorse del recupero della sensibilità e della
capacità di movimento, tanto completa che gli permise di lasciare
Lourdes camminando e potendo viaggiare seduto, ma senza essere stato
messo in contatto con l’Ufficio Medico di Lourdes. Invece, dopo aver
visitato Jean-Pierre Bély una prima volta nel dicembre 1986, confermando
la diagnosi di sclerosi in placche, il dott. Devoize, neurologo ad
Angouléme, ebbe l’occasione di rivederlo pochi giorni dopo il suo
rientro a casa. Il paziente non lamentava più alcun disturbo ed il suo
esame neurologico risultò assolutamente normale Nel febbraio 1988, il
Prof. Gil, neurologo a Poitiers, dopo averlo visitato, confermò a sua
volta la pregressa diagnosi di sclerosi in placche e concluse, con una
IRM senza anomalie, per «una
guarigione neurologica senza possibile spiegazione» L’Ufficio Medico
di Lourdes venne informato di questa imprevedibile evoluzione soltanto
nell’ottobre 1988, e dopo numerosi controlli negli anni seguenti,
riconobbe questa guarigione come «certa, straordinaria e definitiva» neI
1992. Da parte sua, il Comitato Medico Internazionale, dopo una perizia
eseguita da due suoi membri, il Prof. Mouren ed il Dott. Armand-Laroche,
affidò al Prof. Confavreux, di Lione, neI 1994, il rapporto concernente
questa guarigione. Questo rapporto fu discusso tra i membri del
Comitato, ma la decisione fu tenuta in sospeso. Nel 1998 fu presentato
un secondo rapporto delle stesso perito che concludeva cosi: Con un buon
margine di probabilità, il Sign. Bély ha sofferto di una affezione
organica di notevole gravità in uno stadio avanzato, la cui guarigione
improvvisa durante un pellegrinaggio a Lourdes, è un fatto insolito ed
inspiegabile da parte della scienza. Dopo una serrata discussione, la
votazione non arrivò ai 2/3 dei voti favorevoli da parte dei membri
presenti necessari per l’approvazione, ma soltanto ad una maggioranza
relativa. Questo è il motivo per il quale il Comitato a proposito di
questa perizia decise in questi termini: «E’
impossibile per la scienza medica, oggi dire di più. Perciò, il Comitato
Medico Internazionale ritiene che la pratica di Jean-Pierre Bély sia
trasmessa alle autorità responsabili, incaricate di pronunciarsi
sull’importanza di questa guarigione». Qualche mese dopo, il
febbraio 1999, il Vescovo di Angouléme, S. Ecc. Mons. Claude Dagens,
avendo avuto il parere favorevole di una Commissione Canonica Diocesana,
stabili «a nome della Chiesa che
questa guarigione improvvisa e completa è un dono personale di Dio (...)
e un segno effettivo del Cristo Salvatore, che è stato compiuto per
l’intercessione della Madonna di Lourdes».
ANNA
SANTANIELLO
La beneficiaria è una donna italiana che soffriva di una malformazione
cardiaca.
Roma, martedì, 15 novembre 2005, L’Arcivescovo di Salerno, monsignor
Gerardo Pierro, ha proclamato ufficialmente l’11 novembre la “guarigione miracolosa” di una donna, che oggi ha 94 anni, avvenuta a
Lourdes nel 1952. Si tratta del 67° miracolo avvenuto nella città
francese in cui apparve la Vergine Maria e ufficialmente riconosciuto
dalla Chiesa cattolica. La malata, soffriva fin dall’infanzia di una
malformazione cardiaca dichiarata incurabile dai medici. Quando ha
compiuto quarant’anni, il suo stato di salute è peggiorato e, nonostante
il parere contrario dei medici e della famiglia, ha deciso di recarsi a
Lourdes.
La malformazione le impediva di camminare e di parlare chiaramente,
provocandole anche cianosi al volto ed edemi nelle estremità inferiori.
Come ha spiegato “non riuscivo più
a respirare e dissi a mio fratello che il mio ultimo desiderio era di
andare a Lourdes”, dove arrivò “viva,
seppure in una barella”.
Le religiose la immersero nella piscina e “l’acqua
era ghiacciata – ha raccontato –,
ma sentii subito qualcosa che mi
bolliva in petto come se mi avessero restituito la vita. Dopo pochi
secondi, da che non potevo muovere un passo, mi alzai da sola e presi a
camminare, rifiutando l'aiuto dei barellieri che mi guardavano increduli”.
Tornata a casa, consultò un illustre cardiologo dell’epoca: “Mi disse che non avevo niente. Che ero sanissima e non si spiegò tutti i
certificati e gli esami fatti in precedenza”. Anna Santaniello è
tornata in altre occasioni a Lourdes per offrire il suo servizio come
volontaria nell’aiuto ai malati. La signora Santaniello ha partecipato
alla cerimonia di proclamazione del miracolo, avvenuta nel seminario
metropolitano “Giovanni Paolo II” di Pontecagnano.