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| SOTTOSEZIONE DI REGGIO EMILIA
via
Mogadiscio 2
http://www.unitalsireggioemilia.it |
COMPOSIZIONE RUOLO DIOCESANO
2006/2010:
ROBERTO BOTTERO
presidente GIOVANNA ARAZZI, MARCO ARPAJA, ANDREA MELECCHI, CLARA PATINI, PATRIZIA SALSI, ANNAMARIA FARAGO', ISA MARIA COSTI consiglieri aggiunti MARIA CECILIA SPALLANZANI
responsabile sorelle |
ATTIVITA’ DI SOTTOSEZIONE 2010
|
Febbraio |
|
| 7 | Apertura anno sociale: questa cittadina - Pranzo di apertura anno presso la Mensa del Vescovo |
| 11 | Festa della Madonna di Lourdes presso S. Agostino |
| Marzo | |
| 13-14 | Giornata Nazionale Unitalsi, con offerta piantine ulivo: il 13 a Reggio; il 14 nei paesi |
| 17 |
|
| 25 |
|
| Aprile | |
| 18 | Festa di primavera a Ferrara |
| Maggio | |
| 13 |
|
| 16 | Giornata diocesana del malato al Santuario Madonna di Ghiara |
| 21 | Il pellegrinaggio Unitalsi in sede |
| 23 | Festa del fiume a Sassuolo |
| 28 | Il pellegrinaggio Unitalsi in sede |
| Giugno | |
| 4 | Formazione con personale sanitario in sede |
| 13 |
|
| 18 | Formazione con personale sanitario in sede |
| 26-29 |
|
| Luglio | |
| 13 |
|
| Agosto | |
| 13 |
|
| Settembre | |
| 13 |
|
| Ottobre | |
| 13 |
|
| Novembre | |
| 28 | in sede: Assemblea, pranzo, Elezioni, Giornata Nazionale Adesione |
Ogni mese un appuntamento di fraternità per tutti, normalmente alla domenica pomeriggio. ogni volta in luoghi e con modalità diverse
VIAGGIO IN VAL DI FIEMME
angelo torelli
E' capitato a tutti di essere invitati dagli amici a vedere centinaia di
foto delle loro vacanze, oppure interminabili riprese da mal di mare; è
capitato a tutti di leggere cronache di viaggio che informano minuziosamente
di orari e menu. A me piace conservare poche immagini di ogni gita, magari
non bellissime, ma che raccontano le emozioni più intense e singolari:
sfogliamo l'album del nostro ultimo pellegrinaggio in Trentino. Anche se la
scelta di alcuni momenti piuttosto di altri è davvero difficile, so bene da
quale foto partire: è il viso stravolto e felice dei due barellieri che
hanno appena consentito al loro amico diversabile di volare letteralmente
sopra il fiume, quanta gioia ha saputo regalare la loro fatica, quanta gioia
si sono regalati!
Poi c'è la grande vasca dell'idromassaggio, talmente piena di unitalsiani
che l'acqua esce ad ondate: guardate quei visi sorridenti e provate a
distinguere i volontari dagli altri, se ne siete capaci.
Voltiamo la pagina di questo album e troviamo altre emozioni, emozioni più
semplici e quotidiane, se volete, ma gonfie di affetto: sono le teste vicine
o addirittura appoggiate. La testa del tesoriere contro quella della ragazza
in carrozzina, i visi vicinissimi di papà e figlio, quelli dei vice che
sollevano la presidentessa ed hanno il cappello tirolese ed il foulard.
Avete notato gli sfondi? Questa valle è un inno continuo al creatore, un
inno sommesso e potente: noi qui cominciamo a sentirci a casa.
Che si fa di sera chiedete?
In "discoteca" naturalmente! Ma togliete il microfono a quella ragazza: è
pericolosa, lo sapete! Non fidatevi nemmeno del presidente dietro di lei:
improbabile dj da cui non sai mai cosa aspettarti. Fantastica quella gara a
passare sotto la corda, con o senza carrozzina.
C'è anche la pagina degli estranei: quante battute vi vengono in mente a
vedere quell'asino perfettamente integrato nel gruppo sul prato davanti à
rifugio?
Che ne pensate di queste altre foto della polentata in baita dove gli
albergatori, dei perfetti sconosciuti si direbbe, mostrano invece di
trovarsi perfettamente a proprio agio tra le carrozzine e di divertirsi
insieme a noi?
E di quel ragazzo con gli occhiali cui sembra essere improvvisamente
ricresciuta una chioma fluente?
Quello che le foto raccontano è poi confermato dalle parole di questi
"esterni" che sono stati forse i migliori fotografi, quelli che hanno saputo
cogliere l'essenziale. Parole che dicono di essere stati bene, di essersi
sentiti accolti e coinvolti; forse non lo sanno nemmeno, ma l'evangelista
prima di loro ha detto le stesse parole: "...un
cuor solo e un'anima sola".
Infine le foto che non ci sono: quella dei due in costume e ciabatte chiusi
per errore in un'ala vuota dell'albergo mentre facevano la doccia a Nicolò,
le mille telefonate e le mail, le sorelle che aiutano a lavarsi e coricarsi,
le paure vinte e quelle non superate. Soprattutto la presenza ingombrante e
cattiva della malattia che fa la sua strada, siamo all'unitalsi: c'è vita
qui,
in tutte le sue manifestazioni; vita viva, palpitante, incomprensibile e dura a volte, anche se condivisa. Per questo sull'ultima pagina dell'album ho incollato queste mani e questo sguardo: vita, vita piena.
SETTANTA CANDELINE LUNGHE UN ANNO
"E a Reggio cosa avete fatto per il settantesimo?" La domanda è del
Presidente Regionale e costringe a pensarci su. Troppo facile rispondere
semplicemente: "Una grande e bella celebrazione al santuario della Ghiara,
col Vescovo e le altre associazioni cristiane che si occupano del mondo
della sofferenza". Allora ci voltiamo indietro e guardiamo intero questo
nostro settantesimo anno.
Vediamo soprattutto i pellegrinaggi, nostra stessa ragione di esistere.
Vediamo le mille occasioni di incontri e di Incontro che essi rendono
possibili e vediamo l’enorme lavoro eroico e spesso nascosto dei volontari
che li organizzano. Vediamo il poderoso impegno di chi ci ha preceduto, la
generosità e la fede preziosa che ci permette oggi di esserci.
Ma per fortuna non vediamo solo routine.
Se l’anno scorso aveva salutato la nascita dei corsi di preparazione per i
volontari, questo settantesimo anno ha visto una svolta diversa. Provate a
pensare: il 2005 inizia con un campeggio al mare, poi, nel corso dell’anno,
coi giovani a S. Marino, l’uscita all’oasi del WWF, la gita/pellegrinaggio
in Trentino, la partecipazione ad “apri le ali”…
Per non parlare della
giornata regionale del “Treno della grazia” splendidamente organizzata dal
gruppo di Scandiano e poi sfortunatamente annullata perché coincidente con
la morte dell’indimenticabile Giovanni Paolo II. Tutte iniziative in cui i
“volontari” hanno partecipato a pari livello con gli “ammalati”, fino al
punto da perdere di vista la differenza tra gli uni e gli altri.
Lo stesso logo del settantesimo è dovuto all’abile penna di un amico
modenese, che va in tipografia con la sua carrozzina elettrica.
Per troppo tempo ci eravamo
ripetuti che avremmo dovuto conservare nelle nostre terre e nel resto
dell’anno lo stesso spirito che anima i pellegrinaggi. Era il momento di
incamminarsi su questa strada, e proprio questo abbiamo fatto. Certo la
nostra non è che l’invenzione dell’acqua calda: sappiamo bene che molte
sottosezioni, fortunatamente, ci precedono su questa stessa strada e a loro
ci siamo ispirati, pur spendendo fantasia ed energie nostre.
Nel cuore portiamo il desiderio di giungere a consolidare un gruppo di
spessore maggiore, pur conservando la caratteristica unitalsiana di non
pretendere di esaurire tutta la proposta cristiana: è giusto che i nostri
membri vivano il respiro delle loro rispettive parrocchie.
Tuttavia resta
tra i nostri problemi il fatto che, pur avendo un enorme numero di iscritti,
la maggior parte di loro partecipa esclusivamente al pellegrinaggio. E nella
torta di questo compleanno anche una fetta amara: non avere trovato una sede
dignitosa, continuando a stare ammassati da 70 anni negli 8 metri quadri
dello sgabuzzino che chiamiamo pomposamente ufficio.
Dunque è questo che abbiamo fatto nel settantesimo: abbiamo preso una bella
rincorsa, ma la gara è ancora lunga. Allora via ai prossimi settant’anni,
con le mani e il cuore nelle mani e nel cuore del Signore, confidando e
chiedendo continuamente l’intercessione dei nostri predecessori nel regno
dei cieli e soprattutto di Maria nostra sorella e mamma.