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| XXI CONVEGNO REGIONALE

     forlì, 30 gennaio 2010

 

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Atti Convegni Regionali anni scorsi

 

Più di 200 i partecipanti al XXI Convegno regionale organizzato dalla Sezione Emiliano Romagnola nei locali del Seminario Diocesano di Forlì.

Il tema proposto quest'anno era: "Unitalsi, una realtà in cammino".

I convenuti, rappresentanti di tutte le Sottosezioni più una delegazione di San Marino, sono stati accolti dal saluto del Presidente regionale Italo Frizzoni che li ha anche ringraziati per la partecipazione nonostante il tempo abbastanza inclemente.

Dopo di lui, i saluti del Vescovo di Forlì e Bertinoro S.E. Mons. Lino Pizzi che ha posto in evidenza la fattiva collaborazione della Sottosezione di Forlì con la diocesi di cui egli è Pastore, così come debba esservi un legame stretto tra l'Unitalsi ed i sacerdoti per il compito di essere vicini a coloro che soffrono.

Mons. Guiscardo Mercati, nostro Assistente ecclesiastico regionale, interviene sul tema da lui proposto: "Il segno della croce", affermando che esso non ci identifica come gente dotata di talismani o di scongiuri, ma come segno della nostra fede in Cristo. E' un gesto particolarmente caro anche a Bernadetta, la quale non riuscì a farlo compiutamente fintanto che non glielo insegnò Maria. Il primo a farlo fu Cristo perchè lui è stato il segno, lui sulla croce è diventato il segno della salvezza; lui ci chiede di esserne il segno ovunque siamo. Segno di risurrezione, non solo di sofferenza; quando lo si manifesta, affermiamo di essere dei salvati, dei redenti. L'Unitalsi si è adeguata col proprio Tema Pastorale "la tua croce è segno di amore" alla proposta del Santuario di Lourdes e le schede approntate serviranno da ausilio al cammino che si svolgerà nelle varie Sottosezioni. II suo consiglio è appunto quello di fare un uso appropriato di tale sussidio, integrandolo o riassumendolo, ma sviluppandolo sempre ad ogni incontro. Come Bernadetta, anche noi possiamo essere guidati, vivendo l'esperienza della croce che ha trasformato in salvezza e redenzione ciò che era considerato ignominia e condanna (il patibolo della croce). Dopo la crocifissione di Gesù, la croce infatti non rappresenta più un segno di morte, ma di risurrezione; la croce diventa il segno della vittoria! Occorre quindi vivere e conformare la propria vita a quel segno. Ma, come è nato l'uso di fare il segno della croce? È un simbolo che è stato usato fin dai primi cristiani, come segno di distinzione, con il pollice (come si fa oggi nel battesimo dei neonati). Ognuno di noi, oltre che su se stesso, può esprimerlo anche sui fratelli, come segno di benedizione. Gli ortodossi usano tre dita come segno della Trinità, mentre i cristiani usano le cinque dita come segno delle plaghe del Signore ma, in qualsiasi modo venga fatto, questo segno accomuna tutti i credenti in Cristo. La croce è dunque cambiamento e segno di speranza ed è sbagliato vedere in essa solo un segno di sofferenza. Ognuno ha la propria croce, pur sentendola più o meno pesante, ma deve considerarla nell'arco del proprio cammino, al termine del quale la stoltezza diventa grazia. Tracciando questo segno su di noi, abbiamo sempre la consapevolezza di essere in sintonia con la Trinità? Purtroppo, molto spesso, lo eseguiamo senza senso, senza la coscienza della gioia e dell'appartenenza. Ad ogni liturgia, il segno della croce è sempre presente: battesimo, cresima, unzione degli infermi, eucaristia, esequie, all'inizio e al termine della Santa Messa e nel sacramento della confessione. È un segno redentore che accompagna tutta la vita del cristiano. Non facciamoci dunque delle remore nel farlo, ma facciamolo consegnando ad esso la nostra vita!

 

Dopo questo intervento prettamente spirituale, si è passati a quello esclusivamente burocratico ed organizzativo con la relazione del Vice Presidente nazionale aw. Pagliuca sulla stesura del nuovo Statuto e del nuovo Regolamento. Egli ha tenuto a precisare che si tratta sempre dello Statuto del 1997, al quale sono state apportate le modifiche e gli aggiornamenti necessari per adeguarlo alla realtà odierna. A video sono state esposte tutte queste modifiche (la duplicazione verrà inviata ad ogni Sottosezione), soffermandosi su quelle più significative come le nuove qualifiche di soci, la richiesta a divenire socio effettivo ed il mantenimento dello status tramite conferma annuale di adesione all'Associazione. Nel regolamento sono state riportate ugualmente tutte le norme dello Statuto a cui viene fatto riferimento, per poter avere uno strumento unico utile con le modalità dí applicazione. (Il testo completo dello Statuto e del Regolamento possono essere scaricati dal sito nazionale www.unitalsi.it, oppure nel sito regionale www.unitalsiemiliaromagna.it).Durante il suo intervento, il Vice Presidente nazionale ha dato notizia di aver consegnato al signor Pierfranco Santandrea, Presidente onorario della Sottosezione di Imola, un encomio per il prezioso servizio svolto in questi anni nell'ambito del Servizio Civile.

 

La celebrazione della Santa Messa, presieduta dal Vescovo di Forlì e concelebrata dagli Assistenti di Sottosezione presenti e dai sacerdoti anziani ospiti del seminario, ha terminato la mattinata e ci ha portati, dopo il Pane Eucaristico, a quello del pranzo allestito sempre nei locali del seminario adibiti a mensa.

 

Gli interventi pomeridiani sono iniziati con la relazione del Consigliere nazionale Giovanni Punzi che, ad onor del vero, di relazioni ne ha tenute due, parlando sia della Protezione Civile che del progetto "Cuore di latte".

In merito alla Protezione Civile, ha subito sgombrato il campo dagli equivoci sollevati da coloro che si sono chiesti cosa c'entrasse l'Unitalsi con la Protezione Civile, affermando che non si è fatto altro che vivere il proprio carisma unitalsiano nelle emergenze. Emergenza che si è presentata, non all'indomani, ma subito poche ore dopo il terremoto in Abruzzo.

L'Unitalsi è stata punto di riferimento e sollievo alla solitudine di quelle persone che, raccolte nel campo di Piazza d'Armi, avevano perso tutto. Quel luogo era stato subito considerato il più difficile da gestire per la presenza di etnie diverse, ma l'Unitalsi si è fatta forte della condivisione e della programmazione, razionalizzando le presenze in base alle esigenze e facendo vivere i volontari prossimi alle persone, senza fare nulla di eccezionale. Si è camminato insieme alle persone in difficoltà che il Signore ci ha messo vicino, senza carte di identità. E' stato sicuramente un arricchimento per l'Associazione, anche perchè ha permesso l'incontro con persone di realtà diverse. Questa esperienza ha fatto capire la necessità di un coordinamento e di una programmazione che sfoceranno nella individuazione di tre macro aree: nord , centro e sud affidate ad un referente al quale dovranno poi fare capo i referenti delle varie Sezioni e Sottosezioni. Queste tre macro aree, che in futuro potranno diventare cinque, si stanno dotando di piccole strutture per poter essere autosufficienti ed arrivare subito sul luogo colpito dalla calamità naturale. Entro il mese di giugno si terrà un primo corso di formazione per i volontari seguito da un secondo in settembre.

In merito al progetto "Cuore di latte", il Consigliere Punzi ha spiegato come sia partito per rifornire di latte i bambini dell'Iraq, a causa dell'embargo. In seguito, pur volendo mantenere lo stesso nome al progetto, ci si è occupati di altre povertà: a Craiova in Romania, in Congo ed in India, con il progetto di una scuola per 750 bambini del costo di 30.000 euro.

Nello scorso anno si è sostenuta la creazione di un centro per i bambini disabili a Betlemme e quest'anno ci si adopererà per la creazione del primo ospedale chirurgico pediatrico, sempre a Betlemme. Per ottenere la realizzazione di questi progetti, la Presidenza nazionale avrebbe anche potuto aumentare le quote dei pellegrinaggi di 50 centesimi, ma non lo si è voluto fare, per ricorrere invece alla bontà dei soci, aprendosi ad ogni tipo di offerta. A questo proposito, Punzi ha voluto ricordare l'episodio di un anziano che, ogni mese invia un'offerta di un euro quando riscuote la pensione ed ha terminato il suo intervento affermando che la provvidenza c'è ed ha il nostro volto, le nostre mani e soprattutto il nostro cuore!

 

Dopo l'interessante intervento di Giovanni Punzi, ha preso la parola la Dottoressa Elena Spadaro, consigliere Nazionale Responsabile giovani, che ha ricordato il cammino intrapreso in questi anni a partire dal 2007 ad oggi con il Pellegrinaggio Nazionale Giovani, iniziato a Loreto con la partecipazione di 1400 giovani provenienti da tutte le regioni d'Italia.

L'incontro ha avuto un successo tale che si è pensato subito di ripeterlo e così è stato.

Nel 2008 si è svolto ad Assisi e la partecipazione è aumentata a 1600: "era un fiume di giovani che pregava, meditava e cantava la gioia di essere insieme in cammino".

Il terzo anno, il 2009, "approdammo a Siracusa, dove rimanemmo tre giorni" (At. 28.12) e davanti al Santuario della Madonna delle Lacrime c'erano ben 1800 giovani! Elena ha concluso la sua relazione ricordando che, quest'anno, il Pellegrinaggio si svolgerà a Roma ed auspicando il superamento delle 2000 presenze.

 

Ultimo, ma non meno importante, è stato l'intervento di Michele Petrella, referente per l'Hospitalité Cuore Immacolato di Maria che, assieme al Dr. Lorenzini, Presidente dell'Associazione Unitalsi Lourdes, ha illustrato ai presenti questo nuovo servizio di volontariato che si svolge a Lourdes presso il Salus Infirmorum. Iniziato nel 2004 come Fraternità, il progetto è cambiato e si è evoluto, migliorando gli aspetti del servizio per renderlo più efficiente e proficuo, facendo anche attenzione a rispettare le richieste proposte. Vari sono gli ambiti di questo servizio a partire dalla distribuzione pasti al self-service del primo piano; la pulizia dei vassoi, delle vetrine e delle sale e a finire, al sesto piano, con il lavaggio dei piatti utilizzati dagli ospiti del Salus. Nel 2010 potrebbe attuarsi anche un servizio di lavanderia all'hotel Lecuyer, recentemente acquisito dall'Unitalsi, dove gli stagisti piegheranno asciugamani e tovaglie, servizio che potrà così essere affidato anche ai disabili, facendoli diventare parte attiva in questo progetto. Petrella ha ricordato che, durante tutto il periodo di stage, variabile dai 7 ai 15 giorni, a seconda della disponibilità di tempo dei singoli stagiaires, questi ultimi saranno sempre seguiti da un sacerdote che svolgerà, nei loro confronti, il ruolo di guida spirituale affiancando la Parola del Signore alla quotidianità del servizio. Il grande rammarico di Petrella è che, dalla nostra Sezione, siano poche le richieste pervenute per questo servizio, attestatesi in 5 volontari, l'augurio è che, a partire da quest'anno, il numero aumenti notevolmente.

 

La preghiera dell'Angelus ha concluso questa densa giornata di Convegno che, ascoltando i commenti dei partecipanti, è stato molto apprezzato nei contenuti.


(Valerio Valeri)

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