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XXIV
TRENO DELLA GRAZIA |

Il Treno
della Grazia: palestra di felicità!
di Francesca Mussati
Scrivere qualcosa sul Treno della Grazia non è un compito semplice, perché si rischia di esprimersi in modo riduttivo e banale. La paura è quella di non riuscire a comunicare tutto ciò che questo pellegrinaggio rappresenta per chi sale su quel treno; e la paura è più che fondata perché non si può descrivere a parole quanto si vive a Loreto durante quello che noi amici chiamiamo TDG (Treno della Grazia).
L’avventura del Treno comincia già con il viaggio che prende il via
dalla stazione di Parma e percorre veloce la nostra regione, facendo
tappa in tutte le principali stazioni per caricare centinaia e centinaia
di bambini, genitori, ragazzi, giovani e personale di servizio. Arrivati
a Loreto il nostro pellegrinaggio entra subito nel vivo, i ritmi sono
altissimi, ma tutto è rigorosamente a misura di bambino! Proprio per
questo in ogni momento del giorno la piazza che ci accoglie con tanto
calore è sempre inondata dall’allegria, dalla gioia, dai canti e da
mille giochi e balli. Il primo saluto va naturalmente a Maria, che ci
accoglie sempre nella sua Santa Casa, ci aspetta ogni anno donandoci la
stessa Grazia, la stessa voglia di vivere intensamente questi giorni che
trascorriamo insieme.
Nell’ultima edizione i partecipanti, fra bambini, ragazzi, famiglie,
barellieri e sorelle dell’UNITALSI, animatori ACR e sacerdoti erano più
di 800, un numero davvero straordinario, una vera abbondanza di Grazia.
Il pellegrinaggio, come da tradizione, si articola alternando momenti di
gioco a momenti di preghiera e riflessione. A fare da scenografia al
nostro viaggio è sempre un tema conduttore, una storia scritta da amici
che partecipano al treno e che ci accompagna, come filo rosso, durante
la nostra permanenza. Nella prossima edizione, che si terrà dal 17 al 20
giugno 2010, il tema che ci accompagnerà sarà quello della famiglia,
come luogo d’amore. Il tema non è certo semplice, ma tutto nei giorni di
permanenza a Loreto parla di questo: i bambini che giocano insieme,
provando a non escludersi; i genitori che si confrontano con altri, che
scambiano la loro esperienza, che pregano insieme; i ragazzi adolescenti
che si mettono in gioco, che aiutano nei servizi più faticosi, che
riflettono sulla diversità e smontano alcune delle loro certezze;
giovani e adulti che si mettono al servizio dell’altro, con umiltà e
dolcezza: tutto questo credo parli più di mille storie. E credo anche
che sia un segno di come si possa vivere la nostra diversità, il nostro
essere unici con le nostre ricchezze e le nostre fragilità. Il TDG ogni
anno m’insegna questo: che ciascuno di noi, in carrozzina o no, che
possa parlare o no, che ci veda o no, è unico e ha la responsabilità
enorme di mettere questa sua unicità davanti a tutti, di offrirla e far
sì che tutti la possano offrire.
E’ importante ricordarci che al centro del nostro pellegrinaggio ci sono
i bambini, in modo speciale i nostri amici diversabili e le loro
famiglie: il TDG ha come fulcro e base l’attenzione e l’accettazione
della diversità, condizione che tutti noi sperimentiamo in modi
differenti.
Ogni momento che viviamo a Loreto, dalle celebrazioni ai giochi, dalle
riflessioni alla festa finale esprime enormemente meglio di quanto si
può fare a parole la sovrabbondanza di Grazia che riempie il nostro TDG.
Il Treno della Grazia non è solo un pellegrinaggio – campo scuola, non è
solo un’esperienza di servizio all’altro, non è unicamente un insieme di
famiglie e amici, è anche e soprattutto una palestra in cui
sperimentiamo la felicità e ci alleniamo a viverla e portarla nella
nostra quotidianità, nelle nostre città, nel nostro gruppo d’amici,
nella nostra famiglia.
Vi aspettiamo dal 17 al 20 giugno prossimo per una nuova “avventura ”
perché la grazia è infinita.