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UNITALSI EMILIA ROMAGNA |
da una felice intuizione di un futuro papa nasce a bologna nel 1913
L’istituzione
Tomassi Giovanni Battista
Radini Tedeschi Mons.Giacomo, Maria
Pio X
Bedetti Giacomo
Gualandi Cesare e Giuseppe
Acquaderni Giovanni
Marella Olinto
Poma Antonio
Della Chiesa Giacomo
Morisi Angelica
Barbieri Clelia
Grassi Padre Raffaele
Grandi Mons. Domenico
Cavatorti Dr. Pier Luigi
Tabarroni M° Giorgio
Frizzoni Geom. Italo
EX PRESIDENTI E EX ASSISTENTI ECCLESIASTICI DELLA SEZIONE
"Ci sono cose che non si descrivono e neppure s'immaginano: va e vedi."Così rispondeva un amico, reduce da Lourdes.
L'istituzione
Di ben altro parere il nostro fondatore, Giovan Battista Tomassi,
(1)
giovane ventenne, afflitto da anni da artrite deformante, partì nel 1903 come
pellegrino, assieme a quattro o cinque ammalati, per Lourdes, disperato,
ribelle, miscredente, deciso a dimostrare disprezzo contro la Chiesa e contro i
fatti miracolosi di Lourdes, deciso a volersi suicidare con un gesto plateale
proprio davanti alla grotta di Massabielle, qualora non avessero ottenuto la
guarigione. A Lourdes toccato dalla grazia della Madonna riconsegna la
rivoltella, nelle mani di Mons. Giacomo Maria Radini Tedeschi
(2)
fondatore del Comitato Nazionale pro Palestina e Lourdes e direttore di quel
pellegrinaggio.
Rientrato a Roma, convertito e rassegnato pensa: "io
ho trovato degli amici che mi hanno pagato il viaggio; perché altri non devono
avere la stessa consolazione di trovare chi li aiuta ad andare a Lourdes?”
Tomassi, con un piccolo gruppo d'amici, fonda nel 1904 l'Unione per il trasporto
dei malati a Lourdes, e dal 1905 comincia ad attuare il suo scopo e conduce
gratuitamente ben otto ammalati. L'Opera nasce con l'approvazione del S. Padre
Pio X,
(3) eletto al soglio di
S. Pietro a pochi giorni di distanza dalla conversione del nostro fondatore, che
sintetizza: "D'opere
di carità ce ne sonotante, ma questa tutte le sorpassa, sicché può chiamarsi
opera di carità per eccellenza ed io invito tutti a lavorare per la prosperità
di questa nascente unione"
Con le prime adesioni, l'Opera comincia a creare le sezioni regionali che oggi
sono la spina dorsale dell'unione.
Nel 1908 in concomitanza del cinquantesimo anniversario delle apparizioni della
Madonna di Lourdes a Bernadetta, la partecipazione degli ammalati italiani sale
al numero di 70. La Chiesa bolognese ha conosciuto, spesso nei secoli, una vasta
fioritura d'opere al servizio dei fratelli e in aiuto delle varie necessità
umane.
Molte associazioni sono nate da questo sincero amore di carità. Per il secolo
scorso, è sufficiente citare il nome di don Bedetti
(4)
e dei fratelli Gualandi
(5)
e le molteplici iniziative sociali e caritative di Giovanni Battista Acquaderni.
(6)
L'opera di Padre Marella
(7)
e in questi ultimi decenni le Case della Carità, il Centro S.Petronio, il Centro
Cardinal Poma
(8),
la Mensa dell'Antoniano.
Nel 1909 nascono le sezioni Piemontese e la Triveneta. Si affina il sistema di
trasporto, si migliora l'organizzazione, si prepara il personale d'assistenza.
Sempre nel 1909, l'Arcivescovo di Bologna, Mons. Giacomo Della Chiesa,
(9)
poi Benedetto XV, avvalendosi della nobile figura e dello zelo sacerdotale di
padre Raffaele Grassi
(12)
della Piccola Missione per i Sordomuti di Via Nosadella, 49, Opera creata dai
fratelli Gualandi, gli affida il compito di fondare la sezione emiliana.
Il primo maggio del 1911 la guarigione straordinaria di Suor Angelica Morisi,
(10)
umile figlia delle minime dell'Addolorata delle Budrie (Bo), fondata da Clelia
Barbieri
(11)
(oggi
Santa Clelia Barbieri),
affetta da spondilite tubercolare, malattia giudicata da molti medici
incurabile, dopo vari bagni alle piscine. La suora riprende a camminare,
destando una profonda impressione.
Grandi
festeggiamenti l'accolgono al suo rientro a Spilamberto, dove risiede in
provincia di Modena. Dopo pochi mesi riprese il suo lavoro di Superiora nel
piccolo ospedale militare di Mestre, reparto infettivi. Qui rimane fino al 1918
quando a seguito del bombardamento dell'ospedale, fu abbandonata la struttura
non più agibile. Suor Angelica raggiunge quindi l'Ospedale militare Bertalia di
Bologna, adibito a sanatorio, rimanendovi fino alla sua chiusura. Transita poi
al nuovo Ospedale civile Arnaldo Mussolini per traumatizzati sempre a Bologna
dove lavora fino al 1941. Dopo vari incarichi la Morisi giunge a Roma dove
ricopre il ruolo di Superiora nel nuovo Reparto Ospedaliero. Nella primavera del
1951 cadde ammalata. Riportata a Bologna al Traumatologico fu accolta dalle
consorelle e amorosamente assistita fino alla fine avvenuta nello stesso anno,
lasciando un gran vuoto nell'organizzazione della Sezione Emiliana.
Nel 1912 nasce la sezione Ligure e nel 1913 diventa operativa anche la sezione
Emiliano-Romagnola. Nell'agosto dello stesso anno, l'Emilia Romagna partecipa,
con un proprio gruppo (250
persone di cui cinque malati),
al pellegrinaggio nazionale composto d'otto convogli con motrici a carbone.
Allora il viaggio durava un paio di giorni con soste estenuanti a Ventimiglia, a
Marsiglia, o a Tolone.
La Presidenza del pellegrinaggio è affidata all'Arcivescovo di Bologna, che al
suo rientro è nominato Cardinale, poi nel 1914, sarà eletto al soglio di Pietro
con il nome di Benedetto XV. L'opera si sviluppa nella nostra regione, i Vescovi
nominano i delegati diocesani e sorgono le prime sottosezioni, Bologna che
inizialmente è un tutt'uno con la sezione regionale diventa indipendente nel
1937, la direzione è presso l'Istituto Gualandi in Via Nosadella, 49; Fidenza
1926, Ravenna 1930, Ferrara 1931, Piacenza 1933. Nel 1935 abbiamo la maggior
fioritura con la nascita delle sottosezioni di Cesena, Carpi, Faenza, Forlì,
Imola, Modena, Parma, Reggio Emilia, Rimini, gli iscritti non superano il
migliaio. Con la ripresa dei pellegrinaggi nel dopo guerra nel 1950 aprono le
sottosezioni aziendali Montedison ed Enichem portando la Chiesa nel mondo del
lavoro, e quella di Modigliana nel 1954, e a seguire nel 1956 Sassuolo, nel 1967
Comacchio e infine Borgotaro e Castelnuovo nei Monti.
Oggi le nostre Sottosezioni, a seguito di soppressioni o all'accorpamento
d'alcune diocesi, sono 20 e rappresentano un totale di 27.181 iscritti, così
suddivisi n° 2.350 soci effettivi, n°7338 soci ausiliari, n° 17493 soci
aggregati, (di
cui 3927 sono soci ammalati).
Nel 2002 sono partiti 6.589 associati, con nove treni, sei aerei, 10 pullman.
Il bollettino l'Eco di Lourdes, nasce nel 1930 con l'imprimatur dell'allora
Cardinale Arcivescovo Mons. Giovanni Battista Nasalli Rocca, come pubblicazione
mensile.
Il Presidente e Assistente spirituale della sezione, Padre Grassi che n'è il
direttore responsabile così sintetizzava nella presentazione: "Il
nome del bollettino dice tutto. Modesto nelle sue pagine, e senza alcuna pretesa
di periodico vero e proprio, esso vuol recare ai soci della sezione l'eco
soavissima di quanto ci viene dalla terra benedetta di Lourdes, per la potenza
interceditrice della Vergine Immacolata e vuole recare a Lourdes l'eco non meno
soave delle preghiere e delle speranze dei Soci presso la Grotta dei miracoli e
delle grazie della Madonna".
Il bollettino costituì da quel momento un vincolo di unione tra i Soci della
Sezione Emiliana e divenne un mezzo utilissimo per la propaganda regionale, per
la raccolta di offerte, per la formazione del personale per la preparazione e
l'organizzazione dei pellegrinaggi.
Oggi la pubblicazione, certamente migliorata nella forma e nell'aspetto continua
a raggiungere i propri soci con cadenza trimestrale.
Rapidamente l'Unione si diffuse per tutta l'Italia e proseguiva con regolarità
la sua opera interrottasi soltanto nel 1910 per il colera, nel 1915-1920 per la
guerra mondiale, per l'impossibilità di viaggiare, nel 1935 per il periodo delle
"Sanzioni", nel 1940 - 45 per la seconda guerra mondiale.
A seguito di questi tragici eventi, poiché i pellegrinaggi a Lourdes erano stati
sospesi, l'Unitalsi dovette trovare in terra italiana il Santuario che potesse
ospitare i malati e dare a loro conforto e rassegnazione. Fu così che
l'associazione si rivolse a Loreto, e a Loreto l'Unitalsi sperimentò un altro
periodo felice, pieno di gioie spirituali, che dura ancor oggi, costituendo una
palestra efficiente per la formazione del personale in particolare quello
giovanile che si distingue annualmente con gli ormai famosi ed invidiabili treni
della grazia riservati ai bambini disabili e non e alle loro famiglie.
Nel 1953 la segreteria nazionale inizia la pubblicazione di Fraternità,
bollettino ufficiale dell'Unitalsi, per collegare le varie Sezioni e
Sottosezioni e per alimentare la pietà Mariana. Nel tempo sono nati i
pellegrinaggi in Terra Santa, a Fatima, a Banneux, a Czestochowa, a San Giovanni
Rotondo, a Siracusa, a San Giacomo di Compostela, ai Monasteri della Romania.
Annualmente si tengono Seminari (Collevalenza),
Convegni
(Loreto) e numerose altre manifestazioni che si svolgono sia a livello nazionale
partite del cuore, giornata dell'ulivo, incontri mondiali giovani, che regionali
(sfilate
di carnevale), e
sottosezionali (giornate
del malato, incontri giovanili, ferie estive marine o soggiorni montani assieme
ai disabili)
Nel 1980 la
Conferenza Episcopale Italiana, concedeva il benestare alla nuova formulazione
statutaria e per conseguenza l'autorizzazione ad operare nella Chiesa, che è in
Italia, all'UNITALSI, nata per il trasporto dei malati a Lourdes (1904)
e ai Santuari Mariani d'Italia (1936),
che si fa collaboratrice nelle mani dei Vescovi per assistere e curare gli
infermi, nello spirito del Vangelo; in primo luogo con la formazione spirituale,
morale ed ecclesiale dei suoi soci, perché in continuità d'impegno siano poi non
solo umili servitori degli ammalati durante i pellegrinaggi, ma soprattutto di
vita cristiana e di caritatevole assistenza nelle Parrocchie e nelle Diocesi
entro i limiti organizzativi approvati dai Vescovi.
Lo Stato italiano concede il riconoscimento delle personalità giuridiche.
Nel 1983 un altro fatto importante pone l'Unitalsi all'attenzione della
cristianità mondiale, infatti, a seguito di rogatoria del 4 novembre 1982 a
firma dell'allora Presidente nazionale Unitalsi, cardinale Ugo Poletti, la
Congregazione per i Sacramenti ed il Culto Divino, proclama con Breve Apostolico
San Pio X (21
agosto) patrono e
protettore dell'Unitalsi.
Nel 1997 è ulteriormente aggiornato lo statuto, fra le norme innovative che
imprimono una svolta straordinaria alla vita dell'Associazione i soci ammalati
sono ammessi al voto, dando finalmente legittimazione e piena partecipazione a
tutti i livelli dei soci disabili ed ammalati, scompare la carica del Segretario
generale, è istituita la figura del Presidente nazionale, il numero dei
consiglieri è elevato a cinque, l'Associazione diventa ecclesiale e strumento
operativo nelle mani dei propri Vescovi. Tutto fa capo al vescovo vicario di
Roma.
Il nuovo Consiglio nazionale insediato ufficialmente nel 2001, affronta il terzo
millennio presentando ambiziosamente una serie di nuovi progetti fra i quali
quello delle case famiglia, quello per la tutela dei diritti, il progetto
bambini, per assicurare sempre ai nostri piccoli le cure di cui abbisognano e
infine il progetto natura per tutti in collaborazione con il W.W.F, per creare
oasi accessibili per vivere le meraviglie della natura.
Tomassi Giovanni Battista,
(Roma il 29/11/1880 — 25/4/1920),
fondatore dell'UNTAL, (Unione Nazionale Trasporto Ammalati Lourdes) il padre
Carlo era il maggiordomo della casa di Don Luigi Barberini, Principe di
Palestrina. Primo di dodici figli, amorevolmente cresciuti dalla madre Cesira,
appena dodicenne è costretto ad abbandonare gli studi perché colpito da una
grave forma d'artrite deformante che ben presto lo inchioda per sempre alla
carrozzina. Appassionato di giardinaggio, maneggiando terriccio e rose contrae
l'infezione tetanica che il 25 aprile 1920 pone fine alla sua vita.
Nel marzo del 1905 il Comitato direttivo è ricevuto in udienza privata da Pio
X°. Gli è presentato lo statuto dell'Opera, redatto di proprio pugno, dal
fondatore G.B. Tornassi, in Roma il 7 aprile 1909, si compone di 20 articoli.
Sinteticamente da loro spicca la fisionomia dell'associazione, gli organi
direttivi ed amministrativi che la compongono, le finalità, gli scopi che la
stimolano, i doveri e l'impegno dei soci affinché la loro attività non abbia ad
esplicarsi una sola volta l'anno, invitandoli a prestare la loro opera di carità
e d'amore negli ospedali almeno di domenica. I soci sono suddivisi in onorari,
effettivi, volontari.
Il Papa gradisce il gesto, lo approva, dice brevi parole di incoraggiamento,
esprimendosi in questi termini: "Di
opere di carità ce ne sono tante, ma questa tutte le supera, sicché può
chiamarsi opera di carità per eccellenza ed io invito tutti a lavorare per la
prosperità di questa nascente Unione.”
Nell'elenco del dicembre 1906 tra i 186 nomi di Vescovi, Sacerdoti, Marchesi,
Conti, nobili Signore ed affermati professionisti figura al 135 posto: R.mo
Roncalli Sac. Angelo, allora Segretario di Mons.Radini Tedeschi.
Cfr. Lucio
Costantini in Fraternità organo ufficiale dell'Unitalsi. Roma, n°1-2-3-4-5. n°1
anno 2003.
Cfr. AA.VV. " Un cammino di fede e di carità — In pellegrinaggio con L'UNITALSI
di VERONA", Grafica 10, città di Castello, Perugia, 2003.
Radini Tedeschi Mons.Giacomo, Maria, (Piacenza il 12 luglio 1857- Bergamo 22/8/1914) si laurea in teologia e diritto canonico a Roma, partecipò alla Segreteria di Stato come minutante per brevi periodi dal 1890 al 1896, è nominato Canonico del Capitolo Vaticano. Fu delegato pontificio a Vienna e a Parigi. Rientrato, a Roma, svolge un'attività intensissima sia come sacerdote, nella predicazione nell'opera dei Congressi e nell'Azione Cattolica, e come animatore instancabile di tutte le opere cattoliche della capitale. Alla fine dell'ottocento fonda il Comitato pro Palestina e Lourdes per accompagnare in quei luoghi numerosi Pellegrini provenienti da tutte le parti d'Italia, avvalendosi anche della collaborazione del Conte Acquaderni bolognese. Nel 1905 è nominato Vescovo di Bergamo, dove prosegue quest'impegno pastorale fino alla sua morte avvenuta il 22 agosto del 1914.
Cfr. Molinari F., Radini Tedeschi Giacomo, in Dizionario Storico del Movimento Cattolico in Italia. Marietti Voi- II p.527-31. Cfr. Grande Enciclopedia G.E 20, Istituto geografico De Agostani— Novara, 1976, Vol. XVI°, p. 168. Cfr. Angelo Roncalli, " In memoria di Monsignor Giacomo Maria Radini Tedeschi Vescovo di Bergamo", Società Editrice S. Alessandro, Bergamo, 1916.
Pio X, (al secolo Giuseppe Melchiorre Sarto), papa santo (Riese, Treviso, 1835- Roma 1914). Fu parroco a Salzano, vescovo di Mantova (1884) e nel 1893, cardinale e patriarca di Venezia. Eletto papa nel 1903, dopo il veto posto dall'imperatore d'Austria alla nomina del cardinale Rampolla, promulgò l'enciclica Gravissimo officii munere (1906), in cui condannava la separazione della Chiesa dallo Stato sancita dalla legislazione francese nel 1904. Poco dopo intervenne contro il movimento monarchico francese dell'Action francaise da una parte e contro gli abbés démocratiques dall'altra, vedendo in entrambi i movimenti, un pericolo per l'obbedienza dei fedeli alla gerarchia ecclesiastica. Gravi furono le conseguenze delle iniziative del pontefice: in Portogallo, la Chiesa vedeva i suoi beni confiscati, le congregazioni soppresse, vescovi e sacerdoti esiliati dal governo repubblicano. In Spagna, le congregazioni religiose, dopo la rottura delle relazioni diplomatiche, trepidavano per la loro sorte. In Germania, i liberali e protestanti si scagliavano contro i giudizi di condanna espressi nell'enciclica Editae saepe (1910). In Italia, il papa favorì l'ingresso dei cattolici nella vita politica temperando il rigore del Non expedit (1909), ma condannò la corrente democratica e scomunicò Romolo Murri. In questo quadro generale non certo propizio all'azione della Chiesa, papa Sarto puntò alla restaurazione della vita cristiana, dettando una nuova disciplina per il clero, insistendo sull'istruzione religiosa, chiamando i laici a cooperare con i vescovi e i sacerdoti all'apostolato (enciclica Fermo proposito, 1905). Frattanto prendeva forme sempre più appariscente il movimento del modernismo, che sosteneva la dottrina dell'immanenza e la critica razionalista cercandone l'aggancio con il problema religioso attraverso il sentimento. Di fronte al suo affermarsi fra il clero più colto e preparato (p.e. il Bonaiuti), il papa fece emanare una prima condanna con il decreto Lamentabili del Sant' Uffizio, seguito nel 1907 dall'enciclica Pascendi. Ultime opere di Pio X furono la riforma della Curia romana e la compilazione del Codice di diritto canonico.
Cfr. G.E.20,
Grande Enciclopedia, Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1976, Vol. XV,
p.208.
Cfr. P. G. Dal-Gal, " Beato Pio X Papa", Il Messaggero di S. Antonio, Padova,
1951.
Bedetti Giacomo, (1799 — 1889). Educatore ecclesiastico. Sacerdote nel 1822 (fu poi arciprete di S.Petronio), dedicò tutta la sua vita all'assistenza e all'istruzione dei bambini poveri. Iniziò l'apostolato con visite ai malati e ai carcerati, occupandosi in particolare dei facchini, categoria del tutto emarginata. Per questo fu detto "prete dei facchini". Nel 1838, dopo il fallimento di un apposito "Comitato per la fondazione d'asili infantili", apri nella parrocchia di S. Donato la prima "Scuola notturna" per giovani artigiani dagli 11 ai 15 anni "privi di chi debba o voglia educarli".I giovani, che raggiunsero il centinaio, erano assistiti gratuitamente per tutto il giorno e per tutto l'anno; erano istruiti nella religione, nella lettura, nella scrittura, nei conti, nel canto e nel disegno. Dopo il periodo d'assistenza, i giovani erano indirizzati in botteghe e officine artigiane. Ritenuto dalla Chiesa "servo di Dio per l'eroicità delle sue virtù”. I suoi resti riposano in S.Petronio.
Cfr. Giancarlo Bernabei a cura, Dizionario dei Bolognesi, Santarini s.a.s, Bologna 1989-1990., p.96-97, Vol.I°
Gualandi Cesare e Giuseppe, Sacerdoti e filantropi. Giuseppe (1826-1907), ordinato nel 1848, fondò due anni dopo il primo istituto bolognese per l'assistenza ai sordomuti, associandovi in seguito il fratello Cesare (1829-1886). L'Istituto ebbe varie sedi prima di stabilirsi definitivamente in Via Nosadella, 49. Fondarono inoltre una Casa di lavoro e di riposo per sordomute in località Roveri; l'iniziativa si allargò in seguito ad altre città come Firenze, Giulianova, Catania e Molfetta, per l'assistenza a tali attività, i fratelli fondarono un'apposita congregazione religiosa, le Piccole missioni per i sordomuti. L'Istituto Gualandi è ancora all'avanguardia nella formazione di personale specializzato; dal 1905 pubblica un periodico d'informazione tecnica. Di Giuseppe è stata introdotta la causa di beatificazione.
Cfr. Giancarlo Bernabei a cura, Dizionario dei Bolognesi, Santarini s.a.s, Bologna, 1989-1990, p.275, Vol. I.
Acquaderni Giovanni,
(Castel San Pietro 1839 — Bologna 1922).
Uomo politico, grande organizzatore, giornalista e editore. Studiò presso i
Gesuiti di Fano, quindi alla facoltà di legge a Bologna. Per un ventennio fece
l'editore-direttore, con sede in Strada Maggiore, di una quindicina di periodici
cattolici con larga tiratura e gestì uno stabilimento oleografico. Raggiunta una
solida posizione finanziaria, si dedicò completamente alla promozione d'opere
cattoliche. Nel 1866 fondò 1' "Associazione cattolica italiana per la libertà
della Chiesa in Italia"subito sciolta dal governo; l'anno dopo, con Mario
Fani, creò la "Società della Gioventù cattolica italiana", di cui fu
presidente. Fu tra i primi accompagnatori di pellegrini al Santuario di Lourdes,
già dal 1875.
A Bologna nella Basilica di San Paolo Maggiore dei Padri Barnabiti, per
iniziativa del parroco Don Adolfo Marsigli nel 1879 è stato eretto il primo
Santuario cittadino e della diocesi, dedicando una Cappella alla Madonna di
Lourdes. In questa Chiesa, si celebra tutti gli anni solennemente l'Ottavario
della Madonna dei Pirenei. La statua della Vergine, proveniente da Parigi, fu
donata dal Conte Giovanni Acquaderni. Lo stesso fu il promotore per la
costruzione della Cappella Italiana nella Basilica del Rosario a Lourdes (1883-1904).
Il 24 marzo 1881 istituisce la Congregazione di N.S. di Lourdes, approvata con
decreto di Mons. Gaetano Ratta, Vescovo ausiliare di Bologna. Il decreto
prescrive tra l'altro, la celebrazione del solenne Ottavario.
Tra le numerose iniziative da lui promosse, la fondazione del quotidiano
cattolico a Bologna "l'Avvenire" e del "Piccolo Credito Romagnolo"
per sostenere le opere cattoliche (1896).
Decisivo fu il suo contributo alla fondazione del complesso Bolognese del Sacro
Cuore (1896
— 1916), da lui affidato
all'architetto Collamarini. Si può affermare che le maggiori iniziative
cattoliche del cinquantennio postunitario portino la sua firma; in particolare
si prodigò dal 1903 per l'organizzazione dei pellegrinaggi nazionali ai santuari
francesi collaborando con il vescovo di Bergamo Mons. Giacomo Maria Radini
Tedeschi, che ebbe tanta eco e conseguenze nella vita dei cattolici bolognesi e
italiani. A questo pellegrinaggio partecipò anche il nostro fondatore
G.B.Tomassi. Particolarmente apprezzato da papa Leone XIII°, fu da questo
nominato conte.
Cfr. Giancarlo
Bernabei a cura " Dizionario dei Bolognesi", Santarini s. a.s 1989-1990,
Bologna, p.21-22; Vo1.I°. Cfr.Don Renato Mori, U.N.I.T.A.L.S.I Cinquant 'anni a
Parma 1935 — 1985, a cura della Sottosezione di Panna. p.15 Cfr. Grande
Enciclopedia GE 20, Istituto geografico De Agostani-Novara, 1976, Vol.I°, p.97.
Cfr. Giampaolo Venturi " Storia del Credito Romagnolo ", Laterza, Bari 1996, p,
17-26.
Cfr. Angelo Roncalli, " In memoria di Monsignore Giacomo Maria Radini Tedeschi
Vescovo di Bergamo", Società Editrice S. Alessandro, Bergamo, 1916.
Cfr. AA. VV. " La Basilica di S. Paolo Maggiore in Bologna, in occasione della
XVII decennale eucaristica, 1979.
Marella Olinto, detto Padre Marella (Pellestrina, Venezia 1882 — Bologna 1969). Sacerdote, filantropo. Dedicò tutta la sua vita all'istruzione e all'assistenza dei giovani bisognosi. Di vasta cultura (lauree in teologia e filosofia e in lettere), fu sospeso a divinis per sospetto modernismo (aveva simpatizzato con Romolo Murri); reintegrato dal Cardinale Nasali Rocca, si stabilì nel 1925 a Bologna insegnando nei licei Galvani e Minghetti. Contemporaneamente diventò l'animatore di gruppi d'assistenza ai baraccati (in cinquemila persone stipate dalla guerra fuori Porta Lame) e agli agglomerati popolari; fondò le "Piccole operaie" che si occupavano della custodia dei bambini, di doposcuola e d'avviamento al lavoro. Durante il conflitto cominciò a raccogliere bambini orfani e diede rifugio ai perseguitati politici. Nel 1948 iniziò la costruzione della "Città dei ragazzi" a san Lazzaro; l'opera si diffuse a macchia d'olio nel bolognese (una quindicina di case fra asili, oratori-doposcuola, rifugi per sfollati ed emigranti, per handicappati e studenti, laboratori per ragazzi, colonie agricole). L'opera assisteva oltre diecimila ragazzi; per sovvenire ai problemi finanziari delle varie case e sensibilizzare la popolazione, padre Marella si mise ad elemosinare in vari punti della città col cappello in mano, tradizione che è continuata dopo la sua morte dalle "Piccole operaie". Scritti: Manuale d'educazione e ammaestramento per le scuole infantili dell Aporti, 1930.
Cfr. Giancarlo Bernabei a cura, Dizionario dei Bolognesi, Santarini s.a.s., 1989-1990, Bologna, Vol.II°, p.331.
Poma Antonio, (Villanterio, Pavia 1910 – Bologna 1983), Arcivescovo di Bologna dal 1968 al 1983, nonché Cardinale, dopo essere stato Vescovo di Mantova e per un anno coadiutore-vicario generale del Cardinale Lercaro. Il suo fu un governo di normale amministrazione degli affari religiosi; il carattere schivo e la mancanza di slanci lo fecero passare velocemente sulla scena bolognese. D'altra parte per le sue doti di moderazione e per l'amicizia di Paolo VI raggiunse le più alte cariche ecclesiastiche. Per vari anni ricoprì la carica di Presidente della Conferenza episcopale italiana.
Cfr. Giancarlo Bernabei, a cura, Dizionario dei Bolognesi, Santarini s a s., 1989-1990, Bologna, p.414, Vol.lI°.
Della Chiesa Giacomo,
(Genova 1854 – Roma 1921). Nacque a Genova il 21 novembre 1854 dal marchese
Giuseppe. Laureato in legge, studiò teologia alla Gregoriana, fu consacrato
sacerdote nel 1878. Fu segretario del cardinale Rampolla alla nunziatura di
Madrid. Dopo essere stato sostituto della Segreteria di Stato nel 1901 era
rimasto quasi dimenticato durante il pontificato di Papa Pio X. Nominato
arcivescovo di Bologna dal 1907 al 1913, anno in cui fu creato cardinale. Nel
1914, eletto papa, sale al soglio di Pietro assumendo il nome di Benedetto XV in
omaggio al suo predecessore Lambertini. Durante il suo governo effettuò la
visita pastorale di tutta la diocesi e portò a compimento il tempio del Sacro
Cuore. Diede un decisivo impulso allo sviluppo dell'Azione Cattolica, e
s'interessò attivamente della stampa dell'Avvenire.
Nel 1908 Papa Pio X ideatore dei seminari regionali d'Italia, trovò
nell'Arcivescovo Giacomo della Chiesa, un sostenitore del grande Seminario
interdiocesano della Regione Flaminia a Bologna in Via dei Mille, che progettato
dall'Ing. Giuseppe Gualandi fu aperto e inaugurato nel mese di dicembre del
1919.
Per richiesta dei Vescovi ottennero da Benedetto XV di dare al Seminario il suo
nome.
E' importante ricordare l'impegno sincero di Benedetto XV, per la pace, contro
l'inutile strage della prima guerra mondiale. Altrettanto importante è
riconoscere a questo Papa l'aver messo la sordina all'azione antimodernista
promossa dal suo predecessore, che nel 1912 aveva colpito anche, nella diocesi
bolognese, il rettore del seminario, monsignor Ettore Lodi, costretto a lasciare
l'incarico e a rifugiarsi presso la casa dei preti poveri. Tardivamente
riabilitato, il cardinale Nasalli Rocca lo volle suo ausiliare e fu ordinato
vescovo nella Metropolitana di san Pietro nel marzo del 1925.
Cfr. Giancarlo
Bernabei, a cura, Dizionario dei Bolognesi, Santarini s.a.s, Bologna, 1989 –
1990.p.221 del Voi.I°. Cfr. AA.VV., " 70 Anni di frutti Dall'albero del
Pontificio Seminario Regionale < Benedetto XV > di Bologna". Stilgraf, Cesena,
1989.
Cfr. Giampaolo Venturi, " Storia del Credito Romagnolo", Editore Laterza, Bari,
1996. p.159, 176.
Cfr. AA.VV., " Papi a Bologna e Papi Bolognesi Giubilei e Pellegrinaggi",
HitStudio Editori, Scandiano (RE), 1999.
Morisi Angelica, (Lorenzatico di S. Giovanni in Persicelo 28 Aprile 1881 – Bologna 11 Dicembre 1951) al secolo Emilia Morisi, il 25 marzo 1899, entra alle Budrie di Persiceto nella Casa Madre dell'Ordine delle Minime dell'Addolorata, accolta da Madre Orsola Donati una delle prime compagne di Madre Clelia Barbieri. Il suo primo campo d'apostolato fu l'Ospedale di Castelfranco Emilia. Il 23 Settembre 1901, è ammessa alla professione dei voti e assume il nome d'Angelica. La troviamo successivamente impegnata all'Ospedale di S. Pietro in Casale, poi a Villa Verde in Bologna. Nel 1903 diventa superiora all'Ospedale di Bazzano, nell'agosto dello stesso anno raggiunge l'ospedale di Spilamberto (Mo) dove diventa superiora generale. Nel 1905 a soli 24 anni cominciò ad avvertire i primi sintomi della malattia, che fra recidive e miglioramenti giunge al 1908, quando si aggrava e comparvero i primi sintomi di una spondilite tubercolare. I dolori alla colonna vertebrale e alla regione costale si acuirono, mentre le gambe non ressero più per i continui spasmi. Posta su un piano rigido, in assoluta immobilità rimase per oltre due anni, fino alla sua partenza per Lourdes. Raggiunse la cittadina francese con lo XX° Pellegrinaggio Italiano dal 26 aprile al 3 maggio.
Cfr. Sr.S.M. "Minima dell'Addolorata " Una Rosa di Maria Immacolata, Scuola Grafica Villaggio del Fanciullo, Bologna, 1962.
Barbieri Clelia, nasce alle Budrie di S. Giovanni in Persicelo nel 1847 dove nel 1870 muore. Mistica, proclamata santa il 9 aprile 1989. Figlia di braccianti, rimasta orfana di padre a 14 anni si dedicò con tre compagne alla vita ascetica. Insieme affiancò il parroco nell'istruzione religiosa dei bambini e nella visita ai malati e agli anziani. Il gruppo, di cui Clelia era alla guida, si costituì nel 1867 in congregazione senza voti col nome di "Ritiro della divina provvidenza", poi mutato in "Minime dell'Addolorata". Fondata sulla meditazione, la povertà, il lavoro e l'apostolato itinerante, la comunità rimase presto orfana della fondatrice, morta di tubercolosi a soli 23 anni.
Cfr. Giancarlo Bernabei, a cura, Dizionario dei Bolognesi, Santarini s.a.s, Bologna 1989 – 199.0, p. 84, Vol.I°. Cfr. Luciano Gherardi, La Beata Clelia Barbieri, Arti Grafiche Tamari, Bologna, 1969.
Grassi Padre Raffaele,
(18/9/ 1879 Medicina (Bo) – Bologna 3/2/ 1961).
Giovanissimo entra nello studentato della Congregazione della Piccola Missione
per i Sordomuti di Roma, qui vive alcuni anni, a fianco del Venerato Fondatore,
il Servo di Dio Don Giuseppe Gualandi, di cui è stato poi uno dei più autorevoli
testimoni per il processo Diocesano di Beatificazione.
Compiuti brillantemente gli studi ecclesiastici nelle Università romane, fu
chiamato dalla fiducia del Fondatore alla Casa di Bologna; qui prodigò tutte le
sue energie fino agli ultimi anni, operando alla realizzazione di propositi da
lungo tempo espressi sia dal Venerato Fondatore sia dall'immediato successore.
Così nel 1905 dava inizio al periodico "Effeta" che oggi è al suo 98 anno
d'attività, umile, ma fedele voce dell'Istituto Gualandi e della Piccola
Missione.
Potenziò, con intelligenza precorritrice dei tempi, i laboratori per gli alunni,
in modo particolare, la scuola tipografica e realizzò il complesso del cinema
educativo Sordomuti.
Nominato nel 1923 Consigliere, dell'Opera Pia "Istituto Gualandi", portò
nell'Amministrazione civile dell'Opera tutta la sua competenza e le sue nobili
doti, di mente e di cuore.
Nella pedagogia speciale fu senz'altro primo. Dal Ministero della Pubblica
Istruzione ebbe, il riconoscimento dei suoi meriti, con conferimento della
Medaglia d'oro di prima classe dei benemeriti dell'istruzione elementare.
Da moltissimi anni (1909) aveva inserito nello spirito della sua vocazione
speciale l'Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes ed ai Santuari
Italiani. L'Unitalsi lo ebbe così propulsore delicato, diligente, entusiasta:
ognora presente nei molti pellegrinaggi a Lourdes e a Loreto, ove tutte le
manifestazioni di pietà mariana lo videro sempre in prima fila, mentre durante i
lunghi viaggi, la sua parola, ispirata e attenta, fu sempre animatrice,
tempestiva e ben accetta.
Fu ininterrottamente dal 1913 al 1961 Presidente e Assistente spirituale della
Sezione Emiliano-Romagnola.
Cfr. Archivio storico, Sezione Emiliano-Romagnola, Bologna.
Fra i suoi successori vanno annoverati:
Grandi Mons. Domenico,
(S. Andrea Pelago (Mo) 31/8/1904-Modena
26/6/1972). Conseguita la
laurea in teologia dogmatica alla Gregoriana, per tanti anni insegna nel
Seminario di Cogneto di Modena. Dal 1947 è Canonico e Prevosto della
Metropolitana. Ricopre importanti incarichi in Diocesi. Unitalsiano dal 1942
inizia la sua attività nella Sottosezione di Modena, dove diventa Presidente nel
1952. Nel 1946 è nominato Cappellano d'onore della Basilica di Lourdes dove
arriva una cinquantina di volte. Organizza quattro pellegrinaggi in Terra Santa
e moltissimi per Loreto. Nel 1970 è nominato Commendatore del Santo Sepolcro.
Dal 1962-1972 anch'egli riveste la carica di Presidente ed Assistente
Spirituale.
Mons. Giuseppe Brasini di Ravenna, sarà il nuovo Assistente regionale fino al
1980.
Cfr. Archivio storico, Sezione Emiliano – Romagnola, Bologna.
Cavatorti Dr. Pier Luigi,
(Parma 17/6/1913- Parma 21/7/2001).
Laureato in medicina ha svolto per molti anni la libera professione, con gran
sensibilità, disponibilità e l'amorevole cura e la generosità del buon
Samaritano. Tutti i suoi pazienti restavano ammirati per la professionalità
fatta di competenza, intuizione e di profonda umanità sempre illuminata da una
grande Fede e da un cuore pieno di bontà e di comprensione. Per oltre trent'anni
è stato attento responsabile sanitario nella Casa di Cura Pio XII di Misurina
per bambini asmatici. Ha avuto la gioia e l'onore – come Lui stesso confidava –
di essere stato il medico personale del non mai dimenticato Arcivescovo di Parma
Mons. Evasio Colli, che come ricordo e riconoscenza, gli ha donato il suo
orologio d'oro.
Inizia la sua attività Unitalsiana, come medico, nel 1959. Dal 1963 al 1970
ricopre la carica di Vice Presidente della Sottosezione a Parma, di cui diviene
poi Presidente dal 1971 al 1973. Dal 10 marzo 1973 è nominato Presidente della
Sezione Emiliana – Romagnola. Carica che ricopre dal 1973 -1988, è il primo
Presidente laico dell'Associazione. Nel 1975, per la sua costante dedizione e
per le molteplici benemerenze, è insignito della Commenda dell'ordine dedicato a
S. Gregorio Papa. Senza esagerazione, si può affermare che sapeva tutto, e
conosceva ogni cosa per quanto riguardasse il buon andamento del pellegrinaggio
ed il luogo in cui si svolgeva, per questo era sicuro punto di riferimento per
ogni evenienza che si presentava, in grado di indicarne con sicurezza la
soluzione più pratica ed immediata. Il Dr. Cavatorti pur non condividendo l'uso
dell'informatica, favorisce l'introduzione e l'utilizzo dei primi computer. La
Sezione Emiliano-Romagnola e fra le prime a adottare le nuove tecnologie in
campo nazionale. Nel Convegno internazionale che si tiene a Lourdes dal 19 - 20
aprile 1980 svolge una conferenza sul tema "I Malati di Lourdes". Da anni
durante i nostri Pellegrinaggi parla, ai Pellegrini sui "Miracoli di Lourdes"
dal punto di vista medico. Ha partecipato attivamente alla stesura dello statuto
del 1980, unitamente a Mons. Nello Bagni Assistente ecclesiastico regionale dal
1980 - 1990. Traduce in italiano il libro del Dr. Theodore Mangiapan, Presidente
dell'Ufficio Medico di Lourdes "Lourdes: Miracoli e Miracolati – Quando, chi
e dove !...” Tipografia della Grotta, Lourdes, 1987.
Durante la sua attività Unitalsiana ha partecipato a numerosissimi
pellegrinaggi: circa 110 a Lourdes, una trentina a Loreto, alcuni a Fatima e
qualche volta anche a Banneux.
Scrive un libro, come sua ultima fatica, su "Le Guarigioni a Loreto gli
sguardi e le carezze della Madonna", Congregazione Universale S. Casa,
Loreto, 2001, con prestazione dell'Arcivescovo di Loreto Mons. Angelo Comastri.
Cfr. Don Renato
Mori, Unitalsi Cinquant'anni a Parma 1935 – 1985, a cura Sottosezione di Parma,
1985.
Cfr. Archivio storico, Sezione Emiliano – Romagnola, Bologna.
Tabarroni M° Giorgio,
(Bologna 1/5/1926 – Bologna 14/9/1998).
Dopo il diploma di Maestro elementare, entra come impiegato presso la Camera di
Commercio di Bologna, dove ben presto, emergono le sue qualità morali e le
capacità operative che gli fanno raggiungere ruoli importanti di responsabilità.
Per anni collabora, con l'organizzazione dell'Onarmo, distinguendosi nella
gestione delle Case vacanze. Giovanissimo entra nell'Associazione Unitalsi,
Sottosezione di Bologna, come barelliere, e si afferma subito per il suo buon
carattere e la squisita sensibilità verso i malati.
Dal 1973 al 1988 con l'incarico di collaboratore, efficientissimo prima, poi
come consigliere regionale, partecipa attivamente in vari ruoli al Consiglio del
Presidente Cavatorti.
Dopo le dimissioni di quest'ultimo, per raggiunti limiti d'età, a norma dello
Statuto dell'Associazione, si tengono le elezioni regionali nel gennaio del
1989, nelle quali Tabarroni è eletto Presidente, carica che mantiene fino al
febbraio 1994, con notevole senso di carità, di pazienza e d'accordo con tutti.
Fu assai apprezzato dalla Presidenza Nazionale e da tutte le Sottosezioni della
nostra regione. Durante il suo mandato decolla con continuità annuale
l'iniziativa del Convegno regionale. Il 20 gennaio del 1990 trova per la Sezione
regionale, finalmente una sede molto accogliente e funzionale, presso le
strutture della Parrocchia della Sacra Famiglia.
Alla presenza dei Presidenti o dei delegati di tutte le Sottosezioni dell'Emilia
- Romagna, dei membri del Consiglio di Sezione, del Segretario generale Dott.
Stefano Marenda, dell'Assistente Ecclesiastico Regionale Mons. Nello Bagni, del
Parroco del Sacra Famiglia Don Pietro Palmieri, il Cardinale Arcivescovo Giacomo
Biffi ha visitato e benedetto la nuova sede regionale dell'Unitalsi. Dopo la
benedizione, il Cardinale si è soffermato sul particolare significato che
assumeva la sua presenza: portare all'Unitalsi il giusto riconoscimento per
l'opera svolta a favore dell'umanità sofferente e affermare con energia che "nel
disegno pastorale della Diocesi, come d'ogni singola Parrocchia, l'Unitalsi è
una realtà da cui non si può più prescindere, preziosa come testimonianza e come
mezzo, - ha soggiunto Sua
Eminenza-, nella sua
bellezza umana per riportare l'uomo, sofferente nel corpo, angosciato nello
spirito, verso Dio e la Chiesa".
Il Cardinale ha inoltre fatto notare la posizione privilegiata di questa sede,
ai piedi del colle della Guardia, sotto la protezione della Beata Vergine di S.
Luca.
Ha avuto
anche il merito di ripristinare con il IV treno, a quasi vent'anni di distanza,
il pellegrinaggio dei bambini a Loreto, più noto come "Treno della Grazia",
che quest'anno compirà il suo ventesimo compleanno.
Nel 1993 la Sezione celebra il suo ottantesimo compleanno, l'anniversario è
ricordato con il conio di una bella medaglia, ed il nuovo stendardo regionale
opere del M° Giovanni Paltrinieri di Bologna. E il Cardinale Mons. Giacomo
Biffi, Arcivescovo di Bologna Presiede l'Eucarestia e benedice lo stendardo
durante la manifestazione regionale che si tiene presso l'Istituto Salesiano di
Bologna.
Nello stesso anno, la Sezione Emiliano - Romagnola, partecipa a livello
nazionale con una buona partecipazione, nel mese di marzo, al pellegrinaggio in
Terra Santa e a quello di Roma nel mese di novembre, con udienza del Santo Padre
Giovanni Paolo II, per festeggiare il novantesimo dell'Unitalsi Nazionale.
Cfr. Archivio Storico Unitalsi, Sezione Emiliano – Romagnola, Bologna.
Frizzoni Geom. Italo,
nato a Udine il 9/1/1934, vive a Bologna dal 1946. Nel 1966, aderisce al Gruppo
Amici di Follerau di Spilamberto, prima associazione riconosciuta in Italia, dal
benemerito francese, a favore dei lebbrosi nel mondo.
Nel 1969 incontra casualmente l'Unitalsi grazie all'invito rivoltogli dal suo ex
professor Mons. Antonio Bartoli, più noto nell'ambiente scolastico come "Don
Tonino", parroco in S. S. Vitale e Agricola. Nel 1971 assieme ad un gruppo
d'altri 12 amici, fonda l'Associazione volontaria "Overseas", attiva a
favore dei paesi emergenti, e fa parte del gruppo direttivo fino al 1974,
collaborando nel settore tecnico. Nello stesso tempo vive attivamente l'impegno
unitalsiano aiutando l'amico Sergio Sarti, capo dei barellieri della
sottosezione a Bologna, nella preparazione dei servizi da affidare ai volontari
durante i pellegrinaggi. Nel 1978 con la perdita del responsabile Sergio Sarti,
il presidente regionale Dr. Cavatorti lo chiama a collaborare con il Consiglio
di Sezione, come capo dei barellieri, per curare la preparazione dei
pellegrinaggi e la formazione di nuovi quadri responsabili a livello regionale,
incarico che mantiene, con continuità fino al 1988. Nel biennio 1987-1988
ricopre anche la carica di vicepresidente regionale, a seguito delle dimissioni
del Dott. Italo Poggioli, incarico che mantiene anche dal 1989 al 1993 nel nuovo
consiglio del M° Giorgio Tabarroni.
Prosegue con cadenza annuale la manifestazione del convegno regionale, che si fa
itinerante, passando nel tempo da Bologna a Rimini, Ferrara, Modena, Piacenza,
Ravenna, ecc.. D'anno in anno, sono coinvolti, quali oratori, gli Arcivescovi e
i Vescovi diocesani, il Presidente e l'Assistente Ecclesiastico nazionale, il
Segretario generale, Uomini di cultura, Autorità civili e politiche. In campo
amministrativo, grazie anche alle nuove tecnologie informatiche si rende sempre
più trasparente la gestione economica, il bilancio regionale diventa pubblico,
così pure quello nazionale. Nel Consiglio di Sezione sono chiamati i primi
disabili come consiglieri aggiunti. La Sezione Emiliano-Romagnola partecipa
attivamente all'attività nazionale è presente all'inaugurazione del Salus
Infirmorum, dopo la sua ristrutturazione a Lourdes, avvenuta nel 1995, partecipa
al "Treno dei sogni". Questo pellegrinaggio da l'opportunità a trecento bambini,
provenienti dai reparti oncologici, di tanti Ospedali di tutta Italia, a
visitare e a vivere il parco dei divertimenti di Disneyland per tre giorni e a
goderne l'allegria come i loro coetanei più fortunati, li accompagnano a Parigi
i volontari unitalsiani. Nel 1996 l'Emilia-Romagna collabora con la Segreteria
nazionale nell'organizzare la "Crociera a Malta". La Compagnia Grimaldi
Crociere, dopo il varo della nuova nave Fantastic, permette a quattrocento
disabili, di partecipare, assieme ai volontari, per la prima volta ad una vera
crociera, lasciando in loro un ricordo indimenticabile. Alcuni di loro non
avevano mai visto e fatto un bagno in mare. L'anno 1997 vede impegnata la
Sezione regionale e la Direzione Romana nell'organizzare, a Bologna, la "Partita
del cuore" tra la Nazionale Italiana Cantanti e la Nazionale Politici. La sera
del sei giugno per la prima volta al mondo, allo stadio Renato Dallara,
ventiseimila persone provenienti da tutte le regioni d'Italia, con ogni mezzo,
aerei, navi, treni, pullman, ecc. e oltre duemila disabili ed ammalati,
finalmente non sono stati relegati in una zona "riservata agli handicappati",
come sempre accade, ma hanno potuto come tutti e senza discriminazioni tifare la
squadra del cuore. Ai bordi del campo, sulla pista per l'atletica leggera, uno
striscione lungo novantametri ammoniva "Handicappati? Mai. Stasera e sempre
senza barriere, tifosi e protagonisti della vita come tutti”. Dal 20 al 28
settembre l'Associazione partecipa attivamente alla buona riuscita del Congresso
Eucaristico Nazionale che si svolge a Bologna, coinvolgendo almeno tremila
volontari.
Nel 1998 si
svolge “Avanti tutta” crociera in Terra Santa a bordo della nuovissima nave
Excellent sempre della Compagnia Grimaldi. I Mille partecipanti, ammalati,
disabili, volontari, hanno potuto camminare e vivere negli stessi luoghi in cui
il Risorto e nato. Nel mese d'ottobre dal 9 al 18, dopo la coinvolgente
esperienza della crociera, la Sezione Emiliana con la Sezione Pugliese vola con
oltre cinquecento persone a Gerusalemme. Fanno parte del gruppo ben sessanta
carrozzine. Il 14 settembre scompare il caro amico Giorgio Tabarroni, già
Presidente regionale.
Il 1999 vede confluire circa 2000 bambini provenienti da ogni parte d'Italia e
dai paesi dell'ex Jugoslavia in pellegrinaggio a Lourdes. Qui hanno potuto
trascorrere alcuni giorni indimenticabili, tra giostre, clown e animali del
Circo Medrano venuti per loro nella città di Bernadetta. E' completata anche la
nostra casa a Lourdes, il Salus Infirmorum, che potrà ospitare da oggi
quattrocento ospiti.
Roma 11 febbraio 2000, Giubileo nazionale degli ammalati e degli operatori
sanitari, tempo privilegiato per ritrovare il senso della vita, partecipano
dalla nostra regione 18 pullman granturismo e cinque pulmini attrezzati, la
stampa nazionale parla di almeno trentacinquemila persone in Piazza S. Pietro,
acclamanti Papa Wojtyla.
Il 27 marzo, S.E. il Cardinale Giacomo Biffi, quale Presidente della Conferenza
Episcopale dell'Emilia-Romagna, conferisce l'incarico d'Assistente Ecclesiastico
Regionale dell'Unitalsi a Don Guiscardo Mercati, già Vice-Assistente di Mons.
Celso Ligabue Assistente Regionale dal 1980 al 1990.
Il Papa nomina nuovo Arcivescovo di Ravenna e Cervia e Metropolita della Romagna
Monsignor Giuseppe Verucchi, modenese. Nel mese di luglio, una pattuglia dell'Emilia-Romagna,
per la prima volta, va in avanscoperta in pellegrinaggio in Polonia, a
Czestochowa.
Il 26 agosto S.E. il Cardinale Giacomo Biffi, Arcivescovo di Bologna nella
Cattedrale di S. Pietro nomina, Mons. Elio Tinti, già Rettore del Seminario
diocesano, Vescovo di Carpi. Il Vescovo di Lourdes e Tarbes, nomina Cappellani
della Grotta Don Guiscardo Mercati, nuovo Assistente Ecclesiastico Regionale e a
don Giorgio Laurenti della Sottosezione di Parma. In novembre un centinaio
d'associati, con il presidente e l'assistente regionale, è arrivato a Siracusa
per il Santuario della Madonna delle lacrime. Qui, fra il 29 agosto ed il 1°
settembre 1953, la Madonna ha pianto. Un evento che ha scosso l'opinione
pubblica e che, controllato dalle più rigorose analisi scientifiche, si è
rivelato del tutto soprannaturale. L'iniziativa della Sezione Emiliana di
collocare anche questo santuario a pieno titolo, accanto a Lourdes, Fatima e
Loreto ha confermato aspetti giusti: soprattutto l'ottimo servizio dei sacerdoti
del Santuario e la competente disponibilità delle giovani guide, cose che non
solo dicono accoglienza, ma portano a vivere il pellegrinaggio come un incontro
fraterno con la chiesa locale, in pieno spirito giubilare e in piena
comprensione del messaggio complessivo di Siracusa. Nel mese di novembre
l'Associazione amici di Mons. Rossolini per tenere acceso nel tempo il suo
ricordo, durante la celebrazione della X° edizione del premio a Lui dedicato, in
Cattedrale, il giorno 11 alla presenza del Vescovo Bonicelli, ha chiamato
L'Unitalsi all'onore del premio, ritirato dal suo Segretario Nazionale Avv.
Maurizio Scelli, così motivato: "Per
l'evangelica testimonianza d'amore verso i più deboli, pellegrini e figli di
Maria". Il nostro
Segretario, visibilmente commosso, ha ringraziato tutti, indicando in
particolare il merito di tanti volontari che danno la loro disponibilità per
realizzare i pellegrinaggi, non dimenticando di dedicare un pensiero, fra gli
applausi del pubblico, agli undici amici di Soverato, Reggio Calabria, che con
il loro sacrificio, ha lasciato un segno indelebile. Nel mese di dicembre S.E.
il Cardinale Giacomo Biffi, Arcivescovo di Bologna, celebra il cinquantesimo di
sacerdozio e il venticinquesimo d'episcopato.
Eletto
presidente regionale la prima volta nelle elezioni del 1994, è stato
riconfermato nella successiva tornata elettorale del febbraio dell'anno 2000.
Nelle elezioni nazionali del 2001 è stato eletto Consigliere delegato.
Per la seconda volta, nel marzo del 2001 un folto gruppo unitalsiano
intersezionale dell'Emilia e della Lombardia, raggiunge nuovamente il Santuario
della Madonna delle Lacrime a Siracusa, riportandone una splendida esperienza
spirituale e culturale, nella condivisione con gli amici unitalsiani di
Siracusa, ospiti davvero superlativi. Il 21 luglio 2001, silenziosamente, come
aveva vissuto ci lascia il carissimo "Presidente" Dr. Cavatorti, fulgido esempio
di Fede viva e di carità generosa e di tenerissima devozione alla Madonna. Il
dieci di novembre, la Sezione Emiliano-Romagnola, vola per la prima volta al
Santuario di Santiago in Galizia, poi dopo Oporto e Coimbra, arriva a Fatima
dove di sera Padre Mariano ebbe a dire: "Dentro
alla quasi sparuta processione più intima quanto più esile, noi italiani
dell'Unitalsi ci siamo sentiti tanti perché i tutti erano pochi."
La Fondazione della Cassa di Risparmio di Bologna dona all'Unitalsi regionale
due pulmini attrezzati per il trasporto disabili. Il 10 novembre, il Presidente
nazionale Antonio Diella incontra, a Fognano di Faenza, i numerosi giovani della
nostra regione, qui convenuti per il loro ritiro spirituale. L'Assistente
nazionale S.E. Mons. Luigi Moretti, Vescovo ausiliare di Roma, il 30 novembre,
dirige il ritiro spirituale annuale regionale per tutto il personale a Loreto. A
Villa Pallavicini, in gennaio 2002, l'attività inizia con il XIII° Convegno
regionale, sotto il magistero dell'Arcivescovo di Ravenna-Cervia S.E. Mons.
Giuseppe Verrucchi. La sottosezione di Parma, trasferisce la propria sede
cittadina, presso l'Abbazia di San Pietro in Via Borgo Pipa, tre. Il Vescovo
S.E. Bonicelli, alla presenza delle massime Autorità cittadine e di una folla
unitalsiana, benedice le strutture appena restaurate. In aprile, per la XXII
volta, raggiungiamo il Santuario di Santa Maria delle Grazie e i luoghi del
Beato Padre Pio a S. Giovanni Rotondo. Presso la Basilica di San Luca, è
benedetta e inaugurata da S.E. Mons. Claudio Stagni, Vescovo Ausiliare, una
nuova sala in memoria di Vittoria Maccaferri, che in vita fu valida presidente
della Sottosezione di Bologna, e promotrice dell'installazione di un ascensore
per la salita dei disabili all'interno del santuario. Un gruppo si reca in
Romania alla scoperta delle bellissime Chiese Ortodosse e dei vari monasteri,
ornate in modo affascinante, sia all'interno e sorprendentemente anche
all'esterno, d'affreschi bizantini dai colori vivacissimi meravigliosamente
conservati anche dopo 500 anni. S.E. Mons. Vincenzo Zarri, Vescovo di Forlì e
Bertinoro, il 25 luglio celebra il suo 50° di sacerdozio.
La Sottosezione di Castelnuovo Monti, accoglie in settembre, al Santuario di
Bismantova, in una splendida giornata di sole 700 persone, e con due elicotteri
fa volare 51 disabili con le loro carrozzine. Altri 90 sono portati sulla
spianata con jepp e fuoristrada.
L'Arcivescovo Cardinale Giacomo Biffi, accoglie le dimissioni da Vescovo d'Imola
di Mons, Giuseppe Fabiani, e ha nominato il 18 ottobre Mons. Tommaso Ghirelli,
del clero bolognese, come nuovo Vescovo.
L'anno 2003, che nel tempo, sarà ricordato come il tempo delle celebrazioni, si
apre con il novantesimo della nostra Sezione, nata nel 1913 da una felice
intuizione dell'Arcivescovo Giacomo Della Chiesa, poi Papa Benedetto XV.
Doveroso poi è il ricordare quest'anno anche il centenario dell'elezione al
soglio di Pietro di Papa Pio X, nostro Santo patrono.
Ai primi di marzo ci si ritrova tutti a Rimini, dove festosamente, quattromila
volontari, si riuniscono nel suo Palacongressi, per la manifestazione
celebrativa nazionale del primo centenario dell'Associazione Unitalsi e
puntualmente arriva l'attesissima parola del Santo Padre che: "Nell'esortarvi
a perseverare nella vostra dedizione generosa, vi assicuro un costante ricordo
alla Vergine di Nazaret, che mi piace contemplare insieme a voi mentre, mossa
dallo Spirito, si reca in visita dall'anziana cugina Elisabetta. Sia Lei, Santa
Maria della Visitazione, a sostenervi perché testimoniate l'amore di Dio, pronto
ad abbracciare e sanare l'uomo gratuitamente."
Biografia:
Frizzoni Italo,
nato a Udine il 9 gennaio 1934, a Bologna dal 1946, dove vive e lavora.
Ha conseguito il diploma di geometra presso l'Istituto Tecnico "Pier Crescenzi".
Professionalmente si forma presso l'Ufficio tecnico del Consorzio di Bonifica
Alto Reno, diventando presto capo reparto lavori, del distretto di montagna,
dove si occupa di progettazione e direzione lavori di numerosissime costruzioni
attinenti la sistemazione idraulica, stradali, movimenti franosi, opere
d'ingegneria civile agricola e industriale.
Per dieci anni (1975—1985), regge, presso la Comunità Montana n°1 di Vergato,
l'ufficio che si occupa d'opere di sistemazione montana e di miglioramento
fondiario finanziate dalla Regione Emilia-Romagna.
Negli anni più recenti, Italo Frizzoni s'è interessato, alla ricostruzione
critica, d'episodi minori, del periodo storico che ha il suo centro ideale
nell'Eccidio di Monte Sole (29 settembre — 5 Ottobre 1944). La ricerca
facilitata dalla non comune conoscenza dell'ambiente che lo stesso ha accumulato
ha prodotto risultati di straordinario interesse. Italo Frizzoni ha collaborato
con articoli d'argomento storico a "Nuèter", periodico di storia locale
dell'Alto Bolognese, ed ha prodotto il corredo iconografico del volume d'Oriano
Tassinari Clò "Vimignano, una terra e la sua gente", Litografia SAB,
Bologna, 1987.
Dal 1996 è il Direttore responsabile del trimestrale "L'Eco di Lourdes",
della Sezione regionale Unitalsi, e collabora al bimestrale "Fraternità",
organo ufficiale nazionale dell'Unitalsi.
Fotografo per passione, con Giovanni Paltrinieri e Renato Peri dopo un primo
abbozzo di un censimento degli orologi solari di Bologna e provincia, ha
impiegato il suo tempo libero in una campagna sistematica di rilevazione di
tutti gli strumenti solari esistenti nel territorio provinciale e nella fascia
circostante. La campagna ha rilevato l'esistenza di oltre 500 Orologi, le cui
immagini di maggiore o minore significato artistico, ma sempre d'altissimo
interesse sono in gran parte riprodotta nella prima edizione, del volume "Meridiane
e Orologi solari di Bologna e Provincia" edito dall'Artiere Edizionitalia,
Bologna, 1995. Una seconda edizione aggiornata e ampliata del volume, sempre
curata dal medesimo Editore è stata pubblicata nel 2001.
GLI EX PRESIDENTI E EX ASSISTENTI ECCLESIASTICI DELLA SEZIONE
| 1913-1961 | Prof. GRASSI padre RAFFAELE | Presidente ed Assistente Regionale |
| 1962-1972 | Prof. GRANDI mons. DOMENICO | Presidente ed Assistente Regionale |
| 1973-1988 | Dr. CAVATORTI PIERLUIGI | Presidente Regionale |
| 1989-1993 | M.tro TABARRONI GIORGIO | Presidente Regionale |