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Lourdes Giubileo 2008

La luce

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Introduzione

Prefazione

CHIAVE 1, La vocazione di Bernardetta

CHIAVE 2, Il segno della roccia          

CHIAVE 3, Il segno dell'acqua

CHIAVE 4, Il segno della luce

CHIAVE 5, Il segno delle folle

CHIAVE 6, Il segno "dell'altro mondo"

CHIAVE 7, Il segno della riconciliazione

Meditazione

 

INTRODUZIONE

Il 15O° anniversario delle Apparizioni ha dato vita a numerose pubblicazioni: libri, canti, album, fumetti, riviste. Quando l'anno si chiuderà, sarà interessante vedere come viene presentato il Messaggio di Lourdes oggi, all'inizio del terzo millennio. Questo Messaggio, per il suo contenuto, è vicino al Vangelo. L'invito alla conversione ed alla penitenza udito da Bernardetta segue le esortazioni di Giovanni Battista e di Gesù stesso.

Ma la somiglianza tra il Messaggio di Lourdes ed il Vangelo si avverte anche nel modo in cui, l'uno e l'altro, sono stati espressi e si esprimono. Per i cristiani, il Vangelo non può essere ridotto a valori umanistici divulgati da un saggio chiamato Gesù. Il Vangelo è l'avvenimento della salvezza che si attua nella vita, nella morte e nella Resurrezione del Cristo che esprimono il loro senso attraverso le sue parole. Ugualmente, il Messaggio di Lourdes non può essere ridotto ad alcune parole della Vergine riportate da Bernardetta. Il Messaggio è tutto ciò che si è avverato tra l'11 febbraio ed il 16 luglio 1858. In alcuni momenti le parole della Vergine illuminano il senso di ciò che sta accadendo ma queste parole assumono un significato solamente se illuminate dalle Scritture.

Così, nelle pagine che seguono, Fratel Jean Philippe Rey si muove con disinvoltura tra il racconto di ciò che è accaduto, i riferimenti alle Scritture e le parole della Vergine. Ma Lourdes ha un altro discorso ancora, quello dei segni, materiali e umani. È facile individuare a Lourdes il ruolo dei quattro elementi, già distinti dai filosofi dell'antica Grecia: il fuoco, l'acqua, l'aria e la terra. A Lourdes, tutto comincia con un colpo di vento e la Signora invita Bernadette dalla fenditura di una roccia. L'universalità di questi simboli spiega, probabilmente, la dimensione internazionale, interculturale, di Lourdes che trova conferma nella diversità di pellegrini e visitatori provenienti dai quattro angoli del mondo. Tra essi, i malati hanno il primo posto, come nei Vangeli.

Sì, Lourdes è veramente un luogo evangelico!

Mons. Jacques Perrier, vescovo di Tarbes e Lourdes

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PREFAZIONE

Stiamo per meditare con gioia e insieme, i Segni di Lourdes ed il Messaggio della Signora. Conosciamo la storia di Bernardetta e delle diciotto apparizioni. Con queste riflessioni vorrei ravvivare semplicemente la nostra memoria comune, la nostra devozione, il nostro affetto per la ragazza col cappuccio bianco che ha visto l'Immacolata Concezione ed il suo sorriso, che ha sentito la Signora annunciare che, la strada che conduce della Terra al Cielo, è aperta.

A Lourdes, in vista del viaggio celeste, Maria ci rivolge le raccomandazioni che costituiscono ciò che viene chiamato il Messaggio di Lourdes.

 

Non esistono scritti, ma sette frasi che contengono l'autentica realtà delle apparizioni:

      "Ciò che le devo dire non è necessario scriverlo".

      "Vuole avere la grazia di venire qui per quindici giorni".

      "Non le prometto di renderla felice in questo mondo ma nell'altro".

      "Penitenza. Penitenza. Penitenza. Pregherà Dio per i peccatori. Vada a baciare la terra per la conversione dei peccatori".

      "Vada a bere ed a lavarsi alla sorgente. Mangerà di questa erba".

      "Vada a dire ai sacerdoti che si venga qui in processione; che vi si costruisca una cappella".

      "Io sono l'Immacolata Concezione".

 

Maria appare diciotto volte tra l'11 febbraio ed il 16 luglio 1858. Ogni apparizione dura dai dieci minuti ad un'ora abbondante e noi ne abbiamo conservato solamente sette frasi. La Signora si è adeguata a Bernardetta.

È solamente grazie ai testimoni che queste frasi sono giunte sino a noi. Sono stati loro, infatti, a porre domande alla veggente al termine della condizione di estasi.

Fratel Jean Philippe Rey, domenicano, direttore dell'Hospitalité del Rosario

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Chiave 1: LA VOCAZIONE DI BERNARDETTA

Bernardetta

 

La prima apparizione (11 febbraio 1858). Racconto

La mattina presto, la famiglia Soubirous si alza. Louise batte le coperte per arieggiarle, le ragazze sistemano la casa, compiono i gesti essenziali per sei persone che vivono in un piccolo locale. François resta a letto. È senza lavoro ed è ammalato. Verso le 11, mentre i bambini più piccoli giocano in un angolo e le due più grandi filano la stoppa, Louise vede che non c'è più legna. Ieri, prima dell'alba, Louise e Toinette erano andate a cercarne e l'avevano venduta, ci avevano ricavato sei soldi, grazie ai quali la famiglia si era potuta nutrire quell'il febbraio 1858.

Bisogna andare a cercare altra legna, altrimenti domani non ci sarà niente da mangiare. Toinette si prepara prima di uscire al freddo. Arriva la sua amica Jeanne Abadie. Ha undici anni e a quest'ora tiene il bimbo di una vicina. Andare a cercare della legna? Buona idea. Decide di accompagnare Toinette ed esce, il tempo di trovare un'altra che si occupi del piccolo. Bernardetta ne approfitta per ottenere l'autorizzazione di andare anche lei. La madre le dice: “Se prendi freddo, ti verrà la tosse e allora la prossima notte nessuno dormirà nella camera...". Bernardetta promette di non prendere freddo. Mette le calze di lana ed il cappuccio bianco comperato d'occasione sulla piazza del Mercato.

Le bambine escono dal cachot, percorrono la rue du Baous prima di scendere fino al Ponte Vecchio. Sotto il ponte, ci sono dei rami appesi, c'è anche Tata Pigou che lava le viscere di un maiale. "Che cosa fate qui con questo freddo?” - “Cerchiamo della legna. Andate del lato dei La Fitte!" È questa la direzione che prendono. Per gioco, decidono di seguire il Gave ma si trovano bloccate da un piccolo ruscello che taglia loro la strada.

Ecco il racconto che Bernardetta farà a Padre Gondrand tre anni più tardi: "Andavo in riva al Gave per raccogliere della legna con altre due ragazze. Hanno attraversato il ruscello e poi si sono messe a piangere. Ho chiesto loro perché piangessero e mi hanno risposto che l'acqua era fredda; allora le ho pregate di aiutarmi a gettare delle pietre nell'acqua per passare senza togliermi le calze; mi hanno risposto che dovevo fare come loro. Per questo mi sono spostata un po' più lontano per vedere se potevo passare senza togliermi le calze. Non ho trovato. Allora sono ritornata davanti alla grotta per togliermi le calze. Stavo per farlo, ho sentito un brusio. Mi sono girata verso la prateria; gli alberi non si muovevano affatto. Ho continuato a togliermi le calze, quando ho sentito lo steso brusio. Ho sollevato la testa guardando la grotta. Ho visto una Signora vestita di bianco; aveva un abito bianco, una cintura azzurra ed una rosa gialla su ogni piede, medesimo colore della catena del suo rosario. Quando l'ho vista, mi sono strofinata gli occhi; credevo di ingannarmi. Ho messo la mano in tasca; ho trovato il rosario. Volevo fare il segno della croce; non sono riuscita a portare la mano alla fronte: mi è ricaduta. La visione ha fatto il segno della croce. Allora, la mia mano tremava; ho riprovato e ci sono riuscita. Ho passato il rosario; la visione faceva scorrere i grani del suo, ma non muoveva le labbra. Quando ho finito il rosario la visione è sparita di colpo..."

Raffigurazione della prima apparizione

 

Comprendere la prima apparizione

 

Riprendiamo il canovaccio di questa storia: descrive la vocazione di Bernardetta, descrive la vocazione di un gigante della fede in Israele, Mosè. Bernardetta è sola sulla riva. È separata dalla Grotta. Si toglie le calze. Vede qualcuno vestito di bianco sulla roccia. Non crede ai propri occhi, che strofina energicamente. Prende in mano il rosario. La tradizione locale ci dice che un cespuglio di rosa selvatica si arrampicava sulla Grotta, e si sa che l'acqua sgorgherà dalla roccia, che i malati guariranno. Vediamo come, attraverso questi avvenimenti aneddotici, la Signora fa mimare a Bernardetta la vocazione di Mosè affinché divenga la sua vocazione.

La chiave di questa prima apparizione è il libro dell'Esodo. Nel capitolo 3, si tratta di Mosè che "arrivò al monte di Dio, l'Oreb. L'angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto". Bernardetta è anch'essa sulla montagna. Vede una Signora luminosa che appare in un cespuglio di rose.

"Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava". Strana formula che i teologi hanno cercato di interpretare fin dai primi secoli. Per loro, non vi è dubbio che questo passaggio della scrittura parli di Maria e della sua verginità. Uno di loro dirà: "Nel cespuglio infiammato ma non consumato, abbiamo riconosciuto la tua verginità mirabilmente conservata". Così dunque, all'origine della vocazione di Mosè, c'è già Maria misteriosamente presente. Ed anche se non ha ancora detto il suo nome Immacolato a Bernardetta, sappiamo che è lei che viene a rivelarle la sua vocazione a Lourdes.

Continuiamo la lettura del libro dell'Esodo. Mosè pensò: "Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?". Mosè ha uno spirito concreto come Bernardetta, che si strofina gli occhi per veder meglio ed esser certa di non avere le traveggole. "Il Signore vide che si era avvicinato per vedere" come Bernardetta che dice: "sono rimasta un po' più in basso per vedere..." e Dio lo chiamò dal roveto e disse: "Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!" Bernardetta, che non può avvicinarsi alla Grotta, che cosa fa? Si toglie le calze. Il Signore gli disse: "Che hai in mano?". Rispose: "Un bastone". Riprese: "Gettalo a terra!". Lo gettò a terra e il bastone diventò un serpente [...] Il Signore disse a Mosè: "Stendi la mano e prendilo per la coda!". Stese la mano, lo prese e diventò di nuovo un bastone nella sua mano. "Questo perché credano che ti è apparso il Signore" (Esodo 4, 2-5). È il primo segno. E tu Bernardetta, che cosa hai nella mano? La tua mano cerca nella tasca del grembiule, dove trova un rosario. Un rosario di legno, come il bastone di legno. Un rosario agile come il serpente nella mano di Mosè. Un'arma contro il maligno. Il rosario è un segno di Lourdes. Il segno della preghiera.

 

Il Signore gli disse ancora: "Introduci la mano nel seno!". Egli si mise in seno la mano e poi la ritirò: ecco la sua mano era diventata lebbrosa, bianca come la neve. Egli disse: "Rimetti la mano nel seno!". Rimise in seno la mano e la tirò fuori: ecco era tornata come il resto della sua carne. "Dunque se non ti credono e non ascoltano la voce del primo segno, crederanno alla voce del secondo!" (Esodo 4, 6-8). Per Bernardetta di Lourdes non credo sia necessario sviluppare qui gli aspetti miracolosi legati alla Grotta di Massabielle. Ne parleremo più avanti. La vocazione guaritrice è un segno di Lourdes.

 

Dio dice a Mosè: "Se non credono neppure a questi due segni e non ascolteranno la tua voce, allora prenderai acqua del Nilo e la verserai sulla terra asciutta: l'acqua che avrai presa dal Nilo diventerà sangue sulla terra asciutta" (Esodo 4, 9). Per Mosè questo segno è coniugato al futuro. Anche per Bernardetta il segno dell'acqua arriverà più tardi, alla nona apparizione. Ricordiamo che la sorgente sgorgherà sulla terra asciutta, ai piedi della roccia. Quest'acqua, mescolata al limo, imbratterà il volto di Bernardetta, quando vi si laverà la prima volta. L'acqua è un grande segno di Lourdes.

 

Dio dice a Mosè: "Ecco, io starò davanti a te sulla roccia, sull'Oreb; tu batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà..." (Esodo 17, 6). E Lourdes diviene l'Oreb. La roccia di Massabielle è stata colpita, scavata da Bernardetta alla ricerca della sorgente. L'acqua ne è sgorgata e una moltitudine di pellegrini la beve. Ecco cosa dice san Paolo nella sua lettera ai Corinzi: "Tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo" (1 Corinzi 10, 4). Così fece Mosè. "Si chiamò quel luogo Massa e Meriba [...] perché misero alla prova il Signore, dicendo: Il Signore è in mezzo a noi sì o no?" (Esodo 17, 7). Qual è a Lourdes il nome del luogo dove sgorga l'acqua dalla roccia? Massa? Massabielle! E la domanda di alcuni cristiani rimane: Maria è o no tra noi a Lourdes?

(Quest'ultima vuole solamente essere una piccola analogia della quale non bisogna esagerare la portata...).

 

Dopo aver ricevuto tre segni privilegiati, "bastone-serpente, guarigione, acqua della roccia", Mosè accetta la sua vocazione e conduce il popolo di Israele attraverso il Mar Rosso. Cosa fa Bernardetta quando accetta la propria missione? La cronaca ci dice che ha seguito le sue due amiche, ha attraversato il ruscello ghiacciato ma lo ha trovato tiepido.

 

La prima apparizione è silenziosa, ma i gesti sono molto eloquenti. Maria chiede a Bernardetta di entrare nella storia dei credenti, di trovare il suo posto, la sua vocazione. Bisogna attraversare il mar Rosso o il ruscello del Savy, ma in entrambi i casi la chiamata è la stessa, uscire dalla schiavitù. E per Bernardetta la schiavitù si chiama malattia, analfabetismo, povertà.

 

Vedremo più avanti quale Terra Promessa le rivelerà la Signora.

 

La Grotta di Massabielle

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Chiave 2: IL SEGNO DELLA ROCCIA

 

La Grotta

I volti della Grotta

Di tutti i segni di Lourdes, la Roccia di Massabielle è fondamentale. Nessun pellegrino passa da Lourdes senza venire alla Grotta. L'argomento è conosciuto e talmente ripetuto sotto il suo aspetto teologico che talvolta prevale sugli "avvenimenti". Alla fine, della Roccia non si ricorda che questo: "Il Cristo è la nostra Roccia spirituale". È l'essenziale, ma non dice tutto dell'esperienza di Bernardetta a Massabielle.

Il libro della Genesi inizia così: "In principio Dio creò il Cielo e la Terra".

Nella sua creazione, Dio aveva cominciato dal principio.

Che cosa ne è delle terre rocciose del Vangelo?

      Roccia di Natale: Grotta di Betlemme dove Gesù nasce in mezzo a noi.

      Roccia del Tabor: Montagna di fuoco dove Gesù è trasfigurato in mezzo a noi.

      Roccia di Pasqua: Grotta del Santo Sepolcro dove Gesù morto risuscita in mezzo a noi.

Dire "credo", significa testimoniare che Maria è il cuore di Lourdes, che il Cristo è la Roccia di Lourdes. Come diceva Bernardetta: "La Grotta è già il cielo".

La storia della Grotta

Grotta plurimillenaria, Massabielle porta così bene il suo nome di Massa Bielle, ovvero Roccia Vecchia in dialetto bigordino. Cosa poteva conoscere Bernardetta di questo luogo prima delle Apparizioni? Oso contraddire coloro che affermano che la piccola veggente fosse senza cultura solo perché non sapeva leggere e scrivere. Bernardetta conosceva la storia della creazione del mondo, la storia di Mosè e di Gesù, le leggende dei Pirenei, i canti popolari, ma anche le ricette delle nonne che curano gli animali e gli uomini. Sapeva se bisognava potare le piante o tagliare i capelli al tempo della luna piena, conosceva detti come: "Da Santa Lucia, il giorno si allunga di un salto di pulce". Che cosa poteva conoscere della Grotta prima delle apparizioni? A Lourdes, come altrove, vi sono dei quartieri dove è meglio non attardarsi. Luoghi dove si sconsiglia ai ragazzi ed alle ragazze di passeggiare. Elfrida Lacrampe racconta: "Quando si voleva parlare di qualcuno maleducato, le persone del popolo avevano l'abitudine di dire: Deve essere stato educato sulla riva di Massabielle". Il luogo non è dunque frequentabile, o per essere più giusti, il luogo è frequentato da un centinaio di maiali del comune che il porcaio Samson accompagna là tutti i giorni. È a causa della folla delle apparizioni che il branco abbandona Massabielle, la sua buona erba, la sua acqua fresca e la sua grotta che proteggeva così bene dalle intemperie.

A questo proposito, Bernardetta avrebbe potuto raccontare la storia del taglialegna che aveva trovato riparo nella grotta, un giorno di temporale. Là, sentì grida lamentose e gemiti che gli fecero paura al punto di farlo fuggire da quello strano luogo. Croisine Duconte lo conferma: "Prima delle apparizioni, qualche cosa mi spingeva a farmi il segno della croce, alla grotta, andando verso il bosco". E Frainois Soubirous, che non si è affatto stupito che sua figlia avesse visto qualche cosa a Massabielle, pensava che si dovesse pregare per l'anima di un anziano della famiglia che veniva a sollecitare aiuto. Se l'atmosfera della Grotta faceva paura ad alcuni Lourdesi, il suo carattere selvaggio ne attirava altri. Dominique Vigne testimonia: "Da giovani vi cercavamo i nidi. Ho raccolto anche delle fragole sui bordi della Grotta". Il fattore delle Espelugues aggiungeva: "Era uno dei luoghi dei giochi della nostra infanzia. Talvolta andavamo lì anche per bagnarci". La Grotta provoca giudizi contrastanti e Bernardetta si trova dalla parte delle famiglie che non vanno alla Grotta.

Fino all'11 febbraio 1858, giorno della prima apparizione, Bernardetta e sua sorella non hanno mai messo piede a Massabielle. E’ la necessità di trovare della legna e la presenza di Baloum Abadie, per la quale il luogo è ben conosciuto, che le spinge verso questa riva. Così la Grotta sollecitava l'immaginario dei Lourdesi e certo anche quello di Bernardetta. Gli storici non hanno dato peso a queste credenze popolari. È un peccato, perché queste leggende permettono di comprendere perché i Lourdesi non abbiano fatto nessuna fatica a credere che Massabielle suscitasse il fantastico ed il soprannaturale.

L'inquilina della Grotta durante le apparizioni

La Grotta era per la Madonna un semplice punto di appoggio oppure ci viveva? (entrambe queste espressioni sono funzionali ma inadeguate ad un essere celeste...). Ed in questo caso, la sua casa era grande e pratica? Dalla prima apparizione Bernardetta aveva detto ad Azun di Bernétas: "Ho visto il rosaio che era all'entrata della grotta agitarsi, ed immediatamente dopo ho visto davanti a me, ad una distanza di circa quindici passi ed ad un'altezza pressappoco uguale, in piedi sulla roccia, l'immagine di una bella Signora". E’ sempre apparsa là dove oggi c'è la statua. Da questa posizione non ha mai parlato a Bernardetta, ma dall'interno della Grotta. Fin dalla terza apparizione, Bernardetta nota questo spostamento della Signora. Che cosa è successo? Bernardetta davanti alla Grotta contempla in silenzio la Signora silenziosa a sua volta. Poi la Signora fa un gesto col dito come per dirle di avvicinarsi. Bernardetta si avvicina ma l'Apparizione sembra arretrare e svanire. Bernardetta si immobilizza. La fa fuggire? La Signora ripete il segno col dito. Bernardetta entra nella grotta. Nella cavità in fondo a destra (luogo ove attualmente si trova il tabernacolo), ritrova la Signora. L'apparizione le chiede di venire qui per quindici giorni.

Ecco che cosa riportano i testimoni... Lettera di Maria Dufo al fratello seminarista: "La Signora ha sorriso e ha fatto segno a Bernardetta di avvicinarsi. La ragazza ha ubbidito e ha sentito che poteva parlare, cosa che le era impossibile prima di essere così vicina alla visione". Le conversazioni hanno luogo quando sono fisicamente molto vicine. A quale distanza? Bernardetta dirà a sua cugina Jeanne Védère: "L'avreste toccata". Così dunque, la Signora ha fatto un gesto con la mano affinché Bernardetta entrasse nella Grotta, e contemporaneamente si è spostata indietro. Ma come faceva la Signora a recarsi da un posto all'altro? Bernardetta risponde così ad Azun: "L'apparizione si lasciava scivolare attraverso la fenditura della roccia".Terza apparizione

Sorella Bonnefoy chiede: "Quando la Madonna si avvicinava a lei, camminava? No, non faceva nessun movimento, planava". Nel nostro contesto le espressioni "scivolare e planare" sono sinonimi. Vogliono dire che la Signora scivolava da un luogo all'altro, sfidando le leggi della natura. Bernardetta, descrivendo così i movimenti della Signora, dimostra quanto avesse consapevolezza di trovarsi alla presenza di un essere reale e celeste al tempo stesso. Un teologo, parlando di corpo glorioso, non avrebbe toccato più da vicino il Mistero. Clarens, grazie al suo personale interrogatorio, porta elementi nuovi: "La visione, mentre mi avvicinavo, arretrava come per accogliermi all'interno del suo rifugio, in modo tale che la vedevo sempre davanti a me". Adélaide Monlaur conferma: "Non avevo potuto guardare dentro la Grotta e vi sono ritornata sabato. Questa Grotta è grande, nella volta si vedono altre due cavità comunicanti tra loro. Potei esaminare bene e senza fretta il luogo dove la fanciulla parlava alla visione". Più tardi Clarens parla del "rifugio della Signora", e qui, Adélaide descrive due "cavità comunicanti". Quindi qualcuno viveva in questo luogo, ma chi? Una fata per le leggende della Bigorre, Maria, Madre di Dio, per gli spiriti più ferventi, una persona male intenzionata che si burlava di Bernardetta per gli spiriti più razionali. La giustizia e la polizia seguiranno questa terza pista, invitandosi nel rifugio.

Cosa ne dice la polizia

Il commissario Jacomet visita la Grotta il 19 aprile 1858, e presenta il suo rapporto al prefetto Massy: descrive la grotta principale ed il suo accesso.

La Signora ha detto che bisognava venire QUI e che bisognava costruire una cappella QUI. "Qui" significa presso l'apparizione, vale a dire nel ventre della Grotta. Prima ancora che il clero abbia intenzione di edificare una cappella, un luogo di culto si è già stabilito nella cavità. Tra le prime persone ad addentrarsi nelle profondità della Grotta troviamo Marie Cazenave, Magdeleine Cazaux, Honorine Lacroix. Ecco la testimonianza di Marie: "Poiché la Madonna si è degnata di lasciare il cielo per venire ad abitare qui, non saremmo degne di posarvi i nostri piedi. Poiché ci siamo, almeno preghiamo". Queste donne, poi altre, ed infine gli uomini sono penetrati nella cavità. Sono andati lì tutti per pregare la Madonna che onorava la Grotta con la sua presenza. Alcune di queste persone hanno poi sostenuto di aver visto la Madonna in quel rifugio. Il clero, questa volta, prende sul serio il caso, difendendo i visionari i cui racconti confermano le parole di Bernardetta.

I visionari

Affronto per un istante il dossier dei visionari perché la Roccia di Massabielle è il luogo principale degli avvenimenti che non devono essere confusi con quelli riguardanti la Signora. Marie Cazenave, stimata dal commissario e dal curato, racconta la sua visione: "Ho visto una pietra bianca e quasi allo stesso tempo una forma di donna, di taglia ordinaria, con un bambino sul braccio sinistro: il volto sorridente, capelli ricciuti ricadenti sulle spalle, sul capo qualche cosa di bianco, rialzato come da un pettine; infine un abito bianco. Quanto al bambino, l'ho distinto solo imperfettamente...". Magdeleine Cazaux, accusata di abbonarsi talvolta al bere, dice questo: "Ho visto sulla pietra bianca qualche cosa della misura di una ragazza di dieci anni, aveva un velo bianco sulla testa, che le ricadeva sulle spalle, i capelli che scendevano sul seno". Allora, illusione o realtà? Il clero a quel punto crede alla realtà delle visioni! L'architetto Tiffon di Tarbes, il procuratore imperiale ed il commissario, a loro volta ispezionano ad uno ad uno i luoghi per sventarvi un sotterfugio. Il 18 aprile 1858, dopo la sua visita, il procuratore Vitale Dutour scrive: "La luce della candela illumina le stalattiti arrotondate ed una successione di sagome di pietre biancastre [...] che assumono pertanto forme fantastiche; tra le altre quella di una statua coperta di drappeggi, ora piccola ed ora grande, a seconda delle prospettiva e della direzione della luce".

Questi visionari in buona fede ma dagli spiriti esaltati hanno confuso la roccia con l'apparizione desiderata. Questi avvenimenti saranno conosciuti a Lourdes sotto il nome di "Impronta della Vergine".

La storia della cappella esterna

La domenica delle Palme, Adelaide avvisa che la Grotta sarebbe stata decorata con quadri, bandiere bianche e blu, fiori, e quel giorno si contano cinquantotto ceri accesi. Otto giorni più tardi, il commissario scopre una Vergine in gesso su un tappeto fiorito. Dieci giorni dopo, constata che vi sono tre Vergini di gesso una delle quali porta intorno al collo un gioiello di valore. Dopo altri quindici giorni scrive: "Le Vergini sono letteralmente coperte da belle corone, di mazzi di fiori finti, ai loro colli sono appese catene, medaglie, croci d'oro e d'argento". Il 26 aprile una quarta statua della Vergine viene sistemata nella Grotta.

Le donne hanno un ruolo determinante nella decorazione della cappella, ma gli uomini non sono da meno. La confraternita dei cavapietre si assume il compito di costruire ciò di cui una cappella ha bisogno. Jacomet fa il suo rapporto al Prefetto: "Davanti all'altare hanno costruito una balaustra di legno, la qual cosa dà alla grotta l'aspetto di una vera cappella. Ora, Sig. Prefetto, tutti questi uomini hanno lavorato senza paga? Mi sembra incredibile. E poi chi li ha autorizzati, chi li incoraggia, chi li finanzia? Lo ignoro".

Perché degli operai, dopo il loro lavoro stremante e mal pagato, andrebbero a fare altri lavori a loro spese, in una grotta comunale? La forza pubblica, così abile a fare del sarcasmo sulla "asprezza del guadagno" dei Lourdesi, non riesce a comprendere cosa li spinga. Non sapevano che il soffio delle beatitudini stava passando su Lourdes. Non sapevano che il fervore di Bernardetta aveva capovolto la scala dei valori. Coloro che donano, non sanno perché lo fanno, né per chi. Alla Grotta, si dà per dare. Si dà con lo stesso zelo che si aveva prima nel prendere.

Sì, la Grotta è già un importante luogo spirituale dove si prega giorno e notte, dove si dona con gioia, dove si lavora gratuitamente. Il suo solo difetto: un altare sul quale nessun sacerdote viene a celebrare l'Eucaristia ed una decorazione che si realizza a colpi di dettagli e di accumulo; ma è grave tutto questo? Sì, è grave per chi non crede alla presenza di Maria e che, in questa devozione, non vede che superstizione. Il governo imperiale decide di distruggere questo luogo di culto selvaggio, ed è nel suo diritto farlo. Il 5 maggio 1858 il commissario fa rispettare la legge: "Sono deciso a far cessare tutte queste idolatrie che sono un vero insulto alla nostra santa religione. Fin da oggi, in accordo con l'autorità ecclesiastica, faremo sparire della grotta gli emblemi religiosi che la credulità popolare vi ha deposto". Quel giorno, tuttavia, trova alcune difficoltà a trovare un carro ed un cavallo per trasportare il mobilio della cappella. Finalmente, una donna del quartiere povero si lascia convincere ad affittargli il carro. Davanti alla sua casa, i passanti gridano: "Che il diavolo rompa il collo del tuo cavallo. Creperà".

Alle otto della mattina, Jacomet con i suoi uomini di fatica è pronto. Per dare l'esempio, getta lui stesso i primi ceri nel fiume. La piccola folla venuta a pregare lascia fare ciò che considera come un sacrilegio. Il castigo divino si sarebbe certo abbattuto!

 Antica immagine della Grotta

Mentre Jacomet trasporta una statua della Vergine sul carro, questa si sgretola tra le sue mani e la gente nota che egli ha lasciato cadere la pipa, che si è rotta. Maledizione! Più tardi il gendarme che toglie le corone appese al rosaio selvatico si punge. Jacomet gli chiede di nascondere la mano insanguinata affinché la folla non creda ad una punizione della Vergine. Infine l'uomo che sega la balaustra davanti all'altare si schiaccia un piede con una pesante asse di legno. Che importa che ciò sia vero o falso, questo alimenta le dicerie, dà da riflettere ai Lourdesi che affrontano da soli il mistero della Grotta.

La Grotta è vuota e vietata. La fede è forse scomparsa dalla Grotta in quel 5 maggio 1858? L'11 maggio, alla sera, alcune giovani appartenenti alla confraternita della Figlie di Maria partono dalla città in una sorta di processione con ceri e canti mariani. Una conclamata resistenza all'autorità del prefetto. Ma cosa si può fare contro queste giovani devote che hanno, praticamente, inventato la processione mariana della sera?

Ma una domanda si fa pressante: che cosa fare e dove?

Finalmente il vescovo di Tarbes crederà al Messaggio della Madonna di Lourdes e deciderà di far costruire una cappella. Ma una domanda si fa pressante: che cosa fare e dove? Il Signor de La Fitte, proprietario delle terre intorno alla Grotta, tenta di convincere il vescovo ad accettare il seguente progetto: costruire la cappella sulla roccia, bene in vista. Mancherebbe certo lo spazio per questa grande cappella, quindi i muri di sostegno dovrebbero scendere fino al Gave. La Grotta sarebbe così chiusa, illuminata da una vetrata nel muro di sostegno. Vi si potrebbe così accedere solamente da una scala che scenderebbe dalla chiesa superiore. In questo modo il luogo sarebbe mantenuto sempre tranquillo e raccolto. Questo progetto attira l'attenzione del vescovo che decide di costruire la cappella sulla roccia. Ma su questo non sono tutti d'accordo. Un sacerdote spagnolo lancia una polemica. Per lui, la cappella ha senso solamente situata in basso, là dove è comparsa la Signora: "E che non si dica che in basso, alla Grotta, si metterà un altare o che si farà una piccola cappella, e che la chiesa sarà in alto: non ci sarebbe crimine più grande, sarebbe come fare della nicchia dell'apparizione, che è l'oggetto principale, un luogo secondario. Questo insulto alla gloriosa Vergine, questo atto di disprezzo non rimarrebbe senza castigo. Se la Regina degli Angeli avesse voluto la sua cappella sulla roccia, l'avrebbe detto". I lavori cominciano sacrificando la roccia. Il curato Peyramale dice: "Da alcuni giorni ci sembra di essere all'assedio di Sebastopoli. L'eco delle montagne ripete le esplosioni delle mine e ovunque si dice che si lavora per la Regina dei Cieli. Le detonazioni fanno tremare la terra e trasalire i cieli". Prima della sua partenza per Nevers, alcune persone ricordano di aver chiesto a Bernardetta dove si trovasse durante le apparizioni. Ella aveva risposto: "E’ tutto talmente cambiato che mi ci riconosco appena". Il fondo della Grotta era stato sgomberato, le grandi pietre tolte, le parti basse arrotondate per allargare l'entrata. Sabato 19 maggio 1866 il vescovo di Tarbes viene a consacrare i cinque altari della cappella (che oggi si chiama Cripta); solo due giorni dopo, il lunedì di Pentecoste, viene celebrata la prima messa alla presenza di Bernardetta. Dove, secondo voi? Nella cappella? Certo no. Riuscite forse ad immaginare trecento sacerdoti e più di ventimila fedeli nella Cripta?

Questa architettura non era assolutamente adatta per le folle di Lourdes, pertanto, questa prima messa pontificale viene celebrata alla Grotta, su un grande altare di fronte alla statua. Dopo la messa, un sacerdote viene incaricato di parlare e descrivere la bellezza di questo giorno ma il Cielo, conoscendo questo chiacchierone, manda un temporale per fermarlo. Il sacerdote, lungi dal farsi scoraggiare, fa acclamare dalla folla il parroco, il vescovo, papa Pio IX e Nostra Signora di Lourdes. I testimoni hanno detto che l'entusiasmo dei pellegrini è esploso più forte del tuono. Ma non una parola su Bernardetta, che viene semplicemente ricordata con la parola "bambina".

Lasciamo concludere a Bernardetta la nostra passeggiata nella roccia

Arrivata a Nevers, Bernardetta scrive alle religiose di Lourdes: "Vi devo dire che Léontine ed io annaffiamo bene la giornata della domenica con le lacrime! Vi prego, mie carissime sorelle, di essere così buone di pregare per me, soprattutto quando andate alla Grotta. Dal canto mio vi ricordo sempre davanti a Nostra Signora delle Acque che è in fondo al giardino, in una specie di Grotta. È là che ho cercato consolazione al mio cuore nei primi giorni, e poi, la nostra cara madre superiora ci ha permesso di andarci tutti i giorni". Andare a pregare alla grotta di Nostra Signora delle Acque di Nevers era stato il suo primo rimedio contro la malinconia, il suo secondo rimedio era fatto di tre piccole pietre raccolte nel cortile del convento. Sulla prima pietra, aveva scritto "Nevers, Casa madre", sulla seconda "Lourdes" e sulla terza pietra, "La Grotta". Diceva di queste tre pietre in fondo alla sua tasca: "Ecco le mie compagne che amo". Queste pietre che l'accompagnavano nei momenti difficili sono le pietre del Vangelo di Luca 19, 40: "Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre". Per darsi coraggio nel cammino religioso, Bernardetta fa gridare alle pietre il suo avanzamento spirituale. La pietra che dice "Lourdes", dice da dove viene. La pietra che dice "Nevers, Casa Madre" dice la sua consacrazione a Dio; la pietra che dice "Grotta" è il filo conduttore della sua vita dall'11 febbraio 1858 sino al letto di morte.

Fino al suo ultimo respiro la Grotta è rimasta il suo faro, il suo segno del cielo, la sua predicazione.

 

Fedeli al passaggio nella Grotta

La sorgente

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Chiave 3:IL SEGNO DELL'ACQUA

Un'attrice nel ruolo di Bernardetta quando scopre la sorgente

 

Commento della seconda e nona apparizione

Il fatto che io sia originario di una regione vinicola non aggiungerà niente alla nostra meditazione, ma che sia l'addetto alla biancheria del mio convento, mi fa già considerare l'acqua come uno strumento di lavoro. Vi parlerò dell'acqua pensando a ciò che ha scritto l'abate Pomian, confessore di Bernardetta: "Ho interrogato la bambina sul catechismo. Non conosce la dottrina, ignora anche gli elementi di base, come il Mistero della Santissima Trinità". È per questo che affronterò il tema dell'acqua dal punto di vista di Bernardetta e delle sole apparizioni, senza rievocare necessariamente, il legame "acqua - battesimo", perché lei non ne parla. Non avrete qui un catechismo cattolico dell'acqua, ma una semplice illuminazione sulle fraterne relazioni che legano Bernardetta all'acqua della Grotta.

 

Prima delle apparizioni, l'acqua è la rumorosa compagna che passa sotto la casa di famiglia, il mulino di Boly, il mulino della felicità. Poi, l'acqua porta il colera a Lourdes, e la malattia per Bernardetta. Infine, l'acqua è il mezzo di sostentamento della madre che diventa guardarobiera. Poi c'è il tempo delle apparizioni. Non dirò niente della prima apparizione, dove il ruscello del Savy gioca il ruolo del mare (vedi chiave 1). Contempleremo i gesti di Bernardetta durante la seconda e la nona apparizione, perché chiariscono le parole della Signora: "Vada a bere ed a lavarsi alla fontana". "Vada a bere alla sorgente e vi si lavi"

La seconda apparizione: una storia di acqua benedetta

Quando Bernardetta parla della apparizione della Signora, l’11 febbraio 1858, dice: "Volevo fare il segno della croce, non ho potuto, la mia mano ricadeva. Allora mi sono un po' spaventata...". Vi era forse un maleficio? Alla seconda apparizione, ingegnosamente, porta un'arma terribile contro i demoni: l'acqua benedetta del parroco. Bernardetta testimonia: "La seconda volta, è stata la domenica seguente. Sono tornata con altre ragazze; abbiamo portato con noi una piccola bottiglia d'acqua benedetta e siamo andate alla grotta. Arrivate là, ciascuna ha preso il proprio rosario e ci siamo inginocchiate per dirlo. Appena detta la prima decina, ho visto la stessa Signora; allora le ho gettato contro l'acqua benedetta dicendole che, se veniva da parte di Dio di restare, altrimenti che se ne andasse, continuando a gettarle dell'acqua addosso. E lei mi ha sorriso".

 

Perché questa paura e questa domanda: da Dio o dal diavolo? Il parroco di Lourdes ha chiesto a Bernardetta: "È forse un essere malefico quello che vedi?". Bernardetta gli ha risposto: "Se fosse il demonio non mi avrebbe sorriso quando le ho gettato l'acqua benedetta". Lasciatemi dire una parola su queste paure ancestrali, che Bernardetta conosce bene e che non sono del tutto estranee al nostro desiderio di bere e di lavarci alla sorgente. Se si leggono le opere sul folclore e le leggende dei Pirenei nel XIX° secolo, si apprende che i paesani celebravano ovunque il solstizio di San Giovanni. Venuta la notte si rotolavano nella rugiada poi, verso mezzanotte, andavano a bere grandi quantità d'acqua alla fontana più vicina. Questo rituale compiuto in quel preciso momento assicurava di essere preservati da gravi malattie durante l'anno. Si ripartiva poi con bottiglie d'acqua riempite a queste fonti. Il messaggio di Bernardetta non cadrà nel vuoto. E la Madonna di Lourdes, secondo Bernardetta, appare di piccola statura, in una grotta, vicino all'acqua, vestita di bianco. È cosi che nella Bigorre si descrivono le fate, signorine o signore bianche che abitano i luoghi selvaggi.

 

Maria non si è adeguata solamente parlando il dialetto della Bigorre, cosa già di per sé straordinaria, ma riprendendo anche le colorite leggende dei Pirenei, per dar loro un senso cristiano. Sì, la Signora accetta di condurre Bernardetta senza farle rinnegare la sua cultura montanara. La loro strada comune sarà lunga, e solamente alla diciottesima apparizione lei rivelerà il suo nome: "Io sono l'Immacolata Concezione". Alla seconda apparizione l'acqua benedetta scioglie il profano nel sacro. Il rifugio dei maiali diventa un santuario. L'acqua benedetta trasforma il luogo selvaggio e malsano nel luogo d'appuntamento di una ragazzina e di un essere celeste. I poveri Lourdesi non si sono ingannati.

La nona apparizione: Bernardetta ricorda la Passione del Cristo

L'acqua per l'esterno e per l'interno, per lavarsi e per bere. Un'apparizione dai colori del venerdì santo. Apparizione centrale, poiché è la nona su diciotto. Apparizione cruciale, perché dalla roccia scura e vecchia sta per sgorgare una nuova purezza. Entriamo nello scenario dell'apparizione di giovedì 25 febbraio 1858. Alle due del mattino Marie Portau, sarta ad Omex, e due sue amiche arrivano alla Grotta. Precedono di poco Pauline Cazaux accompagnata dal fratello. Alle cinque, centinaia di persone sono sul posto ed i punti più favorevoli sono stati occupati. Manca solamente Bernardetta. Le persone si sistemano come possono, il falegname Domengieux si infila a sinistra appiattito in fondo alla Grotta. È il testimone di Bernardetta quando scava la terra e trova l'acqua. Piove, fa freddo, ma i cappelli e gli ombrelli sono vietati, perché tutti vogliono vedere Bernardetta, e la Grotta è già un santuario. Alle sei Bernardetta è in ginocchio, con il rosario in una mano, un cero acceso nell'altra, ed inizia la preghiera. Poi porge il cero a sua zia. Si muove in ginocchio in direzione del Gave e della Grotta. Affonda nella cavità verso l'angolo dove c'è Domengieux, gratta il suolo, scava un buco nel terreno, sputa l'acqua per tre volte poi la beve, si imbratta il viso con il fango ed esce dalla Grotta per mangiare l'erba, la cosiddetta "dorine" che cresce là ai suoi piedi. La folla la rimprovera, Bernardetta fa un po' paura col viso imbrattato di limo. Una donna grida: "La facciamo finita con questa commedia?" In mezzo a tutta questa confusione Bernardetta torna al suo posto, finisce di recitare il rosario, si alza e ritorna a casa. Nello stesso momento, Domengieux si avvicina alla pozzanghera di fango, si china e beve. Durante tutta la giornata Bernardetta sarà assalita da domande su questa apparizione che ha spaventato la gente. Risponde: "La Signora mi ha detto che dovevo andare a bere alla fontana. Non vedendone sono andata per bere verso il Gave. "La Signora mi ha detto che non era là; mi ha fatto segno col dito, mostrandomi la fontana. Mi sono avvicinata e ho visto solo un po' d'acqua sporca, ho cercato di raccoglierne con la mano. Non riuscendo a prenderne, ho grattato ancora, e ci sono riuscita. Per tre volte l'ho sputata, alla quarta volta ho potuto bere. Poi, la visione è sparita e mi sono ritirata". Dopo queste spiegazioni i Lourdesi tornano alla Grotta per esaminarla meglio. Jeanne Montat arriva con una fiala di acqua benedetta che spruzza nella Grotta. Conosce le leggende che si raccontano su questo luogo.

Vetrata 12ma apparizione Guarigione di bambino nella sorgente

Poiché non accade niente, si avvicina e vede la pozzanghera. Ha la sua fiala vuota, la riempie di questa acqua. Una volta a casa, dice a suo padre: "Bisogna bere di questa acqua". "Perché?" "Qualche cosa me lo dice". Quel giorno stesso la Signorina Penne ha visto il figlio della tabaccaia di piazza del Mercato riempire una bottiglia alla Grotta. Dice che aveva una benda su un occhio e che nei giorni seguenti non l'aveva più.

 

Così, nella prima apparizione, Bernardetta gioca il ruolo di Mosè all'Oreb, alla nona apparizione sostiene il ruolo di Gesù al Getsemani. Atmosfera da venerdì santo, acqua della Passione. Questa apparizione non contiene solamente il tema dell'acqua. Oltre alla spiegazione che segue, vi invito a riportarvi anche all'articolo sulla Penitenza (chiave 7).

 

Riprendiamo il canovaccio di questa apparizione... Scava il suolo, sputa per tre volte l'acqua sporca che è affiorata. Alla quarta volta beve, poi si lava il viso col fango. Nel Vangelo di Matteo (26, 39), Gesù è al Getsemani; lascia i suoi discepoli: "E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice!". E’ la stessa scena che vedono i Lourdesi. Bernardetta si china portando il volto sino a terra, nella stessa posizione fisica di Gesù. E, per evitare di bere questa acqua torbida, racconta che per tre volte l'ha sputata, e che alla quarta volta ha potuto bere. Nello stesso modo, per tre volte il Vangelo di Matteo riporta che Gesù evita di bere la coppa dell'amarezza rifugiandosi vicino agli apostoli. La quarta volta, in croce, Gesù dirà la sua sete.

 

E sapete quale Vangelo aveva letto precisamente il sacerdote quel giorno? "Ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua" (Giovanni 19, 34). Nessuno dei testimoni, alcuni dei quali avevano certamente assistito alla messa del mattino, è stato capace di associare il Vangelo del giorno a ciò che Bernardetta viveva. Essa tuttavia scava la terra della Grotta davanti a tutti e fa sgorgare un'acqua fangosa, come testimoniano le persone che si trovano più vicino. Nessuno, allora, volle vedere nella Roccia di Massabielle un'immagine del Cristo Roccia. Acqua del venerdì santo, acqua del Cristo dal quale sgorgano sangue ed acqua per lavarci dal nostro fango. Acqua e sangue del costato del Cristo, ma anche della sua fronte insanguinata e madida di sudore. A questo proposito, coloro che passano un fazzoletto sulla Grotta ripetono, in qualche modo, il gesto di Veronica sulla Via Crucis.

Conclusione sul segno dell'acqua

Nel suo corpo, con i suoi gesti, Bernardetta vive e prolunga la Passione e la Resurrezione del Cristo. Mangiando l'erba ricorda la sua schiavitù passata, ricoprendosi di fango confessa il suo peccato, bevendo proclama la sua fede eucaristica in una morte che conduce alla vita eterna, dichiarando tutto questo è per i peccatori esprime la sua vocazione cristiana.

 

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Chiave 4: IL SEGNO DELLA LUCE

Cero Un sacramentale, un oggetto santo

 

Il cero e l'estasi

Il primo giorno della Creazione "Dio disse: «Sia la luce!». "E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre". (Gen 1, 3-4). San Paolo dice che la luce deve portare frutti di giustizia e di verità, altrimenti produce ombre che si confondono con le tenebre. E voi conoscete il Principe delle Tenebre! Si chiama Lucifero: portatore di luce, è così che la Bibbia latina traduce il nome del diavolo e di satana. L'angelo caduto è un angelo di luce che si perverte all'ombra dell'orgoglio. La luce si è rivelata pericolosa per lui. Percepite certamente il mistero fondamentale di questo strano elemento. La luce è stata creata, così come la terra, l'acqua ed il vento; ma Dio non dice mai: "Sono l'acqua, sono la terra, sono il vento". In compenso, ogni Persona della Trinità dice: "Sono la luce", come se solo questa rappresentasse l'immensità dell'amore di Dio. Così, dire che Dio è luce, significa dire l'essenziale. Ne ho appena parlato... ho dunque detto tutto! Ma continuo. Vorrei parlarvi della luce come si presenta a Lourdes durante le apparizioni.

La luce e le leggende della Bigorre

L'esposizione che segue potrà sembrarvi talvolta inutile, perché seguirà, passo a passo, la riflessione dei Lourdesi dell'epoca. Non dimentichiamo che dobbiamo molto ai Lourdesi, senza i quali non sapremmo quasi niente degli avvenimenti della Grotta. I Lourdesi e Bernardetta la Lourdese si sono comportati come sto per raccontarvi. Vediamo innanzitutto nelle apparizioni ciò che si ricollega direttamente alle leggende della Bigorre, e che la Signora non ha avuto cuore di giudicare duramente. Da molto prima delle apparizioni, il fuoco e la luce dei ceri giocano un ruolo importante nella vita dei Lourdesi ed in quella di Bernardetta. Ad esempio, faceva parte della tradizione popolare interrogare le candele affinché orientassero le cure ai malati. In quei tempi antichi, quando la medicina aveva ancora tutto da imparare, ci si affidava facilmente alla diagnosi dei ceri, quando i guaritori non conoscevano i rimedi per una malattia. Per questo, si accendevano ai piedi del letto quattro candele alle quali si dava il nome dei quattro santi favorevoli alla guarigione. La prima candela che finiva segnalava il santo al quale bisognava votarsi.

 

Se le candele fornivano diagnosi per i malati, il servizio essenziale che si chiedeva al fuoco era di proteggere dalla malattia. E tra tutti i fuochi, quello di san Giovanni aveva un ruolo privilegiato. Al solstizio d'estate, in quella notte così breve, i Lourdesi accendevano grandi fuochi per festeggiare san Giovanni Battista. E’ il santo dell'acqua, è quello che battezzava. Ma se leggiamo le sue parole nel Vangelo, constateremo che la parola "fuoco" è in lui molto ricorrente. Egli annuncia che il Cristo battezzerà nello Spirito Santo e nel Fuoco e dice anche: "Egli [il Cristo] ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia [...]; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile" (Luca 3, 17). A questo profeta del fuoco, i Lourdesi offrivano preghiere, poi uomini, donne e persino il bestiame saltavano attraverso le fiamme. Le giovani coppie che saltavano insieme si assicuravano maggior calore nei loro sentimenti. Quelli che non lo facevano correvano il rischio di essere colpiti dalla malattia.

 

Siamo certamente lontani dalla nostra cultura scolastica e cittadina, ma non dimentichiamo che i nostri predecessori dovevano difendersi da molte incognite ed il fuoco era un loro alleato, una protezione.

 

Ho così introdotto la mia esposizione per cercare di affinare il nostro sguardo su alcune delle pratiche di Bernardetta durante le apparizioni. Anche lei cercava la protezione del Cielo attraverso la luce dei ceri. E la Chiesa rispondeva alla sua attesa. Il clero infatti riserva benedizioni privilegiate a quattro oggetti materiali durante le cerimonie: l'acqua, le ceneri, le palme ed i ceri. Ceri della Candelora, ceri di Pasqua, ceri del battesimo. Questa benedizione fa del cero un "sacramentale", un oggetto santo.

Bernardetta ed i ceri benedetti

Bernardetta non poteva certo prevedere la prima apparizione, ne è stata sorpresa. Ma questa "improvvisazione" non accadrà più. Preparerà sempre gli incontri successivi con minuziosità. Vediamo come. Abbiamo visto nel capitolo 3 come Bernardetta si fosse munita di acqua benedetta e ne avesse asperso l'apparizione. Alla terza apparizione, Bernardetta migliora il suo sistema di difesa. Non ritorna con l'acqua benedetta, ma accompagnata dalla Signorina Peyret, dalla Signora Millet E da un cero. Questo cero, benedetto alla Candelora, deve troneggiare sull'armadio per proteggere la casa. La Signora Millet lo accendeva nei giorni di temporale, affinché il fulmine non toccasse la casa o affinché un morente facesse una buona morte... Oggi il cero viene portato alla Grotta affinché l'apparizione non porti disgrazia. Dopo l'apparizione, Bernardetta dice alla Signorina Peyret che teneva il cero durante l'estasi: "La Signora l'ha guardata a lungo", al che la Signora Millet, proprietaria del cero, ha replicato: "Guardava il cero". In conclusione, non sappiamo cosa guardasse Nostra Signora, se la Signorina Peyret o il cero, ma non è impossibile che la Madonna sia, come noi, affascinata dalla fiamma di una candela.

 

Non inganniamoci, questa storia può essere interpretata in modo affascinante, ma non bisogna dimenticarne i suoi aspetti d'ombra e d'angoscia. Padre Sempé interroga la Signorina Peyret, per comprendere il ruolo di quel cero. Ecco cosa ne riporta: "Antoinette Peyret, cristiana illuminata, si era munita di difese soprannaturali, semplici e potenti, che la Chiesa ci fornisce contro le influenze sataniche ed ha acceso un cero benedetto...". Questo sacerdote conosceva bene le pratiche dei parrocchiani di Lourdes. Alla quarta apparizione, Bernardetta non porta più il cero benedetto della Signora Millet ma quello di sua zia Lucile. Durante tutta la quindicina delle apparizioni, è questo cero che l'accompagnerà alla Grotta, e la sua madrina glielo accenderà, come nel giorno del suo battesimo.

La luce dell'estasi

Lasciamo questi Lourdesi dallo stile colorito ed avviciniamoci sotto un'altra Luce. Luce visibile sul viso di Bernardetta, luce invisibile sulla Signora. Durante le sue estasi, sappiamo che Bernardetta non vede la folla che la circonda, non sente niente delle conversazioni o del semplice brusio. Bernardetta è come assente. La definizione stessa dell'estasi nel dizionario è: "Estasi: azione dell'essere fuori da se stesso e fuori dal mondo sensibile. Sinonimo di estasi, contemplazione, visione". Bernardetta sembra completamente inghiottita nella visione della Signora. Tuttavia, quando una folata d'aria spegne il cero, lo tende ad una vicina che lo riaccende immediatamente. Come se il cero fosse parte dell'estasi. Come se si trattasse di un colloquio a tre: la Signora, Bernardetta ed il cero acceso.

 

All'inizio delle apparizioni essa è in ginocchio e prega davanti alla Grotta; poi i testimoni si accorgono che Bernardetta è in estasi. Anche i meno attenti avvertono subito il cambiamento. Allora, cosa hanno visto i testimoni? Tutti dicono che diventava livida. Jeanne Laborde Cassus dirà che Bernardetta era "bianca così", e indicava il foglio di carta sul quale Padre Cros scriveva la sua deposizione. E aggiungeva: "Sembrava morta". Padre Sempé precisa: "Le sue guance erano estremamente pallide, come se fossero attraversate dalla luce". Da dove viene dunque questa luce che pare attraversarla? Ecco la risposta data dal cugino Jean Soubirous, di 12 anni: "Una mattina, guardandola, ho avuto quasi paura. Non si muoveva, ed il suo viso era talmente bello che non la riconoscevo più... Si vedeva subito che era il sole che andava su di lei. Ma quel giorno, il cielo era coperto. Interrogai una donna che era vicino a me. «Perché è così bianca?». La donna mi rispose: «È l'apparizione che l'illumina»".

 

Questa testimonianza ci riporta direttamente al Vangelo della Trasfigurazione, in Matteo 17, 1-2: "Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce". La Signora non è tuttavia la luce: è rivestita del Cristo, è avvolta dalla Luce del Cristo. Questa donna avvolta dal sole, è la Vergine Maria, non c'è nessun dubbio, ma di concerto, come un riflesso, come una grazia, si potrebbe dire che Bernardetta è anche lei avvolta di sole. Infatti il mercoledì dopo Pasqua, il 7 aprile 1858, mentre il cero pasquale brucia nella Chiesa, alla Grotta sta per verificarsi un secondo miracolo visibile a tutti. Il primo miracolo era l'estasi di Bernardetta, con le metamorfosi che abbiamo appena rievocato. Il secondo miracolo sarà chiamato: il miracolo del cero.

Il miracolo del cero

Ecco la storia delle mani avvolte dal fuoco che tuttavia non soffrono di bruciature. Per raccontarvi il miracolo del cero, devo parlarvi della giornata che precede la diciassettesima apparizione. Da quando la settimana santa è finita e sono iniziate le vacanze, la folla degli stranieri si aggiunge ai Lourdesi devoti del comune, e questa mescolanza provoca un rumore incessante intorno alla casa dei Soubirous.

 

Veglia pasquale nella Basilica San Pio X

 

La famiglia ha paura di questo clamore. Il 6 aprile 1858 si presenta una bella opportunità. Nella mattinata, il figlio dei Vergès viene ad invitare i Soubirous a pranzo. Perché questo invito? Perché Blazy Vergès vuole ringraziare Bernardetta. Per molto tempo Blazy ha sofferto di reumatismi invalidanti ed il dottor Larré aveva provato di tutto per alleviare il male. Vergès diceva di avere difficoltà anche solo a sbottonare i propri abiti e persino a fare il segno della croce. Il Suo medico era venuto a sapere che c'era una nuova sorgente a Massabielle che si diceva calmasse certi mali. Vi conduce così il suo paziente. Il 17 marzo, davanti alla Grotta, aiuta Blazy a spogliarsi davanti al rivolo d'acqua della sorgente. È un buon medico, più attento all'ammalato che all'onore della scienza. Blazy si bagna la spalla dolorante sperando nella guarigione, ma non accade nulla, non sente alcun effetto. Rientrando più tardi al suo villaggio di Adé, riscopre l'agilità del braccio, non soffre più. Pieno di gratitudine per la ragazza che ha scoperto la sorgente desidera ringraziarla, ed è per questo che invita a pranzo la famiglia Soubirous. Blazy, negoziante in vino, è l'ex sindaco del villaggio. Immagino che abbia offerto loro un buon pasto, ben annaffiato di Jurancon. Per la famiglia Soubirous, è un momento di pace, lontano dalla folla che fa rumoreggia senza posa nella rue des Petits-Fossés. E' un momento di riposo. Tuttavia, alle sedici, Bernardetta chiede che la si riporti a Lourdes. Il figlio dei Vergès li riaccompagna. Prima che essi ripartano, Blazy offre a Bernardetta un bel cero del peso di due libre alto settanta centimetri. Il pranzo era per ringraziare Bernardetta, il cero vuole onorare la Signora, e ringraziarla per la salute ritrovata.

Arrivata a Lourdes, Bernardetta va dall'abate Pomian per confessarsi e per fare benedire il cero, che conta di portare alla Grotta. La famiglia ritrova il clamore della via. La tensione è altissima. La folla eccitata ha solamente un'idea in testa: vedere e toccare Bernardetta. Verso le otto di sera, prima di ritornare a casa, il figlio dei Vergès torna dai Soubirous. Vedendo la situazione divenuta ormai insostenibile, propone loro di dormire ad Adé. Essi accettano, chiedendogli di riportarli l'indomani alla Grotta. All'alba del 7 aprile la carrozza riaccompagna la famiglia a Lourdes e Bernardetta si presenta all'appuntamento con la Signora con il grosso cero. Prima che Bernardetta arrivi alla Grotta il vetturino Tarbès, passando nei pressi di Massabielle, nota la folla che si ammassa, come nei giorni delle apparizioni. Si affretta ad informare il suo amico dottor Dozous, che desiderava assistere all'evento. Questi, che stata facendo colazione, si veste in fretta e corre verso la Grotta. Sebbene la folla sia già molto compatta, spingendo e sgomitando riesce a porsi accanto a Bernardetta. La folla protesta per questa intrusione grossolana, ed anche perché porta il cappello in quel luogo dove ormai gli uomini rimangono a capo scoperto. Egli risponde alla folla dichiarando: "Non vengo da nemico, ma in nome della scienza. Ho corso e non posso, grondante di sudore, espormi a queste correnti di aria". Aggiunge, un po' infervorato: "Sono il solo a potere studiare il fatto religioso che si verifica qui. Lasciatemi perseguire questo studio". La folla, venuta per vedere qualcosa di più importante di Dozous, torna alla preghiera. Bernardetta è in ginocchio. Davanti a lei, al suolo, il grosso cero offerto da Blazy. Entrata in estasi, Bernardetta mette le mani in modo che la fiamma non si spenga, malgrado le folate d'aria. Ecco ciò che ha visto Antoinette Tardhivail: "Sono stata testimone di una delle sue estasi che, secondo un medico che la osservava attentamente, è durata un'ora... Ha tenuto le due mani unite sulla fiamma del cero per dieci minuti, come se vi si appoggiasse. Si vedeva la fiamma tra le dita". Il dottor Dozous, vista la stessa cosa, ne parla al commissario Jacomet: "Sono rimasto colpito, ed è un fatto soprannaturale per me, vedere Bernardetta inginocchiata davanti alla Grotta, in estasi, che tiene un cero acceso e copre la fiamma con le due mani, senza risentire minimamente del contatto con il fuoco".

A Lourdes la conversione può venire anche attraverso un cero!

Alla fine dell'apparizione, Bernardetta si alza, posa il grosso cero che finirà di ardere e si prepara a rientrare. Dozous la ferma, le esamina le mani e dichiara: "Non c'è la minima traccia di bruciatura". Egli se ne intende di bruciature in quanto, oltre ad essere medico, è anche tenente dei pompieri del municipio. Dozous, il medico del piccolo seminario di Saint Pé rimane turbato. Quel giorno, dice a Bernardetta: "Non ci credevo, ma adesso credo che tu veda qualche cosa". A Lourdes la conversione può venire anche attraverso un cero! Le sorelle Tardhivail raccontano ancora: "L'ho vista la sera stessa, è venuta a casa nostra. La pelle non era nemmeno ruvida. Le abbiamo chiesto perché avesse messo le mani sulla fiamma. Ci ha risposto che non ricordava di averlo fatto. Poi le abbiamo fatto tenere una candela dall'alto, come aveva tenuto il cero, ma ha ritirato subito le mani dicendo "Quem Creniy' mi brucio!" Uscendo da casa Tardhivail, essa incontra la Signora Garoby che l'invita a casa sua, le fa raccontare la storia, e le avvicina una candela per fare anche lei la prova. Bernardetta se ne va. Fugge da queste fanatiche che si meravigliano che non voglia scottarsi le mani...

Vetrata 17ma apparizione

 

Ecco, raccontata nel modo più conciso, la diciassettesima apparizione, quella del miracolo del cero. Questo miracolo è oggi rappresentato su una vetrata della basilica dell'Immacolata Concezione. A Lourdes i ceri hanno diritto ad una vetrata. Vi è in questo racconto un dettaglio che colpisce: Bernardetta ha lasciato il cero di Blazy Vergès alla Grotta. Già nella precedente apparizione aveva fatto la stessa cosa con il cero di sua zia. E’ una nuova tappa nell'esperienza di Bernardetta. Ma i Lourdesi si interrogano. È stata la Madonna a desiderare che questi ceri fossero lasciati alla Grotta? Padre Sempé riferisce questo: "Un giorno, verso la fine dell'estasi, Bernardetta si alzò, ancora pallida e radiosa, si chinò verso sua zia Lucile che l'accompagnava quel giorno e le disse: «Vuol darmi il suo cero, e permettermi di lasciarlo alla Grotta?", "Sì te lo do, va' a deporlo se vuoi". La bambina si diresse verso il fondo della Grotta. Piantò nella terra l'estremità del cero, appoggiandolo alla roccia e lo lasciò acceso, poi ritornò al suo posto. Dopo l'apparizione la zia le chiese: "Perché mi hai pregato di darti il cero e perché l'hai portato laggiù?" "La visione mi ha chiesto se volevo lasciarlo bruciare alla Grotta e, siccome era suo, non potevo farlo senza il suo permesso". Il giorno stesso, il commissario Jacomet fece due ispezioni a Massabielle scrisse: "I Lourdesi sono convinti che la Signora abbia chiesto a Bernardetta di lasciare il cero. Ciò provoca la follia della gente che, a mezzogiorno di questo 25 marzo, ha già lasciato 65 ceri, altri 50 arderanno sino alle 10 della sera".

 

E, noi pellegrini, nutriti dalla spiritualità di Bernardetta ed attenti ai desideri di Nostra Signora, ascoltiamo l'insegnamento di Bernardetta. E’ a noi che essa parla ed è Jeanne Védère, sua cugina, che racconta la scena: "Bernardetta ha parlato con una signora. Questa portava un bambino di tre anni che non camminava e non parlava. La madre del bambino ha dato a mia cugina Bernardetta un cero per presentarlo alla Santa Vergine, chiedendole di pregare per suo figlio. Bernardetta ha riflettuto un po, poi ha detto: "Signora, pregherò per il suo bambino. Quanto al cero, potrà farlo bruciare lei stessa alla Grotta o in chiesa, in onore della Madonna". Questa risposta è per ciascuno di noi. Sì, Bernardetta porterà al Signore le nostre intenzioni di preghiera, le nostre sofferenze. Ma Bernardetta non si sostituisce a noi. Dobbiamo, anche noi, rispondere personalmente alla richiesta di venire qui, come figli della Luce.

 

Esplanade e Basilica

 

Conclusione

Non potevo concludere questo capitolo senza parlare dell'immagine che si associa più frequentemente a Lourdes: la processione con le fiaccole! Le sue origini ci portano al tempo delle apparizioni del mese di Maria. Il 7 maggio 1858, il commissario Jacomet fa posizionare un cartello davanti alla Grotta sul quale si può leggere: "Divieto di depositare oggetti alla Grotta. Ogni contravventore sarà rigorosamente perseguito". E’ quindi vietato depositare qualunque oggetto alla Grotta. Per i Lourdesi, la sola domanda che si pone è come aggirare il regolamento senza pagare la multa. Le prime a trovare la soluzione saranno le Figlie di Maria. Non si può depositare niente, nemmeno un cero, ma non è vietato recarvisi con i ceri accesi e ripartirne. Ed iniziano la sera stessa. Jacomet vede qui lo spirito giocoso delle ragazze. Scrive: "E’ una bricconata che ha la sua piccola malizia ma credo che, per il momento, non convenga intervenire". Le devote signorine, galvanizzate dalla vittoria conseguita contro l'oppressione amministrativa, continuano la loro riflessione. Possiamo illuminare la Grotta nella misura in cui possiamo tenere il cero in mano. Questo non è vietato. Non è nemmeno vietato cantare. La sera dell'11 maggio 1858, si recano alla Grotta con le candele accese e lungo il percorso cantano le litanie della Vergine. Il commissario si arrabbia e pensa di perseguirle per il reato di schiamazzi notturni. Le ragazze diventano così delle eroine. Calata la notte esse si recano in processione fino alla Grotta cantando, illuminate dai ceri. Sarà necessario che il curato Peyramale le riprenda, affinché la processione si svolga con meno ostentazione.

 

Era nata così la processione mariana della sera. Più tardi, un padre cappuccino di Tolosa riprenderà la processione con le fiaccole... ma questa è già un'altra storia.

 

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Chiave 5: IL SEGNO DELLE FOLLE

La folla

 

Commento della tredicesima apparizione

Desidero accostarmi a questo argomento attraverso uno dei suoi aspetti più modesti: Bernardetta e le folle al tempo delle apparizioni. Gli evangelisti parlano delle folle che seguono Gesù, che ascoltano il suo insegnamento, che sono state nutrite con pani e pesci, che hanno voluto farlo re nel giorno delle Palme, che hanno gridato "Crocifiggetelo". Folla incoerente. Folla che Gesù amava. Il Vangelo di Matteo (9, 35-36) dice: "Gesù andava attorno per tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e curando ogni malattia e infermità. Vedendo le folle ne senti compassione, perché erario stanche e sfinire, come pecore senza pastore". Poiché Gesù ha avuto pietà della folla di Lourdes. Nostra Signora ha svegliato i pastori chiedendo loro che si venga alla Grotta in processione e che vi si costruisca una cappella.

 

Al principio del mondo. Dio creò l'uomo nella solitudine. Solitudine di Adamo nel Paradiso. solitudine di Mosè in Egitto, solitudine di Bernardetta a Bartrès. E Dio vide che questo non era buono. Allora Dio diede una vocazione ad ogni uomo. Adamo sposò Eva; Mosè condusse Israele alla terra promessa... e Bernardetta? La sua vocazione sarà il bagno di folla. Più tardi, quando la vocazione religiosa la porterà a lasciare Lourdes per Nevers, dirà: "Vado a Nevers per nascondermi dalla folla".

 

Bernardetta stata schiacciata come l'uva, che si preme e che si spreme. affinché si trasformi in vino. Bernardetta è stata calcata come il lino che deve passare attraverso la stigliatura affinché diventi un solido lenzuolo. Bernardetta accompagna questa folla tenebrosa fino a trasformarla in pellegrini della luce.

Un popolo in cammino

 

Meditiamo insieme la tredicesima apparizione, durante la quale Nostra Signora ci trasmette questo messaggio: "Vada a dire ai sacerdoti che si venga qui in processione e che vi si costruisca una cappella". Ma per arrivare a contemplare questa pietra preziosa bisogna mettere i nostri passi su quelli delle folle di Bernardetta, e lasciarci spremere insieme a lei. Che cosa le dice il commissario Jacomet il 21 febbraio 1858? "Tu fai accorrere tutti dietro te, vuoi forse diventare una ragazza malfamata?" Bernardetta reagisce: "Non dico a nessuno di recarsi lì". "Si, sei già molto contenta di farti vedere". "No, ne sono stanca". "Ebbene, se ne sei stanca, di' che non hai visto niente..." "Ma io ho visto" Che importa a Jacomet se una ragazza di 14 anni ha delle visioni? Se la tratta male, se le suggerisce una falsa dichiarazione, è a causa della folla che la segue.

E che dice il parroco?

Zia Basile, che ha accompagnato Bernardetta all'epoca del suo primo incontro col parroco Peyramale, riporta questo: "Sei una piccola bugiarda. Ti fai delle illusioni, è un scandalo, accorrere tutti. Gli operai lasciano il lavoro per andare a vedere una bugiarda, le persone della campagna perdono la mattinata per andare a vedere una bugiarda. Sai che si parlerà di te in tutto il mondo, si parlerà della Grotta, si saprà degli scandali che hai provocato, sei una bugiarda". Le autorità civili e religiose hanno ragione di preoccuparsi.

Il curato Peyramale

Le cifre parlano da sole per questo villaggio di 3000 abitanti. Fino a quel momento eravamo davanti ad un affare privato, ad una ragazzata e le autorità civili, inizialmente, erano piuttosto divertite da questo sussulto spiritualistico. Ma ciò che ne consegue obbliga tutti a prendere posizione. Ecco le cifre della folla delle dodici successive apparizioni: 30, 100, 150, 230, 300, 600. 800, 1150, 1450, 1650, 3500. Ed il giorno della quindicesima apparizione: 8000 fedeli.

Parliamo di questa folla

A che ora bisogna andare alla Grotta per trovare Bernardetta? A causa della folla zia Basile. dice: "Voglio andarci. ma non vorrei che ci fosse già tanta gente: andiamoci più presto o più tardi". La famiglia decide di partire alle cinque, ma i Soubirous scoprono che molte persone vegliano tutta la notte. Poiché non serve a niente alzarsi presto, la famiglia uscirà verso le sette, per arrivare alla Grotta con l'alba.

Chi sono le persone che compongono la folla di Lourdes durante le apparizioni? I primi testimoni sono i bambini poveri della scuola di Bernardetta. Con apparizioni più mattiniere ed una folla più opprimente, il loro numero tenderà a diminuire sensibilmente. Il contingente più importante di fedeli è costituito dalle donne del ceto basso (terminologia estratta dai rapporti di polizia). Le prime donne della borghesia appartengono alla congregazione delle Figlie di Maria, una confraternita di persone devote, attive nella parrocchia, e nella quale si incontravano persone appartenenti a diverse classi sociali. Con la scoperta della sorgente, ecco fare la loro comparsa sulla scena le mogli dei notabili. Desiderano vedere Bernardetta in estasi all'alba. Convincono gli uomini di buona reputazione a condurle a Massabielle in piena notte. E grazie a queste signore che entrano in scena anche i signori del Café français. Estrade, controllore delle tasse, accompagna la sorella Enunanuelite. Si sente confortato nel trovare alla Grotta un medico, un capitano ed il presidente del collegio degli avvocati di Lourdes che fanno da chaperon, chi alla moglie, chi alla sorella, chi alla figlia.

Le ultime apparizioni hanno una loro nota originale. Innanzitutto, gli uomini dei ceti più bassi vengono numerosi e, tra loro, un contingente di cinquecento operai venuti dalle cave di marmo e di ardesia di Lourdes. E sin dalla quindicesima apparizione il numero delle persone che giungono da fuori aumenta sensibilmente. Lourdes, città del mondo.

I gendarmi, il procuratore imperiale, il sindaco ed il commissario di polizia giungono alla Grotta per motivi professionali. Nel nostro immaginario pensiamo che siano "i malvagi", coloro che calpestano i diritti dei poveri a schierarsi "contro" Bernardetta.

La verità è un'altra. Citiamo, ad esempio, ciò che ha detto Jeanne Adrian del commissario Jacontet: "Ho visto con piacere il Signor commissario di polizia in ginocchio, a quattro passi di distanza da Bernardetta, che metteva per iscritto i cambiamenti che avvenivano sul volto della giovane. Ora era un sorriso, ora una espressione calma, pensierosa. Quando sentii dire che il commissario voleva impedire alle persone di recarsi alla Grotta, pensai che parlasse contro la propria coscienza...". Invece vi era una sorta di rispetto religioso anche da parte dei gendarmi e dei militari presenti.

C'è molta gente alla Grotta, ma ci sono tutti?

Una delle poche persone alla quale è vietato l'accesso alla Grotta è l'abate Pène. Egli testimonia: "Quando sono uscito per dire la messa, la prima cosa che mi ha colpito è stata la solitudine ed il silenzio di Place du Marcadal. Questa piazza, di solito così animata, era deserta. Il silenzio e questa solitudine si avvertivano in tutta la città. Invece, la notte era stata tumultuosa, non di quel tumulto eccitato da qualche passione o malcontento popolare, ma dal rumore prodotto naturalmente da una quantità di stranieri arrivati in una cittadina, che passano la notte all'addiaccio, chi per non mancare l'ora mattutina della visione, chi per mancanza di alloggi. Questa folla, giunta dai paesi circostanti. fin da otto leghe di distanza. alla quale si univa l'intera città, all'alba si trovava nei dintorni della roccia di Massabielle".

 

Dobbiamo concludere dunque che fossero tutti là? No, gli ambienti clericali non erano presenti.

 

L'abate Pène scrive: "Il Signor parroco, al principio, non ha manifestato alcuna solidarietà con gli avvenimenti della Grotta ed anche durante tutta la famosa quindicina. Di lì, il divieto fatto al clero di prender parte, anche come semplici spettatori, a quelle riunioni. Ho sempre considerato questa misura come un'assurdità... Stiamo in disparte, diceva ai suoi vicari... Del resto, se l'avvenimento è realmente divino, raggiungerà il suo fine senza avere bisogno di noi!".

Oh! La bella anima da apostolo! In questo contesto, la Signora chiederà: "Vada a dire ai sacerdoti che si venga qui in processione, e che vi si costruisca una cappella". E’ l'unica volta che la Signora dà un compito a Bernardetta. Tutte le altre frasi, "Vuole farmi la grazia di venire qui", "Sono l'Immacolata Concezione"; "Vada a bere ed a lavarsi...”, avrebbero potuto essere dette solo per Bernardetta, e nulla l'avrebbe obbligata a rivelarcele.

 

L'interpretazione tradizionale del messaggio della tredicesima apparizione è che la folla è caotica, ed il clero ne assumerà la guida per strutturarla in popolo che fa processione dietro al Santissimo Sacramento. Questa lettura è teologica, apologetica, favorevole al clero. Non rende tuttavia impossibile una lettura più pertinente. Tutti sono venuti in processione alla Grotta, tutti hanno pregato nel silenzio, tutti, poveri e ricchi, bambini, massaie, operai, funzionari, politici, soldati, notabili. Tutti, eccetto i sacerdoti. Maria li convoca esplicitamente a venire in processione: "Vada a dire ai sacerdoti che si venga qui in processione...”. Mancano solamente loro!

La storia della tredicesima apparizione

Martedì 2 marzo 1858, i primi visitatori arrivano verso mezzanotte, e quando Bernardetta arriva alla Grotta, all'alba, vi sono milleseicentocinquanta persone. Farà fatica ad attraversare la folla, e dovrà essere aiutata da alcuni uomini a passare attraverso questa marea umana. Folla ingombrante. Il solo fatto ragguardevole di questa apparizione è che Bernardetta è rimasta a lungo nella Grotta, di fronte alla nicchia interna (l'attuale posizione del Santissimo Sacramento); e là, rideva e muoveva le labbra come in una conversazione.

La Signora parlava sempre a Bernardetta da questa nicchia, e mai dal punto in cui si trova la statua. Questa scena incuriosisce ed inquieta i testimoni che sono nella Grotta. Poiché la Signora aveva chiesto a Bernardetta di venire qui per quindici giorni, siamo a due giorni dalla fine delle apparizioni. La Signora le ha forse appena detto cosa stava per accadere alla quindicesima apparizione?

 

Corrono voci in città. Adélaide dirà che i Lourdesi temevano un terremoto. Nel giornale L'Ère Imperiale del 6 marzo 1858, si può leggere: "Una rivelazione della Vergine era stata annunciata dalla giovane veggente e questa notizia aveva prodotto grande impressione sullo spirito fin troppo suggestionabile della popolazione... Sarà questo un presagio di morte per le valli del Lavedan? La città di Lourdes va verso la sorte di Ninive? Questo è il triste pensiero che getta il panico nelle anime. Le menti catastrofiche si divertono a ricordare che, nell'antichità, la città di Lourdes era stata inghiottita nelle viscere della terra e che un vasto lago si era formato al suo posto". Altri dicono che la Francia intera sarà colpita da sventure se non ritornerà a Dio. Altri sostengono che l'apparizione si mostrerà ogni giovedì e che vi sarà un grande miracolo... Folla che non conosceva ancora il destino di Lourdes.

 

L'essenziale di questa apparizione si sviluppa in seguito. lungo tutta la giornata appena iniziata. Bernardetta attraversa la folla, protetta e fagocitata dalle vicine devote. Esse sollecitano Bernardetta raccontare perché ha riso, di cosa stesse parlando, cosa ha annunciato l'apparizione.

Per avere pace Bemardetta dice qualcosa: "Bisogna dire ai sacerdoti di venire qui in processione". Le donne credono di aver compreso tutto. Per loro vi sarà un cataclisma in questo giovedì della quindicesima apparizione, a meno che il parroco non organizzi una processione a Massabielle. Ecco dunque che corrono per annunciare per prime la notizia.

Bernardetta arriva a Lourdes con il messaggio in testa: "Vada a dire ai sacerdoti che si venga qui in processione e che vi si costruisca una cappella”: Per lei, "i sacerdoti”, non sono che l'abate Pomian il suo catechista e confessore. Va a cercarlo all'ospizio in cui è cappellano. Lui l'ascolta con prudenza, ha ancora ben presente l'insegnamento della settimana precedente. Lo cito: "Ho interrogato la giovane sul catechismo. Non sa nulla di dottrina, ignora persino i primi elementi, come il Mistero della Santissima Trinità..”.  Inoltre, temeva che le apparizioni rasentassero la farsa, sapendo che si era sporcata il viso di acqua fangosa. In breve, l'ascolta e la manda dal parroco Peyramale che è il solo a poter decidere se fare una processione.

Bernardetta non conosce Peyramale se non per averlo visto celebrare la messa, o per averlo udito predicare. Prima di andarci, ottiene l'assistenza delle sue zie Basile e Bernarde. Non sa che è stata preceduta dal gruppo di donne alle quali ha detto una parte del messaggio.

Queste donne, cacciate dal parroco, hanno avuto il tempo di dire che la "Vergine voleva una processione per giovedì" (da notare due elementi aggiunti al messaggio originale: "Vergine" e "giovedì").

Partendo dalle testimonianze, Padre Laurentin stabilisce il seguente dialogo:

               Sei tu che vai alla Grotta!

               Sì Signor parroco.

               E tu dici che vedi la Madonna?

               Non ho detto che è la Madonna.

               E tuttavia tutti quelli che fai correre dietro a te dicono che è la Madonna. Allora che cosa vedi?

               Vedo qualche cosa che somiglia ad una Signora.

               Qualche cosa!

               Signor parroco, aquero (quella cosa n.d.t.) chiede che si venga alla Grotta in processione.

               Bugiarda. Come vuoi che io possa decidere di fare una processione! E’ Monsignore che decide le processioni. Se la tua visione fosse qualche cosa di buono. non ti direbbe tali sciocchezze. E per quando la vuole questa processione? Giovedì hai detto?"

 

Bernardetta si confonde, non ricorda di avere sentito che era per giovedì: è solo un'invenzione delle altre donne. Risponde:

               Non so più per quando.

               E che ti ha chiesto una processione, ne sei ben sicura?

               Credo.

               Ah, credi. Ah, non ne sei sicura. Ebbene, quando non si è sicuri, si resta a casa. E una disgrazia avere una piccola così che fa accorrere tutti. Allora, ti daremo una torcia! Andrai a fare la tua processione e qualcuno ti seguirà... non hai bisogno di sacerdote.

 

Peyramale aumenta il tono e se la prende con le zie: "E' una disgrazia avere una famiglia cosi che mette scompiglio nella città". E vero che una zia aveva avuto un bambino prima del matrimonio, che il padre di Bernardetta era stato in prigione, che la madre era una presunta alcolista.

 

Zia Basile dirà: "E’ spaventoso vedere il parroco gridare come durante il sermone, e anche più forte". Dirà anche che si è sentita macinata come un grano di miglio davanti a questa santa collera. Le due zie sono prese dai tremito, Basile piange. II parroco congeda le tre donne. Fuori, ancora tremante. zia Basile si ripromette di non tornare più al presbiterio. Bernardetta ritrova la calma: "Se non vuole crederlo, che faccia pure, io ho fatto la mia commissione”.

Ma sulla strada del ritorno a casa, esclama: "Bisogna tornare dal parroco, ho dimenticato di dire della cappella”. La zia "macinata" rifiuta. Bernardetta cerca un sostegno vicino alla sagrestia della Chiesa, che accetti di fare da intermediario, ed ottenga un appuntamento per Bernardetta la sera stessa alle sette.

La nostra giovane si ritrova, come aveva chiesto Maria, di fronte ai sacerdoti di Lourdes. L'atmosfera è più calma, è il momento della digestione, e riesce cosi a consegnare la seconda parte del suo messaggio: "Vada a dire ai sacerdoti di fare costruire qui una cappella". Peyramale chiede: "Non sai ancora quale sia il suo nome, ebbene bisogna chiederglielo. Se dice il suo nome e se fa fiorire il roseto della Grotta, si costruirà la cappella".

 

Se è vero che una realtà può nasconderne un'altra, come sui binari di una stazione dove un treno può nasconderne un altro. nelle apparizioni parecchie storie coabitano sotto la stessa apparenza. Ciò che ho scritto in corsivo mi serve da canovaccio per interpretare la tredicesima apparizione.

L'interpretazione della tredicesima apparizione

L'apparizione giustifica quindi i pellegrini a venire a Lourdes, a venire in processione. Ma è questo tutto ciò che Maria aveva da dirci? E se questa apparizione parlasse della domenica di Pasqua, della domenica della Resurrezione? E se questa apparizione dovesse essere letta come il copione di un film, con i sacerdoti nel ruolo degli apostoli e le zie in quello delle pie donne al sepolcro, e Bernardetta nel ruolo di Maria di Magdala, l'apostolo degli apostoli? Rileggiamo questa storia come un Vangelo.

La resurrezione

 

I Vangeli non parlano del momento della Resurrezione. Questa è avvenuta in una grotta, senza testimoni, di notte. Il Vangelo descrive i fatti scaturiti dalla scoperta del sepolcro vuoto, La stessa cosa accade per la tredicesima apparizione, della quale non conosciamo nulla se non le esperienze che la seguono.

Cercherò di mostrarvi come questa apparizione riprenda i Vangeli della Risurrezione.

Leggiamo il passo del Vangelo secondo san Matteo, capitolo 28, versetti 1-8. Provate a fare dei confronti. "Passato il sabato, all'alba del primo giorno Alla settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. Ma l'angelo disse alle donne: «Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. E' risorto. come aveva detto, venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: E' risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l'ho detto». Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annunzio ai suoi discepoli".

 

Poniamo ora a confronto questo Vangelo e la storia della giornata di Bernardetta a Lourdes.

^       Il Vangelo ci dice che le donne si recarono al sepolcro "all'alba'', e Bernardetta arriva alla Grotta alle sette della mattina, quando il giorno comincia a spuntare.

^       Il Vangelo ci racconta che "vi fu un gran terremoto" al loro arrivo. Un terremoto? E’ proprio quello che ha scritto il giornale Ere Impèriale che ci segnala che i Lourdesi temono proprio un terremoto, alla vigilia della quindicesima apparizione.

^       Allora, "l'Angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra"; e a Lourdes, la Signora del Cielo é in piedi sulla pietra della Grotta.

^       "Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve", e Bernardetta ci descrive Nostra Signora di Lourdes col suo abito bianco come neve, e luminosa.

^       "Ma l'angelo disse alle donne [...] andate a dire ai suoi discepoli", e la Signora di Lourdes dice a Bernardetta: "Vada a dire ai sacerdoti".

^       Chi sono queste donne nel Vangelo che vanno a cercare gli Apostoli? Il Vangelo di Luca, al capitolo 24, ci dice che "Erano Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo". Ovvero tre donne chiamate. E anche a Lourdes tre donne andranno ad incontrare il parroco: zia Bernarde, zia Basile e Bernardetta.

^       Il Vangelo non si accontenta di parlare delle tre donne, aggiunge: "Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli. Quelle parole parvero loro come un vaneggiamento e non credettero ad esse". Anche a Lourdes, quel giorno, intervengono altre donne. Le prime riferiscono che è stata chiesta una processione. Aggiungono i loro errori (una processione per il giovedì, chiesta dalla Madonna) ed il parroco Peyramale le caccia. Come gli apostoli, le accusa di vaneggiare.

^       L’Angelo dice: "Venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: E' risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete" (Matteo 28, 6-7). La Signora dice a Bernardetta: "Vada a dire ai sacerdoti che si venga qui in processione". Lourdes, crocevia delle valli, crocevia delle nazioni, Galilea. Il Cristo ci ha preceduti a Massabielle, noi ve lo ritroveremo.

^       Il Vangelo di Marco 16, 8 aggiunge: "Ed esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro perché erano piene di timore e di spavento. E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura...". Tremanti, come le zie di Bernardetta quando escono dal presbiterio, impaurite. Ed il silenzio che le donne del Vangelo si ripromettono di mantenere, ha un'eco a

Lourdes? Ebbene, si. Bernardetta ha sempre avuto coraggio davanti al commissario di polizia, al procuratore imperiale, ma davanti alla collera del parroco Bernardetta fa silenzio, non ripete la richiesta della cappella. Tanto che, nella sua pastorale del 1862 Monsignor Laurence, che ricapitola tutte le notizie sul Messaggio di Lourdes, dimentica di menzionare questa richiesta: "Vada a dire ai sacerdoti che si venga qui in processione”. Incredibile dimenticanza. Sconvolgente paura di Bernardetta.

In mezzo a questo silenzio resta la testimonianza di zia Basile. Dice di essersi sentita come grano di miglio che si trita e che si macina. Scegliendo questa immagine, realistica per la figlia di un mugnaio, rinforza il tono di resurrezione nella tredicesima apparizione.

Il Vangelo di Giovanni annuncia (12, 24): "Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto". Zia Basile muore di paura. ma la sua testimonianza porta frutto. Gli avvenimenti di questa apparizione ci fanno scoprire il ruolo del mistero evangelico. Quel giorno, Peyramale accusò le zie di Bernardetta di avere una vita parrocchiale poco edificante: "E' una disgrazia avere una famiglia cosi, che provoca disordine nella città". Allo stesso modo anche i discepoli di Gesù erano accusati di vaneggiare, e Gesù si era ribellato contro la religione delle apparenze nel Vangelo di Luca (7, 33-34): "E' venuto infatti Giovanni il Battista che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: Ha un demonio. E' venuto iI Figlio dell'uomo che mangia e beve, e voi dite: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori”. E da Maria di Magdala, prima testimone della Resurrezione, Gesù aveva cacciato sette demoni! Anche lei doveva portare scompiglio in città...

 

E poi, c'è il secondo messaggio del giorno a Lourdes. La Signora chiede che si costruisca una cappella. E sempre nei Vangeli del tempo della Pasqua che si trova la chiave di lettura di questo messaggio di Lourdes. La richiesta della cappella supera la semplice costruzione architettonica. Il messaggio ci dice che il tempio è distrutto e ricostruito in tre giorni, che il Cristo è risuscitato dai morti. Nel momento della crocifissione, il venerdì santo, i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo schernivano: "Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso. E' il re d'Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo". I sacerdoti vogliono delle prove e dei segni. E che dicono i sacerdoti di Lourdes a Bernardetta? "Se la Signora dice il suo nome e se fa fiorire il roseto della Grotta, allora si costruirà una cappella". Anche loro chiedono dei segni e delle prove. Fare fiorire il roseto? Sì, Maria è la rosa mistica sbocciata. Il suo nome? Sì, farà sapere che il suo nome è “Immacolata Concezione", ma solo coloro che hanno orecchie per intendere lo crederanno.

 

Per finire, vi ricordate che i testimoni hanno sentito Bernardetta ridere nella Grotta, mentre nei giorni precedenti piangeva. Lei rideva come le donne al sepolcro vuoto: "Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annunzio ai suoi discepoli" (Matteo 28, 8).

La mia conclusione

Sì, la Signora ha chiesto di venire in processione e che si costruisse qui una cappella. La Signora ha fatto di più in quel giorno. Ci ha chiesto di partire per la Galilea Massabielle perché il Cristo Risorto ci ha preceduto. Alla terza apparizione, la Signora, per prepararci, aveva detto: "Vuol farmi la grazia di venire qui per quindici giorni?" Era un invito personale. Alla tredicesima apparizione dice "Venite in processione'', affinché diventiamo un popolo. Perché non si può fare una processione da soli. Il 4 aprile 1864 duecento sacerdoti e ventimila fedeli si recano in processione alla Grotta per inaugurare la statua dello scultore Fabish (la statua che vi è attualmente). La Signora aveva chiesto una processione a tutti, passando tramite Bernardetta e il parroco Peyramale. Ma nessuno dei due vi prenderà parte, benché si trovassero entrambi a Lourdes.

Ecco la testimonianza di Julie Garros. amica d'infanzia di Bernardetta, divenuta anche lei suora di Nevers:"Un giorno richiamavo alla memoria di Bernardetta il ricordo della prima processione alla Grotta. Mi disse che il parroco Peyramale le aveva proibito di prendervi parte perché era ammalata...". Di che cosa si preoccupa il curato, vuoi forse giocare al medico? Bernardetta aggiunge: "Sì, ma la Madonna ha pensato anche a lui, gli ha mandato una bella colica che gli ha impedito di assistervi"! I due principali testimoni sono a Lourdes quel giorno, ma non alla processione richiesta. Che importa...

 

Il desiderio di Dio è che ci rechiamo numerosi a questo invito, e noi dobbiamo essere pronti a dire si.

L'affetto

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Chiave 6: IL SEGNO “DELL'ALTRO MONDO”

 

Ammalata... ma hospitalier

Forse, in questo articolo, darò l'impressione di rivolgermi più agli hospitalier che ai pellegrini. E’ il mio modo per farvi entrare nel mistero della sofferenza a Lourdes. Gli argomenti trattati sono di comune interesse, perché, nelle nostre famiglie e nelle nostre vite, abbiamo molte sventure da convertire.

Parlare dei malati mi porta a parlare degli hospitalier, perché non ci sono malati senza hospitalier a Lourdes. Malati ED hospitalier. Non posso parlare degli uni e degli altri se non alla luce della loro complicità, dividerli sarebbe come dire che tra loro esiste una frontiera invalicabile che si chiama salute. Sarebbe come negare che gli uni e gli altri sono le dita di una stessa mano. Gli uni e gli altri sono Pellegrini. Parlerò dell'ospitalità e di Bernardetta, il suo archetipo. Per molteplici ragioni possiamo considerarla la santa hospitalier e la santa dell'ospitalità. Bernardetta, la malata, è il modello dei malati. Bernardetta, l'infermiera di Nevers, diviene il modello di coloro che li accompagnano. Avendo una doppia competenza, può consigliarci sulla nostra vocazione, informarci sulle qualità che dobbiamo sviluppare e sui difetti da correggere. Può convincerci che gli malati e gli hospitalier sono talmente complementari da essere intercambiabili. Dico proprio intercambiabili!

 

Ma allora, chi accompagna chi? Chi non ha mai visto un hospitalier su una barella? Quale malato non ha mai incoraggiato e confortato un barelliere esausto? E se i malati sono malati, come direbbe Monsieur de La Palisse, posso testimoniare che numerosi hospitalier sono estremamente discreti sulle proprie malattie. Lottano con la forza del Cristo, che non ama certo più di loro la sofferenza. Quando Gesù dice a ciascuno di noi: "Prendi la tua croce e seguimi", non dice: "Vieni a soffrire con me". Dice "Entra con me nell'amore". E non è un problema di salute che può dispensarci dal seguirlo, perché non si può vivere senza amore e non si può amare senza soffrire.

 

Ma soffrire amando, non è soffrire, è amare. È importante ricordarselo.

Tutti, malati ed hospitalier, a Lourdes abbiamo la stessa vocazione, rispondiamo tutti all'invito di Nostra Signora: "Vuole farmi la grazia di venire qui". E qui, il modello dei malati e degli hospitalier, è Bernardetta. Ciò che distingue gli uni dagli altri è che i malati hanno bisogno che li si aiuti a bere, a mangiare, che si riservi loro un posto nelle processioni. Mettiamo i nostri passi su quelli di Bernardetta, affinché ci sia rivelato il nostro posto a Lourdes.

A Lourdes, tutto comincia sempre dalla prima apparizione

E’ l'11 febbraio 1858. Fa freddo e Toinette ansima un po, sua madre le ha appena chiesto di andare a cercare della legna. Si prepara ad uscire, la sua amica Jeanne Abadie la accompagna. Fino a quel momento non vi è nessun hospitalier, perché la vocazione dell'hospitalier non è quella di andare a cercare la legna. E’ il seguito che c'interessa, perché una terza persona vuole andare: Bernardetta, la gracile, colpita dal colera e dall'asma. Sua madre è contraria, fa troppo freddo. Quando si è ammalati si resta a casa, si resta in disparte, e poi non sarebbe di nessuna utilità in questo lavoro faticoso. Bernardetta trova l'energia per convincere sua madre. Andrà. Ma non sarebbe andata senza sua sorella e senza Jeanne. Le due ragazze l'accettano, non come un intralcio, ma come un'amica. È questo lo spirito hospitalier! Le nostre due hospitalier accettano la malata, ed escono in strada. Arrivate alla prateria, è la malata che propone di andare verso quello che viene chiamato il rifugio dei maiali. Malata, partecipa a questo primo pellegrinaggio, in totale uguaglianza con le sue due amiche, dà il suo parere che in questo contesto è ascoltato. Non dimentichiamo mai di ascoltare i desideri dei malati, anche se talvolta contraddicono il programma. Alla fine della strada, le ragazze incrociano il ruscello di Savy. Le due passano e Bernardetta chiede:

Portatemi sulla schiena". Questo no. "Aiutatemi a fare un passaggio di pietre nell'acqua". Le rispondono ancora di no. Ci sono dei luoghi dove i malati non possono andare. Gli hospitalier devono sapere dire no, così come le due amiche. A volte, c'è pericolo per i malati, e noi dobbiamo proteggerli. Non è un problema. Bernardetta sta per vivere un'esperienza spirituale unica. Grazie alle due ragazze che si incaricano di tutto, Bernardetta si sbarazza dei suo impedimenti. Fra un istante, non penserà più al suo male che le impedisce di attraversare; fra un istante, vedrà la Signora faccia a faccia. E Toinette, come Jeanne, saranno state il supporto di questa esperienza mistica. Supporto, un bel ruolo per gli hospitalier. Misteriosamente è ciò che siamo quando serviamo i pasti, spingiamo i carrelli, portiamo un orinale. Attraverso la nostra buona volontà si realizzano i disegni del cielo.

 

Ma non perdiamo di vista il racconto della prima apparizione: "Sollevai la testa guardando la grotta. Vidi una Signora vestita di bianco. Aveva un abito bianco, un velo bianco, una cintura blu ed una rosa gialla su ogni piede. Credevo di ingannarmi, mi strofinai gli occhi, guardai ancora, ed vidi sempre la stessa Signora, allora portai la mano alla tasca per prendere il rosario. Cercai di fare il segno della croce, non potei, la mia mano ricadde. Allora, fui presa dallo spavento, tuttavia, non fuggii". “La visione fece il segno della croce, provai anch'io a rifarlo; allora potei ed appena l'ebbi fatto, mi sentii tranquilla. Recitai la corona, avendo questa Signora sempre davanti agli occhi; col dito mi fece segno di avvicinarmi a lei, ma non osai; rimasi sempre allo stesso posto".

Solidarietà umana e spirituale

 

Riprendiamo come insegnamento alcuni elementi di questa testimonianza: "Vidi la Signora, allora portai la mano alla tasca per prendere la corona. Cercai di fare il segno della croce, non potei, la mia mano ricadde". Che cosa vuole dire?

Davanti a questa situazione sconosciuta, Bernardetta ha il riflesso della preghiera come una protezione e... la sua mano ricade. Così, la Signora le insegna che la preghiera non precede mai l'incontro con l'altro. Allora Bernardetta disse, "fui un po' presa dallo spavento, tuttavia non fuggii". Un doppio sentimento, ha paura, ma non fugge. Gli hospitalier possono talvolta aver paura davanti a corpi disarticolati. Ciascuno di noi ha avuto paura di ritornare in contatto con un malato o un handicappato. Come si parla ad un malato che non reagisce? Come si accudisce un corpo dolorante? La prima risposta è: "Non si fugge". L'hospitalier può avere paura di un corpo sofferente. Bernardetta ha avuto paura di un corpo aggraziato. Come comportarsi con qualcuno così diverso da noi?

 

Ritorniamo al racconto: "La visione fece il segno della croce, provai anch'io a rifarlo, allora potei... e ne fui molto tranquillizzata”. Bernardetta è entrata in relazione con la straniera, può fare il segno della croce e può raggiungere la pace interiore. Così, il rimedio allo spavento può essere quello di imitare il movimento degli altri. Per noi, è il malato che c'insegna i gesti corretti.

 

Il racconto si conclude: "Lei mi fece segno con le dita di avvicinarmi, ma non ho osato. Sono sempre rimasta al mio posto". "Con le dita, mi fece segno". Non tutto si comunica con le parole, tra Maria e Bernardetta, tra i malati e gli hospitalier. E' la forza dei gesti: sistemare un cuscino, coprire i corpi con i teloni prima che piova... Ma sentiamo la lezione delle ultime parole di Bernardetta: "Non ho osato. Sono sempre rimasta al mio posto". A Lourdes, come altrove, la discrezione è cosa magnifica, non la rigidità. Bernardetta è risoluta, è rimasta al suo posto. Non ha accettato di muoversi, malgrado l'invito di Maria. Che cosa vuole questa Signora? Bernardetta rimane dov'è al suo posto. Pregare con una straniera, d'accordo, ma ciascuno al proprio posto!!! Più tardi la giovinetta ritornerà alla Grotta, dispiaciuta di avere perso l'occasione al primo incontro. Anche noi, nella nostra vita quotidiana, tessiamo delle relazioni rigide, per mancanza di semplicità. Ma questo non deve succedere durante il pellegrinaggio a Lourdes.

Sempre accompagnata

In questo alto luogo fraterno, diventiamo capaci di dare il meglio, mai il peggio. Come succede? A Lourdes, decentriamo noi stessi. Offriamo il primo posto, il posto migliore, offriamo il nostro posto ai malati. Questa spogliazione ci arricchisce di una fratellanza speciale. Sì, l'hospitalité è una grande famiglia che accompagna i suoi membri malati fino alla Grotta. Alla prima apparizione, Toinette e Jeanne giocano il ruolo delle hospitalier. Da quel momento, gli hospitalier tracciano sempre la strada ai malati. C'è stata una sola eccezione: il 3 marzo 1858. Per noi, è un insuccesso. Che cosa è accaduto? Quel giorno, tremila persone si sono ammassate da una parte e dall'altra del Gave. Bernardetta, quando arriva, non trova nemmeno il posto per mettersi in ginocchio, nemmeno per andare e venire. Quella mattina non vi sarà alcuna apparizione.

 

E’ il lavoro di organizzazione che garantisce la pace e la preghiera del malato. Lavoro modesto ed indispensabile, perché senza lo spirito hospitalier i pellegrini diventano una folla egoista, incapace di far posto a Bernardetta, ad un malato, e dunque nemmeno a Maria che, infatti, non verrà. A parte questo nefasto 3 marzo, Bernardetta è sempre stata accompagnata dagli hospitalier più diversi: bambini, soldati in permesso, un conducente di cavalli, notabili, mugnai, vanno uno dopo l'altro ad aiutarla a penetrare la folla compatta. Qui sono rappresentate tutte le categorie sociali e tutti accettano il gomito a gomito per il servizio. Il nostro legame non è né sociale né culturale, ma mistico e familiare. E’ per questo che nell'hospitalité non ci saranno mai donne dello stile di Dominiquette. Vi ricordate la moglie di un notabile, tentata di seguire Bernardetta alla Grotta, che rifiutava tuttavia di andarci scandalizzata nel vedere quali tipi di donne di basso ceto seguivano Bernardetta. Da noi, non c'è posto per questo genere di persone. Nella famiglia hospitalier abbiamo Maria per madre e Bernardetta per sorella maggiore. Ricchi o poveri, siamo onorati di essere ricevuti al cachot dai Soubirous. Come dice Maurice Zundel, crediamo che la più grande povertà dei poveri, sia nel fatto che nessuno ha bisogno della loro amicizia. Ed a Lourdes, tutti insieme, facciamo sgorgare questa amicizia.

Come una persona guarda un'altra persona

A Lourdes, dobbiamo essere attenti alla qualità dei nostri incontri, ed altrettanto alla qualità del nostro servizio, Visto che il modello dell'incontro è Nostra Signora. Com'è l'approccio con Bernardetta, durante le apparizioni?: "Mi guardava come una persona guarda un'altra persona". La Signora non era una statua e non la prendeva per un vaso. La Signora la guardava come un suo simile. E gli atti seguono lo sguardo. Maria si propone di recitare la sola preghiera del Rosario che conosce Bernardetta... in dialetto, anche se il clero lo trova indegno del cielo. Nello stesso modo dobbiamo adattarci ai disadattati della vita, non per trarne alcun tipo di riconoscimento, ma per comunicarci insieme a loro in una medesima speranza. Accompagnate Bernardetta malata, e siate testimoni delle sue metamorfosi.

Al ritorno dalla Grotta, è la debole ragazza che sostiene le più forti con la sua preghiera. E’ la povera ragazza che arricchisce i più ricchi con il suo amore. E’ la malata che offre la propria vita per la salute del genere umano. Gli hospitalier accompagnano Bernardetta ed i malati, sia per aiutarli che per partecipare alle loro gioie. Questo è guardare, come una persona guarda un'altra persona.

Non tutto si comunica con le parole...

 

Nell'atteggiamento della Signora non c'è pietà. C'è amicizia, sorrisi e gesti di conforto. Coloro che provano pietà per i malati non sono hospitalier, o per dirla in modo meno brutale, hanno ancora tutto da imparare. Non si tratta di vedere in Bernardetta un fenomeno, come quel medico che vede in lei un bel caso di isteria, o quella religiosa che l'accoglie con difficoltà, perché non porta nessuna dote al convento. Oppure come quei pellegrini di oggi che hanno uno sguardo afflitto davanti a certi ammalati e che ci offendono con la loro tristezza guardona.

 

Dicevo prima che la Signora si adattava a Bernardetta, senza abbassarsi. Per esempio, la Signora dà del lei a Bernardetta e le chiede di pregare per la conversione dei peccatori. Dicendo ciò, ci ricorda che i malati non hanno solamente richieste di salute da fare, ma anche una vita da santificare. Tocca a noi aiutare i malati a trovare la loro via, anche nella malattia. Il ruolo dell'hospitalier non è mai quello di piangere sulla sorte del malato. Qualunque cosa il nostro occhio indiscreto ci racconti, dobbiamo sempre pensare che il malato è una persona normale, che ha solo bisogno di essere aiutata per andare in processione, per lavarsi e bere. Dunque, è una persona che bisogna guardare "come una persona".

Bernardetta, malata ed hospitalier

Dopo esserci fermati su Bernardetta malata, circondata dai suoi amici, su Bernardetta malata davanti a Nostra Signora, proseguiamo con Bernardetta, visitatrice degli infermi.

 

Bernardetta è ammalata. Il colera ha colpito la città. Lei è scampata, ma la sua crescita si è fermata e l'asma prima ed una tubercolosi poi, opprimono il suo petto. Sputa sangue, il suo ventre è gonfio al punto di non potere chiudere il suo abito. Dopo le crisi, tutto va bene. Nei momenti di tregua, non vive nell'angoscia della prossima crisi. Va a scuola, accetta di visitare i malati. Vediamo come se ne occupa.

 

All'uscita da scuola, Giuseppina le chiede di passare da lei: suo fratello è malato e desidera vederla. Bernardetta va dunque a visitare Jean Marie Doucet. Nella grande sala della fattoria Piqué, vicino a Bartrès, vede questo strano spettacolo: una grande bocca aperta come un forno ed un bambino mingherlino di 9 anni, seduto in una specie di culla. Da dopo Natale, è la disperazione della famiglia. Non cammina più e si nutre appena. I medici pronunciano la parola "incurabile". Gli amici ed i vicini manifestano la loro pietà e la loro curiosità. La sua famiglia lo cura in modo maldestro. Nessuno lo guarda come una persona. Bernardetta arriva nella grande sala, ed il piccolo infermo fa un guaito gioioso. La sua bocca invade il viso come una piaga spalancata, svela una lingua secca, ruvida e la bava sgocciola sulle sue ginocchia. Lo spettacolo è doloroso, ma Bernardetta fa buon viso. Gli parla delle sue giornate per conoscerlo meglio e non prende il rosario come all'epoca della prima apparizione. Ha compreso la lezione. Due giorni dopo ripassa alla fattoria. Con buon umore gli chiede: "Come va? Non bene. Hai fame? Si! Ebbene allora sforzati dunque di chiudere la bocca e mangia!!!". E infatti, la sua bocca si richiude, ed inghiotte un piccolo pasto. L'indomani, ritorna per la terza volta. Sente che è ripiegato su se stesso. Con un tono allegro, lo scuote: "Allora non vuoi proprio guarire! Sono sempre io che devo venire a vederti!" Risponde: "Oh! Se potessi alzarmi, mi alzerei volentieri. — No, sei un fannullone. Fai il malato per mangiare quello che ti piace". Il bambino allora accetta un po' di cibo. La domenica, andando a Bartrès, si ferma per l'ultima volta. Siccome mangia molto lentamente finisce per dirgli: "Non vuoi mangiare. Parto". Egli allora si sbriga per farle piacere. Il suo stato migliora. Lei non ritornerà più. Bernardetta non ha manifestato pietà. Non gli concede delle scuse perché è giovane e malato. Lo vede vivo, e lo spinge a crescere: "Vengo per aiutarti. Se non vuoi mangiare, parto".

 

Non sei il Mio malato. Non sono la Tua schiava. Bernardetta dà questa consegna. Qualunque sia il nostro stato, il pellegrinaggio deve aiutarci a raddrizzarci nella vita. Bisogna rifiutare il ripiegamento su se stessi. Dice a Jean Marie: "Sono sempre io che devo venire a vederti. Sono sempre io che mi avvicino, e tu quando vai ad aprirti con la tua famiglia, con i tuoi amici?". Questa domanda va posta senza posa ai malati.

Giovanni Paolo II ha manifestato la tenerezza della Chiesa

 

Le visite di Bernardetta a Jean Marie sono durate il tempo di un pellegrinaggio, e lei non ritornò più da lui. Jean Marie ha vissuto la separazione senza troppe difficoltà, perché Bernardetta non ha fatto luccicare una terra promessa nella quale si sarebbero visti regolarmente. Bernardetta gli ha insegnato che bisogna vivere con tutte le proprie forze, per la famiglia, gli amici, le persone che prestano le cure e per Dio. Tuttavia, so che la separazione è difficile da accettare alla fine di un pellegrinaggio.

 

Vedo, talvolta, uno sciame di giovani pellegrini che aiutano un malato. L'immagine è bella e confortante. Dice che l'uomo non è un lupo per l'uomo. Ma attenzione: si dà il proprio numero di telefono, l'indirizzo, si fa la promessa di rivedersi. Ci si acceca. Ci si dimentica che, dopo il pellegrinaggio, la vita quotidiana riprende, con sempre nuovi incontri per gli uni, e molta solitudine per gli altri. Promettere troppo al ritorno può dimostrarsi molto negativo, perché alla solitudine si aggiungerà il sentimento di inganno. Bernardetta ci consiglia rapporti veri e diretti, perché il malato è una persona e non una malattia. Non dobbiamo infantilizzarlo, ma aiutarlo solamente in ciò che non può fare solo. Quando ci troviamo con un vecchio stanco ed assetato, aiutiamolo a bere, per non esaurirlo oltre e perché questo gesto affettuoso lo conforterà. Ma quando ci troviamo davanti ad un handicappato che impiega molto tempo, ed è un po' maldestro, nel raggiungere il bicchiere, afferrarlo, avvicinarlo alla bocca, non aiutiamolo, con il cattivo argomento che si fa prima e si eviteranno le macchie. Lasciamo che ottenga una vittoria sul suo male, perché il nostro aiuto verrebbe a negare la sua capacità di vivere la sua vita. A ciascuno giudicare quando deve intervenire ma, ricordiamocelo, i nostri gesti devono adattarsi alle richieste, mai precederle.

Malata o infermiera secondo il giorno

Per concludere con il nostro piccolo giro d'orizzonte hospitalier, vi propongo di illuminare le metamorfosi di Bernardetta, malata o infermiera, secondo i momenti. Durante la sua vita a Lourdes, la voce pubblica riporta che Bernardetta abbia più volte guarito dei malati. Viene interrogata su questo argomento alla presenza del procuratore, del commissario e del sindaco. Dice tutto in modo chiaro: "Non credo di avere guarito nessuno, e del resto non ho fatto niente in questo senso". Ma la voce si amplifica, e molto tempo dopo le apparizioni, alcuni malati vengono a supplicarla: "Mi guarisca.Per chi mi prende? Sono come voi, non ho poteri. Tutto ciò che posso fare è pregare per lei". Bernardetta non è taumaturga. Non sa guarire, ma impara a curare! Nel giorno della sua professione religiosa, la madre superiora non le dà nessuna missione ed aggiunge: "E’ una buona a nulla". Il vescovo, che ha più immaginazione, le ha chiesto di pregare. Ma questo non è molto originale per una suorina. Che cosa stava per accadere della nostra santa buona a nulla su un inginocchiatoio? Per darle qualche occupazione, la si nomina aiuto infermiera di suor Marthe; e quando questa si ritirerà, la responsabilità dell'infermeria ricadrà su di lei che, nel frattempo, era diventata perfettamente competente. Lei, che aveva già ricevuto tre volte l'estrema unzione, non doveva farsi molte illusioni sulla capacità della medicina di curare, tuttavia questo non l'ha dispensata dallo studiare, dico bene studiare, con molta serietà, tutto quello che doveva conoscere un'infermiera. Non è più la ragazzina che non sa né leggere né scrivere.

Ma il passato le rimane incollato addosso. Un medico della Salpetriere, quindici anni dopo le apparizioni, dichiarò che le guarigioni si basavano sulla fede di una bambina allucinata e successivamente, rinchiusa a Nevers. Questa polemica diede l'opportunità al dottor Robert Saint Cyr di difendere la sua assistita ed assistente: "Come medico della comunità, ho prestato delle cure a questa giovane suora la cui salute delicata ci ha creato inquietudini per molto tempo. Oggi, il suo stato è migliorato, e da malata è diventata la mia infermiera, svolgendo alla perfezione il suo compito. E’ piccola, di gracile aspetto, ha ventisette anni. Di natura calma e dolce, cura i malati affidati alle sue cure con molta intelligenza e senza omettere niente delle prescrizioni fatte, gode anche di grande autorità e di una completa fiducia da parte mia”. E’' un bel complimento del medico alla sua infermiera. Sa che non omette nessuna delle prescrizioni, segnala anche la sua intelligenza nelle cure. Forse qui fa riferimento alle cure che applica senza prescrizione medica. Queste, possiamo continuare ad applicarle senza prescrizione nel XXI° secolo; si tratta dell'acqua della Grotta, dell'amabilità ridente, della fede, della delicatezza. Queste cure vengono proposte non per guarire dalla malattia, ma per guarire da sé stessi. Con queste cure, Bernardetta vuole ricordare al malato che è una persona viva, e che non deve diventare un Narciso scorbutico.

 

Nel 1876, da infermiera, diventa malata. Scrive ad una sorella amica: "Sono sempre giù di forma... ho perso completamente l'uso delle gambe, devo subire l'umiliazione di essere portata, ma le nostre sorelle lo fanno così di buon cuore che mi rendono il sacrificio meno grande. Temo sempre che si possano sforzare troppo e, quando glielo dico, si mettono a ridere e, direi anche, a burlarsi di me. Mi dicono che ne potrebbero portare quattro come me". Il malato può sentirsi umiliato nell'avere bisogno di noi. Come dice Bernardetta, se i gesti si fanno di buon cuore e nella gioia, l'umiliazione può diventare una simpatica complicità. Ma non credo che questo sia sempre facile da vivere. Bernardetta ne era molto consapevole, ed era severa con le sue giovani aiutanti quando mancavano di attenzione nel servizio. Sorella Vincent Garros ricorda che Bernardetta curava con affetto una religiosa colpita da un tumore al seno. Chiese a sorella Vincent di fare una passeggiata con la malata per rilassarla, e siccome la giovane infermiera non prendeva sul serio questo servizio, le disse: "Ne avrai cura come se fosse il Buon Dio", cosa che fece sobbalzare la novizia, convinta che vi fosse molta differenza tra l'Uno e l'altra. Bernardetta riprese la lezione invitando la sua giovane consorella a ritornare in infermeria alla sera. Le mostrò la piaga della malata. "Non posso sopportare lo spettacolo", disse suor Vincent; e Bernardetta, lapidaria, le disse: "Che sorella della Carità puoi essere! Con così poca fede. Sì, per noi come per sorella Vincent, certe piaghe sono insostenibili a guardarsi, tuttavia occorre che il nostro viso sia un balsamo confortante. Bisogna, come Nostra Signora, rimanere in saldi ai piedi della croce, piuttosto che compiangere e lamentarsi. La nostra vocazione può andare al di là delle nostre forze. Ma ricordiamoci che, insieme, ci mettiamo del nostro perché la Signora dà del suo. Il centro della nostra spiritualità è là, e non altrove. Il viso del Cristo si contempla nei nostri amici sofferenti”.

 

Bisogna fare così, Bernardetta parla poco della sofferenza. Sorella Agata vede sul suo letto un'immagine di san Bernardo. Chiede: "Dunque prega il suo santo patrono?" "Lo prego volentieri, ma non lo imito. San Bernardo amava la sofferenza, io la evito finché posso". Anche noi dobbiamo fare di tutto per evitare di aggiungere sofferenze ai malati.

 

Che si sia ammalati o sani, perché venire a Lourdes per vivere questa esperienza? Lasciate che vi racconti una piccola storia che segna l'inizio di un cammino. Un padre dice a suo figlio: "Ti do un euro se mi dici dove si trova Dio sulla terra". Il bambino risponde: "Ti do due euro se mi dici dove non si trova Dio sulla terra". Dio è dunque ovunque!

Il padre gli chiede: "Perché scappi sempre verso la Grotta?". Il bambino risponde: "Cerco Dio". Il padre chiede: "Dio non è ovunque?". "Sì, dice il bambino: Dio è ovunque". Il padre insiste: "Dio non è ovunque lo stesso?". "Sì, dice il bambino: Dio è ovunque lo stesso, ma io non sono lo stesso ovunque".

 

Per voi, per me, per Bernardetta, la Grotta è già il Cielo. Lourdes è il nostro luogo privilegiato per incontrare Dio e gli uomini

 

Vione lourdiana

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Chiave 7: IL SEGNO DELLA RICONCILIAZIONE

 

Per i peccatori

Le Sante Scritture affermano che, nel primo giorno della Creazione, Dio creò la terra e l'acqua, la luce ed il cielo. A Lourdes, la terra offre una grotta. L'acqua ci dona la sorgente che sgorga dalla roccia. La luce dona l'aura luminosa alla Signora. Il cielo dà il vento della prima apparizione. Questi elementi sono altrettanti segni nel messaggio di Lourdes. Ma il messaggio non sta tutto intero nel simbolismo della Creazione, perché la Signora è venuta a parlarci. È venuta a dirci che suo Figlio ha aperto la via che conduce della Terra al Cielo. È venuta a farci delle raccomandazioni affinché il nostro viaggio sia già degno della vita in Cielo.

 

Ricordate le sue parole:

      "Vuol farmi la grazia di venire qui per quindici giorni?".

      "Non le prometto di renderla felice in questo mondo, ma nell'altro" o ancora, secondo un'altra formulazione: "Le prometto di renderla felice, non in questo mondo ma nell'altro".

      "Penitenza. Penitenza. Penitenza. Pregherà Dio per i peccatori. Vada a baciare la terra per la conversione dei peccatori".

      "Vada a bere ed a lavarsi alla fontana. Mangerà di quell'erba".

      "Vada a dire ai sacerdoti che si venga qui in processione, che vi si costruisca una cappella".

      "Io sono l'Immacolata Concezione".

 

E’ a questo tesoro che attingiamo per illuminare il tema fondamentale della penitenza per i peccatori e rispondere alle domande: mentre la Signora le parlava di penitenza, che cosa faceva Bernardetta? Quale significato dobbiamo dare all'erba mangiata, alla terra baciata, all'acqua fangosa inghiottita? Perché la folla si è scandalizzata vedendo Bernardetta penitente? Penitenza e risate sono compatibili? La penitenza è un mezzo di conversione o un modo di vivere?

Cominciamo col passare in rassegna le prime apparizioni, per verificare se ci sono delle tracce di penitenza.

Le prime sette apparizioni

Fin dall'inizio, i testimoni vengono volentieri a vedere il viso "luminoso" di Bernardetta. Le sue estasi e le sue metamorfosi sconvolgono più di una persona. Fanny Nicolau, la seria maestra, non può trattenersi dal piangere, tanto è forte la sua emozione davanti allo spettacolo di Bernardetta in preghiera, e la Signorina Penne parla così: "Era come un'espressione di felicità, di gioia, di estasi al massimo livello". Per loro non vi è nessun dubbio, il Cielo è sceso a Massabielle, ma la Signora fa veramente un invito alla penitenza? Bernardetta dichiara: "Ho visto la Signora che mi ha chiesto se volevo avere la grazia di andare lì per quindici giorni, le ho risposto di sì... mi ha anche detto che non prometteva di farmi felice in questo mondo, ma nell'altro". Scambio di promesse. Bernardetta verrà per quindici giorni, e la Signora le assicura una vita felice nell'altro mondo. Estrade l'interroga, un po' geloso e un po' dispettoso: "Poiché la Signora ha promesso di renderti felice nell'altro mondo, non hai che da lasciarti vivere e dormire tranquillamente tra due guanciali". Lei risponde: "Si hey pla" (Se mi comporto bene).

 

Confessiamo che questo ha un significato un po' oscuro. Perché la Signora non può prometterle la gioia in questo mondo, mentre Bernardetta è già felice in questo mondo, circondata dai suoi genitori, e grazie ai suoi appuntamenti alla Grotta? All'indomani della prima comunione le viene chiesto: "Di che cosa sei stata più felice: della prima comunione o delle apparizioni?". Risponde: "Sono due cose che vanno insieme, ma che non possono essere paragonate. Sono stata molto felice in entrambi i casi". Dunque, Bernardetta vive felice in questo mondo. La frase della Signora "Non le prometto di renderla felice in questo mondo", non vuole dire che la Signora le annuncia grandi disgrazie, o che la sottometterà ad una mortificazione severa. A causa dell'ambiguità della formula, certi esperti raccomandano di tradurre così: "Non le prometto di renderla felice secondo i criteri di questo mondo". Ed i criteri di questo mondo, li conoscete, sono il potere e la conoscenza. Tanti simboli che non hanno mai rallegrato questa povera ragazza malata, incolta, fragile.

 

Trovo che questa interpretazione sia interessante, ma questi sotterfugi non interessano i Lourdesi. Per loro, le sole realtà sono le gioiose trasformazioni di Bernardetta e la folla non s'inganna, quella folla che accorre sempre più numerosa, più stupita, più esaltata. Ascoltiamo Jean Baptiste Estrade, che vuol convincere i suoi amici del Café français: "Devo confessarlo... pensavo di trovare alla Grotta una pantomima abilmente inscenata. Mi ero ripromesso di concentrare tutta la mia attenzione sulla scena che avrei avuto sotto gli occhi... Bernardetta si è presentata alla Grotta alla solita ora. Il caso, più dei miei sforzi, mi ha posto accanto a lei. La giovane veggente si è messa in ginocchio senza costrizione, senza turbamento; ha estratto il rosario, ha fatto il segno della croce ed ha cominciato a pregare... Oh meraviglia! Che cosa era dunque successo? Improvvisamente si è trasformata, Bernardetta non era più Bernardetta. Era un angelo del cielo in contemplazione davanti alla Madre di Dio. Le parole mancano di colore per descrivere la fisionomia della giovane in estasi. I suoi occhi amorosamente aperti erano insaziabili di vedere... il Suo sorriso. Oh! Quale sorriso! Voglio allontanare da questo racconto ogni tipo di metafora, e tuttavia, come esprimermi senza guardare il cielo per ritrovare questo sorriso... Dio conosce il giubilo che doveva regnare nell'anima di questa bambina”. Il testimone si esalta, il suo vocabolario slitta. Dopo avere detto che Bernardetta era un angelo, dagli occhi innamorati e dal sorriso celeste, afferma che Bernardetta è più bella della Signorina Rachel, la grande attrice del Secondo Impero. E è vero che, grazie a lei, il mondo vede diversamente Massabielle e Bernardetta. Bernardetta non è più la povera Soubirous, ma l'eletta del Cielo, e non si pensa più alla Grotta come ad un rifugio per maiali, ma come ad un luogo di appuntamenti meravigliosi. Nondimeno, Estrade falsa il messaggio concentrando la luce solo sull'estetica. Lourdes diventerebbe convincente per la sola bellezza del luogo santo? Il Cielo non apprezza questa insipida fantasticheria hollywoodiana. Le apparizioni successive raddrizzano la rotta, inducendo la graziosa Bernardetta a sporcarsi. Affinché i peccatori aprano i loro cuori, Bernardetta vivrà, davanti a loro, la Passione del Cristo.

La fase penitenziale

Studieremo qui l'ottava e la nona apparizione che dicono l'essenziale del messaggio penitenza. Il 24 febbraio, Jean Baptiste Estrade e sua sorella hanno convinto Elfrida Lacrampe a venire con loro alla Grotta, all'alba. Elfrida è una ragazza devota, della buona borghesia, e la Grotta la lascia ancora indifferente. Estrade pensa che la misteriosa bellezza estatica di Bernardetta potrà convincere anche lei. La veggente arriva. Accende il cero, si mette in ginocchio, fa scorrere i grani del rosario. Recitata appena una decina e i Lourdesi notano l'abituale metamorfosi: il viso impallidisce, guadagna in dolcezza, i gesti guadagnano in grazia. Tutto è dunque come al solito? No, oggi, c'è qualcosa di nuovo. La Signorina Penne dice: "[...] Bernardetta si è messa ad ascoltare attentamente, e nella maniera più seria, gli occhi fissi verso la nicchia; sembrava entrata in intimo colloquio con la visione. Durante questo colloquio, la folla vede Bernardetta fare un segno affermativo con la testa, ed un istante dopo un altro negativo”: La sera stessa la Signorina Penne fa andare Bernardetta a casa sua, affinché le spieghi i misteriosi segni con la testa. Bernardetta parlerà della Signora dal volto triste che le ha chiesto "se volesse pregare per i peccatori, se volesse porsi in ginocchio a baciare la terra come penitenza per i peccatori". A tutto ciò, Bernardetta aveva risposto SÌ. La Signora allora aveva chiesto se le sarebbe dispiaciuto farlo, e Bernardetta aveva risposto NO.

"Gesù, Maria, òa croce non voglio altri amici che quelli"

 

Bernardetta, felicissima di ubbidire alla visione, si sposta in ginocchio su un terreno cosparso di sassi. Comincia così gli esercizi di penitenza. Sono brevi, perché zia Lucile, al colmo dell'emozione, grida e si accascia. Sua nipote esce dell'estasi per dirle di non farlo ma, intanto, la Signora è sparita. Bernardetta ritorna a casa delusa. Ma ha compreso, nello sguardo triste della Signora, che si doveva fare qualcosa per i peccatori. La sera, addormentandosi, si sarà ben chiesta cosa fare l'indomani, e già medita sulla sua nuova vocazione: preoccuparsi della salvezza dei peccatori. L'indomani mattina, eccola di ritorno. E’ durante questa nona apparizione che si sviluppa tutto quello che è fallito alla vigilia. Fate attenzione a questi avvenimenti, li interpreteremo poi.

 

Alle sei, Bernardetta è in ginocchio, il rosario in una mano, un cero acceso nell'altra. Comincia la preghiera. Poi porge il cero alla zia e si toglie il cappuccio. Ci si domanda perché, dal momento che fa freddo. Elfrida testimonia: "Si muoveva agilmente sulla ripida pendenza, disseminata di pietre che creavano asperità, niente sembrava disturbare la sua marcia; camminava sulle ginocchia, come aveva camminato con i piedi". Bernardetta comincia la giornata come l'aveva finita il giorno precedente: fa penitenza andando in ginocchio, come aveva chiesto la Signora. Lo fa col cuore, ma il suo viso presenta tracce di inquietudine, di tristezza. I suoi gesti sono bruschi, va in tutte le direzioni senza motivo apparente. Eccola alla Grotta, poi si dirige verso il Gave, ritorna sui suoi passi, guarda la nicchia, penetra nella cavità. Gratta il suolo, scava la terra, per tre volte porta fango alla bocca e lo sputa, poi beve, si imbratta il viso ed esce della Grotta per mangiare l'erba che è ai suoi piedi. Zia Bernarde, non sopportando di vedere la sua figlioccia con una maschera di fango, tenta di asciugarle il viso. Siccome Bernardetta non si presta, riceve un schiaffo fragoroso. Come se ciò non bastasse Bernardetta bacia, con enfasi, il suolo sporco di deiezioni animali. Pimorin dirà: "Tre volte ci è stato dato di vedere Bernardetta che si inginocchiava, baciava, o piuttosto mordeva la terra. Era una penitenza imposta alla povera bambina dall'apparizione". Non dimentichiamolo, erano tutti là per assistere alla trasfigurazione della poverina, ed eccoli testimoni di una "pantomima". Il mento di Bernardetta, imbrattato di fango, si è trasformato in grugno bestiale, e non può più essere confusa con la Signorina Rachel. La Signorina Lacrampe e la Signora Jacomet la qualificano come "sporcacciona". La Signorina Estrade ricorda: "Una parola terribile, straziante, circolò di bocca in bocca: questa bambina diventa pazza! Si guardava ancora la veggente, ma il prestigio era caduto, e si guardava la bambina solo per compiangerla". Anche i fedeli di Bernardetta non sanno più che pensare. Eléonore Pérard dirà: "Confesso che la mia fede è terribilmente scossa; mi sembra che questa ragazza abbia perduto la testa, ed io sono sballottata tra mille pensieri di scoraggiamento". Estrade, più attento, confessa alla scettica Elfrida: "Comincio ad essere sconcertato io stesso, e non ci capisco più niente". Se dei testimoni si perdono in congetture, altri continuano a leggere gli avvenimenti come segni favolosi, e non come una penitenza.

Le parole penitenziali della Signora

      "Penitenza. Penitenza. Penitenza. Pregherete Dio per i peccatori. Vada a baciare la terra per la conversione dei peccatori".

      Vada a bere ed a lavarsi alla fontana. Mangerà di questa erba".

Le parole "penitenza", "conversione dei peccatori", "preghiera" sono nel cuore della spiritualità di Nostra Signora di Lourdes. Le frasi sono semplici, tuttavia sono convinto che talvolta ne diamo delle interpretazioni contorte.

Il passaggio alla Grotta con fede e speranza

 

Una parola sulla penitenza. Le apparizioni di cui parliamo si sono svolte durante il tempo di quaresima, periodo privilegiato da tutti i cristiani per vivere maggiormente la penitenza. Ma conosciamo bene la realtà di questa parola? Bernardetta non ha aspettato l'ottava apparizione per vivere in spirito di penitenza. La malattia, la fame, l'umiliazione familiare, sono state disgrazie naturali che avrebbero potuto provocare rabbia, abbruttimento, il ripiegamento su se stessa. Non è stato così. Bernardetta ha vissuto ed accettato queste disgrazie come penitenze, perché aveva fede in Dio: "Quando si dice che il Buon Dio lo permette, non ci si lamenta". La Signora non è venuta dunque ad insegnare a Bernardetta cos'è la penitenza. E’ venuta ad incoraggiarla, per operare alla conversione dei peccatori. Diffidiamo se questa richiesta ci appare estremamente chiara. Il pensiero moderno definisce facilmente la penitenza come un insieme di esercizi faticosi, frustranti per il corpo e per lo spirito. Nostra Signora è venuta invece a riaffermare il senso fondamentale della penitenza. Parlando di penitenza per la conversione, lega due parole che sono sinonimi. Nella Bibbia la penitenza è l'atto di deviare dal peccato, girandosi verso Dio. Convertirsi e pentirsi costituiscono lo stesso movimento spirituale. Il profeta Gioele (2, 13) lo dice: "Laceratevi il cuore e non le vesti (fate penitenza), ritornate al Signore vostro Dio (convertitevi)". Se la penitenza ha la vocazione di cambiare i cuori di pietra in cuori amanti, essa utilizza talvolta delle tecniche ascetiche e corporali, come preparazione dell'essere al ritorno verso Dio.

La Terra gioca un ruolo simbolico maggiore, permettendo ai peccatori di purificarsi prima di avvicinarsi a Dio. Giobbe (42, 1-2.6) diede questa risposta a Yahvé: "Comprendo che puoi tutto... Perciò mi ricredo e ne provo pentimento sopra polvere e cenere...". Giobbe si purifica facendo penitenza nella polvere della terra. Bernardetta fa la stessa cosa. Mediante questi strani gesti, Bernardetta si inserisce nella tradizione profetica. Bacia la terra, mangia l'erba, scava il suolo. Questi esercizi non l'hanno disgustata perché, facendoli con compassione per i peccatori, portano frutto. L'acqua della sorgente diventa pura. Che cosa le hanno portato personalmente queste pratiche nel cammino verso Dio? Mons. Trochu risponde che la Signora l'aiuta a spezzare il suo spirito di indipendenza facendola operare per i peccatori. Che la Signora l'aiuta a infrangere il suo amor proprio facendola inginocchiare davanti a tutti, con il volto imbrattato di fango. Che la Signora l'aiuta a spezzare ogni passione per i piaceri chiedendole di mangiare l'erba amara, di bere l'acqua fangosa.

Penitenza per chi?

La Signora dice: "Pregherà Dio per i peccatori. Vada a baciare la terra per la conversione dei peccatori". Sono colpito che la penitenza e la preghiera siano incentrate unicamente sui peccatori e che nulla venga detto della santificazione della penitente Bernardetta? Ecco un aspetto importante del messaggio di Lourdes, qui missione e santificazione vanno di pari passo. Vivere a Lourdes significa vivere con gli altri e vivere per gli altri.

Bernardetta ha imparato la lezione. A Nevers essa continua a dedicare la sua vita ai peccatori. Nel suo Carnet de notes intimes, scrive: “Oh Gesù e Maria, fate che tutta la mia consolazione in questo mondo sia di amarvi e di soffrire per i peccatori”. Mons. Théas riporta che Bernardetta faceva penitenza volentieri "per il grande peccatore". "Lo conosce?". "No, ma la Madonna lo conosce". Divertente formula quella del "grande peccatore". Bernardetta non conosce l'età, né il paese, né il peccato di colui per il quale si offre. Bernardetta non ha bisogno che le si faccia un disegno. Vive nella comunione dei santi, sa che la sua penitenza non cancellerà la responsabilità di nessuno davanti al proprio errore. Sa che la sua preghiera offrirà ai peccatori la possibilità di conformarsi ai meriti dei santi per il tramite della Chiesa. Bernardetta vive ciò che proclama san Paolo (1Corinzi 12, 22-23.26): "...e quelle parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggior rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggior decenza [...] Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui".

Bernardetta ha una solidarietà spirituale con i vivi e i morti, i piccoli ed i grandi peccatori. Questa attitudine a pregare per i peccatori sarà la sua vocazione, sia da viva che da morta. Nella sua lettera al papa, Bernardetta scrive: "Le mie armi sono la preghiera ed il sacrificio, che conserverò fino al mio ultimo respiro. Solamente allora l'arma del sacrificio cadrà, ma quella della preghiera mi seguirà in Cielo dove sarà ben più potente".

Bernardetta si prosterna "per i peccatori"

 

Vorreste che dicessi di più sulla spiritualità di Bernardetta penitente? Non potrei. Per Bernardetta, penitenza e conversione sono delle realtà e non delle formule. Nella grande quantità degli Scritti di Bernardetta a Nevers, si conta solamente cinque volte la parola "penitenza", e ancora meno la parola "conversione". Presso queste persone, Signore, ci si dona. Accettiamo la lezione silenziosa e meditiamo sui gesti penitenziali che hanno prodotto quella parola così sferzante di Elfrida a Estrade: "Ci hai portati vedere una piccola "sporcacciona".

La penitenza, tempo di conversione

Sì, Bernardetta presenta il volto angosciato dopo aver mostrato un volto radioso. Il messaggio di Lourdes porta verso le lacrime o verso i sorrisi? Le apparizioni radiose erano solamente un aperitivo che precedeva il piatto principale, guarnito di mortificazione e di lacrime? Per dirla in altre parole, il messaggio ci chiede di umiliarci seguendo l'esempio di Bernardetta? Dobbiamo inginocchiarci, mangiare l'erba, lavarci nell'acqua fangosa, baciare il suolo della grotta?

...La riconciliazione nel soffio dello Spirito...

 

Credo che a Lourdes la penitenza sia un tempo di conversione, ma mai un modo di vivere. Vorrei spiegarlo facendo il punto sugli elementi di penitenza che risvegliano la folla, al di là delle suggestioni, per far sì che si rivolga verso Dio. Questi elementi in quanto tali non sono faticosi da sopportare quanto questo punto. A Lourdes, la penitenza non è mai una mortificazione. Guardiamo le cose in faccia.

 

^ Mangiare l'erba... Bernardetta non si è stupita di dover mangiare l'erba. La medicina tradizionale è a base di piante, e dunque di erbe. I guaritori dell'epoca non sapevano forse che l'erba era ricca di vitamine, ma sapevano che purifica l'organismo grazie alle sue qualità. Anche i gatti lo sanno. Domanda: la Signora voleva curarla, o umiliarla? Bernardetta ubbidisce senza sapere. Il suo gesto, dunque, non è vissuto a priori come una penitenza. Tre anni dopo le apparizioni l'abate Miègeville scrive: "Fui mandato da Mons. Laurence a Massabielle, per riconoscere l'erba che la Santissima Vergine aveva ordinato a Bernardetta di mangiare; trovammo il suolo della Grotta letteralmente tappezzato di questa fragile sassifragacea volgarmente chiamata "dorine". Per me, è chiaro! I Lourdesi ed il clero erano rimasti scandalizzati nel sapere che aveva mangiato l'erba, perché l'immagine profetica li ha incalzati, li ha fatti riflettere, li ha fatti uscire da un torpore spirituale. Ma, obiettivamente, lei non si è mai posta il problema, si trattava di brucare alcuni steli, una sola volta. Mangiare quell'erba amara, che certo le avrà provocato qualche smorfia, esprimeva tutto quello che ci poteva esservi di amaro da compiere per la conversione dei peccatori.

^ Inginocchiarsi... Non è questa forse la posizione più tradizionale delle donne nella Chiesa del XIX° secolo? In che cosa questa postura poteva evocare la penitenza per Bernardetta? Justine Cassou racconta: "La vidi salire su quella brutta pendenza bagnata, non cadeva mai, gli altri scivolavano, quando cercavano di salire". In realtà era una penitenza per i Lourdesi, non per Bernardetta. Claire Trézères lo conferma: "Quello che mi ha fatto credere che fosse la Madonna, era vedere Bernardetta in ginocchio, che baciava la terra, con le braccia stese in croce, senza toccare la terra con le mani, e che faceva tutto questo con stupefacente vivacità, rialzandosi ed umiliandosi senza vacillare. Ero più forte di lei ma non sarei stata in grado di farlo". Forse il Cielo dava una forza straordinaria alla fragile bambina, per permetterle di realizzare ciò che le veniva richiesto. Ma allora, dov'è la penitenza? Forse Bernardetta soffriva, come gli altri, al contatto dei sassi che coprivano il suolo, ma non lasciava trapelare nulla per offrire la sua sofferenza ai peccatori? Sì, forse... Ma prima di noi, Eléonore Peyrard ha voluto ottenere una risposta. Cito la sua amica Elfrida: "La Signorina Peyrard, riconducendo Bernardetta alla città, voleva assicurarsi se risalendo in ginocchio il pendio sassoso, la bambina non si fosse scorticata le ginocchia. Esaminandole con cura poté verificare che non c'era nessun segno, così come nemmeno una briciola di terra o di fango! E voi sapete quanto ve ne fosse quel giorno? Ho modo di ricordarlo, perché aveva piovuto tutta la notte, ed io sono tornata a casa infangata fino alle orecchie". Nemmeno una piccola scorticatura che ci si sarebbe affrettati ad aggiungere alle sofferenze del Cristo. Niente. Bernardetta era rimasta fisicamente indenne. Tutto ciò conferma che la Signora che invita alla penitenza, invita soprattutto alla conversione.

^ L'acqua sporca... "La Signora mi fece segno col dito, mostrandomi la sorgente. Vi andai. Vidi solamente un po' d'acqua sporca. Ne presi, e tre volte la sputai, alla quarta volta, la potei bere". Arrivata a Nevers, le si fa raccontare la storia e lei racconta della sua repulsione a bere l'acqua fangosa. Le "sante" religiose di Nevers si scandalizzano, con poca spesa, che una cristiana non abbia ubbidito ciecamente ad un ordine del Cielo. Madre Alexandrine dirà alle sue consorelle: "Potete giudicare, da questo, la sua poca mortificazione". Bernardetta, candida, risponde semplicemente che l'acqua era molto sporca. Questa risposta ha mortificato le suore! Bernardetta è stata una vera penitente, donandosi totalmente per la conversione dei peccatori, ma non ha subito penitenze al di là delle sue forze.

Se per Bernardetta la penitenza consisteva nel mangiare l'erba, nell'andare in ginocchio, nel bere e lavarsi alla sorgente, la Chiesa invece ci sollecita alla penitenza attraverso la preghiera, il digiuno e l'elemosina. Ma chi avrebbe osato chiedere a Bernardetta di digiunare, a lei che soffriva la fame; chi le avrebbe chiesto di fare l'elemosina, a lei che apparteneva alla famiglia più povera di Lourdes? Restava la preghiera. Si è trasformata dunque in una fervente orante.

Mi chiedevo, poco prima, se il messaggio di Lourdes fosse più incline alle lacrime o ai sorrisi. Vorrei allora domandare, in conclusione: a Lourdes, la penitenza è compatibile con il ridere?

Fare penitenza e ridere

Per me, una delle grandi originalità del messaggio di Lourdes è che Bernardetta ha riso nella Grotta. Tra lei e la Signora, la comunicazione si è stabilita anche con il riso. Ecco cosa dà un colore gioioso alla penitenza. Come potrebbe Bernardetta prendere sul serio tutti questi esercizi di penitenza, quando la Signora stessa ne ride? "Mi disse di mangiare dell'erba che era vicino alla sorgente. Ne presi un piccolo pugno, e l'inghiottii". "Cosa ti disse la Signora?" "Mi ringraziò, ridendo graziosamente". Eh sì, la Signora ride, anche quando chiede a Bernardetta di mangiare l'erba in penitenza per i peccatori. Donare la propria vita per i peccatori non viene vissuto dunque in un clima oscuro, ma nella complicità. Lascio la parola ai testimoni del riso penitenziale. La Signorina Penne dice dell'ottava apparizione: "Quando Bernardetta è tornata al suo posto, e ha riportato lo sguardo verso la cavità della roccia, è esplosa in un riso di grande soavità che rispondeva probabilmente a qualche cosa di piacevole che le aveva detto la visione". La Signorina Penne avrebbe potuto avere le traveggole, ma la sua testimonianza è confermata da quella di numerosi Lourdesi. E Estrade aggiunge una sua nota particolare: "Mentre l'estasi sembrava al suo culmine e, vista da lontano, Bernardetta sembrava scoppiata a ridere, si osservava che il contenimento della felicità le impediva quasi di respirare". E la definizione stessa della ridarella. Forse ho parlato troppo delle fasi della gioia, ma volevo sottolineare decisamente il riso e la penitenza, affinché il tema sia affine allo spirito di Lourdes.

 

La sera della nona apparizione il procuratore Dutour la convoca per un interrogatorio snervante e le vieta di tornare alla Grotta. Bernardetta, che la mattina stessa è stata trattata da "sporcacciona", che è stata schernita, umiliata, risponde tuttavia: "provo troppa gioia quando vado lì". Alcuni mesi dopo le apparizioni si reca alla Grotta con suor Vittoria, dell'ospizio: "Ci ha raccontato, in questa occasione, come la Madonna l'avesse obbligata a bere dell'acqua fangosa, malgrado la sua ripugnanza. Ricordo ancora la sua sincera allegria e il suo riso ingenuo quando ce lo raccontava".

Occorre farlo, Bernardetta parla di questi momenti di penitenza con un tono ridente. Sa che questo costituisce una tappa positiva nella sua vita, e non un ricordo tragico. Il riso e la sofferenza l'hanno resa libera. Le superiore di Nevers lo vivranno a loro spese. Era così umile, che non poterono umiliarla. Suor Brusson, compiangendo la giovane che si occupava della manutenzione dei gabinetti, ricevette questa risposta limpida: "Ma è il mio impiego". Ed il famoso giorno della sua professione religiosa, quando madre Giuseppina Humbert a voce alta disse che Bernardetta era una buona a nulla. "È vero!", fu la sua risposta felice a questo giudizio temerario.

 

La vita di Bernardetta è stata la vita del cuore. Ha abbandonato l'opacità ed il peso, si è svuotata, affinché la luce del Cristo la potesse trasfigurare. Era una larva, è divenuta una farfalla. Le occorreva un tempo da crisalide, il tempo della penitenza che le ha insegnato la leggerezza e l'oblio di sé.

Sì, Bernardetta si è purificata al fuoco della penitenza.

In seguito essa ci parlerà della nostra Madre del Cielo, se solo saremo umili di cuore.

 

"Come avrei saputo che la sofferenza è madre della gioia

e che sotto la delusione si nascondono mille tesori". (Ansàri, mistico persiano)

Vetrata della sedicesima apparizione

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IO SONO L'IMMACOLATA CONCEZIONE”

 

Quel giovedì 25 marzo 1858, mattina dell'Annunciazione, Maria rivela il suo mistero cristallino nella lingua dialettale di montagna, che arrotola le parole come un torrente fa con i sassi, ad una ragazzina figlia di un mugnaio ignorante e ingenuo che si alzata di buon'ora tossicchiante: "Que soy era Immaculada Councepciou", "Sono l'Immacolata Concezione". Seppur contenta, la ragazzina non comprende niente: la limpidezza dell'apparizione custodisce così tutto il suo mistero. Dopo gli avvenimenti, essa corre a ripetere al parroco la frase incomprensibile. Una breve frase così intensa, dove tutto è così veloce, che il suo senso profondo supera la velocità della luce. Questo nome è un lampo incastonato in una formula. Puro cristallo. Puro e senza fondo.

Il cuore della ragazzina, plasmato dal buonsenso, risuona come un'eco di montagna. Parecchie volte, durante il cammino, ha rischiato di dimenticare il nome, lo ha ripetuto nella sua testa, prima di spingere la porta del presbiterio; parecchie volte lo Spirito Santo è intervenuto, senza nulla togliere ai meriti dell'ignoranza, perché l'ignoranza fa riuscire meglio l'insegnamento così come la notte fa risaltare le stelle. La corsa è veloce per la fretta di arrivare alla chiesa e la paura di non ricordare e tradire così la fedeltà del messaggio. Una cosa è sicura: la freschezza ignara della giovane porta il candore insondabile di ciò che viene detto. L'ignoranza dei poveri è profetica dell'umiltà, dove Dio si sente bene. E’ l'arca scelta. Poi, vengono i portatori, i teologi.

Dio ci dona un fiore, veramente un grande fiore del cielo che ci parla qui, sopra la sporcizia che si ammassa come il peccato in questa vecchia montagna di "Massabielle", cosparsa di ciottoli e di grotte, battuta da venti e piogge. Un rifugio per maiali, mio Dio, ma queste bestie erano segno di impurità al tempo di Gesù! Ma questa Signora è ebraica. Questa Signora? Ma è meglio non dire troppo. Piuttosto una giovane donna che sorride, una preadolescente eterna, là, sotto il roseto. La Sua età? Forse quattordici anni. Verrebbe da chiederle dov'è suo padre, e cosa ci fa lì. Ha una voce da uccellino che si impone al Gave, una purezza, una grazia assolutamente deliziose. Il suo abito le somiglia. Ha una rosa gialla su ogni piede, uno sguardo luminoso.

Nessuna vanità la copre di soddisfazione. E’ di una trasparenza da fare impallidire un ruscello. A più riprese, nel corso delle sue venute, la "signora" sorride o ride deliziosamente all'ingenuità delle domande, con questo piccolo sorriso puro, un po'celato. Bernardetta, alcune volte, le ha fatto eco. Il Cielo è vivo. Si dovrebbe meditare su questo sorriso, e la teologia dovrebbe venerarlo come un prezioso indizio. Il grande poeta Dante, alla fine del Paradiso nella Divina Commedia, scrive che Dio nella sua luce trinitaria "sorride a se stesso". L'amore è una vera felicità, "sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna" (Gv 4, 14). In questa aurora che si alza, Bernardetta alla quale piaceva ridere, ma seria, premurosa, quattro volte chiede alla Signora il suo nome. L'Apparizione sorridente, "fece un giro guardando la Grotta", dice Adelaide Monlaur. Prende tempo. "Come la cerva anela ai corsi d'acqua, così l'anima mia..." (Salmo 41). Con piacere, prima di non apparire più, si fa conoscere solamente dopo essersi fatta pregare.

Stamane dunque, 25 marzo 1858, giorno della sedicesima apparizione, quattro volte la giovinetta della terra chiede alla giovinetta del cielo chi sia, sul tono vivo e squisito dell'attrattiva. "Dimmi il tuo nome", chiedeva già Giacobbe all'Angelo del guado prima dell'aurora (Gn 32, 23-33); e Mosè al Roveto ardente della montagna dell'Oreb, come per caso.

Un sorriso, poi ancora un sorriso, petalo su petalo, un sorriso per ogni risposta. La giovinetta della Grotta gioca all'indovinello con l'altra ragazzina della stessa età nella corte della montagna! Questo segreto è così ben custodito da secoli e secoli che, anche per la Signora, bisogna scoprirlo con dolcezza, svelarlo lentamente come un profumo, svolgerlo adesso nel cielo della fede, solennemente. Allora, giunto il momento, solleva le braccia, unisce le mani all'altezza del petto, perché deve tutto al cielo, poi le muove, le distende verso la terra, perché sa da dove viene e per chi intercede, lasciando cadere queste parole di rugiada e di fuoco. La teologia rabbrividisce ancora. Il parroco aveva ben ragione di vacillare sulle sue gambe. Questa giovinetta nascondeva una maestà. Questa maestà procede con una gratitudine inaudita, tutta danzante: "L'anima mia magnifica il Signore".

La bontà di una madre

La Signora è una luce in fiore. È così giovane che il suo corpo non è logorato. Una creatura tra le rocce! Quale contrasto! È una ragazza che appare alla Grotta, giovane ma capace di una gravità improvvisa, da far piegare le ginocchia. La sua umiltà è immensa, così radiosa che non può nasconderla. Quando parla, insegna. Quando sorride, avvolge. Quando prega il rosario, con le braccia distese, illumina il fondo dell'universo con la sua fiducia. Quando chiede la cappella, il mondo intero ubbidisce. Naturalmente, la Madonna non è un giorno la giovane donna della Grotta, e un altro giorno, in un altro luogo di pellegrinaggio, la Madre di Dio. È la stessa persona, vista sotto diverse angolazioni, per completare la sua pedagogia. Questa ragazzina, questa fonte di grazia sotto il roseto, ha già la bontà di una madre, e l'autorevolezza di una regina.

 

"Que soy era Immaculada Councepciou". Che cosa stai farneticando, pensa il parroco Peyramale. La bambina avrà pronunziato male quel "Councepciou"!

Il dogma dell'Immacolata Concezione era stato definito l'8 dicembre 1854 da Pio IX, affermando che "la beata Vergine Maria è stata, dal primo istante del suo concepimento, per una grazia ed un favore singolare di Dio Onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, Salvatore del genere umano, preservata intatta da ogni macchia del peccato originale". La povera Bernardetta, già poco dotata nel ricordare il catechismo, non comprende assolutamente nulla di questo linguaggio. È molto ingenua. Ma anche per le menti avvezze allo studio, come comprendere che la Vergine sia l'Immacolata Concezione? E la concezione più perfetta poiché Immacolata? Direste mai che, poiché siete nati il tale giorno, siete la nascita in persona? No, certamente. La purezza del mistero della Vergine fa oltrepassare il dogma, come la goccia fa traboccare il vaso: non è concepita solamente senza peccato, è "l'Immacolata Concezione".

Durante i secoli, si confrontano due dottrine: la Vergine è purificata del peccato originale, santificata prima della sua nascita, oppure è preservata del peccato originale fin dalla sua concezione. Purificata o pura? Santificata o Immacolata? Le più belle immagini rivaleggiano presso i Padri della Chiesa, i dottori ed i santi, per suggerire la nascita immacolata di Maria. E’ il giardino chiuso al serpente, il bianco vello dove si deposita la rugiada del cielo, il giglio fiorito tra le spine... Il Satana infernale, il male fin dall'origine, può solamente fuggirla ed arrabbiarsi, tanto questa creatura avrebbe potuto essere per lui una facile preda. È umiliante per lui. Avviciniamoci al mistero a nostra volta.

La vittoria annunciata

La fresca idea completamente nuova che è germogliata in Dio, fin da prima della creazione del mondo, prima che nascessero le montagne, per preparare la venuta di suo Figlio, è questa ragazza, Maria. L'idea cristallina, come se gli fosse venuta all'istante, di fare tutto affinché nessun peccato possa in qualche modo inquinare l'incarnazione del Figlio per comprometterla, è questa giovane, ed è in lei che prende vita. Questo tratto di fuoco che è sgorgato da Dio per preservare radicalmente dal male colei che partorirà il Verbo, è questa ragazza, Maria. La vittoria a lungo annunciata è dunque della piccola creatura docile allo Spirito Santo, e libera. Questa idea di Dio che ha preso corpo nel tempo, la madre per questo figlio dalle origini eterne, è lei, la ragazzina della roccia, la figlia adottiva dell'Amore. Il concetto nato da Dio che voleva che fosse una donna la casa, l'arca di suo Figlio, il grembo accogliente della saggezza in ogni cosa, è lei: questo concetto si realizza in Maria. Perché Dio è Dio, e non si accontenta di pensare, per lasciare poi cadere il suo pensiero. Ascoltate piuttosto: "Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra... così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero" (Is 55, 10-11). Il suo pensiero comporta pensieri d'amore, decisioni intime, una volontà. Padre, Figlio, Spirito Santo, ne hanno dovuto parlare tra loro. Pensare, in Dio, porta subito il suo frutto. "Ora vedrai se la parola che ti ho detta si realizzerà o no" (Nm 11, 23), dice Dio a Mosè. E noi abbiamo visto. Ed la ragazzina ha visto. E non è finito!

Poiché Dio è santo, senza l'ombra di un'ombra, luce assoluta, Maria, la sua creazione, è la sua concezione più pura, l'idea perfetta di ogni concezione, il desiderio di Dio diventato realtà. La concezione è ciò che ha ricevuto: la trasparenza personificata. La trasparenza alla luce. Se la luce è una sorgente, ha penetrato l'intima grotta del suo cuore. È la concezione fatta donna, se si può dire. È la santa dei santi, la punta di diamante di tutta la creazione.

Prima che la sua anima penetri il suo corpo, prima di questo momento misterioso dove, grazie ad un prodigio, Dio fa unire in ogni persona il materiale e l'immateriale, lo spirituale ed il carnale, prima della sua nascita, Maria è preservata del peccato originale, "piena di grazia". Le azioni di Dio sono tanto nascoste quanto supreme. Lei è la giovanissima Immacolata, quando nasce, quando spera senza comprendere, quando invecchia. Ecco dove porta l'intuizione del Padre alleata alla volontà dello Spirito e che agisce nella prospettiva dell'incarnazione del Figlio: alla futura madre salutata dall'Angelo, ebraica di sangue e di cuore, figlia di Anna e di Gioachino, alla giovinetta della Grotta, rugiada del mondo, roseto dei roseti.

L'amore è una roccia

Sorgente di grazia, ho detto, ma grazia nel suo splendore sarebbe più giusto. Mio Dio! Si comincia a comprendere e ci si sente un po' come un'ape entrata nel calice di un fiore sino al nettare: la regina delle regine, la Stella della fede, nostra magnifica sorella, Maria, ci mostra e ci fa assaporare la pura grazia. Il suo abito è bianco come il fondo immacolato dell'Amore che l'ha concepita nell'atto creatore, la sua cintura è blu come un ruscello che riflette il cielo. E' il pensiero dello Spirito, che aveva un desiderio impellente: che essa prendesse carne. Ebbene, questo è avvenuto! Il Gave scorre, gli uccellini continuano il loro volo, la montagna appare piccola a cospetto di tanta benedizione. La roccia ripida ricorda che l'amore è solido, che la brezza prima delle apparizioni era solamente lo Spirito Santo che pensava a lei da sempre, e che la neve eterna, lassù, simboleggia questo Altissimo Amore assoluto e santo che presiede ad ogni principio e ad ogni fine.

La Vergine Maria

 

Anche prima che lo stesso Spirito Santo la coprisse con la sua ombra, con la sua potenza di fecondità, viene salutata dall'Angelo con il titolo di "piena di grazia". Il Suo essere è già in stato di grazia. Maria è stato di grazia che accoglie la Grazia in persona, musica pura che sale, inchinandosi davanti al suo Autore. Il candore di Dio, inconcepibilmente santo, in lei si è depositato nel suo "fiat", ha sposato il suo cuore. È dunque anche, allo stesso tempo, la più graziata e la più "piena di grazia", la più debitrice di tutte le creature, "l'umile serva" per eccellenza. Nella scia del Verbo, come suo figlio che "non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio" (Fil 2, 6), non si è arrogata nessun primato. I Vangeli ce la mostrano estremamente discreta, modesta, in disparte, per lasciare il passo a suo Figlio. Per tutta la vita lo ha consegnato al mondo dopo averlo partorito. Ha ceduto ai consigli dello Spirito Santo, al suo amore soprannaturale fino all'estremo, che non avviene per fatalità ma che è un cammino. Lei prefigura la Chiesa, la Sposa del Cristo, l'umanità riscattata, come l'alba annuncia l'aurora. E Dio le ha chiesto il suo consenso, che conosceva

Un inconcepibile amore da sempre, che aspettava impazientemente, che non ha mai forzato. Il "fiat" di Maria all'Angelo è un sì radioso, sebbene turbato. Se la benedizione è un dono, l'incarnazione è un'alleanza.

Signora di ogni bellezza

Dio ha impiegato grandi mezzi. È stato radicale contro il male, fondamentale per la salvezza: ha associato, attraverso la premeditazione d'amore, come solo l'amore sa fare, Maria alla Pasqua di suo Figlio, ai suoi meriti, alla potenza della Risurrezione. "Tu rendi saldi i monti con la tua forza" (Sal 65) Egli l'ha posta lontana da ogni oscurità del male, dal peccato che s'incolla al cuore come la polvere umida che finisce per formare il fango. L'ha eletta affinché la sua libertà non pesi sulla passività, come accade a noi, ma si eserciti con la docilità e la fermezza richieste. E ciò nei limiti di una donna, che si è fatta delle domande, ha temuto per suo figlio, ha temuto per la propria vita,

ha sofferto il martirio nel vederlo trafitto, con una fiducia che ha abbattuto il male: "E anche a te una spada trafiggerà l'anima", aveva profetizzato il vecchio Simeone (Lc 2, 35). I suoi limiti le hanno dato l'opportunità di andare in fiducia anche dove lo spirito non comprende, dove il cuore da solo non potrebbe discernere! Dio l'ha presa e l'ha esaltata: "Ha innalzato gli umili".

 

Qui, la fine giustifica il mezzo, e la fine rende ancor più magnifico il principio. Perché la Redenzione giustifica la Creazione, che è già un atto gratuito, dove regnano tante e tante miserie, che potrebbero anche ritorcersi contro il suo Creatore. Bisogna che un altro atto gratuito sopraggiunga, ci conforti, e infine ci salvi; e salvi la Creazione. Maria è la salvezza in anticipo sul peccato, l'umanità salvata. Il suo legame molto forte con l'Universo, la terra mater, la roccia, il Gave, il roseto, gli uccelli, tutto indica che l'universo stesso parteciperà alla Trasfigurazione, alla Gloria. Non è forse la Donna "vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle" dell'Apocalisse? L'universo è diventato il suo inseparabile abito, e paramento.

 

"Io Sono l'Immacolata Concezione". Ci addentriamo in un mistero che ci accoglie come la corolla di un fiore, in un immenso amore che ci colma di bellezza e di trasparenza. Possiamo addentrarci perché anche noi siamo un riflesso di questo Amore immacolato, di questa grazia che aiuta tutti noi, fratelli e sorelle, per l'eternità: "Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò", dice di noi il libro della Genesi. Come faranno i teologi adesso? Chi vorrebbe violare tanta purezza, tanta verità? Sarebbe come voler prendere la rugiada mattiniera con le dita. Ma la ragione ha un coraggio da leone, poiché Dio ce lo ha dato. Il Cielo non cade dal cielo. Bisogna scavare. Senza dimenticare l'invito: "Vada a bere ed a lavarsi alla fontana"... 

(Fonte Lourdes Magazine)

 

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DOMANDE SU LOURDES

Mons. Jacques Perrier, vescovo di Tarbes e Lourdes risponde

 

001 - Lourdes, nel XIX secolo, costitui un problema politico?

002 - Cosa ne pensano i medici?

003 - Quale messaggio per oggi?

004 - Perchè tanti mendicanti a Lourdes?

005 - Quale è stato l'atteggiamento del clero in questa vicenda?

006 - Quale è stato il ruolo della stampa?

007 - "Aquerò": che cosa significa questa parola?

008 - Bernardetta rimase molto tempo a Bartres?

009 - Perchè la gente viene a Lourdes? Che cosa cerca?

010 - Lourdes ha un avvenire?

011 - I mosaici sulla facciata del Rosario sono stati messi come elemento decorativo?

012 - In quale momento dell'anno è meglio venire a Lourdes?

013 - Quanti negozi vi sono a Lourdes?

014 - Perchè Lourdes piace tanto ai giovani?

015 - Lourdes è attrezzata adeguamente per ricevere le persone handicappate?

016 - Come Bernardetta è divenuta santa Bernardetta?

017 - Cosa c'è nella teca di santa Bernardetta?

018 - Perchè si parla della "Vergine incoronata?

019 - Cosa significa "Immacolata Concezione?

020 - Perchè si dice "il vescovo di Tarbes e Lourdes"?

021 - Chi ha composto l'Ave Maria di Lourdes?

022 - Cosa resta di Lourdes così come l'ha conosciuta Bernerdetta?

023 - Cosa ne è dei ceri che non vengono bruciati subito?

024 - L'acqua di Lourdes è miracolosa?

025 - Quanti pellegrini vengono a Lourdes?

026 - Le donne con il velo sono tutte religiose?

027 - Cos'ha Lourdes di veramente originale rispetto agli altri Santuari?

028 - La maggior parte delle apparizioni ha avuto luogo durante la Quaresima: perché?

029 - Vi sono dei nuovi pellegrinaggi?

030 - Qual è l'importanza di Lourdes nella Chiesa?

031 - Bisogna credere a Lourdes?

032 - Da dove viene la processione del Santissimo Sacramento?

033 - Come è nata la processione mariana con le fiaccole?

034 - Perché 18 apparizioni?

035 - Da dove proviene la statua dalla Grotta?

036 - Quante statue della Madonna vi sono a Lourdes?

037 - Ci si confessa sempre a Lourdes?

038 - Perché non ci sono più stampelle esposte alla Grotta?

039 - Cosa vogliono dire "i misteri del rosario"?

040 - Da dove vengono i sacerdoti che si vedono a Lourdes?

041 - L'acqua è proprio quella della sorgente?

042 - Quanti sono i dipendenti?

043 - Come si riconosce un miracolo?

044 - Cosa ne pensano i protestanti?

045 - Perché Giovanni Paolo II e Benedetto XVI sono venuti a Lourdes?

046 -  Da dove proviene il denaro?

047 - Perché Bernardetta è stata l'unica ad aver visto?

048 - Tutte le persone che baciano la roccia non compiono forse un' atto di superstizione?

049 - Per saperne di più cosa propone?

050 - Quali sono i rapporti tra il Santuario e le Municipalità?

testo completo, scaricabile

(Fonte Lourdes Magazine)

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