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SOTTOSEZIONE DI REGGIO EMILIA via Mogadiscio 1, 42100 Reggio Emilia - T. e F. 0522515512 www.unitalsireggioemilia.it unitalsireggioemilia@gmail.com |
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Sottosezione di Reggio Emilia
organizza
per
Giovedì 14 aprile 2011
alle ore
20,00
presso il
Circolo di
Equitazione di Reggio Emilia
un
PINNACOLO BENEFICO
Durante la
serata verrà offerto un buffet
Le iscrizioni
dovranno pervenire entro l’11
aprile 2011
oppure presso le sedi UNITALSI:
Sabato dalle ore 10,00 alle ore
12,00 Via Farini, tel. 0522.434269
Giovedì dalle ore 16,00 alle ore
18,00 Via Mogadiscio, tel. 0522.515512
SETTANTA CANDELINE LUNGHE UN ANNO
"E a Reggio cosa avete fatto per il settantesimo?" La domanda è del
Presidente Regionale e costringe a pensarci su. Troppo facile rispondere
semplicemente: "Una grande e bella celebrazione al santuario della Ghiara,
col Vescovo e le altre associazioni cristiane che si occupano del mondo
della sofferenza". Allora ci voltiamo indietro e guardiamo intero questo
nostro settantesimo anno.
Vediamo soprattutto i pellegrinaggi, nostra stessa ragione di esistere.
Vediamo le mille occasioni di incontri e di Incontro che essi rendono
possibili e vediamo l’enorme lavoro eroico e spesso nascosto dei volontari
che li organizzano. Vediamo il poderoso impegno di chi ci ha preceduto, la
generosità e la fede preziosa che ci permette oggi di esserci.
Ma per fortuna non vediamo solo routine.
Se l’anno scorso aveva salutato la nascita dei corsi di preparazione per i
volontari, questo settantesimo anno ha visto una svolta diversa. Provate a
pensare: il 2005 inizia con un campeggio al mare, poi, nel corso dell’anno,
coi giovani a S. Marino, l’uscita all’oasi del WWF, la gita/pellegrinaggio
in Trentino, la partecipazione ad “apri le ali”…
Per non parlare della
giornata regionale del “Treno della grazia” splendidamente organizzata dal
gruppo di Scandiano e poi sfortunatamente annullata perché coincidente con
la morte dell’indimenticabile Giovanni Paolo II. Tutte iniziative in cui i
“volontari” hanno partecipato a pari livello con gli “ammalati”, fino al
punto da perdere di vista la differenza tra gli uni e gli altri.
Lo stesso logo del settantesimo è dovuto all’abile penna di un amico
modenese, che va in tipografia con la sua carrozzina elettrica.
Per troppo tempo ci eravamo
ripetuti che avremmo dovuto conservare nelle nostre terre e nel resto
dell’anno lo stesso spirito che anima i pellegrinaggi. Era il momento di
incamminarsi su questa strada, e proprio questo abbiamo fatto. Certo la
nostra non è che l’invenzione dell’acqua calda: sappiamo bene che molte
sottosezioni, fortunatamente, ci precedono su questa stessa strada e a loro
ci siamo ispirati, pur spendendo fantasia ed energie nostre.
Nel cuore portiamo il desiderio di giungere a consolidare un gruppo di
spessore maggiore, pur conservando la caratteristica unitalsiana di non
pretendere di esaurire tutta la proposta cristiana: è giusto che i nostri
membri vivano il respiro delle loro rispettive parrocchie.
Tuttavia resta
tra i nostri problemi il fatto che, pur avendo un enorme numero di iscritti,
la maggior parte di loro partecipa esclusivamente al pellegrinaggio. E nella
torta di questo compleanno anche una fetta amara: non avere trovato una sede
dignitosa, continuando a stare ammassati da 70 anni negli 8 metri quadri
dello sgabuzzino che chiamiamo pomposamente ufficio.
Dunque è questo che abbiamo fatto nel settantesimo: abbiamo preso una bella
rincorsa, ma la gara è ancora lunga. Allora via ai prossimi settant’anni,
con le mani e il cuore nelle mani e nel cuore del Signore, confidando e
chiedendo continuamente l’intercessione dei nostri predecessori nel regno
dei cieli e soprattutto di Maria nostra sorella e mamma.