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| MIRACOLI DI LOURDES






















Cosa sono oggi i miracoli

La struttura sanitaria di Lourdes

I criteri decretati dal cardinale Lambertini, miracoli e guarigioni

Testo del Professor François-Bernard Michel

I MIRACOLATI RICONOSCIUTI
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Cosa sono oggi i miracoli

Nel contesto di un santuario religioso come quello di Lourdes, tradizionalmente “terra di miracoli”, alcuni pellegrini possono pensare di aver beneficiato di una guarigione eccezionale e vogliono testimoniarlo.

Il Bureau Médical di Lourdes ha la missione, conferita dal vescovo di Tarbes e Lourdes, di ricevere le testimonianze delle persone che si ritengono guarite per intercessione di Nostra Signora di Lourdes, con l’intento di autentificarle per un eventuale riconoscimento ufficiale di guarigione miracolosa.

 

La struttura sanitaria di Lourdes

Nel 1859 il professor Vergez, professore aggiunto alla facoltà di medicina di Montpellier, viene incaricato del controllo delle guarigioni. Sette guarigioni vengono così convalidate prima del 1862 e diventano prove per il riconoscimento delle Apparizioni da parte di Monsignor Laurence. Nel 1905 Papa Pio X chiede di “sottoporre ad un regolare processo” le guarigioni più spettacolari. A questo scopo si costituisce l’Ufficio delle constatazioni mediche.

L’espressione “ufficio medico” ha due significati. Indica innanzitutto un “locale” nei Santuari e due permanenti, tra cui un medico. Questo medico riceve le dichiarazioni e comincia un lavoro critico secondo i criteri tradizionali, quelli stabiliti nel 18° secolo dal cardinal Lambertini, futuro Papa Benedetto XIV, per i processi di beatificazione.

Se il caso appare serio, il medico organizza un “bureau médical” vero e proprio, cioè una consultazione a cui possono partecipare tutti i medici presenti a Lourdes in quel giorno, di qualunque professione religiosa siano.

Se il medico di Lourdes e l’ufficio medico da lui riunito riportano un giudizio favorevole, il dossier viene trasmesso al Comité Médical International di Lourdes (C.M.I.L.). Questo è costituito da circa 20 elementi, tutti autorevoli nelle loro rispettive competenze. Questo Comitato esiste dal 1947. Nel 1954, Monsignor Théas ha voluto conferirgli una dimensione internazionale.

Il Comitato è presieduto congiuntamente dal vescovo di Tarbes e Lourdes e da uno dei suoi membri, nominato dal vescovo con mandato a tempo determinato ma rinnovabile. Il medico di Lourdes si occupa della segreteria del comitato. Il comitato giudica il caso su dossier. Uno o più membri hanno l’incarico di studiarlo approfonditamente, in particolare si devono informare su tutto ciò che la letteratura medica mondiale ha pubblicato su casi simili a quello in esame. Le persone incaricate del dossier possono consultare dei colleghi esterni al comitato. In genere la persona guarita non viene convocata.

Il comitato si riunisce una volta l’anno, in autunno. Esamina i dossier in corso. Quanto tutti gli elementi sono stati raccolti (cosa che può anche protrarsi molto a lungo), per votazione il comitato dichiara o rifiuta di affermare che la guarigione in oggetto è inspiegabile, allo stato attuale della scienza. Una maggioranza di due terzi è richiesta perché il voto sia considerato affermativo.

Il giudizio dei medici viene trasmesso al vescovo della diocesi in cui risiede la persona guarita. Il vescovo, ovviamente, è già stato messo al corrente della procedura in corso. Se il riscontro positivo appare verosimile, sin dall’inizio gli viene consigliato di costituire un piccolo comitato medico locale che possa, all’occorrenza, prendere conoscenza delle conclusioni del comitato.

In funzione di altri elementi di giudizio, il vescovo decide o si astiene dal riconoscere il carattere “miracoloso” della guarigione.

L’atteggiamento attuale dei medici è molto rispettoso del Magistero della Chiesa. In quanto cristiani, sanno bene che il miracolo è un segno di ordine spirituale. Non vogliono farsi giudici. Inoltre, per lo spirito moderno, è difficile definire “inspiegabile” una qualunque realtà. Si può solo dire, a questo punto, che è “inspiegata”.

 

I criteri decretati dal cardinale Lambertini, miracoli e guarigioni

Il cardinale Lambertini, futuro Benedetto XIV, redasse tra il 1734 e il 1738 un compendio a proposito de “la beatificazione dei servitori di Dio e la canonizzazione dei beati”.

Questo testo fornisce dei criteri medici molto rigorosi, destinati a fare in modo che le guarigioni possano essere effettivamente, e con certezza, attribuite ad un intervento divino, grazie all’intercessione del “futuro santo”.

Sono sette:

Primo: Occorre che la malattia sia grave, incurabile o trattabile in modo aleatorio;

Secondo: occorre che il fenomeno che è scomparso non sia arrivato al suo stadio di ultima evoluzione perché a quel punto, o poco dopo, avrebbe dovuto finire da solo;

Terzo: occorre che nessuna cura medica sia stata somministrata o, nel caso in cui dei medicinali siano stati prescritti, che non abbiano avuto nessun risultato;

Quarto: è necessario che la guarigione sia improvvisa e avvenuta in un istante;

Quinto: occorre che la guarigione sia perfetta e non incompleta o parziale;

Sesto: occorre che nessuna evacuazione o crisi degna di nota abbia preceduto, in tempo utile e sotto l’effetto di una determinata causa, la guarigione; perché, in quel caso, la guarigione non potrebbe essere realmente considerata come prodigiosa ma, al contrario, naturale, totalmente o in parte;

Settimo: occorre che la malattia debellata non ricompaia.

 

Testo del Professor François-Bernard Michel

1. Premessa: sulle guarigioni, a Lourdes, oggi

150 anni dopo le apparizioni di Maria a Bernadette, la scienza medica si è evoluta più negli ultimi 50 anni che durante i primi 100, sia per gli strumenti diagnostici che terapeutici.

Praticamente inesistente ai tempi delle apparizioni di Lourdes, la terapeutica è diventata efficace ed estesa a tutti. Non c’è praticamente nessun malato venuto a Lourdes che non abbia ricevuto alcun trattamento, e per fortuna. La scienza medica ha raggiunto un tale livello da rendere sempre più difficile l’analisi di ciò che in una guarigione è imputabile ad un trattamento e di ciò che può essere attribuito a un fenomeno medico inspiegabile. Se tuttavia un pellegrinaggio di malati è stato iniziato è perché la guarigione non è stata ottenuta dal punto di vista medico.

Il pellegrinaggio a Lourdes è stato per molto tempo visto dall’esterno come una ricerca di guarigione miracolosa. Perché no? Ma Lourdes non può essere ridotta all’alternativa miracolo/non miracolo. Per la Chiesa e per il credente un pellegrinaggio verso Maria è molto di più di una “marcia al miracolo”. È un cammino d’amore, di preghiera e di comunità di chi soffre. A Lourdes, infatti, il malato portato fuori dall’isolamento del suo letto, della sua camera o del suo ospedale, viene accolto, rispettato, circondato e, in un mondo basato sulla competizione, viene messo al primo posto.

Per proporre una visione attuale delle guarigioni di Lourdes, auto-dichiarate o scientifiche, la Chiesa e i medici hanno intrapreso una riflessione che attualizza la realtà di Lourdes e informa annualmente sulla sua attualità. Molti sembrano credere, infatti, che a parte gli “scoop” della stampa scritta o televisiva, a Lourdes “non succede proprio niente”.

2. Nuovi approcci alle guarigioni di Lourdes: tappe di riconoscimento

Partendo dalle dichiarazioni volontarie fatte al Bureau Médical da persone che ritengono di aver beneficiato di una grazia di guarigione per intercessione di Nostra Signora di Lourdes, gli esperti del Comité Médical International di Lourdes (CMIL), riuniti a Parigi il 27 e 28 novembre 2005, hanno definito tre tappe di esamina dei dossier qui di seguito elencate.

1a tappa: dalla guarigione “dichiarata” alla guarigione “inattesa”

La dichiarazione di guarigione, vissuta come una grazia da chi ritiene di esserne il beneficiario, viene raccolta in quanto tale dal medico permanente che procede ad una prima valutazione necessaria per:

Ricostruire la storia della malattia con un bilancio dello stato attuale

Esaminare la personalità del paziente per evitare casi di frode, simulazione, illusione o addirittura una eventuale patologia isterica o delirante

Giudicare se questa guarigione sfugge chiaramente alle previsioni mediche abituali rispetto alla malattia in oggetto

Notare le circostanze della guarigione stessa, se si è verificata secondo delle modalità straordinarie, imprevedibili, stupefacenti, singolari.

Alcune di queste dichiarazioni vengono classificate come “senza seguito” o “in attesa” oppure registrate come “guarigioni inattese”.

Il vescovo della diocesi del guarito verrà allora informato del fatto che questa guarigione sarà oggetto di un’istruttoria; il vescovo potrà indicare anche un medico che dovrà essere messo al corrente.

2a tappa: dalla guarigione “inattesa” alla guarigione “confermata”

I dossier di “guarigioni inattese” vengono istruiti per un complemento d’indagine di autenticazione che consiste innanzitutto in uno studio comparativo dei documenti medici prima e dopo la guarigione, assicurando che ci sia stato un passaggio indiscutibile da una malattia conosciuta, diagnosticata con precisione, a uno stato di salute ritrovata. Si cerca anche di sapere se questa guarigione presenta un carattere assolutamente inconsueto nella sua evoluzione. L’opinione del maggior numero di esperti professionisti viene sollecitata da un membro del CMIL prima di sottoporre il dossier al parere collegiale del CMIL.

Al termine, il CMIL classifica come “senza seguito” oppure convalida questa guarigione che considera “argomentata e confermata”.

3a tappa: parere di riconoscimento del carattere eccezionale di una guarigione

L’ultima tappa è quella in cui il CMIL afferma il “carattere eccezionale” di una guarigione allo stato attuale delle conoscenze scientifiche.

Il dossier viene quindi trasmesso dal Vescovo di Tarbes e Lourdes al Vescovo della diocesi della persona guarita.

L’uso dei criteri di Lambertini darà la certezza che ci si trova dinanzi alla guarigione completa e durevole da una malattia grave, incurabile o con prognosi molto sfavorevole, sopraggiunta in maniera rapida.

3. Comunicato stampa

Alla fine della riunione di novembre, il Comitato Medico Internazionale di Lourdes ha redatto il seguente Comunicato Informativo:

> Dichiarazioni spontanee di guarigioni esaminate durante l’anno 2005: 40, di natura e gravità estremamente variabile.

> Dossier in corso di istruttoria: dichiarazioni di persone che affermano in coscienza una guarigione sopraggiunta nel contesto di Lourdes, ma per le quali i criteri scientifici non permettono di affermarne ancora il carattere definitivo, 5 in esame: mielopatia post-traumatica, malattia di Crohn gravissima, sclerosi a placche grave, miopatia, cancro del rene.

A questo punto si potrebbe obiettare che due di queste malattie sono spesso considerate “psicosomatiche”. Il Comitato Medico ne è al corrente ma rifiuta l’obiezione per due ragioni:

Psicosomatico è una definizione obsoleta e desueta perché fondata sul pensiero che esisterebbero delle malattie del “corpo”, delle malattie dello “spirito” (nozione tanto usata quando indefinibile!) e delle malattie “miste”. Questa concezione è contraddetta dalle conoscenze scientifiche attuali: qualunque malattia ha – evidentemente – delle implicazioni psicologiche ma ogni malattia implica la globalità dell’essere umano, “corpo e anima”.

Si trattava di forme gravi di queste malattie, evolute ed evolutive, poiché hanno resistito fino a quel momento a terapie pesanti e prolungate.

> Parere di riconoscimento del carattere eccezionale di una guarigione alla stato attuale delle conoscenze scientifiche: 1 in esame, quella di una malata colpita nel 1992 da un linfoma maligno diffuso della pleura non hodgkiniano di tipo B, complicato, un anno più tardi, da una leucemia mieloblastica con lesione meningea e nevrite ottica trattata con chemioterapia, ma con evoluzione sfavorevole e guarita senza postumi né ricadute da 13 anni, in coincidenza di un processo di Fede a Nostra Signora di Lourdes.

 

I MIRACOLATI RICONOSCIUTI

CATHERINE LATAPIE

Nata nel 1820; abitante a Loubajac, nei pressi di Lourdes. Guarita il 1° marzo 1858, all’età di 39 anni. Miracolo riconosciuto il 18 gennaio 1862 da parte di S. E. Mons. Laurence, Vescovo di Tarbes.

Si tratta della prima guarigione con data sicura. Al momento delle Apparizioni, Catherine LATAPIE viveva a Loubajac, a pochi chilometri da Lourdes. Essa era invalida per una paralisi della mano destra provocata da una caduta da un albero, avvenuta nell’ottobre 1856, e per di più era al termine della sua terza gravidanza. L’incidente aveva provocato una lussazione dell’omero, facilmente ridotta, ma aveva anche lasciato una paralisi di tipo cubitale, per lo stiramento traumatico del plesso brachiale. Essa non poteva usare le due ultime dita della mano destra, che erano nella tipica posizione di flessione palmare. La notte tra il 28 febbraio ed il 1° marzo, mossa da un improvvisa ispirazione, la donna si alzò alle 3 di notte, svegliò i suoi bambini e si mise in strada per Lourdes, dove arrivò all’alba, incontrò Bernardetta, si recò alla Grotta, ed inginocchiatasi, pregò. Poi, semplicemente, essa immerse la sua mano nel piccolo bacino, che già raccoglieva l’acqua della Sorgente. Immediatamente le sue dita si raddrizzarono, poterono riprendere i loro movimenti, la loro elasticità. Essa potè di nuovo allungarle, fletterle e servirsene con la stessa facilità di prima dell’incidente. Rapidamente, la ex malata rientrò a casa, e la sera stessa — ed è questo il particolare che permette di accertare il giorno della sua guarigione — partorì il suo terzo figlio, che, nel 1882, diventerà sacerdote. Il prof. Vergez, nel suo rapporto al Vescovo Mons. Laurence, classifica questo caso tra le guarigioni "che presentano un carattere soprannaturale".

 

LOUIS BOURIETTE

Nato nel 1804; abitante a Lourdes. Guarito nel marzo 1858, a 55 anni di età. Miracolo riconosciuto il 18 gennaio 1862 da parte di S. E. Mons. Laurence, Vescovo di Tarbes. 

Questa è la guarigione che ha dato il via alla storia di Lourdes. Era stata considerata come la prima, ma invece venne dimostrato che essa non potè avvenire prima dell’inizio di marzo. Louis BQURIETTE era un operaio cavapietre, che lavorava e viveva a Lourdes. Nel 1858 era affetto da cecità completa dell’occhio destro che durava da più di due anni. Questa grave minorazione era la conseguenza dello scoppio di una mina, che 19 anni prima aveva ucciso suo fratello Joseph, che era al suo fianco, ed aveva provocato la grave irreversibile lesione del suo occhio. Il dott. Dozous, primo perito medico, commentando questa guarigione, ha scritto, nel 1874: "Sempre, e su questo la scienza è precisa, quando un occhio è colpito da un corpo lanciato da uno scoppio, si verifica una perturbazione tale da produrre sempre una cecità incurabile. Succede spesso che l’occhio controlaterale che non ha potuto sfuggire agli effetti della perturbazione, a causa dei rapporti che esistono tra i due occhi, finisce per indebolirsi a sua volta e sembra colpito da amaurosi". Le circostanze della guarigione sono state descritte dallo stesso dott. Dozous, che le aveva sapute dall’interessato stesso. "Appena, mi disse, Bernardetta fece scaturire dal pavimento della Grotta, la sorgente che guarisce tanti ammalati, io volli usare di quest’acqua per far guarire il mio occhio destro. Quando quest’acqua fu in mio possesso, io mi misi a pregare e rivolgendomi alla Madonna della Grotta, la supplicai umilmente di essere con me mentre mi lavavo l’occhio destro con l’acqua della fonte. Lavai e rilavai più volte in poco tempo il mio occhio destro e la mia vista, dopo queste abluzioni, è diventata, come è anche ora, eccellente". Il dott Dozous è stato ascoltato su questa guarigione dalla Commissione di inchiesta istituita da S. E. Mons. Laurence il 28 luglio 1858. Nell’aprile 1860, la relazione preliminare del dott. Henri Vergez, professore ordinario della Facoltà di Montpellier, medico termale a Barèges, il cui giudizio fu richiesto da Mons. Laurence, così si esprime: "Questo fatto (la guarigione) è di carattere straordinario". Questa opinione fu solennemente accettata dalla lettera pastorale di Mons. Laurence, nel gennaio 1862. 

 

BLAISETTE CAZENAVE

Nata nel 1808; abitante a Lourdes, guarita nel marzo 1858, a 51 anni d'età. Miracolo riconosciuto il 18 gennaio 1862 da S. E. Mons. Laurence, Vescovo di Tarbes. 

Anche questa da molti anni aveva dei seri disturbi agli occhi. Questa Lourdese soffriva di una infezione cronica della congiuntiva e delle palpebre, con ectropion bilaterale, senza che la medicina di quel tempo potesse portarle aiuto. Dichiarata incurabile, essa decise di usare, come lozione, l’acqua della Grotta e già dalla seconda applicazione fu totalmente guarita... le palpebre si erano raddrizzate, l’ipertrofia papillare scomparsa, i dolori e l’infiammazione cessati. Il Prof. Vergez a questo proposito, ha potuto scrivere che: "l’effetto soprannaturale era tanto più manifesto in questa meravigliosa guarigione in quanto la lesione materiale (noi ora diremmo, la lesione organica delle palpebre) era evidentissima e che al ristabilimento rapido dei tessuti nelle loro condizioni organiche e vitali normali, si è aggiunto il raddrizzamento delle palpebre"

 

Henry BUSQUET

Nato nel 1842; abitante a Nay (pirenei atlantici); guarito verso la fine aprile 1858, all'età di 16 anni. Miracolo riconosciuto il 18 gennaio 1862 da S. E. Mons. Laurence, Vescovo di Tarbes. 

Questo giovane era ammalato da circa 15 mesi. Aveva cominciato con una febbre, qualificata come tifoide, ma che rapidamente si dimostrò come l’inizio della tubercolosi. Poi era apparso, come complicazione, un ascesso del collo, probabilmente una adenite suppurata, che in difetto di trattamento, si era aperto a destra nel torace. Dopo qualche mese, il medico curante, per evitarne la fistolizzazione, incise questo ascesso. Ma l’evoluzione fu delle più complicate, e dopo una permanenza a Cauterets dove la lesione peggiorò, ci si trovò, all’inizio del 1858, di fronte ad una enorme ulcera suppurata della base del collo, che non dimostrava alcuna tendenza al miglioramento. In più, nella regione della lesione che si era formata, comparvero altri gangli infiammati. Il ragazzo chiese di andare a Lourdes, i genitori rifiutarono, ma chiesero ad una vicina di procurare dell’acqua della Grotta. Il 28 aprile 1858, alla sera, tutta la famiglia del malato si riunì in preghiera, ed il ragazzo fu medicato con un impacco di acqua della Grotta. Dopo una notte calma, l’ulcera apparve cicatrizzata, l’infezione scomparsa, gli altri gangli infiammati, guariti. Non vi furono recidive a questa guarigione improvvisa che nulla faceva presagire. Ciò che per il Prof. Vergez significava chiaramente che questo fatto sfugge all’ordine naturale.

 

Justin BOUHORT

Nato a Lourdes il 28 luglio 1856 ed lì abitante. Guarito all’inizio di luglio 1858, a 2 anni. Miracolo riconosciuto il 18 gennaio 1862 da parte di S. E. Mons. Laurence, Vescovo di Tarbes. 

Come è bella questa storia di una guarigione! Questo giovanissimo bimbo era stato senza dubbio alcuno, assai frequentemente malato fino dalla sua primissima infanzia. Ed infatti, a 2 anni, egli presentava un evidentissimo ritardo della crescita, non aveva mai camminato, ed era considerato come un malato, mal costituito. In quel tempo, si diceva, moriva di consunzione. Tutti ne erano persuasi. Sua madre, Croisine BOUHORT, disperata di vederlo morire, senza che alcuna cura fosse utile per lui, decide, un giorno, verso sera, di andare con lui per pregare la Madonna alla Grotta, malgrado la proibizione dell’autorità pubblica. Arrivata alla Grotta, essa prega un momento davanti alla roccia, con il bimbo tra le braccia, contornata da una folla di curiosi. Poi decide di immergere il suo bambino moribondo nella vasca che i minatori avevano fatto da poco tempo. Attorno a lei si grida, si protesta, si cerca di impedirle di «uccidere il suo bambino». Dopo un tempo che sembrò assai lungo, essa toglie il bimbo dalla vasca, e ritorna a casa ancora con il bambino tra le braccia. Quando arriva a casa, Justin respira ancora debolmente e mentre gli astanti si aspettano il peggio, meno la madre che crede più che mai che la Madonna lo guarirà, si addormenta tranquillo. Il giorno seguente, più niente lascia pensare che la sua vita sia minacciata. Rapidamente il bimbo si riprende e... cammina. Tutto rientra nella normalità. La crescita è assicurata, l’età adulta arriva e prima della sua morte, avvenuta nel 1935, egli assiste alla canonizzazione di Bernardetta, a Roma, l’8 dicembre 1933. Anche in questo caso il medico curante M. Peyrus ed i dottori Dozous e Vergez non poterono vedere altra cosa che l’azione onnipotente di Dio.

 

Abitante a Nay (Pirenei Atlantici). Guarita il 17 ottobre 1858, all’età di 58 anni. Miracolo riconosciuto il 18 gennaio 1862 da parte di S. E. Mons. Laurence, Vescovo di Tarbes. 

Madeleine RIZAN, da più di 20 anni non poteva muoversi. Era costretta al letto da una paralisi del lato sinistro, consecutivo ad un «attacco di colera» avvenuto 26 anni prima, nel 1832. Da principio potendo muoversi con gravi difficoltà, essa era, a poco a poco, stata costretta al letto, con piaghe dolorose, e con l’insieme delle turbe trofiche che possiamo facilmente immaginare, ma anche con dei dolori che contrastavano con la perdita della sensibilità. I suoi medici avevano, da molto tempo, abbandonata ogni speranza di guarigione e rinunciato a qualunque trattamento. Nel settembre del 1858 essa aveva ricevuto anche l’Estrema Unzione, e da quel momento pregava per ottenere una buona morte. Un mese dopo, il sabato 16ottobre, la morte sembrava imminente. L’indomani, sua figlia le portò dell’acqua di Lourdes essa ne bevve qualche sorso e si fece lavare, con essa, il viso ed il corpo. Immediatamente la malattia svanì, le forze ritornarono, la pelle riprese il suo aspetto normale ed i muscoli le loro funzioni! La moribonda della vigilia si sentì rivivere Da quel giorno, quando essa poté di nuovo alzarsi, vestirsi e mangiare, condusse una vita normale per 11 anni, poiché morì, senza alcuna ricaduta, nel 1869.

 

MARIE MOREAU  

Nata neI 1641 domiciliata a Tartas (Landes). Guarita il 9 novembre 1858, a quasi 17 anni. Miracolo riconosciuto il 18 gennaio 1862 da parte di S. E. Mons. Laurence, Vescovo di Tarbes. 

Prima guarigione «lontano» da Lourdes. Marie MOREAU contrasse all’inizio dell’anno 1858, a 16 anni, una malattia infiammatoria degli occhi. Malgrado i trattamenti effettuati, l’evoluzione di questa malattia aveva portato ad una assai grave diminuzione del visus, fino ad arrivare ad una quasi cecità. Il padre avuto sentore della guarigione della signora RIZAN, decise di recarsi a Lourdes per procurarsi dell’acqua della Grotta. Alla sera la ragazza imbibì d’acqua una benda che annodò poi sugli occhi. L’indomani, 9 novembre, quando tolse la benda, si accorse che la sua vista era completamente recuperata. La giovane riprese gli studi che aveva dovuto abbandonare, a Bordeaux, per 2 anni, ed in seguito, sposata, visse ad Aire-sur-Adour.

 

PIERRE DE RUDDER

Nato il 2 luglio 1822 a Jabbeke, in Belgio. Guarito il 7 luglio 1875, all'età di 53 anni. Miracolo riconosciuto il 25 luglio 1908 da parte di S. E. Mons. Gustave Waffelaert, Vescovo di Bruges.

Questa guarigione, assai conosciuta, è stata l’oggetto di moltissime relazioni. Non è la prima guarigione avvenuta fuori di Lourdes, come abbiamo già detto: ma senza dubbio, è il primo miracolo avvenuto lontano, senza alcuna relazione con l’acqua della Grotta. Nel 1867, P. de RUDDER ebbe una gamba fracassata per la caduta di un albero. Conseguenza: frattura esposta delle due ossa della gamba sinistra, al terzo prossimale. Malgrado le cure prescritte, si dovette convenire, dopo un po' di tempo, che la lesione ossea non si sarebbe mai consolidata. Per l’infezione sopraggiunta, si era formata una pseudo-artrosi a livello del punto di frattura, con eliminazione di sequestri, per cui non era possibile sperare in un consolidamento. P. de RUDDER rifiutò a più riprese l’amputazione che i medici gli consigliavano, e dopo qualche anno essi l’abbandonarono, poiché si sentivano impotenti di fronte a questo infermo. Era in questo stato, quando 8 anni dopo l’incidente, il 7aprile 1875, P. de RUDDER decise di fare un pellegrinaggio ad Oostacker, dove una riproduzione della Grotta di Lourdes era stata consacrata dalla pietà dei nostri vicini Belgi. Partito il mattino da Jabbeke come un invalido, non potendo appoggiarsi sulla gamba sinistra, egli vi ritornò la sera, senza stampelle, senza piaghe. Il consolidamento osseo si era operato in qualche minuto, senza accorciamento dell’arto, senza deviazione dell’asse verticale: queste constatazioni furono fatte i giorni seguenti dai medici che avevano avuto occasioni di curarlo. P. de RUDDER, in seguito, riprese la sua vita abituale ed attiva. Secondo quanto è a nostra conoscenza egli venne una sola volta a Lourdes, nel maggio 1881. Morì 23 anni dopo la sua guarigione, il 22 marzo 1898. Più tardi, e per poter meglio esprimere un giudizio, vennero esumate le ossa delle sue gambe. Esse permisero l’osservazione della realtà obiettiva sia della lesione che della guarigione, come si può vedere, dalle copie di cui dispone l’Ufficio Medico oggi. Infine, 33 anni dopo (una specie di record!) nel luglio 1908, il Vescovo di Bruges dichiara che bisogna vedere nella guarigione di Pierre de RUDDER, un miracolo attribuito a «un intervento di Dio, ottenuto per l’intercessione della Santissima Vergine Maria».

 

Joachime DEHANT

Nata neI 1849 a Velaine-sur-Sambre. Guarita il 13 settembre 1878, all’età di 29 anni. Miracolo riconosciuto il 25 aprile 1908 da parte di S. E. Mons. Thomas Louis Heylen, Vescovo di Namur. 

La più antica guarigione avvenuta a Lourdes — dopo le 7 prime —riconosciuta miracolosa! Joachime aveva 29 anni. quando arrivò a Lourdes, il 12 settembre 1878, di sera, con una piaga secernente e cancrenosa alla gamba destra. Questa ulcera in superficie copriva i 2/3 della faccia esterna della gamba, e cosa ancora più grave, aveva, in profondità, creata una retrazione permanente dei muscoli, con piede torto conseguente. Questa lesione datava da almeno 10 anni e lo stato generale era gra­vemente compromesso da questa lesione che nessun trattamento poteva far guarire. L’indomani, 13, essa fece 2 bagni, nella mattinata, con la gamba ricoperta da un telo. Dopo il secondo bagno non restava alcuna traccia di ulcera. I muscoli ed i tendini erano praticamente ricostruiti, la pelle nuova e di color rosa, normale. In seguito, dopo il terzo bagno, il piede riprese la sua posizione normale. 30 anni dopo, poiché la sua salute restava eccellente, a seguito di una nuova perizia medica, il Vescovo di Namur seguiva le conclusioni della Commissione che aveva nominato allo scopo, e proclamava il 25 aprile 1908 che questa guarigione miracolosa doveva «essere attribuita alla potente ed efficace intercessione della Madonna di Lourdes».

 

ELISA SEISSON

Nata nel 1855. Guarita il 29 agosto 1882, all’età di 28 anni. Miracolo riconosciuto il 12 luglio 1912 da parte di S. E. Mons. Francois Bonnefoy, Arcivescovo d’Aix, Arles ed Embrun.

La signorina Elisa SEISSON, di Rognonas, si ammalò all’età di 21 anni, nel 1876. Per 6 anni il dott. Pigeon, prestò le sue cure per «una bronchite cronica e soprattutto, per una malattia organica di cuore» ribelle ad ogni trattamento e riconosciuta come incurabile, senza alcuna speranza di miglioramenti. Venuta a Lourdes alla fine di agosto 1882, la signorina si recò alle Piscine fin dal primo giorno del suo pellegrinaggio. Ne uscì molto migliorata, essendo scomparso ogni edema agli arti inferiori. Dopo una buona nottata, essa si risvegliò al mattino con l’impressione di essere completamente guarita. Questa impressione fu controllata e certificata fino dal 18 settembre successivo, dal suo medico curante ed è persistita per i 30 anni seguenti, prima che questa guarigione fosse considerata come miracolosa, nel 1912, con decreto del suo Vescovo. L’Ufficio delle Constatazioni Mediche conserva una testimonianza di questa guarigione sotto la data del 30 agosto 1882, con una relazione fatta dal Padre Burosse, m.i.c. L’ex-malata fu esaminata di nuovo presso quest’Ufficio il 18 settembre 1896.

 

Suor EUGÈNIA

Nata Marie MABILLE, nel 1855. Guarita il 21 agosto 1883, all’età di 28 anni. Miracolo riconosciuto il 30 agosto 1908 da parte di S. E. Mons. Philippe Meunier, Vescovo di Evreux.

Si tratta di una guarigione assai particolare, perché il quadro clinico della malattia è stato per la lunghezza della sua evoluzione, per il numero e la competenza dei medici che hanno avuto occasione di prestare la loro opera, perfettamente noto. Nel 1877, a 22 anni, la paziente ebbe a soffrire per un ascesso, assai verosimilmente appendicolare, che data l’epoca ed i mezzi a disposizione non poté essere utilmente curato. Due anni dopo, si manifestarono una peritonite e una flebite bilaterale. Nel 1880, fu visitata per un consulto a Parigi, dal celebre Prof. Péan, e venne ritenuta non in grado di subire un intervento per questo «pregresso flemmone della fossa iliaca destra, con fistole vescicali e coliche». Tra il 1880 ed il 1883 i molti tentativi terapeutici messi in atto furono senza effetto, e lo stato generale della paziente non fece che peggiorare. Essa arrivò a Lourdes in gravissimo stato, nell’agosto del 1883. Partita il 17, ella arrivò il 21 ed al momento del suo arrivo, si fece condurre alla Grotta dove si comunicò e dove trovò un po' dì sollievo. Ma fu alla Piscina, nel pomeriggio, che essa si sentì guarita; usci da sola dalla piscina, e a cominciare da questo momento,ogni segno della sua malattia disparve. I medici che ebbero l’occasione di visitarla, sopratutto il fondatore del Ufficio delle Constatazioni Mediche, il Dott. Dunot de St Maclou sul momento e di seguirla dopo la guarigione, hanno scritto pagine che sono, un secolo dopo, perfettamente coerenti non lasciando nulla nel vago o nell’equivoco, e che potrebbero essere state scritte oggi. Nessuna modificazione di uno stato di salute fiorente si verificò durante i 25 anni che sono intercorsi tra la guarigione e la dichiarazione di evento miracoloso proclamato dal Vescovo di Evreux, luogo di residenza di Suor EUGÈNIA.

 

Suor JULIENNE

Nata Aline Bruyère, neI 1864 nel villaggio della Roque, vicino a Sarlat. Guarita il 1° settembre 1889, a 25 anni di età. Miracolo riconosciuto il 7 marzo 1912 da parte di S. E. Mons. Albert Nègre, Vescovo di Tulle.

Si tratta di un caso di guarigione di tubercolosi polmonare cavitaria riconosciuto miracoloso con una abbondanza di precisazioni difficilmente immaginabile per quei lontani tempi. I medici da parte loro, avevano stabilito che Suor JULIENNE: — era stata colpita da una lesione polmonare grave ed incurabile — era guarita in modo del tutto improvviso nelle piscine di Lourdes; — aveva conservato, da più di un anno, uno stato di salute perfetto. Queste erano le conclusioni di un esame rigoroso condotto insieme dal Dott. Dunot de St-Maclou e dal suo collaboratore il Dott. Boissarie, tra il 1889 ed il 1890. Quando l’inchiesta canonica fu iniziata nel 1911-1912 (cioè più di venti anni dopo) la perizia medica fu completata con la verifica da parte di un altro collegio medico che interrogò, esaminò l’interessata e, a mezzo di radiografie, potè mettere in evidenza la cicatrice di una antica lesione polmonare. Vista la concordanza di queste due perizie mediche eseguite a 20 anni di distanza l’una dall’altra e dei loro risultati, chimici da una parte, radiologici dall’altra; visto che questa guarigione confrontata con la serie dei criteri proposti da Benedetto XIV, non poteva non essere riconosciuta come sicura e completa, istantanea ed avvenuta senza l’intervento di alcuna terapia, S. E. Mons. Nègre non ebbe alcuna difficoltà a considerarla «avvenuta al di fuori dell’ordine generale della natura... e miracolosa» il 7 marzo 1912.

 

Suor JOSEPHINE MARIE

Nata il 5 agosto 1854; guarita il 21 agosto 1890 a 36 anni d'età. Miracolo riconosciuto il 10 ottobre 1908 da parte di S. E. Mons. Marie Jean Douais, Vescovo di Beauvais.

Anche qua si tratta di una «tubercolosi con gravi lesioni all’apice polmonare sinistro», che ha colpito una giovane ragazza appartenente ad una famiglia dove la tubercolosi aveva causata la morte di 2 sorelle e di un fratello. Malata da molto tempo, nel mese di luglio 1890, la giovane donna era moribonda. Il pellegrinaggio a Lourdes, accettato per obbedienza, era sconsigliato dai medici. Il viaggio di andata con il Pellegrinaggio Nazionale fu aggravato per la comparsa di emottisi. Essa arrivò il 20 agosto e subito fu immersa nella Piscina. Soltanto l’indomani, 21 agosto, dopo una seconda ed una terza immersione essa si sentì infinitamente meglio e potè annunciare la sua guarigione. Il medico che si era opposto alla sua partenza per Lourdes, la rivide il 28 agosto, al suo ritorno nella comunità e rilasciò un certificato attestante la scomparsa di ogni segno di malattia. Da allora ella riprese una vita attiva nella sua comunità e non ebbe più bisogno dei medici. Il giudizio canonico espresso dal Vescovo di Beauvais, riconoscendo il carattere miracoloso di questa guarigione, si appoggia sull’accertamento medico del 1890 all’Ufficio delle Constatazioni Mediche, corroborato da un esame radiologico eseguito 18 anni dopo la guarigione. Con il parere del Vescovo questa guarigione completa, durevole, istantanea, ottenuta senza alcun concorso di mezzi umani deve essere considerata miracolosa.

 

AMÈLIE CHAGNON

Nata il 17 settembre 1874 abitante nella Diocesi di Tournai (Belgio). Guarita il 21 agosto 1891, a quasi 17 anni. Miracolo riconosciuto l’8 settembre 1910 da parte di S. E. Mons. Charles G. Walravens, Vescovo di Tournai. 

La prima malattia ossea di una lunga serie, tra le malattie guarite a Lourdes e riconosciute miracolose. Amélie CHAGNON aveva circa 13 anni quando ammalò di una artrite del ginocchio sinistro di natura tubercolare, seguita poco dopo da un attacco della stessa natura (carie) al piede sinistro che in seguito presentò una fistola. Per circa un anno due medici la seguirono e la curarono, senza alcun risultato apprezzabile. Uno di questi accettò di rimandare un intervento chirurgico, già predisposto, quando essa gli comunicò di voler andare a Lourdes, alla fine di agosto. Gli stessi medici il 30 agosto ed il 5 settembre 1891, certificarono che quella malattia era guarita senza alcun reliquato, permettendo ad ogni movimento di svolgersi senza dolori e senza alcuna limitazione. Altre osservazioni dello stesso ordine furono fatte nel dicembre 1893 e nel maggio 1910. Sulla base di una perizia medica, l’8 settembre 1910, il Vescovo di Tournai riconobbe il carattere miracoloso di questa guarigione.

 

CLÉMENTINE TROUVE'

Nata ad Azay le Boulé, nel 1878. Guarita il 21 Agosto 1891, a 14 anni di età. Miracolo riconosciuto il 6 giugno 1908 da parte di S. E. Mons. Amette, Arcivescovo di Parigi. 

Lo stesso giorno della precedente (Amélie Chagnon) un’altra guarigione si verificò in un’altra ragazza, un po' più giovane. La lesione era pressoché la stessa: osteoperiostite tubercolare del calcagno destro. Il medico che aveva rilasciato il certificato per la partenza, aveva dichiarato che questa malattia necessitava di un intervento operatorio radicale o dì un trattamento medico a lunghissima scadenza. Lo stesso medico che la rivide dopo la sua guarigione avvenuta alla Piscina il 21 agosto, ed un esame eseguito presso l’Ufficio delle Constatazioni Mediche, dichiarano: «che essa non presenta che degli esiti cicatriziali della sua malattia precedente, per cui si può ritenere attualmente guarita». Questa malata è quella che nel libro di Zola compare con il nome di Sophie Couteau. In seguito essa è diventata Piccola suora dell’Assunta, con il nome di Suor Agnès Marie. S. Ecc. Mons. Amette, Arcivescovo di Parigi, l’ha compreso in un gruppo di 5 casi di guarigioni (avvenute nell’ultimo decennio del XIX secolo) ritenute miracolose. La nostra paziente è la più giovane del gruppo.

 

MARIE LEBRANCHU

Nata neI 1857, guarita il 20 agosto 1892 a 35 anni. Fu nuovamente lo scrittore francese a rendere famosa la guarigione di un'altra malata di nome Marie Lebranchu. La descrisse nel suo libro LOURDES, con il nome di "La Grivotte".

Marie soffriva sin da piccola di una forma di tubercolosi polmonare molto grave, con profonde caverne. Aveva accessi di tosse sempre più violenti. Candidata alla morte sicura, tentò infine un viaggio a Lourdes, dove, appena giunta ricevette il dono dell'immediata guarigione.

Da quel momento non soffrì più di tubercolosi, si sposò e ritornò più volte in pellegrinaggio di ringraziamento a Lourdes.

 

 

 

MARIE LEMARCHAND

Nata nel 1874 a Caen, guarita il 21 agosto 1892, a 18 anni.

I casi riguardanti Marie LEBRANCHU e Marie LEMARCHAND sono strettamente legati tra di loro: — Queste 2 malate facevano parte del contingente parigino del Pellegrinaggio Nazionale; — sono state guarite a un giorno di intervallo, il 20 ed il 21 agosto 1892. Sono collegate anche con il caso precedente poiché anche per queste due guarite, è intervenuto il parere dell’Arcivescovo di Parigi che ha riconosciuto il carattere miracoloso delle loro guarigioni nello stesso giudizio canonico, il 6 giugno 1908. Tutte e due erano affette da tubercolosi polmonare grave (BK +) da anni, ed erano arrivate all’ultimo stadio di evoluzione. La prima di esse aveva perduto 48 libbre del suo peso normale quando venne a Lourdes e dunque quando usci dalla Piscina guarita! La seconda aveva in più, delle piaghe, assai estese e della stessa natura tubercolare, sul viso... particolarmente ribelli ad ogni trattamento e ributtanti. Tutte e due, infine, ebbero l’occasione di incontrare Emile ZOLA all’Ufficio delle Constatazioni Mediche, dove egli era stato ammesso, e forse invitato! In uno dei suoi libri, il nostro «romanziere» alterò la verità, perché dopo aver descritta la sorte poco invidiabile di Marie LEBRANCHU, sotto il nome di La Grivotte, in quanto malata, la fece morire nel viaggio di ritorno. Invece essa visse in perfetto stato di salute fino al 1920! Quanto alla seconda, che Zola chiamò Elise Rouquet, ebbe 8 figli, non ebbe mai alcuna ricaduta e morì molto tempo dopo che la sua guarigione fu riconosciuta miracolosa.

 

ELISA LESAGE

Nata a Bucquoy (Pas de Calais) nel 1874; guarita il 21 agosto 1892, a 18 anni. Miracolo riconosciuto il 4 febbraio 1908 da parte di S. E. Mons. Alfred Williez, Vescovo di Arras. 

Ancora una malattia tubercolare del ginocchio destro, un tumore bianco assai frequente tra gli adolescenti allora, che datava da più di un anno. L’evoluzione normale di questa lesione era ben conosciuta, ed era stata diagnosticata dai medici di questa ragazza prima della sua venuta a Lourdes: si trattava di «una anchilosi dell’articolazione, di cui non si prevedeva che una evoluzione lenta, se non intervenivano nuove riprese della malattia». La guarigione, inattesa, si manifesta dopo un bagno alla Piscina, il 21 agosto 1892, e lo stesso giorno viene confermata dal Ufficio delle Constatazioni Mediche, «senza alcun reliquato nè anchilosi». Durante i Pellegrinaggi Nazionali del 1893 e del 1894 essa fu riesaminata. Non essendosi manifestate ricadute di sorta, 16 anni dopo, il suo Vescovo giudicò la guarigione come miracolosa.

 

Suor MARIE DE LA PRÉSENTATION

Nata Sylvanie DELPORTE, l’8 febbraio 1848. Guarita il 29 agosto 1892, nel suo 45esimo anno di età. Miracolo riconosciuto il 15 agosto 1908 da parte di S. E. Mons. Francois Delamaire.

Suora francescana della Propagazione della Fede, residente a Lille, Suor MARIE DE LA PRESENTATION presentava ciò che i medici chiamavano una «gastro-eflterite cronica» che durava aggravandosi, da più di 12 anni, senza che le cure prestate potessero impedire «uno stato di inanizione assoluto, che fa pensare ad una rapida morte» (Prof. LAVRAND). Lei stessa volle venire a Lourdes, mentre le persone che le erano vicine ed i medici curanti non seppero impedirglielo. Ma allora il viaggio dalla regione del nord a Lourdes, durava più di due giorni Invece, fu proprio durante il viaggio di andata che, in treno, la paziente ebbe un primo miglioramento, che permise una certa piccola alimentazione, e questo fu il segnale della guarigione insospettata. A Lourdes, nella Basilica del Rosario, mentre essa pregava, si manifestarono, ancora una volta dei dolori di stomaco, come essa non improvvisa e completa. Nel 1908, per il cinquantesimo anniversario delle Apparizioni, S. E. Mons. Delamaire, Vescovo coadiutore della sua Diocesi, ha dichiarato questa guarigione miracolosa, poiché dopo 16 anni era ancora completa.

 

Don CIRETTE

Nato a Poses (Eure) il 15 marzo 1847; guarito il 31 agosto 1893, a 47 anni d'età. Miracolo riconosciuto l'11 febbraio 1907 da parte di S. E. Mons. Meunier, Vescovo di Evreux. 

Parroco di una parrocchia della Diocesi di Evreux, questo prete nel gennaio 1892, dopo un attacco di influenza, fu colpita da manifestaz­ioni nervose di origine midollare, ma anche cerebrale sul tipo: perdita dell’autonomia e della deambulazione, confusione mentale, turbe della parola e della memoria. Il suo morale era assai depresso, per la mancanza di effetto da parte dei trattamenti prescrittigli, durante la prima parte dell’anno 1893. In agosto, essendo il suo stato di salute pressochè stazionario, decise di recarsi a Lourdes con il pellegrinaggio della Diocesi di Flouen, poiché dalla sua Diocesi in quell’anno non era previsto alcun pellegrinaggio. Arrivato il 29 agosto, egli si presentò alle Piscine solo il giorno 31 (per non «prendere il posto di un altro malato che potrebbe ottenervi la guarigione»). Subito non ebbe nessuna particolare sensazione. Ma più tardi, dopo il pasto di mezzogiorno, egli ebbe un forte desiderio di andare alla Grotta. Vi andò e subito si rese conto di non dover più utilizzare i bastoni. Era guarito, in modo completo, inatteso, improvviso. In più questa guarigione fu duratura. Potè riprendere tutte le sue attività, e le sue funzioni di parroco di Beaumontel. 14 anni dopo, questa guarigione fu attribuita ad un «intervento di una causa sopranaturale, cioè all’Onnipotenza di Dio» da parte di S. E. Mons. Meunier, Vescovo di Evreux.

 

AURÉLIE HUPRELLE

Nata nel 1869; Guarita il 21 agosto 1895, all’età di 26 anni. Miracolo riconosciuto il 1° maggio 1908 da parte di S. E. Mons. Marie Jean Douais, Vescovo di Beauvais. 

Questa giovane signorina di 26 anni, da parecchi mesi era affetta da una tubercolosi polmonare cavitaria; poco o niente poteva aspettarsi, in quell’epoca dalla medicina. Per cui, contro il parere dei medici, ella decise di partire per Lourdes con il Pellegrinaggio Nazionale. Il viaggio fu estremamente difficile, ed essa arrivò a Lourdes il 21 agosto 1895, completamente spossata. Subito dopo aver abbandonato il treno essa fu accompagnata alle Piscine per esservi bagnata. Ne risentì un tal benessere, da ritenersi completamente guarita. Durante il giorno riprese gusto alla vita è condotta 2 volte all’Ufficio delle Constatazioni Mediche dove la guarigione viene confermata dopo una rigorosissima visita. Al suo ritorno a casa, il suo medico curante, colpito dallo stato della sua ex paziente, constata “la realtà” di questa guarigione completa ed improvvisa 13 anni dopo, in occasione del Cinquantenario delle Apparizioni della Madonna di Lourdes, il Vescovo di Beauvais, sollecitato, fece aprire un’altra inchiesta a proposito della Sign.na HUPRELLE. A sua domanda, quindi, essa fu di nuovo visitata, interrogata, sottoposta ad esami. Fu trovata in questa occasione, benché gracile, in perfetta forma. Per mezzo di una radiografia fu possibile, anche in questo caso, mettere in evidenza delle antiche lesioni certamente tubercolari, in sede polmonare. S. E. Mons. Douais non ebbe alcuna difficoltà a riconoscere, il 1° maggio 1908, che la guarigione di Aurélie HUPRELLE aveva «il carattere di un miracolo vero e sicuro». Bisogna notare che questa guarigione fu oggetto di un’altra inchiesta medica, condotta da altri medici, più qualificati ancora, in occasione di una campagna denigratoria, cominciata da un movimento d’opinione (e da un medico tedesco, il Dott. Aigner) che sosteneva che la malattia di Aurélie HUPRELLE era puramente nervosa. Le conclusioni di questa inchiesta hanno servito nel 1909 a confortare i risultati delle altre inchieste precedenti che si trattava, cioè, di una tubercolosi polmonare, guarita improvvisamente, sicuramente e durevolmente.

 

ESTHER BRACHMANN

Nata a Parigi nel 1881; Guarita a Lourdes il 21 agosto 1896, all’età di circa 16 anni. Miracolo riconosciuto il 6 giugno 1908 da parte di S. E. Mons. Léon Amette, Arcivescovo di Parigi. 

E’ una adolescente di 15 anni, anch’essa tubercolotica da due anni, che faceva parte nel 1896 del Pellegrinaggio Nazionale, con un gruppo di 12 o 15 compagne ricoverate a Villepinte, certamente un luogo di morte per esse. Il 21 agosto, al mattino, appena discesa del treno, essa fu trasportata alla Grotta e di là alle Piscine. Ne uscì, anch’essa con la certezza di essere guarita, I dolori cessati, il gonfiore del suo ventre scomparso, poté camminare e avverti gli stimoli della fame... Nel pomeriggio seguì le funzioni del pellegrinaggio ed il mattino successivo partecipò alla Via Crucis, sul Calvario. Due giorni dopo, è accompagnata all’Ufficio delle Constatazioni Mediche dove i medici, a seguito di un meticoloso esame, confermano la sua guarigione. Di ritorno a Villepinte, i medici, sconcertati, la tengono in osservazione per un anno, ed, al ritorno del suo Pellegrinaggio di ringraziamento, nel 1897, le consegnano un certificato nel quale essa è riconosciuta guarita dopo il suo ritorno da Lourdes, nel 1896. Nel 1908 essa è di nuovo sottoposta a controllo e trovata in perfetto stato di salute, in occasione dell’inchiesta aperta dall’Arcivescovo di Parigi, S. E. Mons. Amette per poter riconoscere questa guarigione insieme a quelle di Clémentine TROUVÉ e delle Marie LEBRANCHU e LEMARCHAND, involontarie eroine di un «romanzo» di Zola.

 

JEANNE TULASNE

Nata l’8 settembre 1877, in lndre et Loire. Guarita l’8 settembre 1897, a 20 anni di età. Miracolo riconosciuto il 27 ottobre 1907 da parte di S. E. Mons. René Francois Renou, Arcivescovo di Tours. 

Ancora una giovane donna, pressoché ancora adolescente, colpita da tubercolosi peritoneale, prima dei suoi 18 anni. 6 mesi dopo la malattia colpì anche la colonna vertebrale. In qualche semestre le lesioni sono importanti ed evidenti: — distruzione di 2 o 3 vertebre con gibbo netto del rachide dorso-lombare; — ascesso ossifluente che arriva alla coscia sinistra; — atrofia muscolare e piede torto. Tutto questo è certificato dal suo medico curante in data 7 agosto 1897. Essa arriva a Lourdes con il suo Pellegrinaggio Diocesano all’inizio di settembre, in assai cattive condizioni. L’8, giorno del suo compleanno, partecipa alla Processione del San­tissimo Sacramento. E’ proprio il suo Vescovo, l’Arcivescovo di Tours, che porta l’ostensorio. Ed improvvisamente, essa sente di essere guarita. Il giorno dopo fu esaminata presso l’Ufficio delle Constatazioni Mediche, ed anche l’anno successivo, nel 1898, quando venne confermata la persistenza della guarigione, completa, improvvisa e durevole di una malattia di Pott, che durava da tempo. 9 anni dopo, l’Arcivescovo di Tours, S. E. Mons. René Francois Renou, su richiesta, nominò una Commissione Canonica, che nel 1906 concluse in favore di una guarigione miracolosa. Su questa base, l’Arcivescovo, il 27 ottobre 1907, emana il giudizio che "la guarigione di Jeanne TULASNE, avvenuta 10 anni prima, al passaggio del Santissimo Sacramento, è una guarigione miracolosa".

 

CLÈMENTINE MALOT

Nata a Granvilliers, il 22 novembre 1872, a 26 anni d'età. Miracolo riconosciuto il 1° novembre 1908 da parte di S. Ecc. Mons. Marie Jean Douais, Vescovo di Beauvais. 

Si tratta ancora di una giovane donna che, a 20 anni nel 1892, ammalò di tubercolosi con emottisi. Per 5 anni essa è soggetta ad un inesorabile peggioramento. Non avendo più alcuna speranza nelle cure, essa decise di partecipare al Pellegrinaggio Nazionale a Lourdes del 1898. Appena arrivata a Lourdes, dopo un pesantissimo viaggio, ella fu condotta alle Piscine. Ma fu solo al bagno del giorno dopo che notò un netto miglioramento nel suo stato. Fu sottoposta a visita di controllo presso l’Ufficio delle Constatazioni Mediche il 21 ed il 23 agosto del 1898 e l’anno seguente il 21 agosto. La sua guarigione fu accertata e ritenuta totale. Come ho già detto per la Sign.na A. HUPRELLE, in occasione del Cinquantenario delle Apparizioni di Lourdes, il suo Vescovo, S. E. Mons. M. J. Douais sottopose questa ex malata ed i suoi documenti ad una nuova inchiesta da parte di un consulente medico, con controllo radiografico. Questa inchièsta arrivò alle stesse conclusioni, 10 anni dopo la guarigione del 1898, e confermò la presenza di segni delle lesioni pregresse, corroborando così la diagnosi fatta in precedenza. Per questo motivo, in tutta tranquillità, il Vescovo di Beauvais credette giusto dichiarare (6 mesi dopo A. Huprelle) che la guarigione di Clémentine MALOT era da ritenersi miracolosa, il 1° novembre 1908.

 

ROSE FRANCOIS

Nata LABREUVOIES, nel 1863 Guarita il 20 agosto 1899, a 36 anni di età. Miracolo riconosciuto il 6 giugno 1908 da parte di S. E. Mons. Jean Amefle, Arcivescovo di Parigi. 

Questa è l’ultima delle 5 guarigioni riconosciute come miracolose dall’Arcivescovo di Parigi, all’inizio del secolo XX. La signora Rose FRANCOIS era arrivata a Lourdes nel 1899, fornita di un certificato medico in data 16 agosto, attestante che essa soffriva da circa un anno, delle conseguenze di «un flemmone cronico del braccio destro, con numerose fistole e un enorme edema infiammatorio del braccio e dell’avambraccio». Essa aveva subito 5 interventi tra il dicembre 1898 ed il luglio 1899, allo scopo di curarle una infezione della parte distale del suo arto superiore. Non avendo ottenuto lo scopo, come ultima ratio, era stato proposto, alla paziente di procedere all’amputazione del braccio destro. Tra il 20 ed il 22 agosto 1899 si verificò una trasformazione completa. L’edema scomparve, le fistole si chiusero, finirono i dolori e cessò la rigidità. L’ammalata rientrata a Parigi, poté farsi visitare e far constatare che l’arto superiore destro e la mano avevano ripreso una attività normale. Questa guarigione totale ed imprevedibile, persisteva immutata, quando l’ex malata fu visitata di nuovo, nel 1908, prima che S. E. Mons. Amette emanasse il giudizio di avvenuto miracolo, il 6 giugno 1908.

 

Reverendo Padre SALVATOR Cappuccino

Nato nel 1862; guarito il 25 giugno 1900, a 38 anni d'età. Miracolo riconosciuto il 1° luglio 1908 da parte di S. E. Mons. A. Dubourg, Arcivescovo di Rennes. 

All’inizio dell’anno 1898 venne riconosciuto affetto da tubercolosi polmonare. Due anni dopo, nel gennaio 1900, comparve la peritonite tubercolare, confermata, alla vigilia della partenza per Lourdes, dai suoi medici curanti, che avevano rinunciato a curarlo, ritenendolo ormai condan­nato, e sconsigliato ad intraprendere il pellegrinaggio. Arrivato il 25 giugno a Lourdes, anche lui si fece condurre subito alle Piscine. Qualche istante dopo ne esce talmente trasformato, talmente raggiante che nè lui nè coloro che gli stanno vicini possono dubitare della sua guarigione. La sera stessa egli può alimentarsi, mangiare con un evidente appetito ed anche dormire! L’indomani, per obbedienza, si presenta all’Ufficio delle Constatazioni Mediche dove non viene rilevato alcun segno della sua precedente malattia. Infine, 8 anni dopo, nel 1908, egli fu riesaminato da due medici facenti parte della Commissione Canonica nominata dall’Arcivescovo di Rennes: venne considerato in condizioni fisiche assai confortanti. Ed il 1° luglio 1908, S. E. Mons. Dubourg volle dichiarare che «questa guarigione di una grave malattia organica, istantanea, radicale e definitiva suppone un intervento sopranaturale e presenta le caratteristiche di un fatto miracoloso».

 

Suor MAXIMILIEN

Nata nel 1658 abitante a Marsiglia (Convento delle Suore della Speranza). Guarita il 20 maggio 1901, a 43 anni di età. Miracolo riconosciuto il 5 febbraio 1908 da parte di S. Em. Card. Paulin Andrieu.

Una suora di 43 anni di età, malata da più di 15 anni, costretta al letto da 5 anni, perché affetta da cisti idatidea del fegato, complicata da una flebite della gamba sinistra, decide di venire a Lourdes, perché sa di essere incurabile. Vi arriva il 20 maggio 1901 ed anche lei si fa condurre immediatamente alle Piscine. Ne esce qualche momento dopo, a piedi, camminando ed è guarita, essendo scomparsa l’enfiagione del suo ventre e la gamba essendo completamente normalizzata. L’indomani, 21 maggio, recatasi all’Ufficio delle Constatazioni Mediche racconta la sua lunga storia, I medici, dopo averla ascoltata e visitata, chiesero telegraficamente al suo medico curante, un certificato che per la stessa via ricevettero qualche ora dopo. Il Dott. Rampal, nella risposta, riportava la diagnosi ed il carattere incurabile delle malattie che avevano colpito la sua ammalata. Otto giorni dopo credette opportuno rilasciare un secondo certificato, in questi termini «Ho il dovere, in coscienza, di proclamare che Suor MAXIMILIEN è tornata da Lourdes completamente guarita... 29 maggio 1901». Questa guarigione, assolutamente imprevedibile di una malattia reputata incurabile, improvvisa e definitiva, è stata giudicata dal Vescovo di Marsiglia miracolosa e attribuita alla potente ed efficace intercessione della Beata Vergine di Lourdes, il 5 febbraio 1908.

 

MARIE SAVOYE

Nata nel 1877 abitante a Cateau-Cambresis (Nord). Guarita il 20 settembre 1901, a 24 anni. Miracolo riconosciuto il 15 agosto 1908 da parte di S. E. Mons. Francois Delamaire, Coadiutore di Cambrai. 

Si tratta della guarigione di una malattia non tubercolare, e quindi relativamente originale. L’Ufficio Medico possiede una dettagliatissima relazione clinica che non è possibile riassumere in questa sede, anche se interessantissima. Mi sembra più adatto a questa pubblicazione di riportare le conclusioni riassunte nel giudizio Canonico di S. E. Mons. Delamaire, il Vescovo coadiutore della Diocesi della paziente. Considerando: 1) che da 4 anni essa soffriva per le complicanze di un reumatismo infettivo che, da 13 mesi, essa aveva sopratutto disturbi di cuore, con una sintomatologia che faceva pensare ad un interessamento della valvola mitrale; che la malattia, la privazione quasi totale di alimentazione e l’emoftoe avevano provocato un tale stato di debolezza che nessuno osò immergerla nella Piscina;

2) che a Lourdes, al tempo della Benedizione del Santissimo, tutti quei sintomi scomparvero improvvisamente, così come la piaga da decubito del dorso, e ciò senza alcuna causa che potesse giustificare questi avvenimenti;

3) che questa guarigione improvvisa è stata anche completa, permettendo alla miracolata di dedicarsi alle cure di altri malati che avevano bisogno di quelle cure che essa stessa aveva avuto durante la sua lunga malattia, e che dura da 7 anni senza ricaduta alcuna, per questi motivi, Noi Francois Delamaire, Arcivescovo di Metymne, coadiutore di Cambrai, giudichiamo e dichiariamo miracolosa la guarigione di Marie SAVOYE. Dato a Cambrai il 15 agosto 1908.

 

JOHANNA BEZENAC

Nata Dubos, nel 1876 Guarita l’8 agosto 1904, a 28 anni di età. Miracolo riconosciuto il 2 luglio 1908 da parte di S. E. Mons. Kenri J. Bougoin, Vescovo di Périgueux. 

Dopo un lungo periodo di allattamento, la Sign. J. BEZENAC, ammalò nel marzo 1901, di una malattia polmonare grave che fu seguita un periodo di cachessia progressiva, verosimilmente tubercolare, per la quale le cure furono del tutto inefficaci. In seguito la situazione si aggravò ancora per la comparsa di una infezione cutanea del viso che si estesse fino alla radice dei capelli. Venuta a Lourdes con il suo Pellegrinaggio Diocesano, sembra che essa sia guarita «a rate» tra l’8 ed il 9 agosto e che questa guarigione sia legata all’acqua della Grotta, utilizzata in bagni ed in applicazioni locali. L’Ufficio delle Constatazioni Mediche di questa guarigione ha soltanto una breve notizia. Invece, il 4 ottobre 1904, ossia due mesi dopo il pellegrinaggio, il medico curante della Sign. J. BEZENAC constata la guarigione totale sia dello stato generale che di quello locale. Da qua la decisione del suo Vescovo di dichiarare, nel luglio 1908, che questa guarigione «aveva il carattere di un vero miracolo».

 

Suor SAINT HILAIRE

Nata nel 1865 Superiora del Convento di Peyreleau (Congr. di S. Joseph de Clervaux). Guarita il 20 agosto 1904, all’età di 39 anni. Miracolo riconosciuto il 10 maggio 1908 da parte di S. E. Mons. Charles de Ligonnes, Vescovo di Rodez. 

Suor SAINT HILAIRE nel mese di agosto 1903, all’età di 38 anni, ammalò di una forma di gastroenterite cronica, ribelle a tutti i trattamenti prescritti. Nel febbraio 1904, cioè sei mesi dopo l’inizio, comparve un tumore del fianco destro, e contemporaneamente un grave deperimento, una astenia marcata. Lo stato generale andò aggravandosi nei mesi successivi, ed il depe­rimento arrivò al punto che il peso della suora era arrivato a 42 chili, mentre compariva sempre più spesso una eliminazione di sangue con le feci ed i medici si dimostravano sempre più impotenti. In agosto essa venne a Lourdes, in questo grave stato, con il Pellegrinaggio Nazionale. Subito, al primo bagno sentì tornare le forze, ritrovò l’appetito, e si accorse di essere guarita. Si presentò all’Ufficio Medico per esservi esaminata il 22 agosto 1904. Al rientro nella sua comunità, essa riprese una vita di lavoro e di fati­che, e tre mesi dopo la sua guarigione pesava 62 chili! Fu sottoposta a visite di controllo presso l’Ufficio delle Constatazioni Mediche durante i pellegrinaggi di riconoscenza che essa fece negli anni successivi e cioè: nell’agosto del 1905, nel luglio del 1906 e del 1907. Nel 1908, S. E. Mons. Charles de Ligonnes, Vescovo di Rodez, riconobbe che questa guarigione improvvisa di una malattia incurabile «avvenuta al di fuori di ogni trattamento medico, durante la prima immersione nella Piscina» doveva essere riconosciuta come miracolosa.

 

Suor SAINTE BEATRIX

Nata nel 1862. Guarita il 31 agosto 1904, all'età di 42 anni. Miracolo riconosciuto il 25 marzo 1908 da parte di S. E. Mons. Philippe Meunier, Vescovo di Evreux. 

Fino dal 1894, una laringo bronchite, accompagnata da un rapido dimagramento, alterò la salute di Suor SAINTE BEATRIX, che allora aveva 32 anni. Dal 1896 e fino al suo Pellegrinaggio a Lourdes alla fine di agosto del 1904, i segni della malattia si precisarono e si aggravarono. Indebolimento generale, perdita della voce, tosse con espettorazione purulenta e sanguigna e cachessia fatti che dimostravano ai medici curanti, la presenza della tubercolosi. La mattina dell’arrivo del Pellegrinaggio Diocesano a Lourdes, essa si sentì trasformata dopo un bagno alle Piscine. Visitata due giorni dopo presso l’Ufficio delle Constatazioni Mediche, essa fu riconosciuta come soggetto sano, senza più niente di anormale nè alla laringe, nè al torace. La ex malata ritornò a Lourdes l’anno seguente per ringraziare la Madonna, e ben gliene incolse, perchè questa volta, guarì, sempre alle Piscine, di disturbi del visus, che la tormentavano da più di 15 anni! Per tutte queste ragioni e considerando che questa «guarigione rapida, completa e radicale... non può essere spiegata per alcuna causa naturale» il 25 marzo 1908, il Vescovo di Evreux giudicò che tale guarigione aveva il carattere di un vero miracolo.

 

MARIE-THÉRÈSE NOBLET

Nata nel 1889. Guarita il 31 agosto 1905, a 15 anni compiuti. Miracolo riconosciuto l’11 febbraio 1908 da parte di S.Em. Card. L.J.Lucon, Arcivescovo di Reims.

Questa giovane ragazza all’inizio del secolo ebbe un destino veramente straordinario, come si può giudicare dalla sua storia. A più riprese nell’infanzia, essa ebbe a soffrire alcuni attacchi di gravi malattie. Nell’agosto 1904, appena compiuti i 14 anni, essa venne riconosciuta affetta da morbo di Pott (Tubercolosi ossea del rachide), «di natura particolare per l’esistenza di fenomeni nervosi concomitanti». Venuta a Lourdes un anno più tardi essa guarì nel momento in cui entrava nell’Ospedale Notre-Dame des Douleurs (ora ricovero St-Frai), al ritorno dalla Processione del Santissimo. Si fece esaminare il giorno successivo all’Ufficio delle Constatazioni Mediche ed in seguito si fece seguire per un anno dal suo medico di famiglia. Più nessuna traccia nè di dolori, nè di deformazione e nemmeno di limitazione dei movimenti. Tre anni più tardi, dopo essere stata visitata di nuovo, da parte di una Commissione nominata allo scopo dal Card. Arcivescovo di Reims, S. Em. L. J. Lugon venne riconosciuta come miracolata. In seguito la Sign.na NOBLET subì una esperienza mistica, paragonabile a quella del Curato d’Ars, e dopo molti dispiacere fisici, finì, nel 1921 per entrare in religione, sotto l’egida di S. E. Mons. de Boismenu, Arcivescovo di Papuasia, fondatore del primo ordine di religiose autoctone, le Ancelle del Signore. E’ questa l’ultima guarigione richiesta, per celebrare il Cinquantenario delle apparizioni, cioè la guarigione della Marie Thérèse NOBLET, è la più tardiva delle 22 guarigioni riconosciute miracolose nel 1907 e 1908 da parte degli Ordinari di 13 Vescovadi (11 francesi e 2 belgi) che vennero richieste dal Vescovo di Tarbes e dall’Ufficio delle Constatazioni Mediche.

 

CÈCILE DOUVILLE DE FRANSSU

Nata il 25 dicembre 1885. Guarita il 21 settembre 1905, all'età di 20 anni. Miracolo riconosciuto l'8 dicembre 1909 da parte di S. E. Mons. Charles Gibier, Vescovo di Versailles. 

Ancora un destino straordinario, poiché questa ex-malata, guarita quando non aveva ancora compiuto 20 anni, è stata festeggiata il 26 dicembre 1985 al compimento dei 100 anni, da tutto l’ambiente familiare! La sua infanzia non era certo stata di tutto riposo. A 14 anni si era ammalata per un «tumore bianco» del ginocchio vale a dire «artrite tubercolare». Dopo 4 o 5 anni di cure assai precise, senza ottenere un successo visibile, venne deciso di procedere ad un intervento. La decisione fu presa nel giugno 1904. Ma quasi nello stesso tempo comparve una nuova manifestazione: la peritonite tubercolare, che si aggravò nei 18 mesi successivi. Dolori continui malgrado il ghiaccio, alimentazione pressoché nulla, febbre, un deperimento progressivo. Nel maggio 1905 la ragazza manifestò il desiderio di andare a Lourdes di fronte alla scarsezza dei risultati, e malgrado la precarietà dello stato generale, il viaggio viene effettuato in settembre, non senza molte difficoltà. A Lourdes, il 21 settembre 1905, con infinite precauzioni venne condotta alle Piscine, dalle quali essa esce guarita, per sempre! La sera stessa viene sottoposta al controllo da parte dell’Ufficio delle Constatazioni Mediche dove non viene rilevato alcun segno di malattia nè attuale nè pregressa. Per 4 anni la sua salute tanto inopinatamente recuperata restò eccellente al punto che il suo Vescovo, l’8 dicembre 1909, nella festa dell’Immacolata Concezione, riconobbe che questa guarigione era miracolosa: ciò avvenne 80 anni fa!

 

ANTONIA MOULIN

Nata il 13 aprile 1877 a Vienne (lsère). Guarita il 10 agosto 1907, all’età di 30 anni. Miracolo riconosciuto il 6 novembre 1911 da parte di S. E. Mons. Paul E. Henry, Vescovo di Grenoble. 

Si tratta di una storia particolare per diversi aspetti. Nel febbraio 1905, in seguito ad una malattia che dovette essere stata abbastanza grave perché la paziente fu ospedalizzata, cosa non frequente in quei tempi, comparve un ascesso della gamba destra, con flebite e linfangite, che l'obbligarono al letto, in ospedale, per circa 6 mesi. Nel settembre 1905 elle venne a Lourdes con il pellegrinaggio di Grenoble, e dopo 5 giorni rientrò nel reparto ospedaliero, senza alcun miglioramento. Riospedalizzata a Vienne, il suo stato si aggravò gli ascessi si moltiplicarono, creando delle fistole, che si aprivano e si chiudevano. Questo stato durò circa 5 mesi, finché nel marzo 1906 essa fu trasferita all’Ospedale di Lione. Vi rimase circa 10 mesi senza alcun miglioramento nonostante le cure attente ed assidue. Alla fine del 1906, temendo di morire, la paziente volle avvicinarsi a casa. Malgrado altre cure, lo stato generale declinò ulteriormente, e localmente, la piaga che aveva alla coscia destra continuò a suppurare, ad allargarsi e divenne più profonda. Il suo ginocchio è enorme ed anchilosato. In agosto ella parte di nuovo per Lourdes, 2 anni dopo la sua prima esperienza; vi arriva come una malata incurabile, avendo però infastiditi tutti i compagni di viaggio per il fetore che emanavano le sue piaghe. Il secondo giorno dopo l’arrivo, il 10 agosto, essa viene di nuovo trasportata alla Piscina. Al momento di cambiare le medicazione, ci si rende conto che la piaga è cicatrizzata, e che la sua gamba poteva di nuovo essere utilizzata. Immediatamente viene condotta alla Grotta di cui essa fa il giro agevolmente e di là all’ufficio delle Constatazioni Mediche dove, dopo una visita, viene accertata la sua guarigione. Al suo ritorno a casa tutti si meravigliarono ed il suo medico curante, il 25 settembre, rilasciò un certificato medico, nel quale è scritto: «Si tratta di una guarigione scientificamente inspiegabile». Ritornata a Lourdes nel 1908, 1909 e 1910 come aiutante essa non ha mai mancato di sottoporsi a controllo all’Ufficio delle Constatazioni Mediche ed in particolare al Dott. Boissarie, suo presidente in quel tempo. Il 6 novembre i 910 il suo Vescovo, dopo aver sentita una Commissione Canonica ed aver prese le informazioni necessarie per essere certo che tutte le esigenze della Chiesa erano state rispettate, dichiara che la guarigione della signorina Antonia MOULIN era miracolosa.

 

MARIE BOREL

Nata il 14 novembre 1879, a Mende (Lozère). Guarita il 21-22 agosto 1907, all’età di 28 anni. Miracolo riconosciuto il 4 giugno 1911 da parte di S. E. Mons. Jacgues Gely, Vescovo di Mende. 

A cominciare dai 22 anni, Marie BOREL presenta diversi attacchi di appendicite acuta. Finalmente dopo due anni di vane cure mediche, viene operata nel 1903. Dopo qualche mese, nel 1904, si manifesta un ascesso in sède di cicatrice, che viene aperto e che ben presto si trasforma in una fistola, che i medici tentano inutilmente di far chiudere. Dal 1905, altri ascessi appaiono e cosa ancora più grave si trasformano in fistole piostercoracee, che si aprono sulla faccia anteriore e su quella posteriore dell’addome, tanto che dopo qualche mese il corso normale delle feci è completamente deviato. Mi sembra inutile precisare che questa situazione non poteva che peggiorare e che a quell’epoca tali lesioni non avevano un trattamento utile. Con il Pellegrinaggio Nazionale la paziente arriva a Lourdes il 17 agosto 1907, e partecipa alle funzioni pur con le limitazioni dovute al suo stato pietoso. Il 21 agosto al mattino, la medicazione è rifatta con le fistole aperte, ma alla sera, le 4 della parete anteriore erano chiuse e la medicazione asciutta e pulita. L’indomani stessa guarigione per le altre due fistole posteriori, al momento di uscire dal bagno in Piscina. All’Ufficio delle Constatazioni Mediche, i medici constatano che le fistole sono chiuse, che le feci hanno ripreso la via normale. Questa guarigione improvvisa, perfetta e definitiva controllata ogni anno da medici diversi, è sempre stata ritenuta come scientificamente inspiegabile, a tutti i controlli eseguiti tra il 1907 ed il 1911. Il Vescovo di Mende, S. E. Mons. J. Gely, a conoscenza di tutti questi controlli medici, il 4 giugno 1911, ha giudicata questa guarigione miracolosa da attribuirsi ad un intervento speciale della Beata Vergine Maria

 

VIRGINIE HAUDEBOURG

Nata nel 1886. Guarita il 17 maggio 1908, a 22 anni d'età. Miracolo riconosciuto il 25 novembre 1912 da parte di S. E. Mons. Francois A.Mallet, Vescovo di Saint-Claude. 

Orfana, essa ha vissuto fino all’età di 18 anni senza malattie importanti, ma nel luglio 1904, cominciò ad accusare una infezione urinaria con nefrite e cistite, che il laboratorio dichiarò di origine tubercolare. A quel tempo si trattava di una malattia incurabile e dall’esito sicuramente infausto, ma con evoluzione che poteva anche essere assai lunga. Nel maggio 1906 fece un primo pellegrinaggio a Lourdes, senza alcun beneficio. Il resto dell’anno e quello seguente trascorsero senza che intervenisse alcun miglioramento nel suo stato. Viceversa nei primi mesi del 1908 avvenne un manifesto peggioramento. I dolori aumentavano, non si riusciva a calmarli, Virginie non poteva più alzarsi, dal letto. Decise di partecipare ancora al Pellegrinaggio Diocesano del 1908, ed il terzo giorno, alla Benedizione del Santissimo Sacramento essa accusò un violento dolore che fu il preludio della sua guarigione. La notte fu eccellente ed il mattino dopo si presentò all’ Ufficio delle Constatazioni Mediche, dove la sua guarigione fu confermata dopo un esame delle urine che risultò normale. Da quel giorno e per 50 anni, non accusò più ricadute, ed il 24 aprile 1958 si presentò di nuovo all’Ufficio delle Constatazioni Mediche, sana e vegeta. Il 25 novembre 1912, dopo il parere di una Commissione Canonica, il suo Vescovo, S. E. Mons. Mallet concluse che questa guarigione ottenuta «al di fuori dell’ordine generale della natura», deve essere considerata miracolosa.

 

MARIE BIRÉ

Nata l’8 ottobre 1866, in Vandea (Francia) Guarita il 5 agosto 1908, all’età di 42 anni. Miracolo riconosciuto il 30 luglio 1910 da parte di S. Ecc. Mons. Clovis Joseph Catteau, Vescovo di Lucon.

Il 14 febbraio 1908 improvvisamente, la Sign. BIRÉ presenta dei segni allarmanti: vomito ematico, stato precancrenoso del suo avambraccio e della mano sinistra, con dolori assai intensi. 3 o 4 giorni dopo, mentre la circolazione del braccio sinistro tornava normale, si manifestano ancora dei segni di ipertensione endocranica e la malata poco dopo entra in coma. Il 25 febbraio il coma è vinto, ma si evidenzia una cecità. Il suo medico parla di «cecità da atrofia papillare bilaterale» determinata da evidente interessamento della circolazione cerebrale. Il 5 agosto 1908, dopo la Messa alla Grotta, ella riacquista improvvisamente la vista. Esaminata, lo stesso giorno, da un oculista all’Ufficio delle Constatazioni Mediche, si è obbligati ad ammettere che essa ha ancora, che essa presenta tuttora dei segni evidenti di «atrofia bianca, di origine cerebrale», più evidenti a destra che a sinistra, "anche se può leggere i più piccoli caratteri del giornale" (Dr. Lainey, di Rouen). Insomma persistono dei segni anatomici che determinano la perdita totale della vista, ma la funzione è perfetta! Nel settembre 1908, qualche settimana dopo, nuovo esame particolareggiato da parte di tre oculisti che notano, in quell’occasione: «le tracce di atrofia ottica non esistono più, e la guarigione è completa». Negli anni seguenti il soggetto è più volte controllato da dei medici, ma non furono mai trovate lesioni di sorta e la sua guarigione fu riconosciuta totale e persistente. Il 30 luglio 1910, S. E. Mons. Clovis Catteau riconobbe a sua volta questa guarigione improvvisa e totale e propose che essa fosse ritenuta miracolosa. (Questa guarigione è stata oggetto di molte discussioni e controlli da parte decine di specialisti, dopo il 1908. Sempre è stata riconosciuta come un fatto assolutamente inspiegabile).

 

AIMÈE ALLOPE

Nata nel 1872, guarita il 28 maggio 1909, a 37 anni d'età. Miracolo riconosciuto il 5 agosto 1910 da parte di S. E. Mons. Joseph Rumeau, Vescovo di Angers. 

La signorina Aimée ALLOPE era malata da molto tempo quando venne a Lourdes, nel 1909. Nel 1898, all’età di 26 anni, aveva subito l’asportazione di un rene, seguita qualche anno dopo da due altri interventi per dei «tumori tubercolari» del fianco destro, seguiti da fistole. Qualche giorno prima del suo arrivo, erano stati osservati 4 enormi ascessi infiammati, che lasciavano scolare del pus e che non avevano alcuna tendenza alla cicatrizzazione, uno stato generale pietoso, un peso di 44 Kg. I primi giorni del suo pellegrinaggio scorsero senza alcun miglioramento. Si era obbligati a medicarla 2 volte al giorno, tanto le piaghe suppuravano. Ma il 28 maggio, dopo la Comunione alla Grotta, essa cessò di soffrire, le piaghe si chiusero, e la ex malata poté riprendere una alimentazione ed una vita normale. Era guarita! Il giorno dopo, all’Ufficio delle Constatazioni Mediche si constata la scomparsa degli indurimenti (gomme) e la cicatrizzazione perfetta di tutte le fistole. Per tutto l’anno seguente, questa guarigione perfetta, improvvisa e totale è rimasta invariata, e l’ex malata ha riacquistato 10 chilogrammi di peso. Per questi motivi, S. E. Mons. Joseph Rumeau, Vescovo di Angers ha dichiarato il 5 agosto 1910, che questa guarigione doveva essere «attribuita ad uno speciale intervento di Dio, e che bisognava vedere in questo un miracolo».

 

JULIETTE ORION

Nata nel 1886 abitante a St Hilaire de Voust, in Vandea. Guarita il 22 luglio 1910, all’età di 25 anni circa. Miracolo riconosciuto il 18 ottobre 1913 da parte di S. E. Mons. Clovis Joseph Catteau, Vescovo di Lucon. 

Prima dei 20 anni, Juliette ORION aveva già avuta una vita movimen­tata. Orfana del padre, essa fu collocata come domestica in città. Rapidamente ammalò e cominciò a presentare dei segni attribuibili alla tubercolosi: bronchite, dolori pleurici con dimagramento, febbricola. Ritornò a casa sua all’inizio del 1910, nella sua 24 annata. Nel febbraio comparve una laringite con ulteriore deperimento. Nel maggio successivo, nuova complicazione: mastoidite sinistra, con fatti meningei ed un certo numero di episodi comatosi. Fu allora formalmente condannata dai suoi medici curanti. In luglio chiese di partecipare al Pellegrinaggio Diocesano, ma non fu accettata. Nella notte tra il 22 luglio ed il 23, mentre stava pregando la Madonna di Lourdes, Juliette si senti improvvisamente molto meglio. Al mattino ha ricuperata la voce e chiede da mangiare. Il medico curante, chiamato, dopo averle effettuata una coscienzosa visita, constatata la guarigione che, dice non è imputabile a lui. Nel 1912 la ex malata si presenta all’Ufficio delle Constatazioni Mediche, per renderlo edotto di una guarigione ottenuta lontano da Lourdes. Nel 1913, una Commissione Canonica sottoscrive, dopo accurate indagini, delle conclusioni assai favorevoli per il riconoscimento miracoloso di questa «guarigione, istantanea, perfetta e definitiva». E S. E. Mons. Clovis Joseph Catteau, che 3 anni prima ha gia riconosciuta miracolosa la guarigione della Sign. BIRE, riconosce che anche questa guarigione è miracolosa e che essa deve essere attribuita ad un intervento speciale di Dio. Il decreto porta la data del 18 ottobre 1913.

 

MARIE FABRE

Nata nel 1879. Guarita il 26 settembre 1911, all'età di 32 anni. Miracolo riconosciuto l'8 settembre 1912 da parte di S. E. Mons. Pierre Cézerac, Vescovo di Cahors. 

Questa moglie di contadino, come tante altre giovani donne a quell’epoca, aveva avuto la sua salute scossa per 3 gravidanze ravvi­cinate con parti difficili. Dall’età di 30 anni, oltre ad un prolasso uterino — che pudicamente non viene nominato — essa soffriva di dispepsia e di enterite muco-membranosa. Questa malattia digestiva le impediva una alimentazione normale e non faceva che aggiungere alla sua anemia uno stato di debolezza. I trattamenti fatti per più di un anno non avevano ottenuto alcun risultato: in questo stato pietoso la malata fece voto di andare durante l’estate 1911, a Lourdes. Partita il 24 settembre, con suo marito, essa arrivò a Lourdes in un tale stato di debolezza da far temere per la sua vita. Per un giorno e mezzo, non fu ritenuto prudente accompagnarla nè alla Grotta nè alle Piscine. Nel pomeriggio del 26 settembre fu deciso di farla partecipare alla Processione del Santissimo Sacramento. Appena ricevuta la Benedi­zione essa si sentì meglio, parlò e si alzò dalla barella. Ricondotta all’Ospedale dei 7 Dolori, essa chiese da mangiare e si alimentò in modo normale, mentre da 2 anni non aveva assunto alcun alimento solido. Di ritorno a casa, potè riprendere assai rapidamente una vita normale e 9 mesi dopo la sua salute fu giudicata eccellente ed il prolasso scomparso. Senza troppo attendere, e meno di un anno dopo il suo pellegrinag­gio! S. E. Mons. Cézerac ritenne che questa improvvisa guarigione non è nelle cose abituali della scienza e non ha potuto prodursi senza un intervento miracoloso di Dio. Il giudizio è datato 8 settembre 1912.

 

HENRIETTE BRESSOLLES

Nata nel 1896. Guarita il 3 luglio 1924, all'età di 28 anni. Miracolo riconosciuto il 4 giugno 1957 da parte di S. E. Mons. Paul Rémond, Arcivescovo-Vescovo di Nizza. 

Infermiera militare dal 1914, dopo una guerra senza difficoltà, fu accolta come malata in un Ospedale militare, nell’ottobre del 1918, per malattia di Pott dorso-lombare, riportata in servizio. Tra la fine della guerra e l’inizio del 1922 essa rimase in ospedale militare, dove subì, oltre all’immobilizzazione in corsetto gessato e minerva, diverse cure per dei disturbi aggiunti: paralisi dell’arto inferiore destro, dell’intestino, della vescica e attacchi meningitici. Per questi motivi le venne assegnata una pensione militare del 125 franchi, per Morbo di Pott, con paraplegia completa, ed incontinenza urinaria e fecale. Durante 2 anni e mezzo, a domicilio, è soggetta a crisi, che si presentano ogni 3 o 4 mesi, di ritenzione urinaria e di uremia; inoltre porta vari apparecchi di protesi per l’immobilizzazione. In questo grave stato arriva a Lourdes il 3 luglio 1924. Nel pomeriggio è condotta alla Benedizione dei malati e quindi alla Grotta. Dopo una impressione di scroscio generale dolorosissimo essa si sente guarita, e per la prima volta, dopo 6 anni, può alzarsi dal suo letto! Il giorno dopo è visitata presso l’Ufficio delle Constatazioni Mediche. Il suo rachide è libero in tutti i movimenti, che si compiono senza dolori ma gli arti inferiori sono ancora anchilosati. Ritorna l’indomani all’ufficio medico e l’insieme dei medici decide di attendere 3 mesi, ed i pareri dei suoi medici curanti, prima di decidere che si è avuta una guarigione durevole. Alla fine di settembre 1924, tre certificati di diversi medici e chirurghi che la tengono sotto controllo, danno la conferma: la guarigione e completa, durevole ed ottenuta certamente in collegamento con Lourdes. In quel momento a Nizza, il Vescovo ausiliare autorizza una cerimonia religiosa di ringraziamento alla quale egli partecipa e che si effettua prima della fine dell’anno. 30 anni più tardi, su domanda espressa dalle Autorità di Lourdes, una Commissione Canonica «ritiene che la guarigione di Henriette BRESSOLLES può essere dichiarata miracolosa», il 24 ottobre 1954. Ma poiché le forme canoniche esigono che solo il Vescovo possa dare un tale giudizio, soltanto 3 anni dopo, il 4 giugno 1957, S. E. Mons. Remond riconobbe come miracolosa tale guarigione, 4 anni dopo, nel 1961, la signorina BRESSOLLES moriva per un attacco cardiaco a Lione.

 

LYDIA BROSSE

Nata il 14 ottobre 1889. Guarita l’11 ottobre 1930, a 41 anni di età. Miracolo riconosciuto il 5 agosto 1958 da parte di S. E. Mons. Jean Guyot, Vescovo di Coutances. 

Una delle guarigioni del periodo tra le due guerre destino particolare. Lydia BROSSE all’età matura aveva avuto molte malattie ossee qualificate come tubercolari. Nei 18 mesi che precedettero il suo arrivo a Lourdes con il Pellegrinaggio del Rosario nell’ottobre del 1930, aveva subito diversi interventi per ascessi multipli, manifestatisi più volte, di origine ossea e sottocutanea, di natura bacillare, nella regione perineale e della coscia. Si trovava in stato di debolezza, dimagrita (pesava meno di 40 kg), dolorante ed anemizzata per emorragie intestinali e nasali. Durante il pellegrinaggio non avvertì nessun miglioramento, mentre si doveva medicarla almeno due volte al giorno. L’ultimo giorno non si potè nemmeno condurla per l’ultima volta alla Piscina. Fu durante il viaggio di ritorno, da Lourdes a Saint-Raphael, che essa sentì il desiderio e la forza di alzarsi, poiché le piaghe e le fistole erano guarite, quasi sotto gli occhi meravigliati del medico del treno. Il giorno dopo il suo rientro a casa, il medico curante constata «uno stato di salute fiorente, una cicatrizzazione completa e la scomparsa di ogni secrezione». 3 mesi dopo, al controllo, era nello stesso stato, non emorragie, ed il peso era di 52 kg (cioè 12 kg guadagnati in 3 mesi!). Nell’ottobre del 1931, l’Ufficio delle Constatazioni Mediche conclude che «questa guarigione sfida le conoscenze attuali delle leggi della biologia per la sua rapidità». A più riprese, questa osservazione è riportata in molte pubblicazioni, ma non viene iniziato nessun riconoscimento ufficiale. Nel 1955, per il 25° anniversario della sua guarigione, la Signorina Lydia BROSSE si presenta di nuovo all’Ufficio Medico, che rinnova la sua conclusione in favore di una guarigione inspiegabile dal punto di vista medico, e decide di sottoporre questo caso, anche se ormai antico, al Comitato Medico Internazionale. Nel marzo 1956 il relatore Prof. Oberlin, è approvato unanimemente quando conclude che la guarigione di Lydia BROSSE non può essere giustificata dal punto di vista medico. il 5 agosto 1958, S. E. Mons. Jean Guyot, dopo aver sentito il parere di una Commissione Canonica, emana il giudizio e dichiara che questa guarigione è miracolosa. Per più di venti anni la Signorina Lydia BROSSE dedicatasi a Lourdes. vi torna ogni anno con il Pellegrinaggio del Rosario, anche prima di morire, nel settembre 1984 a quasi 95 anni di età.

 

Suor MARIE MARGUERITE (Francoise Capitaine)

Nata il 13 aprile 1812 Clarissa nel monastero di Rennes, dal 1896. Guarita il 22 gennaio 1937, all’età di 65 anni. Miracolo riconosciuto il 20 maggio 1946 da parte di S. Em. Card. Clément Roques, Arcivescovo di Rennes. 

Uno dei pochi casi di guarigione collegato a Lourdes, ma avvenuto fuori dal Santuario. Infatti la malattia di Suor MARIE MARGUERITE era iniziata nel 1924 con una affezione renale di tipo pielonefritico. Negli anni seguenti si erano aggiunte delle «crisi cardiache» di forma anginosa, relative ad un aggravamento delle sue condizioni renali. Nel 1936 erano comparse anche altre complicazioni: — edema generalizzato flittenulare agli arti inferiori, — crisi cardiache sempre più frequenti, con dispnea, — nevralgie facciali. Questo stato non permetteva assolutamente una vita normale, non poteva migliorare e all’inizio del 1937, faceva temere la morte. La comunità del suo Convento iniziò una novena alla Madonna di Lourdes e la suora vi si associò sostituendo l’acqua di Lourdes a tutte le sue medicine. L’ultimo giorno, all’Elevazione della Messa del 22 gennaio, alla quale assisteva, improvvisamente provò un immenso benessere. Gli edemi scomparvero in un istante e le fasciature delle gambe, troppo larghe, caddero e l’ex malata potè mettersi le scarpe e camminare. Dal giorno dopo, essa riprese le sue funzioni di addetta al parlatorio, che aveva smesso 8 anni prima, e le tenne fino alla fine della guerra 39-45. Questa guarigione fu constatata non senza grandissima sorpresa dal suo medico curante che continuò a seguirla fino al 1945. Per desiderio dell’Arcivescovo, Card. Roques: — una commissione di 3 medici si riunì nel novembre 1945 e confermò che questa guarigione non si poteva spiegare con cause naturali; — una Commissione Canonica studiò, ancora, questa guarigione all’inizio del 1946 e consegnò al Cardinale delle conclusioni assai favorevoli, per il qual motivo il 20 maggio 1946, il Cardinal Roques dichiarò questa guarigione miracolosa e che doveva essere attribuita ad un intervento particolare di Dio, per l’intercessione della Madonna di Lourdes.

 

LOUISE JAMAIN

Nata il 1 novembre 1914 a Parigi Guarita il 1° aprile 1937, a 23 anni di età Miracolo riconosciuto il 14 dicembre 1951 da parte di S. E. Mons. Feltin, Arcivescovo di Parigi. 

Il certificato dell’ospedale Laennec era preciso: «Tubercolosi polmonare, intestinale e peritoneale» clinicamente e batteriologicamente confermate. Era questo il certificato relativo ad una giovane ragazza, orfana di madre, che aveva avuto 4 fratelli tutti morti di tubercolosi. Essa stessa, per la medesima malattia, era stata ricoverata per 7 anni, quasi senza interruzioni. Senza più speranza di guarigione, aveva espresso il desiderio di venire a Lourdes. Malgrado i pareri contrari di tutti coloro che le erano vicini, che pensavano non tornasse viva, la paziente partecipa al pellegrinaggio delle Bernardette, che si svolge dal 28 marzo al 4 aprile 1937. Il viaggio ed i primi giorni di permanenza sono orribili con emissione di catarro ematico: il 30 marzo le viene amministrata l'Estrema Unzione. Ma il primo aprile, al mattino essa si dichiara perfettamente riposata e chiede da mangiare: è sicura di essere guarita. Il 3 si presenta all’Ufficio delle Constatazioni Mediche dove è visitata ed invitata a presentarsi ancora l’anno successivo. Ed il 4 aprile a Parigi, nel reparto Ospedaliero al quale si ripresenta, c’è l’immensa sorpresa! Non si rileva alcuna lesione, non si mettono in evidenza batteri: la guarigione è sicura! Sei settimane dopo essa intraprende un lavoro che compie senza fatica e senza ricadute. Qualche anno dopo diventa la Signora Mattre, ha due figli. In questo momento spera di poter festeggiare, l’anno prossimo 1987, il 50° anniversario della sua guarigione! Dopo aver preso conoscenza delle conclusioni di una Commissione Canonica nominata per studiare questa guarigione S. E. Mons. Feltin, Arcivescovo di Parigi, il 14 dicembre 1951 dichiara che essa deve essere riconosciuta come miracolosa. Si tratta della prima guarigione, riconosciuta miracolosa, di una persona nata nel ventesimo secolo.

 

FRANCIS PASCAL

Nato il 2 ottobre 1934 abitante a Beaucaire (Gard). Guarito il 31 agosto 1938, a quasi 4 anni di età. Miracolo riconosciuto il 31 maggio 1949 da parte di S. E. Mons. Ch. de Provenchères Arcivescovo d’Aix-en-Provence. 

Questa è la seconda guarigione, nell’elenco dei miracolati, di un infante. La sua storia è assai breve: nel dicembre 1937, a 3 anni e 3 mesi ammalò di meningite. Non ne morì: ma residuarono gravi postumi: paralisi flaccida degli arti inferiori, ed in minor grado di quelli superiori e perdita della vista: prognosi: del tutto sfavorevole. Questo è certificato da una decina di medici, che sono stati consultati prima che il bimbo fosse portato a Lourdes in questo stato, alla fine di agosto 1938. Dopo il secondo bagno il bambino ha riacquistato la vista e la paralisi è scomparsa. Al suo ritorno a casa, il bimbo è sottoposto a controllo da parte di due o tre dei medici che lo seguivano in precedenza. Concordi essi affermano che la guarigione è sicura e che dal punto di vista medico, non è possibile una spiegazione Per cause inerenti alla guerra, è solo nell’ottobre del 1946 che egli ha il modo di entrare in contatto con l’Ufficio delle Constatazioni Mediche. Le conclusioni di questo primo esame, sotto la data del 2 ottobre 1946, sono: “Guarigione sicura, che si mantiene da più di dieci anni, per la quale non è possibile dare alcuna spiegazione medica” Confermato nel luglio 1947 da parte dell’Ufficio Medico ed anche il 1° Settembre 1948, a seguito delle riserve fatte dai medici della diocesi, facenti parte della Commissione Canonica. «In seguito a questa sovrabbondanza di testimonianze e di prove attestanti l’esistenza di una malattia grave e della sua guarigione sicura, umanamente inspiegabile, mantenuta da oltre 10 anni, S. E. Mons. Charles de Provenchères, emette il giudizio e dichiara, il 31 agosto 1949, che la guarigione di Francis PASCAL è miracolosa, e che essa deve essere attribuita ad un intervento speciale della Beata Vergine Maria Immacolata, Madre di Dio». Il sign.Francis PASCAL, oggi nella sua 52^ annata di vita, non ha abbandonate le rive del Rodano e vive tranquillo.

 

GABRIELLE CLAUZEL

Nata il 15 agosto 1894 abitante ad Orano. Guarita il 15 agosto 1943, al suo domicilio a 49 anni di età. Miracolo riconosciuto il 18 marzo 1948 da parte di S. E.Mons. Bertrard Lacaste, Vescovo di Orano. 

Ancora una guarigione avvenuta lontano da Lourdes, ma perfetta­mente documentata. Da circa 7 anni, la Sign.na CLAUZEL soffriva di reumatismo vertebrale, associato a manifestazioni dolorose viscerali e funzionali, a delle mioclonie collegate, secondo i medici curanti, alla spondilite ed alle compressioni radicolari che potevano provocarsi. Dopo tanti anni di immobilizzazione pressoché assoluta in letto e di disturbi diversi interessanti tutte le funzioni del sua organismo indebolito, il suo stato generale era diventato precario e la sua vita era in pericolo. Il 15 agosto 1943, essa si fece trasportare alla Chiesa, distante dal suo domicilio un centinaio di metri. Dopo la funzione, si alza e rientra a casa a piedi, tra la stupefazione dei presenti. Da quel momento non ha mai cessato di star bene e non ha avuta nessuna ricaduta. Fu esaminata all’Ufficio delle Constatazioni Mediche alla fine della guerra, il 19 agosto ed il 12 settembre 1945, con un controllo radiologico, il 29 agosto a Pau. Queste visite di controllo stabilirono che la guarigione era completa e funzionale, che la sua comparsa improvvisa e senza convalescenza, al di fuori di ogni sistema terapeutico, e malgrado la persistenza delle cause organiche, era inspiegabile. Due anni e mezzo dopo, S. E. il Vescovo di Orano, Mons. Lacaste, dichiarò questa guarigione miracolosa. Questa ex malata ha voluto finire la sua vita a Lourdes, vicina alla Grotta. Venuta intorno al 1970, vi è morta nel marzo 1982, a circa 88 anni, più giovane di cuore che mai!

 

YVONNE FOURNIER

Nata nel gennaio 1923. Guarita il 19 agosto 1945, all’età di 22 anni compiuti. Miracolo riconosciuto il 14 novembre 1959 da parte di S. Em. Card. Feltin, Arcivescovo di Parigi. 

Questa giovane ragazza aveva subito, a 17 anni, nel gennaio 1940 un infortunio sul lavoro. Tutto l’arto superiore, preso in una cinghia, era stato stirato violentemente verso il basso. Negli anni seguenti (5 anni e 6 mesi), la sindrome da stiramento traumatico si aggravò continuamente, con dolori più o meno intensi, edema e turbe trofiche di tutto l’arto interessato, ed impotenza funzionale completa. Nuovi interventi furono fatti, per la più parte sul ganglio stellare e sulla catena simpatica (specialmente da parte del Prof. Leriche e del Dott. Clovis Vincent). Scarsissimi furono i risultati, ad eccezione di un qualche breve e non duraturo momento di tregua dei dolori. Circa 3 anni dopo l’incidente le fu assegnata da un tribunale una pensione del 70%. E la quota relativa all’amputazione dell’arto. La signorina Yvonne FOURNIER prese parte al Pellegrinaggio Nazionale del 1945, il primo dopo la guerra del 1939. Il 19 agosto, dopo un bagno, essa si accorse che il suo braccio sinistro era ritornato normale: non sentiva più dolori e la mobilità e la forza erano di nuovo presenti. Fu visitata dall’equipe medica del Pellegrinaggio Nazionale, con il Prof. Salmon, nel 1945 e con il Prof. Thiébaut nel 1946. A seguito di questi esami, l’Ufficio Medico riconobbe come inspiegabile, dal punto di vista medico, la guarigione di Yvonne FOURNIER, ma la cosa in quel momento fini li. 10 anni dopo, nel 1956, questa guarigione fu oggetto di una pubbli­cazione da parte del Prof. Salmon, e così usci dall’oblio in cui era rimasta. Fu allora sottoposta al giudizio del Comitato Medico Internazionale. Relatore il Prof. Thiébaut, il Comitato approvò le conclusioni sulla falsariga delle precedenti, con il vantaggio di un intervallo di 10 anni «La guarigione della Signorina Yvonne FOURNIER è stata istantanea e definitiva, e per di più assolutamente inspiegabile dal punto di vista medico». Lo stesso anno, dopo aver sentito il parere di una Commissione Canonica, il Card. Feltin riconosce, il 14 novembre 1959, che questa guarigione è miracolosa. La signorina Yvonne FOURNIER è ancora in vita; spesso viene a Lourdes. Questa guarigione, può essere ritenuta «la guarigione tipica di Lourdes».

 

ROSE MARTIN

Nata il 28 marzo 1901. Guarita il 3 luglio 1947, a 46 anni compiuti. Miracolo riconosciuto il 5 maggio 1949, confermato il 17 mano 1958, da parte di S. E. Mons. Rémond, Arcivescovo-Vescovo di Nizza. 

Nel febbraio 1946, la signora Rose MARTIN subì una isterectomia allargata per epitelioma ghiandolare del collo dell’utero, a Nizza. 14 mesi dopo, fine aprile 1947, cominciarono evidenti complicazioni da metastasi in situ del tumore precedente con notevole cachessia. Il 30 giugno 1947 essa è condotta a Lourdes, in uno stato semi-comatoso. Al terzo bagno, si alza non ha più dolori e si comporta come una persona normale. Resta solo la necessità di una disintossicazione morfinica. Al suo ritorno a casa, oltre alla scomparsa dei segni funzionali e delle perdite vaginali, si nota anche la scomparsa del tumore. Riprende 17 kg in 10 mesi. Nel luglio 1948, con una radiografia ed una rettoscopia con esito di normalità, la guarigione è accertata, accettata e trasmessa al Comitato Medico Nazionale. Su rapporto del Prof. Oberlin, vengono confermate le conclusioni in favore di una guarigione «senza spiegazioni mediche o naturali» (febbraio 1949). Poco dopo, una Commissione Canonica Diocesana viene nominata dal Vescovo Mons. Rémond. Il 5 maggio 1949, la Commissione esprime parere favorevole e afferma che la guarigione di Rose MARTIN è«miracolosa». Ma Mons. Rémond, non ritiene di emanare un giudizio canonico formale. Il 17 marzo 1958, su domanda espressa da S. E. Mons. Théas, Vescovo di Tarbes e Lourdes, Mons. Rémond dichiara di «approvare ed adottare le conclusioni della Commissione Canonica» in data del 5 maggio 1949 e certifica che «in questa guarigione esiste veramente un fatto miracoloso». La signora MARTIN, secondo le ultime notizie, è vivente ed ha raggiunto l’età di 86 anni.

 

JEANNE GESTAS

Nata l'8 gennaio 1897, abitante a Bègles en Gironde. Guarita il 22 agosto 1947, all’età di 50 anni. Miracolo riconosciuto il 13 luglio 1952 da parte di S. E. Mons. Paul Richaud, Arcivescovo di Bordeaux. 

Nel marzo del 1946 la vita di Jeanne Gestas non era veramente nè facile nè fortunata. Dal dicembre 1943 aveva subito 3 interventi di urgenza, sull’addome: ne erano residuate dolorose crisi digestive, con frequenti vomiti, e dolori pseudo-ulcerosi e tendenza a crisi subocclusive. Pesava ormai solo 44 kg quando le fu proposto un quarto intervento, che essa rifiutò mentre accettò di andare a Lourdes in quello stesso anno 1946. Rientra dal pellegrinaggio senza alcun miglioramento, ma come essa confiderà più tardi, comincia a pregare. Il suo medico ritiene sempre più probabile una peritonite adesiva, che lascia poco respiro e proibisce ogni attività, e che sarebbe stata opportuna una terapia più efficace. Per un anno intiero viene proposto un intervento operatorio che viene sempre rifiutato. Il 21 agosto 1947 la paziente parte una seconda volta per Lourdes, con il Pellegrinaggio Nazionale. Durante il suo primo bagno, il 22 agosto, essa prova una sensazione di strappamento che la preoccupa, però il pomeriggio passa meglio. Il giorno dopo, di nuovo si bagna nella Piscina ed esce con la certezza di essere guarita. Lo stesso giorno abbandona tutte le precauzioni alimentari e da allora non ha mai più sofferto di alcun malessere. Rientrata a casa, riprende la sua attività normale, è contenta di vivere ed aumenta di peso. Visitata, in seguito, per 2 volte all’Ufficio Medico, nell’agosto del 1948 e del 1950, la sua guarigione è considerata come «provata e consolidata» e la sua pratica trasmessa al Comitato Medico Nazionale. In quella sede, fu nominato relatore il Prof. Mauriac, che confermò la realtà di una guarigione inspiegabile, il 4 marzo 1951. S. Ec. Mons. PauI Richaud, Arcivescovo di Bordeaux, il 13 luglio 1952, dopo aver avuta la relazione della sua Commissione Canonica, dichiara che «la guarigione di Jeanne GESTAS, deve essere considerata come un intervento miracoloso, che bisogna attribuire all’intervento della Beata Vergine Maria Immacolata, Madre di Dio». La Sign. GESTAS è deceduta nell’aprile 1981, a 84 anni compiuti.

 

MARIE-THÉRESE CAMIM

Nata nel 1910. Guarita il 9 ottobre 1947, all’età di 37 anni compiuti. Miracolo riconosciuto il 6 giugno 1952 da parte di S. E. Mons. Jean Delay, Arcivescovo di Marsiglia. 

La storia della Signorina Marie-Thérèse CANIN è tipica delle storie mediche del periodo precedente la 2a guerra mondiale. Nel 1936, all’età di 26 anni, la tubercolosi, che ha già ucciso i suoi genitori, la colpisce nella colonna vertebrale (Morbo di Pott) e nell’addome. Tra alti e bassi la sua vita fu un seguito, durante dieci anni, di ricoveri in Ospedale, di interventi (trapianti ossei al rachide, ed all’articolazione sacro iliaca) e di una certa attività. Cominciando dall’inizio del 1947, si aggiunsero ad uno stato generale sempre più compromesso, degli edemi agli arti inferiori, una fistola vaginale, e frequentissimi collassi. In questo stato assai prossimo alla cachessia (pesa ormai solo 38 Kg.) essa arriva a Lourdes il 7 ottobre 1947, con il Pellegrinaggio del Rosario. Il 9 ottobre, dopo la processione del Santissimo Sacramento, si sente guarita, può alzarsi, muoversi, mangiare la cena. Il giorno dopo è visitata presso l’Ufficio Medico e considerata come assai migliorata. Questo miglioramento continua dopo un anno di attività senza soste, con la ripresa del suo peso iniziale (55 Kg. nel giugno 1948) e tutti i medici componenti in quel momento l’Ufficio Medico, constatano che la donna è guarita senza che alcuna spiegazione possa essere ammessa. Il Comitato Medico Nazionale nella riunione del 27 febbraio 1949, su relazione del Prof. Oberlin, a sua volta, non trova alcuna spiegazione naturale o scientifica a questa guarigione. S. E. Mons. Jean Delay, Arcivescovo di Marsiglia, il 6 giugno 1952, emette il giudizio con il quale dichiara che la guarigione della Signorina Marie-Thérèse CANIN è miracolosa. Marie-Thérèse CANIN è attualmente vivente ed ha compiuto 75 anni.

 

MADDALENA CARINI

Nata nel marzo 1917, in provincia di Pavia Guarita il 15 agosto 1948, a 31 anni compiuti. Miracolo riconosciuto il 2 giugno 1960 da parte di S. Em. Card. GB. Montini, Arcivescovo di Milano.

E’ una delle ultime guarigioni avvenute in una giovane donna affetta, da molto tempo, da tubercolosi, malattia che aveva colpito tutta la famiglia. Dall’età di 10 anni presentò diverse localizzazioni pleura, rachide dorsale, peritoneo che l’obbligarono a lunghi ricoveri in sanatori, fino all’età di 20 anni. Dopo questo periodo fu curata a domicilio, tra i 20 ed i 28 anni senza alcun sensibile miglioramento. Nel 1945, ricominciò a girare per luoghi di cura diversi: Ospedale di Pavia, Sanatorio a San Remo, per altre localizzazioni tubercolari: pericardio ed anche al femore destro. L'11 luglio 1948 un certificato descrive questa triste condizione, in apparenza, incurabile; riporta anche una insufficienza coronarica ed inoltre fa conoscere anche il suo peso: 32 kg a 31 anni. Un mese e mezzo dopo, il 15 agosto, davanti alla Grotta una improvvisa sensazione di un notevole benessere che essa segnalerà il giorno dopo durante il viaggio di ritorno, in treno, mentre rientra in Italia con il Pellegrinaggio Unitalsi della Lombardia. I suoi diversi medici, a più riprese nell’anno che seguì il rientro, controllarono la persistenza della guarigione e nell’agosto 1949 conclusero che: «ci si trovava in presenza di una guarigione contraria ad ogni logica, dato il passato della malata». La ex malata si presentò all’Ufficio Medico nell’agosto 1949 e nel settembre 1950. In seguito a queste visite, l’Ufficio Medico riconobbe il carattere inspiegabile di questa guarigione che sottomise al giudizio del Comitato Medico Nazionale. Quest’ultimo decise nello stesso modo dell’Ufficio Medico, di fronte alla relazione del Dott. Lanos. Il parere fu emesso il 4 marzo 1951. La pratica trasmessa all’Arcivescovado di Milano fu dimenticata, ma quando venne nominato a capo dell’Arcidiocesi di Milano, S. E. Mons. G.B. Montini, futuro Papa Paolo VI, la pratica fu riaperta e sottoposta ad una Commissione Canonica, nel marzo 1960. Maddalena CARINI, in questa occasione fu rivisitata da altri medici e la Commissione comunicò al Sign. Card. Montini un parere assai favorevole, il 2 giugno 1960. Lo stesso giorno l’Arcivescovo di Milano dichiarò che la guarigione di Maddalena CARINI era «formalmente miracolosa». Per terminare occorre notare che Maddalena Carini ha fondato dopo la sua guarigione un’opera a profitto dei bambini minorati la «Famiglia dell’Ave Maria» che ogni anno effettua un suo pellegrinaggio, in partenza dall’italia, specialmente da San Remo. Questo caso è il primo che riguarda una persona di nazionalità italiana.

 

JEANNE FRÉTEL

Nata il 25 maggio 1914. Guarita l’8 ottobre 1948, a 34 anni compiuti. Miracolo riconosciuto il 20 ottobre 1950 da parte di S. Em. Card. Roques, Arcivescovo di Rennes. 

Tra il 1938 ed il 1946 questa giovane donna venne operata 7 volte per una peritonite tubercolare, e perciò fu ricoverata a più riprese in vari Ospedali e centri di cura. Cominciando dal dicembre 1946 e più ancora dal gennaio 1947 il suo stato generale, già scadente, diventa sempre più grave. Fortemente deperita, non poteva abbandonare il letto, e sottoposta a cure morfiniche a forti dosi, febbricitante con larghe oscillazioni, continua il suo Calvario, finché nel 1948 viene sottoposta a cura con streptomicina, ma nell’ottobre dello stesso anno la situazione sembra disperata. Era annientata dalla febbre, dalla cachessia, per cui non si rese conto nemmeno che la conducevano a Lourdes, con il Pellegrinaggio del Rosario, dell'anno 1948. Passarono due giorni assai pesanti, senza alcun miglioramento, ma il terzo giorno, l’8 ottobre, dopo la Comunione in una messa dei malati all’altare di Santa Bernardetta, ed una visita successiva alla Grotta, essa sente i primi segni della sua guarigione. L’addome è diventato normale, la febbre ed i dolori scomparsi, un violento appetito è comparso. Subito può alzarsi, camminare e mangiare. Il 9 ottobre l’Ufficio Medico constata l’assenza di segni di malattia, nota il suo peso: 44 Kg. e l’invita a ritornare per controllo. Il 5 ottobre 1949, a seguito della scomparsa improvvisa della febbre, della cessazione altrettanto improvvisa dell’uso della morfina, dell’aumento di peso (14 Kg. in più), della persistenza di uno stato di salute florido, che ha permesso la ripresa del pesante lavoro di infermiera, l’Ufficio Medico conclude il suo rapporto: «Non è possibile dare alcuna spiegazione di questa guarigione, che sfugge ad ogni legge naturale». Il Comitato Medico Nazionale, nel marzo 1950, conferma il carattere inspiegabile di questa guarigione, Il Card. Roques, dopo aver sentito il parere favorevole della Commissione Canonica, convocata allo scopo, riconosce il 20 novembre 1950, che Jeanne FRETEL è stata guarita in modo miracoloso. L’ex-malata è tuttora in vita ed ogni anno viene a Lourdes.

 

THÉA ANGELE

Nata il 24 settembre 1921, in Germania Guarita il 20 maggio 1950, a circa 29 anni. Miracolo riconosciuto il 28 giugno 1961 da parte di S. E. Mons. P.M. Théas, Vescovo di Tarbes e Lourdes (Al momento del riconoscimento, in religione come Suor Maria Mercedes)

Dopo 3 interventi chirurgici gravi, tra i 17 ed i 21 anni, nel 1944 a 23 anni comparvero in lei segni che dimostravano la malattia del sistema nervoso centrale, progressivamente ingravescenti. I deficit motorio, sensitivo e sensoriale e della coordinazione impediscono una vita normale. In seguito ad un episodio di guerra rimase sepolta, per cui dovette stare per 5 mesi in un centro specializzato di Tubingen, dove si confermò — ciò che si era già intravisto — che la sua malattia di base era una sclerosi in placche. Seguono altri due anni nei quali la malata è quasi sempre ricoverata, senza avere nessun vantaggio. Perciò essa ritorna a casa e la sua malattia continua ad aggravarsi, malgrado diversi trattamenti palliativi, istituiti tra la fine del 1948 ed il maggio 1950. In questo momento si tratta veramente di un soggetto morente, semi-incosciente, che non riesce più a comunicare. Molto tempo prima essa aveva chiesto di andare a Lourdes, ed ora fu deciso, malgrado il parere contrario dei medici, di accompagnarvela. Arriva a Lourdes il 17 maggio 1950. Dopo qualche bagno essa recupera in qualche ora tutte le possibilità che aveva perso: parola, forza muscolare, possibilità di camminare, appetito. Tutto ciò è riportato in dettaglio nella pratica che esiste presso l’Ufficio Medico. Negli anni seguenti essa ritorna a più riprese, ma solo nel 1960, l’Uffi­cio Medico, completate le indagini, decise di riconoscere la guarigione straordinaria. Il 23 aprile 1961, il Prof. Thiébaut, relatore, fece adottare dal Comitato Medico Internazionale il suo punto di vista: «Questa guarigione si doveva ritenere inspiegabile dal punto di vista medico». Nell’intervallo, la Signorina T. ANGELE era divenuta religiosa in una comunità di Lourdes, ed è questo il motivo per cui è toccato al Vescovo di Tarbes e Lourdes del tempo, S. E. Mons. P.M. Théas, dopo aver sentito il parere di una Commissione Canonica, di «riconoscere il carattere miracoloso di questa guarigione». Da allora non si è verificata, in Suor Maria Mercedes, alcuna ricaduta della sua vecchia malattia.

 

EVASIO GANORA

Nato il 2 marzo 1913, abitante a Casale Monferrato Guarito il 2 giugno 1950, a 37 anni compiuti. Miracolo riconosciuto il 31 maggio 1955 da parte di S. E. Mons. G. Angrisani, Vescovo di Casale Monferrato. 

La storia medica di questo agricoltore italiano è relativamente breve. Inizia nel dicembre 1949, con attacchi asmatici e febbre. Ricoverato il 23 gennaio 1950, si rilevano segni clinici che fanno pensare ad una ben più grave malattia: infatti la soluzione viene offerta ai medici da una biopsia gangliare, eseguita il 21 febbraio: Morbo di Hodgkin, cioè un processo maligno che ha colpito i gangli. A quel tempo non esistevano mezzi terapeutici validi. Si pensa di iniziare un trattamento antimitotico, e si tenta anche di fare un trattamento con raggi X. Il paziente, rientrato poi, alla fine di marzo al suo domicilio, non riceve che delle trasfusioni. Alla fine di maggio 1950 lo si trova alla partenza del Pellegrinaggio dell’OFTAL della sua Diocesi, in cattivissime condizioni generali, pertermico, che necessita di viaggiare coricato. Al suo primo bagno, egli si sente guarito ed il giorno dopo si da da fare a spingere le carrozzine degli altri malati. Per ragioni non chiarite ritorna a casa senza passare dall’Ufficio Medico, e solo il medico del suo pellegrinaggio sa che egli si ritiene guarito. In un certificato datato 30 giugno 1953, il medico curante certifica che da tre anni la guarigione permane. Il 16 agosto 1954, cioè dopo oltre 4 anni, l’Ufficio Medico è messo al corrente di questi fatti e dopo una lunga discussione, decide che siano necessarie ulteriori informazioni. Il 18 settembre 1954, l’Ufficio Medico sancisce che in questo caso esiste una guarigione inspiegabile e che essa sorpassa anche le leggi naturali. Il 13 febbraio 1955, il Comitato Medico Internazionale conferma questa decisione su relazione del Prof. Sendrail e dopo una discussione con il Prof. Fabre. tutti e due Professori titolari di cattedre presso la facoltà di Medicina di Tolosa. Il 15 marzo, ultimo episodio: i medici della Commissione Canonica Diocesana desiderano che l’ex malato sia rivisitato una ultima volta dall'Ufficio Medico di Lourdes. Cosa fatta 18 maggio dello stesso anno 1955, senza difficoltà! Il 24 maggio la Commissione Canonica raccomanda al suo Vescovo, di dare a questa guarigione il carattere miracoloso. Una settimana più tardi, il 31 maggio 1955, S. E. Mons. Angrisani, emanò il suo giudizio: «La guarigione di Evasio GANORA è miracolosa e deve essere attribuita all’intervento speciale della Beata Vergine Maria Immacolata, Madre di Dio». Evasio GANORA, qualche tempo dopo, nel dicembre 1957, morì accidentalmente, schiacciato dal suo trattore.

 

EDELTRAUD FULDA

Nata il 20 luglio 1916. Guarita il 12 agosto 1950, a 34 anni. Miracolo riconosciuto il 18 maggio 1955 da parte di S. Em. Card. lnnitzer, Arcivescovo di Vienna. 

Un’altra lunga storia medica! Danzatrice caratterista, con una sorella, abituata a viaggiare, essa fu operata una prima volta a Torino per un’ulcera perforata, il 29 giugno 1937. Meno di 2 mesi dopo altro intervento per calcolosi renale e 1 mese dopo per infezione urinaria, sempre a destra. Nel maggio 1938 fu sottoposta ad asportazione del rene dello stesso lato per pionefrosi. E fino al 1945 la situazione resta stazionaria. In modo subdolo si mettono in evidenza numerosi segni poco comuni, come una pigmentazione particolare della pelle, una anemia, una ipotensione: tutto ciò fa pensare ad una insufficienza surrenale, conosciuta come Morbo di Addison. Per circa tre anni, l’ormone cortico-surrenale le permette di condurre una vita pressoché normale. Ma durante gli anni di guerra era difficile il reperimento di tale medicinale, che era necessario come l’insulina per il diabetico. Nell’agosto del 1950 può venire a Lourdes e fin dal suo primo bagno si sente guarita. Non parlando assolutamente francese, e non sapendo la condotta da seguire, essa entra provvidenzialmente in contatto con un barelliere che la indirizza all’Ufficio Medico il 16 agosto 1950. Iniziando la pratica l’Ufficio Medico chiede notizie e la invita a ripresentarsi l’anno successivo. Rientrata a casa i medici curanti confermano la guarigione. L’Ufficio Medico, il 13 agosto 1952 ed 22 agosto 1954 non può che confermare il carattere straordinario ed unico di questa guarigione e trasmette la pratica al Comitato Medico Internazionale. li Prof. Langeron, relatore, propose delle conclusioni parallele «guarigione improvvisa e duratura di una grave e persistente insufficienza surrenale». Queste conclusioni sono approvate a maggioranza. Poco dopo S. Em. Card. Théodor Innitzer, forte di di questo consenso medico, il 18 maggio 1955 dichiara che: «la guarigione avvenuta improvvisamente di Edeltraud FULDA, malata di Morbo di Addison, che aveva subito per 13 anni dei trattamenti medici praticamente inefficaci, è una guarigione miracolosa, inspiegabile con mezzi naturali». La signorina FULDA è diventata la signora Haidinger, essendosi sposata nell’aprile del 1968. Attualmente vive tranquillamente in Austria.

 

PAUL PELLEGRIN

Nato il 12 aprile 1898, abitante a Tolone. Guarito il 3 ottobre 1950, all'età di 52 anni. Miracolo riconosciuto l'8 dicembre 1953 da parte di S. E. Mons. Auguste Gaudel, Vescovo di Fréjus. 

All’inizio del 1949, il Colonnello P. PELLEGRIN ha sofferto per un ascesso amebico del fegato. Operato nel marzo dello stesso anno, fu sottoposto per 18 mesi a moltissime cure che tendevano a far cessare la secrezione purulenta che necessitava di 2 medicazioni al giorno. Tutte le cure furono inefficaci, e nell’ottobre 1950, egli partecipa al Pellegrinaggio del Rosario. Il 3 ottobre, il 2° bagno è seguito dalla chiusura della fistola: nè lui nè sua moglie pensano ad una guarigione, ma aspettano la riapertura della fistola, cosa che invece non avverrà mai più. Subito, il 10 ottobre1951 e poi l’8 ottobre 1952, l’Ufficio Medico ebbe l’occasione di sottoporlo a visita e di discutere questa guarigione. La risposta fu unanime: non poteva essere data una spiegazione medica poiché la guarigione sfuggiva a tutte le leggi naturali. Poco tempo dopo il Comitato Medico Nazionale, il 22 febbraio 1953, confermava questa opinione, sulla base della relazione che fece il Prof. Oberlin. Nell’ottobre 1953 venne istituita una Commissione Canonica presso la Diocesi di Frejus. Anch’essa, viste le relazioni precedenti, conclude che nel 1950 «una tale guarigione in quelle circostanze straordinarie, tanto accuratamente studiata, non può che avere un carattere miracoloso». Dopo aver preso conoscenza di queste conclusioni, prima della fine dell’anno 1953, l’8 dicembre, S. E. Mons. Auguste Gaudel, emette un giudizio nella forma dovuta per dichiarare miracolosa la guarigione del colonnello PELLEGRIN. Il colonnello PELLEGRIN è morto nel 1976, nel mese di novembre. Egli era l’ultimo miracolato nato nel XIX secolo.

 

Fratel LÉO SCHWAGER

Nato il 19 maggio 1924 in Svizzera Tedesca. Guarito il 30 aprile 1952, a 28 anni. Miracolo riconosciuto il 18 dicembre 1960 da parte di S. E. Mons. Francois Charrière, Vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo. 

Il Fratel LÉO ha avuto numerosi incidenti traumatici nell’infanzia e nell’adolescenza. Malgrado ciò egli entra prima in un noviziato, poi in un convento di Benedettini, e pronuncia i suoi voti perpetui nel 1950, all’età di 26 anni. Cominciando dal 1947, ebbe a soffrire di molti disturbi difficoltà di parola, della vista e dell’equilibrio avevano impensierito coloro che gli stavano vicini ma in generale questi disturbi erano transitori e regredivano quasi del tutto. Nel mese di settembre 1951, egli venne ricoverato per stabilire con esattezza: si trattava di sclerosi in placche. Nell’aprile 1952 arriva a Lourdes con il Pellegrinaggio di Friburgo ed il 30 aprile, alla Processione del Santissimo Sacramento egli si accorge che tutti i suoi disturbi sono scomparsi. Stazionamento in piedi, cammino, parola, vista e appetito... tutto era stato ricuperato in un istante, durante la benedizione dei malati, che tradizionalmente viene eseguita dopo la processione. Il giorno dopo fu visitato all’Ufficio Medico. A casa si sottopone a controllo dei suoi medici che non trovano più nessuno dei disturbi precedenti. Allora riprende la sua attività all’interno della comunità di cui fa parte. Ogni anno torna a Lourdes, prima come barelliere, poi attualmente come responsabile amministrativo. L’Ufficio Medico lo ha più volte sottoposto a visite, ma solo nel 1958 viene riconosciuto che questa guarigione è sicura, duratura e straordinaria. La pratica viene sottoposta al Comitato Medico Internazionale, dove, dopo una relazione del Prof. Thiébaut, il 15aprile 1959 fu stabilito che «le condizioni di questa guarigione sono medicalmente inspiegabili». Dopo aver costituita una Commissione Canonica, S. E. Mons. Charrière, Ordinario Diocesano, alla fine di novembre 1960, ne riceve il risultato. Così il 18 dicembre 1960, il Vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo dichiara che la guarigione di Fratel Léo SCHWAGER deve essere ritenuta miracolosa. Come già dello Fratel Léo SCHWAGER è ancora vivente e non manca mai di accompagnare a Lourdes il Pellegrinaggio all’interno del quale è guarito 25 anni or sono.

 

ALICE COUTEAULT

Nata GOURDON, il 1 dicembre 1917 abitante a Bouillé-Loretz (Deux-Sèvres). Guarita il 15 maggio 1952, all’età di 35 anni. Miracolo riconosciuto il 16 luglio 1956 da parte di S. E. Mons. Henri Vion, Vescovo ausiliario di Poitiers. 

Tra il luglio e la fine del 1949, la rapida comparsa in questa giovane donna di un complesso di sintomi di ordine neurologico, permette ai suoi medici curanti di porre la diagnosi di sclerosi in placche. La diagnosi fu confermata da un consulente neurologo, per cui, per due anni la paziente sarà curata, sia pure senza successo, per questa malattia, che diviene sempre più grave, e necessita dell’aiuto del marito. Approfitta del pellegrinaggio dell’Anjou per venire a Lourdes nel maggio 1952, non senza prima aver avuta l’autorizazzione del marito che non ne voleva sapere, nulla sperando da questo viaggio. Il 15 maggio alla Piscina essa prova una grande sensazione e nel pomeriggio riprende a camminare ed a parlare. Il giorno dopo, 16 maggio, viene condotta all’Ufficio Medico, dove è visitata ed essendo considerata solo come assai migliorata, viene convocata, per controllo, all’anno successivo. Rientrata a casa, il medico curante constata una guarigione totale, mentre il marito, vedendola ritornare in così buono stato di salute, si è quasi ammalato! Il 27 luglio 1952 (dunque due mesi e mezzo dopo), il 5 maggio 1953 ed il 20 maggio 1954, l’Ufficio Medico ha modo di rivisitarla e di constatarne la guarigione totale e persistente. La pratica viene trasmessa al Comitato Medico Internazionale, Il Prof. Thiébaut di Strasburgo, relatore di questo Comitato, la convoca e la visita il 19 agosto 1955. Redige un rapporto che è discusso dal Comitato, nella riunione del 18 marzo 1956. «La guarigione è medicalmente inspiegabile» questa è la conclusione a cui si arriva. Il 1° giugno, una Commissione Canonica è nominata in Diocesi di Poitiers. Poco tempo dopo questa Commissione emana un verdetto assai favorevole per questa guarigione che viene ritenuta miracolosa. Il 16 luglio 1956, infine, S. E. Mons. Vion, Vescovo ausiliare di Poitiers, emana il giudizio con il quale dichiara che la guarigione di Alice COUTEAULT è miracolosa. La sign. Alice COUTEAULT, dopo la sua guarigione, non ha mai mancato dì partecipare a 2 pellegrinaggi all’anno quello dell’Anjou e quello della sua Diocesi, come «Dama di carità», con suo marito, che è diventato un barelliere.

 

MARIE BIGOT

Nata il 7 dicembre 1922. Guarita l'8 ottobre 1853 e l'8-10 ottobre 1954 a 31 e 32 anni d'età. Miracolo riconosciuto il 15 agosto 1956 da parte di S. Em. Card. Clément Roques, Arcivescovo di Rennes. 

La storia medica di Marie BIGOT è molto complessa e molto lunga. Nella sua infanzia è stata malaticcia. Più volte è stata ricoverata d’urgenza. Nell’aprile 1951, la sua vista già cattiva, è improvvisamente ridotta a 3/10 non migliorabili. Qualche settimana dopo, viene colta da una sinusite frontale destra che rapidamente, e malgrado le cure, peggiora poichè intervengono dei segni di meningo-encefalite. Il 14 aprile 1951 viene trasferita presso il reparto di neuro-chirurgia dove una serie di esami portano il Prof. Ferey a praticare un intervento intracranico, il 29 aprile 1951 solo così si arriva ad una diagnosi aracnoidite della fossa posteriore con aderenze. Viene dimessa il 23 maggio 1951, emiplegica, sorda a destra, con un visus di 1/200 a destra e 2/100 a sinistra. Essa è costretta alletto, e pensa di studiare la lettura Braille; sopravvive in qualche modo. Nell’agosto 1952 viene accertata la cecità dall’occhio destro e il visus è ridotto ad 1/100 a sinistra. Marie BIGOT arriva a Lourdes nell’ottobre deI 1952, per la prima volta con il Pellegrinaggio del Rosario. Nessun miglioramento, nonostante le sue speranze l’anno seguente trascorre ancora nel buio, nel silenzio, e nella miseria fisica! Nell’ottobre 1953, nuovo pellegrinaggio ed essa riacquista la possibilità di camminare. Nel 1954, l‘8 ottobre, alla fine della Processione del Santissimo Sacramento essa riacquista un udito normale, e nel viaggio di ritorno, in treno, anche la vista (confermato da specialisti nel novembre 1954 e nel febbraio 1955). L’8 ottobre 1955 all’Ufficio Medico la sua guarigione è riconosciuta come inspiegabile e la sua pratica viene trasmessa al Comitato Medico Internazionale. Il relatore, Prof. Thiébaut, propone, il 18 marzo 1956, come conclusioni «Le guarigioni improvvise della sordità, poi della cecità che rimontavano a più di due anni non si possono spiegare come avvenute naturalmente». Dopo aver nominata, il 5 giugno 1956, una Commissione Canonica e dopo aver preso conoscenza delle sue conclusioni, S. Em. Card. Clément Roques, il 15 agosto 1956, emana il suo giudizio e dichiara che «la guarigione è miracolosa e deve essere attribuita ad un intervento speciale di Dio per l’intercessione della Beata Vergine Maria». Dopo di allora sono veramente rare le annate nelle quali Marie BIGOT non è venuta a Lourdes. Ora è una sessantenne sempre pronta a rendere un servizio.

 

GINETTE NOUVEL

Nata FABRE 1/18 gennaio 1928 abitante a Carmaux (Tarn). Guarita il 21 settembre 1954, a 26 anni. Miracolo riconosciuto il 31 maggio 1963 da parte di S. E. Mons. Claude Dupuy, Arcivescovo di Albi. 

Nel novembre 1953, stava per compiere 26 anni, quando la Sign. Ginette NOUVEL, presentò in modo drammatico i primi segni preoccu­panti di una malattia rara: la trombosi delle vene sottoepatiche (Malattia di Budd-Chiari). Ricoverata in ospedale ed operata in seguito a Carmaux e Tolosa, tra il novembre 1953 ed il luglio 1954, essa rimane, nonostante un trattamento con il fosforo radioattivo, in un pessimo stato generale, con un ascite che doveva essere svuotato ogni 10 giorni, uno spossamento ed un dimagramento assai notevoli, per la sua malattia reputata incurabile. Uscita dall’ospedale a metà agosto e tornata a casa, essa pensa di fare un pellegrinaggio a Lourdes. Vi arriva il 20 settembre, e con maggior o minor difficoltà, riesce a seguire tutte le cerimonie. Non sembra averne tratto vantaggio, ma da questa data non ha più bisogno di paracentesi, perché il suo ascite è scomparso, e la sua vita si è man mano regolarizzata, può riprendere una certa attività e 3 mesi dopo il suo passaggio per Lourdes sembra guarita. Nel 1955, 1956, e 1960 essa fu sottoposta a controlli medici, ma solo nel 1960 la sua guarigione fu ritenuta avere una carattere straordinario ed il caso fu sottoposto al Comitato Medico Internazionale. Il Prof. Mauriac, relatore, studiò il caso in modo assai minuzioso ed il Comitato quasi all’unanimità, considerò che si trattasse di una guarigione inspiegabile. Ciò avveniva il 23 aprile 1961. Più di due anni dopo, S. E. Mons. Claude Dupuy, Arcivescovo d’Albi, dopo aver sentito il parere della Commissione Canonica nominata alla scopo, riconobbe, il 31 maggio 1963, che la guarigione di Ginette NOUVEL era miracolosa. A più riprese, fino al 1969, la signora NOUVEL è stata vista a Lourdes. All’inizio del 1970, un episodio patologico, che deve essere interpretato come una recidiva della sua malattia, ha provocata la sua scomparsa, in giugno, per perforazione intestinale, dovuta ad una cattiva, manovra strumentale. Il Comitato Medico Internazionale, nel 1977, ha preso atto della causa immediata della sua morte ed anche «della probabile ripresa evolutiva della sua malattia iniziale» tenendo conto, però dell’eccezionale lunghezza del periodo di perfetta ripresa di cui essa aveva beneficiato... 16 anni in tutto.

 

ELISA ALOI

Nata il 26 novembre 1931 a Patti (Sicilia) Guarita il 5 giugno 1958 a 27 anni. Miracolo riconosciuto il 26 maggio 1965 da parte di S. E. Mons. Francesco Fasola, Arcivescovo di Messina. 

E’ questa l’ultima guarigione, almeno per ora, di una tubercolosi con molteplici localizzazioni. Elisa ALOI aveva quasi 17 anni quando cominciò a soffrire per una gonoartrite del ginocchio destro. In seguito, e per 10 anni (fino al 1958) essa presentò numerose localizzazioni di tubercolosi osteoarticolari quasi tutte evolventesi verso la fistolizzazione, e per le quali dovette essere ricoverata assai spesso in ospedale o in sanatorio, Il trattamento era più o meno efficace come effetto immediato, ma le ricadute e le recidive erano pressoché costanti. Nel giugno 1957, quando ormai non c’erano più speranze di guarigione, arrivò a Lourdes con il Pellegrinaggio U.N.I.T.A.L.S.I. della Sicilia. Non apparve alcun miglioramento. Nel giugno 1958, in una situazione più compromessa ancora, essa ritornò a Lourdes, mentre era portatrice di un apparecchio gessato com­prendente il bacino e l’arto inferiore destro, fenestrato per permettere la medicazione di 4 fistole. Le medicazioni locali furono effettuate solo con l’acqua della Grotta durante il pellegrinaggio, e 10 giorni dopo la partenza, il chirurgo che la curava notò che «secondo lui Elisa ALOI è ritornata da Lourdes completamente guarita». L’ufficio Medico riconobbe la guarigione e trasmise la pratica al Comitato Medico Internazionale nel 1960. Il Prof. Salmon, rielatore, emise le conclusioni, che il Comitato fece sue, di una guarigione inspiegabile dal punto di vista medico. Infine, il 26 maggio 1965, dopo che la Commissione Canonica emise il suo verdetto, S. E. Mons. Fasola, Arcivescovo di Messina dichiarò «formalmente miracolosa la guarigione dalla tubercolosi multipla fistolizzata, avvenuta nella persona della Signorina Elisa ALOI». Qualche mese dopo essa si sposò. Tra il 1966 ed il 1974 ebbe 4 figli che, non c’è da dubitarne, sono i migliori testimoni della sua guarigione.

 

JULIETTE TAMBURINI

Nata il 4 dicembre 1936 a Marsiglia. Guarita il 17 luglio 1959, a 22 anni di età. Miracolo riconosciuto l’i i maggio 1965 da parte di S. E. Mons. Marc Lallier, Arcivescovo di Marsiglia.

All’età di 12 anni, come prima infezione tubercolare, nel 1948, la Sign.na TAMBURINI ammalò di una infezione ossea (femore sinistro) segnando così l’inizio di una lunga malattia. Per 11 anni, Juliette TAMBURINI fece dei lunghi soggiorni in Ospedale e luoghi di ricovero. Subì 11 interventi, tra i quali 4 raschiamenti dell’osso, da cui residuò una fistola. D’altra parte ogni cura non ebbe effetti durevoli. Parallelamente, una serie di epistassi (emorragie nasali) obbligavano 1 o 2 volte per trimestre a interventi urgenti per emostasi. Nulla più sperando, quando la fistola necessitava di almeno 2 medicazioni al giorno, tanto forte era la produzione di pus, ella partì per Lourdes con il suo Pellegrinaggio Diocesano, nel luglio 1959. A Lourdes, dopo che fu iniettata nella fistola l’acqua della Grotta, si determinò la fine dell’emissione di pus, la chiusura della fistola ed anche la cessazione dell’epistassi. Poiché già altre volte dei fatti simili si erano verificati, ma non erano mai stati persistenti, questa «guarigione» (secondo l’opinione della malata stessa e di coloro che le erano vicini) non fu comunicata. Soltanto un anno dopo l’Ufficio Medico ne venne a conoscenza, e visitò l’ammalata. Dopo altre due visite (nel 1961 e nel 1963) questa guarigione fu riconosciuta e la pratica trasmessa al Comitato Medico Internazionale. Il Prof. Michel Salmon, il 3 maggio 1964, fece riconoscere al Comi­tato che «questa guarigione istantanea, senza convalescenza, doveva essere ritenuta come inspiegabile dal punto di vista medico». S. E. Mons. Marc LALLIER, l’11 maggio 1965 dopo aver raccolte le conclusioni della sua Commissione Canonica emise un’ordinanza, dichiarando miracolosa la guarigione di Juliette TAMBURINI. Inutile dire che da circa 30 anni Juliette TAMBURINI è fedele a Lourdes, e sopratutto non ha mai presentato nè ricadute nè recidive.

 

VITTORIO MICHELI

Nato il 6 febbraio 1940, in provincia di Trento. Guarito il 1° giugno 1963 a 23 anni. Miracolo riconosciuto il 26 maggio 1976 da parte di S. E. Mons. Alessandro Gottardi, Arcivescovo di Trento.

Il 16 aprile 1962, mentre era sotto le armi, negli Alpini, Vittorio MICHELI fu ricoverato all’Ospedale militare di Verona per diagnosi e cura di una malattia ancora indeterminata dell’anca sinistra. Dopo molti esami, cure senza successo e una biopsia, il 4 giugno fu diagnosticato un sarcoma dell’anca. Per circa un anno egli gira da un ospedale all’altro, senza che sia mai instaurata una terapia antitumorale, a chirurgica o medica e nemmeno fisioterapica. Per questo l’evoluzione è del tutto cattiva, sia locale che generale, e la distruzione della articolazione coxo-femorale allargata al bacino, diventa totale, quando intraprende un pellegrinaggio a Lourdes, con la sua Diocesi nel giugno 1963. Durante il pellegrinaggio nulla di notevole, se non che viene immerso in Piscina anche se munito di un apparecchio gessato che comprendeva il bacino e l’arto inferiore. Al suo ritorno, si sente meglio, ma deve rientrare in Ospedale militare, poichè era ancora tra gli alpini. Gli sono praticati esami radiologici. Ma in modo difficilmente comprensibile, essi sono male interpretati e ritenuti del tutto identici ai precedenti. Solo dopo 6 mesi ci si rende conto che lo stato generale è eccellente, che i dolori sono cessati, che è possibile che egli cammini e che una ricostruzione ossea, stranamente, si è rifatta (ed i cui primi segni rimontavano a 6 mesi prima). Ritorna a Lourdes ogni anno a cominciare dal 1963 e nel 1967 l’Ufficio Medico ammette che non c’è motivo di attendere ancora a riconoscere che «nessuna spiegazione medica è possibile in questa guarigione». Nel 1968 il Comitato Internazionale, dopo una relazione del Prof. Saimon rinvia la sua decisione ed è soltanto nel 1971 che il Comitato Medico Internazionale conferma l’opinione dell’Ufficio Medico di Lourdes, ritornando indietro di 8 anni. Il 26 maggio 1976, 13 anni dopo la guarigione, S. E. Mons. Alessandro Gottardi, dopo aver ricevuto un parere favorevole dalla Sua Commissione Canonica, ha dichiarato che in questa guarigione esistono «degli elementi sufficienti al riconoscimento di un intervento speciale della potenza di Dio, Creatore e Padre». Vittorio MICHELI da allora è venuto assai spesso a Lourdes, come barelliere con l’Ospitalità della sua Diocesi.

 

SERGE PERRIN

Nato il 13 febbraio 1929. Guarito il 1° maggio 1970, a 41 anni compiuti. Miracolo riconosciuto il 17 giugno 1978 da parte di S. E. Mons. Jean Orchampt, Vescovo di Angers. 

Nel febbraio 1964, all’età di 35 anni, Serge PERRIN aveva già avuto un segnale... un primo episodio neurologico: una emiplegia destra comparsa improvvisamente, ma altrettanto rapidamente regredita. Nel dicembre 1968, stesso attacco altrettanto violento, con perdita di coscienza, curata subito allo stesso modo della volta precedente, ma la regressione non si verificò. 3 mesi dopo questo attacco egli fu avviato alla Clinica neurochirurgica dell’Università di Rennes (Prof. Pecker). Dopo una serie di esami, la diagnosi di trombosi carotidea sinistra potò essere posta, ed ogni trattamento chirurgico fu escluso. Allora il malato rientrò al suo domicilio. Nell’aprile 1969 lo stesso specialista notò una tendenza alla bilateralizzazione del processo di insufficienza circolatoria cerebrale. Non avendo più alcuna speranza, il malato partì per Lourdes, ma ne ritornò nelle stesse gravi condizioni. In seguito si manifestò ancora un aggravamento di questo stato, con la comparsa di eclissi cerebrali che da principio rare, si fecero man mano più frequenti. Nell’ottobre 1969 ottiene una invalidità di terza categoria, con accompagnamento. 3 mesi dopo, nel 1970, il suo stato peggiora ancora, malgrado un trattamento medico molto deciso turbe visive lo rendono pressochè cieco, le eclissi cerebrali sono sempre più frequenti, una astenia fisica crescente rende ancora più insopportabile la coscienza di essere un malato incurabile e condannato. Per la seconda volta, senza speranza, ma soltanto per fare un piacere a sua moglie, accetta di partecipare al Pellegrinaggio a Lourdes della Diocesi di Angers, nel 1970. Dopo un inizio più che triste, l’ultimo giorno arriva, Il mattino: Unzione degli infermi. In questo momento egli sente delle sensazioni nuove, Il pomeriggio scopre che può camminare senza bastoni, e che vede bene senza occhiali! e parte da Lourdes con la certezza di essere guarito. Di ritorno a casa vengono effettuati diversi approfonditi controlli, ed è riconosciuto non avere più alcuna anomalia: è guarito in modo obiettivabile. L’Ufficio Medico è informato nell’ottobre del 1970. Il 1° maggio 1972 ammette che questa guarigione «è sicura, istantanea e duratura». La pratica deve essere sottoposta al Comitato Medico Internazionale. Ma prima che esso sia in grado di esprimersi, una Commissione Medica Diocesana afferma trattarsi di una guarigione sicura e durevole, nel 1974. Infine nel 1976, su relazione congiunta del Professor Mouren, Neurologo e del Dott. Bartoli, oculista, il Comitato Medico Internazionale arriva alle medesime conclusioni: «La guarigione di questo stato può essere considerata come acquisita in modo del tutto inabituale, dal punto di vista medico». Dopo aver avuto il parere favorevole della sua Commissione Canonica, nominata secondo le regole, S. E. Mons. Jean Orchampt, Vescovo di Angers, il 17 giugno 1978, riconosceva in questa guarigione «il carattere miracoloso» ed invitava i cristiani «a vedere in questo segno un atto dell’amore misericordioso del Signore».

 

DELIZIA CIROLLI

Nata il 17 novembre 1964 a Paternò (Sicilia). Guarigione intorno al Natale 1976, a 12 anni compiuti. Miracolo riconosciuto il 28 giugno 1989, da parte di S. E. Mons. Luigi Bommarito, Arcivescovo di Catania.

Nel marzo 1976, una piccola siciliana di anni e mezzo, accusa delle difficoltà nella deambulazione a causa di una tumefazione dolorosa del ginocchio destro. Dopo alcune settimane, avendo applicate soltanto delle cure banali, la bimba è ricoverata in ospedale per procedere ad una biopsia, all’altezza del 1/3 superiore della tibia destra. In virtù di questo esame, la diagnosi temuta è accertata. Si tratta di un tumore maligno dell’estremità prossimale della tibia. Il chirurgo consultato propone un trattamento demolitivo, e cioè una amputazione che tuttavia, sarebbe soltanto palliativa. Questo trattamento è rifiutato dai genitori sconvolti, che ritengono più opportuno riportare a casa la figlioletta condannata. Qualche mese più tardi, durante l’estate 1976, ella partecipò, grazie alla generosità dei suoi amici ed a quella dei parenti della madre, ad un pellegrinaggio a Lourdes. Ne ritornò stanchissima, senza un vero cambiamento e certamente non guarita. Verso il Natale 1976, quando il suo stato era diventato assai grave e la sua vita si andava spegnendo, mentre i suoi vicini non avevano mai smesso di pregare Nostra Signora di Lourdes, la guarigione arrivò improvvisamente. Assai rapidamente essa riprese una vita normale: si mise a mangiare, a camminare e potè riprendere la scuola chiedendo soltanto di vivere e crescere! Nel luglio 1977, ritornata a Lourdes con la madre, essa fu sottoposta a visita da parte dei medici dell’Ufficio Medico. Venne in quel momento riscontrata: — una deformazione residua dell’asse della gamba destra, per ginocchio valgo; — una trasformazione radiologica della zona ammalata, prova obiettiva della scomparsa del tumore, fatto del tutto imprevedibile. Dal 1977 al 1980 ella fu seguita ogni anno e sempre trovata in perfetto stato di salute e dimostrava uno sviluppo armonioso. Il 28 luglio 1980, l’Ufficio Medico di Lourdes, quasi all’unanimità, decise di ritenere questa guarigione — avvenuta dopo una malattia sicuramente diagnosticata, di prognosi certamente infausta, e per la quale non era stata praticata alcuna terapia — come «una fenomeno contrario alle previsioni dell’esperienza medica, e scientificamente inspiegabile». Due anni più tardi, una commissione medica Diocesana emise un giudizio con conclusioni pressochè uguali. Nel settembre 1982, il Comitato Medico Internazionale di Lourdes, confermava, con ulteriore forza, le opinioni già date, relative a questa ripresa della salute «eccezionale, nel senso più stretto della parola, e per di più, inspiegabile». Dopo qualche anno, il 28 giugno 1989, S. E. Mons. Luigi Bommarito, Arcivescovo di Catania, ha riconosciuto solenne­mente il carattere prodigioso di questa guarigione ed il suo valore di «segno». Egli ha esortato i fedeli della sua Diocesi «a rendere grazie per questo dono di Dio alla sua Chiesa» precisando che esso era stato ottenuto per l’intercessione della Vergine Maria «in risposta alla richiesta del cuore dagli uomini».

 

JEAN-PIERRE BÉLY

Nato il 24 agosto 1936. Guarito il 9 ottobre 1987, nel suo 51° anno. Miracolo riconosciuto il 9 febbraio 1999, da parte di S. E. Mons. Claude Dagens, Vescovo di Angoulème.

Infermiere presso l’ospedale di Angouléme, Jean-Pierre Bèly, iniziò nel 1972 ad accusare disturbi neurologici saltuari e senza localizzazione precisa, 2 o 3 volte all’anno. Dopo un cambiamento di attività, tali disturbi divennero meno frequenti fino al 1982 quando comparve una diplopia che in principio si manifestò con piccole crisi ripetute più volte al giorno e per brevi periodi. Tra il 1984 ed il 1987 si manifestarono degli episodi di deficit motorio, localizzati all’emicorpo destro, che si aggravarono molto rapidamente nonostante avesse abbandonato definitivamente il lavoro. Il camminare e la stare seduto diventarono difficili e poi impossibili. In questo periodo fu posta la diagnosi di sclerosi in placche ad evoluzione rapida. Nell’ottobre 1987, quando ormai era costretto al letto, soffrendo di parestesie e di incontinenza urinaria, il malato fu trasportato a Lourdes con il Pellegrinaggio del Rosario. Dopo l’Unzione dei Malati, il terzo giorno, egli immediatamente provò un sentimento di pace interiore assai deciso. Dopo qualche ora, si accorse del recupero della sensibilità e della capacità di movimento, tanto completa che gli permise di lasciare Lourdes camminando e potendo viaggiare seduto, ma senza essere stato messo in contatto con l’Ufficio Medico di Lourdes. Invece, dopo aver visitato Jean-Pierre Bély una prima volta nel dicembre 1986, confermando la diagnosi di sclerosi in placche, il dott. Devoize, neurologo ad Angouléme, ebbe l’occasione di rivederlo pochi giorni dopo il suo rientro a casa. Il paziente non lamentava più alcun disturbo ed il suo esame neurologico risultò assolutamente normale Nel febbraio 1988, il Prof. Gil, neurologo a Poitiers, dopo averlo visitato, confermò a sua volta la pregressa diagnosi di sclerosi in placche e concluse, con una IRM senza anomalie, per «una guarigione neurologica senza possibile spiegazione» L’Ufficio Medico di Lourdes venne informato di questa imprevedibile evoluzione soltanto nell’ottobre 1988, e dopo numerosi controlli negli anni seguenti, riconobbe questa guarigione come «certa, straordinaria e definitiva» neI 1992. Da parte sua, il Comitato Medico Internazionale, dopo una perizia eseguita da due suoi membri, il Prof. Mouren ed il Dott. Armand-Laroche, affidò al Prof. Confavreux, di Lione, neI 1994, il rapporto concernente questa guarigione. Questo rapporto fu discusso tra i membri del Comitato, ma la decisione fu tenuta in sospeso. Nel 1998 fu presentato un secondo rapporto delle stesso perito che concludeva cosi: Con un buon margine di probabilità, il Sign. Bély ha sofferto di una affezione organica di notevole gravità in uno stadio avanzato, la cui guarigione improvvisa durante un pellegrinaggio a Lourdes, è un fatto insolito ed inspiegabile da parte della scienza. Dopo una serrata discussione, la votazione non arrivò ai 2/3 dei voti favorevoli da parte dei membri presenti necessari per l’approvazione, ma soltanto ad una maggioranza relativa. Questo è il motivo per il quale il Comitato a proposito di questa perizia decise in questi termini: «E’ impossibile per la scienza medica, oggi dire di più. Perciò, il Comitato Medico Internazionale ritiene che la pratica di Jean-Pierre Bély sia trasmessa alle autorità responsabili, incaricate di pronunciarsi sull’importanza di questa guarigione». Qualche mese dopo, il febbraio 1999, il Vescovo di Angouléme, S. Ecc. Mons. Claude Dagens, avendo avuto il parere favorevole di una Commissione Canonica Diocesana, stabili «a nome della Chiesa che questa guarigione improvvisa e completa è un dono personale di Dio (...) e un segno effettivo del Cristo Salvatore, che è stato compiuto per l’intercessione della Madonna di Lourdes».

 

ANNA SANTANIELLO

La beneficiaria è una donna italiana che soffriva di una malformazione cardiaca.

Roma, martedì, 15 novembre 2005, L’Arcivescovo di Salerno, monsignor Gerardo Pierro, ha proclamato ufficialmente l’11 novembre la “guarigione miracolosa” di una donna, che oggi ha 94 anni, avvenuta a Lourdes nel 1952. Si tratta del 67° miracolo avvenuto nella città francese in cui apparve la Vergine Maria e ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa cattolica. La malata, soffriva fin dall’infanzia di una malformazione cardiaca dichiarata incurabile dai medici. Quando ha compiuto quarant’anni, il suo stato di salute è peggiorato e, nonostante il parere contrario dei medici e della famiglia, ha deciso di recarsi a Lourdes.

La malformazione le impediva di camminare e di parlare chiaramente, provocandole anche cianosi al volto ed edemi nelle estremità inferiori. Come ha spiegato “non riuscivo più a respirare e dissi a mio fratello che il mio ultimo desiderio era di andare a Lourdes”, dove arrivò “viva, seppure in una barella”.

Le religiose la immersero nella piscina e “l’acqua era ghiacciata – ha raccontato –, ma sentii subito qualcosa che mi bolliva in petto come se mi avessero restituito la vita. Dopo pochi secondi, da che non potevo muovere un passo, mi alzai da sola e presi a camminare, rifiutando l'aiuto dei barellieri che mi guardavano increduli”.

Tornata a casa, consultò un illustre cardiologo dell’epoca: “Mi disse che non avevo niente. Che ero sanissima e non si spiegò tutti i certificati e gli esami fatti in precedenza”. Anna Santaniello è tornata in altre occasioni a Lourdes per offrire il suo servizio come volontaria nell’aiuto ai malati. La signora Santaniello ha partecipato alla cerimonia di proclamazione del miracolo, avvenuta nel seminario metropolitano “Giovanni Paolo II” di Pontecagnano.

 

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