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via Irma Bandiera 22  40134 Bologna
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| SOTTOSEZIONE DI MODENA

 

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T. e F. 059219718

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COMPOSIZIONE RUOLO DIOCESANO 2006/2010:

GIOVANNA ZANELLI presidente
Mons. NARDO MASETTI assistente spirituale
...........  vicepresidente
ALESSANDRO BARATTA segretario
STEFANO SELMI tesoriere
STEFANO GIULIANI, LILIA MARCOLINI, ANNALISA MATTEI consiglieri
GIOVANNA GAROZZO, FRANCESCA MUSSATI, GIACOMO NEGRI, MARCO PELLACANI consigliere aggiunto





 

 

 

 







INCONTRO REGIONALE GIOVANI 2010: data e programma
PELLEGRINAGGI/MANIFESTAZIONI regionali e nazionali 2010
ATTIVITA' DI SOTTOSEZIONE 2009
TRENO DELLA GRAZIA 2010
TESTIMONIANZA DI LOURDES
IO SONO UN DISABILE





presso
la parrocchia di Gesù Redentore
via Leonardo da Vinci
41126 Modena

PROGRAMMA

SABATO 25 SETTEMBRE

Ore 14.00 accoglienza
Ore 15.30
Saluto e Preghiera
Ore 16.30
Merenda
Ore 17.00
Giochi e animazione
Ore 19.00 Vespri
Ore 19.30 Cena
Ore 21.00 Serata in allegria…spettacolo musicale!
Ore 22.30 Adorazione della Croce e fiaccolata
Ore 00.00 Veglia notturna alla Croce

DOMENICA 26 SETTEMBRE

Ore 7.00 Sveglia
Ore 8.00 Lodi
Ore 8.30 Colazione
Ore 9.30 Attività di gruppo
Ore 12.00 Santa Messa
Ore 13.30 Pranzo
Ore 15.00 Preghiera e saluti…

 

per informazioni e iscrizioni contattare: Unitalsi Modena 059219718 unitalsi.mo@tiscali.it Francesca 3498197314 Lilia 3357151594
L'iscrizione avverrà via mail, inviando la richiesta del modulo all'indirizzo mail unitalsi.mo@tiscali.it, si riceverà un modulo da compilare in ogni campo.

costi: 50 euro partecipazione completa
per i costi delle singole giornate contattare direttamente l'unitalsi

 

ATTIVITA’ DI SOTTOSEZIONE 2009

Gennaio

 

5-6

Befan-tour

11

Incontro di preghiera e fraternità

25

Assemblea generale e Giornata Adesione

29-1

Pesca di beneficenza

Febbraio

 

11

Incontro di preghiera e fraternità

15

Giornata mondiale del malato

Marzo

 

5

Incontro di formazione

11

Incontro di preghiera e fraternità

12

Incontro di formazione

19

Incontro di formazione

26

Incontro di formazione

29

Giornata nazionale Unitalsi

Aprile

 

19

Festa di primavera a Russi

19

Questua cittadina

27

Incontro di preparazione Pellegrinaggio a Lourdes

Maggio

 

11

Incontro di preghiera e fraternità

20

Incontro di preparazione Pellegrinaggio a Loreto

29

Incontro di preparazione Pellegrinaggio a Lourdes

Giugno

 

11

Incontro di preghiera e fraternità

14

Corpus Domini

15

Incontro di preparazione Treno della Grazia – Loreto

Luglio

 

11

Incontro di preghiera e fraternità

Agosto

 

11

Incontro di preghiera e fraternità

21

Incontro di preparazione Pellegrinaggio a Lourdes

Settembre

 

11

Incontro di preghiera e fraternità

13

Giornata di preghiera al Santuario di Fiorano

25

Incontro di preparazione Pellegrinaggio a Lourdes

Ottobre

 

9-11

Esercizi spirituali

11

Incontro di preghiera e fraternità

Novembre

 

4

S. Messa in suffragio dei defunti Unitalsiani

11

Incontro di preghiera e fraternità

Dicembre

 

8

Omaggio alla BeataVergine Immacolata

10

Memoria Beata Vergine di Loreto

12

Festa degli Auguri

31

Serata di fine anno

 

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TRENO DELLA GRAZIA 2010

Domenica 20 giugno è rientrato a Modena il Treno della Grazia, che era partito verso Loreto il giorno 17.
Quando il treno rientra alla stazione c’è sempre una particolarissima energia nell’aria: non si riesce a darle un nome che la contenga, senza inevitabilmente sminuirla. La giusta definizione l’ho trovata qualche giorno fa sbirciando su Facebook. Sulla pagina di un ragazzo diciottenne che ha partecipato al pellegrinaggio c’era una cartella di foto scattate a Loreto, il fotografo aveva chiamato il suo album “vita”. E credo sia proprio il riassunto perfetto dell’esperienza che si è appena conclusa e che ha visto lavorare fianco a fianco Unitalsi, ACR e CFR.
Il treno ha portato a Loreto più di seicento partecipanti fra bambini, genitori, volontari, adolescenti e sacerdoti e ci ha permesso come ogni anno di vivere una esperienza unica, all’insegna della condivisione, della gioia, dell’amicizia. Il filo rosso che ha guidato i nostri giorni nella casa di Maria è stato la famiglia, tema un po’ controverso e difficile da affrontare. Le nostre riflessioni, la nostra preghiera, le nostre azioni, sono state tutte incentrate sulla famiglia, come luogo della formazione di noi stessi, sede dell’amore e della scoperta della bellezza di vivere. Ogni attività, dal gioco alle liturgie, è stata pensata per farci entrare a fondo nel tema scelto e ogni giornata terminava sempre con la rappresentazione della storia che come sempre fa da cornice al pellegrinaggio. A farci compagnia quest’anno è stata Mulan, eroina che ha salvato la Cina da una orrenda persecuzione, battendosi per amore della sua famiglia.

E’ sempre sorprendente come il Treno della Grazia renda unica la realtà, unisce persone diverse, con storie diverse, disabili e non, bambini e genitori, volontari e pellegrini, le invita a vivere insieme la gioia della condivisione, le grida in piazza, i canti, i balli, le preghiere, il gioco, la formazione, il servizio e tutto sempre accompagnato dalla disponibilità al sorriso, ad aprirsi all’altro. Come nelle precedenti edizioni, hanno partecipato al pellegrinaggio oltre 80 ragazzi adolescenti provenienti da tutta la regione: con grande umiltà si sono spesi nel servizio agli altri e con grandissima serietà hanno affrontato la formazione e si sono confrontati con grandi testimoni di vita, che hanno spiegato loro come la differenza che vedono a Loreto sia da portare nella vita quotidiana come grande dono, enorme ricchezza. Perché non conta affatto ciò che ci rende diversi e ci allontana, ma ciò che ci unisce, cioè il fatto di essere ragazzi e ragazze, che pensano e amano. Credo che ci voglia molto coraggio a salire su quel Treno, perché se ne torna inevitabilmente cambiati: con tanta carica, tanta allegria e consapevolezza da portare nelle proprie realtà, tanti nuovi amici e tanta, anzi sovrabbondante, Grazia.

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TESTIMONIANZA DI LOURDES

Ci sono treni che viaggiano ad alta velocità, pensati apposta per rendere più agevole il nostro viaggiare, per dotarci di ogni confort e farci raggiungere la nostra meta nel più breve tempo possibile. Ci sono treni che, al contrario, viaggiano silenziosi, spesso di notte, spesse volte sono obbligati a fermarsi per farne passare altri; quasi privi di comodità ma assolutamente ricolmi di un “qualcosa” che non può essere completamente racchiuso in poche righe. Sono i treni bianchi, i treni che portano migliaia di ammalati, volontari, medici, infermieri, sacerdoti e pellegrini al santuario di Lourdes. Non so perché si chiamino bianchi, ma so per certo che quello che si sperimenta partendo per Lourdes è una sensazione di profondo benessere, di pace, di silenzio. Non un silenzio sterile, ma anzi uno spazio fecondo per lasciare aperto il cuore. Già dalla partenza ci si sente immersi in un clima di raccoglimento, di accoglienza e ascolto dell’altro, pur con le risate, le chitarre, i tantissimi giovani che sono l’anima di questo viaggio! Il viaggio è certamente faticoso, sia per i volontari che per i pellegrini, ma la volontà di tutti di viaggiare insieme, di raggiungere insieme la nostra meta come un gruppo, come una famiglia, rende tutto molto piacevole. Il prossimo pellegrinaggio inizierà il giorno 25 agosto, fino al 31 agosto. Il treno percorrerà tutta l’Emilia Romagna per giungere a Lourdes carico di persone disposte a vivere una esperienza che cambierà la loro vita.
Una volta giunti alla nostra meta il programma è sempre abbastanza intenso, poiché le esperienze da vivere sarebbero tantissime e il tempo per gustarle al meglio è sempre troppo poco. Solitamente all’arrivo, dopo l’accoglienza nelle strutture dell’UNITALSI, si partecipa alla santa Messa di inizio pellegrinaggio. I giorni successivi sono caratterizzati da celebrazioni molto curate e suggestive, che consentono di entrare nel clima di profonda spiritualità che caratterizza Lourdes. Al mio primo viaggio, ricordo di essere stata un po’ sconvolta dal mio arrivo, mi aspettavo di trovare un luogo silenzioso, povero, essenziale, invece mi sono trovata davanti ad una marea di negozietti con souvenir per turisti, centinaia di ristoranti e alberghi, migliaia di persone non proprio silenziose. La delusione iniziale, devo ammettere, è stata brusca, ma poi sono entrata nell’Esplanade, il luogo sacro all’interno del quale si trova la Grotta, e ho avuto la sensazione di essere nel posto giusto. Una volta davanti alla Grotta, di sera, quando i cancelli erano chiusi, ho sentito molto chiaramente la magia di cui tutti parlano tornando dal pellegrinaggio. È una sensazione unica, di benessere, liberazione del cuore, è come se qualcuno ti togliesse i pesi che senti, le tue disabilità, le tue fragilità. Passare sotto a quella Grotta, con la parete completamente levigata dai milioni di mani che l’hanno accarezzata per chiedere una grazia a Maria, è una emozione indescrivibile, è come se sentissi nel tuo cuore tutti i sogni, le speranze, le lacrime e i sorrisi di chi è passato prima di te. E’ il luogo in cui Bernadette, ultima degli ultimi, ha ricevuto il grande dono di parlare e pregare con Maria, è il luogo in cui si dice “che il cielo ha toccato la terra” e non c’è una frase che lo descriva meglio. Molte persone si trovano in preghiera davanti alla Grotta, alcuni forse si aspettano, curiosi, di assistere ad un miracolo. Io fortunata, di miracoli ne ho visti parecchi, uno per ogni persona che ho incontrato, che una volta salita su quel treno non è stata più la stessa. Ho visto il miracolo dell’amicizia, dei legami fortissimi che si creano durante il pellegrinaggio e non si sciolgono mai più, ho visto il miracolo dell’amore, di persone che avevano perso ogni speranza e hanno trovato compagnia, sorrisi, assistenza, ascolto; ho visto il miracolo dell’impegno di centinaia e centinaia di giovani, sempre sulle cronache per quello che non fanno o che fanno troppo male, che hanno spinto carrozzine, imboccato, pianto, pregato, riso, cantato, ballato e vegliato tutta la notte chi aveva bisogno di loro. Ho visto sacerdoti, suore, frati e vescovi parlare senza sosta con chi aveva bisogno del loro conforto; ho visto famiglie unite da un amore profondissimo, ho visto persone malate con una speranza e una voglia di vivere così enormi da avere il potere di cambiare chi sta loro accanto. Ho visto e sentito anche la sofferenza di chi non ce la fa più, di chi ha perso tutto, di chi è arrabbiato e non ha perduto ogni speranza. Tutto questo è Lourdes, è servizio all’altro, ascolto, accoglienza, compagnia, è ridere insieme, è conoscere la vita di un altro, è affezionarsi, amare, è fare un pianto liberatorio. Lourdes è tanto di più di quello che sono riuscita a scrivere, è una esperienza unica che l’UNITALSI ha il privilegio di vivere da più di cento anni. Io consiglio sempre a tutti di salire sul nostro treno bianco, non tanto per sperare di vedere un miracolo, quanto per essere pronti a scoprire il proprio. Durante il mio primo viaggio una persona mi ha detto che non si decide di andare a Lourdes, ma che è Maria a chiamarti. Non so se ci ho creduto subito, ormai sono passati parecchi anni, so solo che sono salita ogni anno sul treno e ho ricevuto, oltre ad infiniti doni, anche la conferma che aspettavo.

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Davide ha dettato la prima parte, la mamma Maria Agostina ha composto la preghiera
IO SONO UN DISABILE

Io sono un ragazzo disabile, non  in grado di camminare, di svolgere gli atti quotidiani necessari al vivere, di parlare in modo comprensibile a tutti.
Il mio pensiero, però, è molto chiaro e il mio linguaggio va oltre la parola chiaramente scandita.
In questo senso il ricordo torna al grande Papa Giovanni Paolo II che non si è mai rassegnato al silenzio e all’immobilità. Ha combattuto fino all’ultimo per comunicare ed affrontare la sua battaglia con ogni mezzo a disposizione. E’ stato il più rilevante testimonial della capacità di superare l’handicap. Questo Papa dallo sguardo profondo e giovanissimo, è diventato progressivamente una persona con disabilità. Con la sua immagine di forza ha difeso la dignità di tutti i malati e il suo esempio ha rincuorato le persone in difficoltà. Non ha mai nascosto la sua disabilità, ed anche dopo la tracheotomia, quando non riusciva più a parlare, ci ha insegnato che si può governare la Chiesa, parlare al mondo, commuovere cinque continenti, senza pronunciare nessuna parola. Un messaggio potente che affranca le persone che non riescono a parlare, perché restituisce dignità al silenzio, allo sguardo, al gesto, alla comunicazione empatica.                              

                        Davide De Pasquale

Se incontrandomi non avrai pietà di me
Se non dirai” meno male che non è capitato a me”
Se l’indifferenza non sarà la tua maschera
Se non fuggirai la mia vista scambiando egoismo con sensibilità
Se l’estetica esteriore non sarà il tuo credo
Se vedrai le mie possibilità e non i miei limiti
Se con rispetto toccherai il mio corpo 

Se mi considererai una persona e non una categoria
Se l’ideologia e i pregiudizi non oscureranno i tuoi pensieri
Se risponderai con parole giuste ai miei silenzi
Se non temerai la mia confusione e la mia violenza
Se con il mio pianto turberò la tua coscienza
Se ti stupirai della mia pazienza
Se in me amerai tutti coloro che mi assomigliano
Se mi aiuterai a trasformare la mia sconfitta in una vittoria
Se non auspicherai per me la soluzione finale
Se il mio silenzio ti insegnerà milioni di  parole

Se vanificherò il tuo buon senso
Se sarò io il maestro e tu l’allievo
Se non sarò per te scandalo ma proposta di vita
Se ogni dubbio su di me ti aprirà nuovi orizzonti
Se ti sentirai tu il problema e io la risposta
Se mi aiuterai non solo per avere la coscienza a posto
Se milioni di volte saprai metterti in discussione
Se rinuncerai alle tue certezze per trovarne di nuove
Se non mi crederai felice chiuso tra quattro mura

Se insieme a me ti sentirai più forte
Se si risolveranno in me le tue contraddizioni
Se mi farai partecipe della tua vita
Se sarò per te il migliore degli amici
Se guarderemo il mondo sorridendo
Se non farò parte delle tue paure
Se rispetterai i miei rifiuti e le mie proposte
Se saprai dirmi no quando è giusto che sia così
Se per me supererai le barriere dei sensi
Se sarò nei tuoi sogni e nella tua realtà
Se mi penserai con nostalgia quando sarò lontano
Se avrai paura di perdermi quando sarò malato
Se saremo complici in fantastiche avventure
Se insieme partiremo per un nuovo viaggio
Se oltre la vita verrai a cercarmi

Se la vita non mi spaventerà
Se le mie notti non conosceranno incubi
Se il mio passato sarà memoria
Se il mio presente sarà storia
Se non ci saranno parole conclusive tra noi
Se mi vuoi bene come te ne voglio io
Se questi SE saranno progetti e non rimpianti
Se saranno coniugati al futuro e non al passato
Se domani mi sveglierò con nuove attese
Se sarò il tuo inizio e il tuo fine

Se capirai il mistero e la mia funzione
Se avrai compreso la mia povertà e la mia ricchezza
Se mi crederai libero più di te
Se l’amore non sarà per me una chimera ma una possibilità

Se mi vedrai come mi vede Dio
Se accanto a te scoprirai l’Eterno
Se il mio dolore sarà per te Redenzione
Se guardandomi negli occhi saprai dirmi grazie
Se per tutte queste ipotesi troverai la tesi

Allora………………………………….
Maria Agostina,  mamma di Davide

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