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COMPOSIZIONE RUOLO DIOCESANO 2006/2010:

ROBERTO BOTTERO presidente
don GIUSEPPE LUSUARDI assistente spirituale
ANGELO TORELLI vicepresidente
MONICA ROSSI segretario
GIORGIO CODELUPPI tesoriere
VELIA GALLINARI, THOMAS TROLLI, STEFANIA DONATI consiglieri

GIOVANNA ARAZZI, MARCO ARPAJA, ANDREA MELECCHI, CLARA PATINI, PATRIZIA SALSI, ANNAMARIA FARAGO', ISA MARIA COSTI consiglieri aggiunti

MARIA CECILIA SPALLANZANI responsabile sorelle
STEFANO BENDINELLI responsabile medici
GABRIELE ARDUINI, GIUSEPPINA SUMMA responsabili giovani



















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LA NOSTRA PUBBLICAZIONE

PELLEGRINAGGI/MANIFESTAZIONI regionali e nazionali 2010

ATTIVITA' DI SOTTOSEZIONE 2010

VAL DI FIEMME

SETTANTA CANDELINE

 

 

ATTIVITA’ DI SOTTOSEZIONE 2010

Febbraio

 

7 Apertura anno sociale: questa cittadina - Pranzo di apertura anno presso la Mensa del Vescovo
11 Festa della Madonna di Lourdes presso S. Agostino
Marzo  
13-14 Giornata Nazionale Unitalsi, con offerta piantine ulivo: il 13 a Reggio; il 14 nei paesi 
17 Formazione naz. I in sede
25 Tema Lourdes 2010, a Sassuolo 
   
Aprile
18 Festa di primavera a Ferrara
Maggio  
13 Santo Rosario a Novellara
16 Giornata diocesana del malato al Santuario Madonna di Ghiara
21 Il pellegrinaggio Unitalsi in sede 
23 Festa del fiume a Sassuolo
28 Il pellegrinaggio Unitalsi in sede
Giugno  
4 Formazione con personale sanitario in sede
13 Santo Rosario a Correggio
18 Formazione con personale sanitario in sede  
26-29 Soggiorno in montagna
Luglio  
13 Santo Rosario a Montecchio
Agosto  
13 Santo Rosario a Fellegara
Settembre  
13 Santo Rosario a Brugneto
Ottobre  
13 Santo Rosario a Sassuolo
Novembre  
28 in sede: Assemblea, pranzo, Elezioni, Giornata Nazionale Adesione

 

Ogni mese un appuntamento di fraternità per tutti, normalmente alla domenica pomeriggio. ogni volta in luoghi e con modalità diverse 

 

 

VIAGGIO IN VAL DI FIEMME

angelo torelli

E' capitato a tutti di essere invitati dagli amici a vedere centinaia di foto delle loro vacanze, oppure interminabili riprese da mal di mare; è capitato a tutti di leggere cronache di viaggio che informano minuziosamente di orari e menu. A me piace conservare poche immagini di ogni gita, magari non bellissime, ma che raccontano le emozioni più intense e singolari: sfogliamo l'album del nostro ultimo pellegrinaggio in Trentino. Anche se la scelta di alcuni momenti piuttosto di altri è davvero difficile, so bene da quale foto partire: è il viso stravolto e felice dei due barellieri che hanno appena consentito al loro amico diversabile di volare letteralmente sopra il fiume, quanta gioia ha saputo regalare la loro fatica, quanta gioia si sono regalati!

Poi c'è la grande vasca dell'idromassaggio, talmente piena di unitalsiani che l'acqua esce ad ondate: guardate quei visi sorridenti e provate a distinguere i volontari dagli altri, se ne siete capaci.

Voltiamo la pagina di questo album e troviamo altre emozioni, emozioni più semplici e quotidiane, se volete, ma gonfie di affetto: sono le teste vicine o addirittura appoggiate. La testa del tesoriere contro quella della ragazza in carrozzina, i visi vicinissimi di papà e figlio, quelli dei vice che sollevano la presidentessa ed hanno il cappello tirolese ed il foulard.

Avete notato gli sfondi? Questa valle è un inno continuo al creatore, un inno sommesso e potente: noi qui cominciamo a sentirci a casa.

Che si fa di sera chiedete?

 

 

In "discoteca" naturalmente! Ma togliete il microfono a quella ragazza: è pericolosa, lo sapete! Non fidatevi nemmeno del presidente dietro di lei: improbabile dj da cui non sai mai cosa aspettarti. Fantastica quella gara a passare sotto la corda, con o senza carrozzina.

C'è anche la pagina degli estranei: quante battute vi vengono in mente a vedere quell'asino perfettamente integrato nel gruppo sul prato davanti à rifugio?

Che ne pensate di queste altre foto della polentata in baita dove gli albergatori, dei perfetti sconosciuti si direbbe, mostrano invece di trovarsi perfettamente a proprio agio tra le carrozzine e di divertirsi insieme a noi?

E di quel ragazzo con gli occhiali cui sembra essere improvvisamente ricresciuta una chioma fluente?

Quello che le foto raccontano è poi confermato dalle parole di questi "esterni" che sono stati forse i migliori fotografi, quelli che hanno saputo cogliere l'essenziale. Parole che dicono di essere stati bene, di essersi sentiti accolti e coinvolti; forse non lo sanno nemmeno, ma l'evangelista prima di loro ha detto le stesse parole: "...un cuor solo e un'anima sola".

Infine le foto che non ci sono: quella dei due in costume e ciabatte chiusi per errore in un'ala vuota dell'albergo mentre facevano la doccia a Nicolò, le mille telefonate e le mail, le sorelle che aiutano a lavarsi e coricarsi, le paure vinte e quelle non superate. Soprattutto la presenza ingombrante e cattiva della malattia che fa la sua strada, siamo all'unitalsi: c'è vita qui,

in tutte le sue manifestazioni; vita viva, palpitante, incomprensibile e dura a volte, anche se condivisa. Per questo sull'ultima pagina dell'album ho incollato queste mani e questo sguardo: vita, vita piena.

 

 

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SETTANTA CANDELINE LUNGHE UN ANNO
"E a Reggio cosa avete fatto per il settantesimo?" La domanda è del Presidente Regionale e costringe a pensarci su. Troppo facile rispondere semplicemente: "Una grande e bella celebrazione al santuario della Ghiara, col Vescovo e le altre associazioni cristiane che si occupano del mondo della sofferenza". Allora ci voltiamo indietro e guardiamo intero questo nostro settantesimo anno.
Vediamo soprattutto i pellegrinaggi, nostra stessa ragione di esistere.
Vediamo le mille occasioni di incontri e di Incontro che essi rendono possibili e vediamo l’enorme lavoro eroico e spesso nascosto dei volontari che li organizzano. Vediamo il poderoso impegno di chi ci ha preceduto, la generosità e la fede preziosa che ci permette oggi di esserci.
Ma per fortuna non vediamo solo routine.
Se l’anno scorso aveva salutato la nascita dei corsi di preparazione per i volontari, questo settantesimo anno ha visto una svolta diversa. Provate a pensare: il 2005 inizia con un campeggio al mare, poi, nel corso dell’anno, coi giovani a S. Marino, l’uscita all’oasi del WWF, la gita/pellegrinaggio in Trentino, la partecipazione ad “apri le ali”…
Per non parlare della giornata regionale del “Treno della grazia” splendidamente organizzata dal gruppo di Scandiano e poi sfortunatamente annullata perché coincidente con la morte dell’indimenticabile Giovanni Paolo II. Tutte iniziative in cui i “volontari” hanno partecipato a pari livello con gli “ammalati”, fino al punto da perdere di vista la differenza tra gli uni e gli altri.
Lo stesso logo del settantesimo è dovuto all’abile penna di un amico modenese, che va in tipografia con la sua carrozzina elettrica.

Per troppo tempo ci eravamo ripetuti che avremmo dovuto conservare nelle nostre terre e nel resto dell’anno lo stesso spirito che anima i pellegrinaggi. Era il momento di incamminarsi su questa strada, e proprio questo abbiamo fatto. Certo la nostra non è che l’invenzione dell’acqua calda: sappiamo bene che molte sottosezioni, fortunatamente, ci precedono su questa stessa strada e a loro ci siamo ispirati, pur spendendo fantasia ed energie nostre.
Nel cuore portiamo il desiderio di giungere a consolidare un gruppo di spessore maggiore, pur conservando la caratteristica unitalsiana di non pretendere di esaurire tutta la proposta cristiana: è giusto che i nostri membri vivano il respiro delle loro rispettive parrocchie.
Tuttavia resta tra i nostri problemi il fatto che, pur avendo un enorme numero di iscritti, la maggior parte di loro partecipa esclusivamente al pellegrinaggio. E nella torta di questo compleanno anche una fetta amara: non avere trovato una sede dignitosa, continuando a stare ammassati da 70 anni negli 8 metri quadri dello sgabuzzino che chiamiamo pomposamente ufficio.
Dunque è questo che abbiamo fatto nel settantesimo: abbiamo preso una bella rincorsa, ma la gara è ancora lunga. Allora via ai prossimi settant’anni, con le mani e il cuore nelle mani e nel cuore del Signore, confidando e chiedendo continuamente l’intercessione dei nostri predecessori nel regno dei cieli e soprattutto di Maria nostra sorella e mamma.

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